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Continue reading →: Conta fino a tre
Il dolore stratifica sulla pelle, ci passi una mano per grattarlo via, sbriciola e crepa ma tenace rimane attaccato lì. Non so se sia più doloroso il sangue lungo il braccio o la consapevolezza di quanto ti fossi sbagliato. Non mi ha mai attraversata, si è accumulato negli stessi punti,…
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Continue reading →: L’infelicità non è una strada percorribile
“L’infelicità non è una strada percorribile” – biascica Emanuele sbattendo il boccale sopra il bancone. Lo ripete 2, 5, 7 volte. Il volume della voce sempre più alto, le parole confuse scandite nella ricerca folle di chiarezza.Altri avventori si girano a guardarci incuriositi, mentre la sua voce scema nella schiuma…
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Continue reading →: Esser felici, ancora
Fine dicembre è il momento perfetto per tirar le somme, fare il punto, mettere in ordine cassetti e pensieri. Eppure farlo rende vulnerabili, fa sentire vigliacchi e un po’ bugiardi annotare quei risultati superstiti tra speranze disattese e fallimenti imprevisti. Dal foglio si sollevano buone intenzioni, passi maldestri, inciampi rovinosi.…
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Continue reading →: Lost stars
I colori della fotografia sono sbiaditi, un sottile strato di polvere li rende ancora più estranei e sfocati. La scritta a penna sul retro si è un po’ stinta, ma riconosco ancora la calligrafia della mano che l’ha firmata.Accanto il foglio di un quaderno, le righe da quinta elementare e…
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Continue reading →: True colors
“Non lasciare che le ferite del passato influiscano così tanto sul presente e sul futuro” – M. mi stringe delicatamente un braccio mentre ce ne stiamo seduti a ridosso del muro di uno dei tanti corridoi bianchi e asettici brulicanti di visitatori. Gambe veloci ci scansano, altre si fermano appena…
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Continue reading →: articolo senza titolo 6468
Ogni tanto ritorno su quella panchina.Ripenso ai tuoi occhi, a quell’abbraccio, e so che avresti capito.Tu avresti capito.
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Continue reading →: Nausea
Scrivere per parlare con se stessi, prima che con gli altri.Per mettere in ordine la confusione che volteggia nella stanza sempre più veloce, sempre più veloce, fino alla nausea.Come guardarsi allo specchio, fare facce buffe, riconoscersi di nuovo.Non era una fuga, ma la debita distanza da tenere per paura di…
