Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

.migranti si nasce

“Migranti si è per forza, sia che si nasca in cima a un monte, oppure sullo scoglio più basso che la marea riempie di alghe e sonno.
Solo se ti affacci da una finestra e gli occhi se ne vanno fin dove possono per istinto, e non dove gli viene detto che possono andare.
Migranti si nasce, dunque, non ci diventi solo se ti devi mettere a camminare.
Se hai mare davanti, per forza sei migrante, anche se non ti piace, perché qualcuno o un’onda, che s’è contrariata di vento o bufera, lì ti ci ha portato, pure prima che tu nascessi.
“

.donami l’attimo delle cose

.pedro sanchez

Perché la Spagna non sceglie la strada più facile: sceglie sempre la strada più giusta.

Lo porto qui questo discorso affinchè possa restare a futura memoria.

Le sue parole non volano, restano e trasformano rendendo solido un Paese pur con tutte le difficoltà interne.

Ma il dialogo, uno sguardo attento al popolo è quello che qualunque Stato vorrebbe: ne ha tutto il diritto.

.il dono

Nabokov ha il dono di saper condurre per mano il lettore lungo la scala delle emozioni. 

Scrive di una scena esilarante. 
Fedor era andato a fare il bagno in un laghetto.
Uscito dall’acqua, aveva scoperto di essere stato derubato di scarpe e vestiti ed era costretto a rientrare a casa con addosso solo il costume da bagno:

“Quando, uscito dalla foresta, attraversò la strada, la catramosa sensazione dell’asfalto sotto i piedi nudi (si noti l’uso originale ed evocativo degli aggettivi e delle metafore, ndr) si rivelò una piacevole novità. E anche dopo, sul marciapiede, fu strano e interessante camminare a piedi nudi. La leggerezza del sogno. Un anziano passante con un cappello di feltro nero si fermò, si voltò a guardarlo, disse qualcosa di villano, – ma immediatamente dopo, come felice compensazione del danno subito, un cieco con la fisarmonica, appoggiato con la spalla a un recinto di pietra, mormorò come se nulla fosse la sua richiesta di una piccola elemosina (eppure è strano – avrebbe dovuto sentire che sono scalzo) e spremette da suo strumento un suono poligonale. 
Dalla poppa di un tram due scolari gridarono qualcosa in direzione del passante nudo, e poi i passeri tornarono a posarsi sull’erba che cresceva tra le rotaie, da dove li aveva messi in fuga lo sferragliante vagone giallo. Caddero gocce di pioggia, ed era come se qualcuno gli applicasse sul corpo monete d’argento. Dall’edicola del giornalaio si staccò lentamente un giovane poliziotto che attraversò la strada per raggiungerlo.

“È vietato
 andare in giro per la città in questo stato” disse fissando l’ombelico di Fedor Konstantinovic.
“Mi hanno rubato tutto” spiegò brevemente Fedor
 Konstantinovic.
“Questo non deve succedere” disse il poliziotto.
“Ha ragione, però a me è successo” disse Fedor
 Konstantinovic annuendo con un cenno del capo (intanto intorno a loro si era formato un capannello di persone che seguivano il dialogo con curiosità).
“Che lei sia stato derubato o meno, è vietato girare nudi per le strade” disse il poliziotto cominciando a spazientirsi.
“Capisco, ma converrà che devo pur arrivare in qualche modo al posteggio del taxi”.
“Non in questo stato”.
“Disgraziatamente non ho la facoltà di mutarmi in fumo o di farmi spuntare un vestito dalla pelle”.
“E io le ripeto che non può andare in giro in questo stato” disse il poliziotto (“che sfacciataggine inaudita!” commentò alle loro spalle una voce grassa).
“In questo caso” disse Fedor
 Konstantinovic “non le resta che andare a cercarmi un taxi, io intanto aspetterò qui.”
“Anche aspettare nudi è vietato” disse il poliziotto.
“Posso togliermi il costume e imitare una statua” propose Fedor
 Konstantinovic.
Il poliziotto tirò fuori il suo taccuino e ne estrasse la matita in modo così brusco che la fece cadere sul marciapiede. Un operaio la raccolse servilmente.
“Nome, cognome e indirizzo” disse il poliziotto oramai fremente di rabbia.
“Fedor
 Godunov-Cerdyncev”.
“La smetta di fare lo stupido e mi dica come si chiama” urlò il poliziotto.
Se ne avvicinò un altro, superiore di grado, e chiese cosa stesse succedendo.
“Mi hanno rubato i vestiti nella foresta” spiegò pazientemente Fedor Konstantinovic, e di colpo si accorse di essere zuppo di pioggia. Qualcuno dei curiosi correva a ripararsi sotto una tenda, e una vecchietta che stava proprio accanto a lui per poco non gli cavò un occhio aprendo l’ombrello.
“Chi glieli ha rubati?” chiese il brigadiere.
“Non lo so, e soprattutto non me ne importa assolutamente nulla. Adesso vorrei soltanto tornare a casa ma lorsignori me lo impediscono […]”

Oggi sul blog di Coulelavie si è parlato di “Lolita” di Nabokov; a me è venuta in mente questa scena tratta da “Il dono” dello stesso autore che ho importato da qui scritto da Orazio C. perchè copiarla dal libro in mio possesso della Adelphi, 124, pag. 429 sarebbe stata un’impresa molto ardua.

.sei felice

mM – Acquarello



.l’Autunno è bello
solo se sei felice
se guardi le foglie
come ali, farfalle
in posa agli occhi
di un pittore
è bello

se il fenicottero
colora il cielo di rosa
se ripiega le ali, le tende
e con timidezza
vola senza vanto

.l’autunno è bello
se ti riporta l’infanzia
gli spazi del cuore
e un pugno di terra
con gusci di lumaca
e odore di cisto

.è bello
se hai due occhi
che guardano il mare
dove incontrare
la tua gratitudine

.l’autunno è bello
se trovi una rosa

sfuggita al suo breve tempo
alla vita
spesa in bellezza

.donata .delicata          
.che t’anima

mM

.voilà, Lily Was Here 

Suona un sax
nella notte
l’aria si fa nebbia
.densa
di ricordi
. di viaggi


di treni lenti
sulla costa ovest
di quest’isola

mM

.immagina

mM – Acquerello

.Esistono paesaggi
che silenziosi
si confrontano
.stringono
curve sino alla vetta
altri
ruscellano
e si liberano
in fontane silenziose


.mormora il mare
ricorda il padre
distesa azzurra
.oceano
che abbraccia
nuvole
.d’onde spumose



.smetti
.di guardare l’oriente
di aspettare
che il fiume
rovesci
i pesci
che i muschi
cambino colore
e che tutto
traduca e sveli


.esistono paesaggi
.che rotolano
salvano
fioriscono
verdeggiano

.intrecciandosi

.di sottili foglie
come farfalle
intorno alla
vite


.immagina


mM









.clelia

Un diario che. parla
avvolge il corpo
di parole

Così vivo il ricordo

.ora
per allora
.da sempre

fino alla fine

mM

.pequedo fado – Molica Molina

Nonostante il fado sia portoghese, questa canzone è scritta in spagnolo.

Il brano cattura perfettamente lo spirito della saudade (la malinconia tipica del fado), raccontando una storia d’amore intensa, dolorosa e destinata a svanire nell’oscurità e nel mare.

.tace

mM Acquerello




.il cielo tace
il cuore non si da pace
.vaga, smarrito
_incredulo_
eppure
ancora si fa forza
sconfigge ed è vinto
.da se stesso


.la poesia non tace
si fa pane
macinata a crudo
per tutti


.con un alito di vento
il poeta s’aiuta
e non muta
.regge la parola
come stendardo


tenero
messaggio
che piccolo
.rinasce

.mM

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