
In attesa della riapertura delle sale cinematografiche chiuse per Covid-19, il Ministro della cultura Dario Franceschini ha firmato il tanto atteso decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema, sopprimendo di fatto la censura preventiva di Stato ai sensi della Legge Cinema (legge 220/2016).
“Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, si legge nel comunicato diffuso ieri dopo la firma del decreto.
Il nuovo sistema va a sostituire le sette Commissioni per la revisione cinematografica con il potere di censurare le opere cinematografiche: non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala né di uscita condizionata a tagli o modifiche. La classificazione risponde alle esigenze di protezione dell’infanzia e della tutela dei minori, con particolare riguardo alla sensibilità e allo sviluppo della personalità propri di ciascuna fascia d’età e al rispetto della dignità umana. I film destinati alle sale saranno auto classificati dagli stessi produttori e distributori in base al pubblico di destinazione: opere per tutti; opere non adatte ai minori di anni 6; opere vietate ai minori di anni 14 (visibili a 12 anni compiuti accompagnati da un genitore) e opere vietate ai minori di anni 18 (o 16 anni compiuti accompagnati da un genitore).
La commissione avrà il compito di verificare la classificazione delle opere cinematografiche proposta dagli operatori del settore per confermarla o, al massimo, proporne una diversa. Essa sarà presieduta da Alessandro Pajno, Presidente emerito del Consiglio di Stato, e composta da quarantanove componenti scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico (critici, studiosi o autori) e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali. Si rinnoverà ogni tre anni.
Secondo il censimento fatto in occasione della mostra virtuale permanente promossa dal Ministero, Cinecensura, dal 1944 ai nostri giorni su 34433 lungometraggi sottoposti a censura sono stati 274 i film italiani, 130 americani e 321 di altre nazionalità a essere vietati e 10092 quelli ammessi dopo opportune modifiche, per circa un terzo del totale. Oggi tutto questo viene definitivamente archiviato e sul rapporto tra cinema e censura si scrive una nuova pagina di storia.
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