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14 agosto 2024


Il potere della Parola

La Parola, Yahushua


Ogni cosa ÃĻ stata fatta per mezzo della Parola; e senza di lei neppure una delle cose fatte ÃĻ stata fatta. (Giovanni 1:3) 


Il primo capitolo del vangelo di Giovanni conferma ciÃē che ÃĻ scritto in Genesi, la Parola (Yahushua) ha creato ogni cosa. Vorrei sottolineare l’importanza della parola, delle parole, di ciÃē che ognuno nel mondo esprime attraverso questo dono che ci ÃĻ stato concesso. La parola ha un potere immenso, ha il potere di compiere opere di bene o distruggere ogni cosa. 


Le parole che utilizziamo determinano bene e male


Custodisci il tuo cuore piÃđ di ogni altra cosa, poichÃĐ da esso provengono le sorgenti della vita. (Proverbi 4:23) 


Edificare, che significa costruire; consolare, che significa confortare l’oppresso o il sofferente; condividere, che ÃĻ la base dell’amore sincero; amare, che ÃĻ l’espressione stessa del principio di El... sono solo alcuni esempi di come l’uomo possa usare le parole, la manifestazione di ciÃē che esprime il cuore, che se ben diretto puÃē trasformare le nostre vite.


La lingua che veicola le parole, puÃē essere usata anche per distruggere, come affermano le scritture sia nel vecchio che nel nuovo testamento:


Ecco, anche le navi, benchÃĐ siano cosÃŽ grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere. CosÃŽ anche la lingua ÃĻ un piccolo membro, eppure si vanta di grandi cose. Osservate: un piccolo fuoco puÃē incendiare una grande foresta! Ma la lingua, nessun uomo la puÃē domare; ÃĻ un male continuo, ÃĻ piena di veleno mortale. (Giacomo 3:4-5,8) 


Riflettere su cosa esprimiamo con la lingua e quale sia la responsabilità che ogni uomo ha nei confronti del prossimo ÃĻ il primo passo per riconoscere chi siamo veramente e chi mostriamo di essere. I nostri comportamenti possono essere lame di verità che distruggono la menzogna, possono essere un fuoco che brucia di zelo, oppure la condanna a morte verso la perdizione eterna. Il semplice fatto che tutta questa creazione sia stata creata dalla Parola, dovrebbe convincere ognuno della sua importanza, di come il nostro spirito possa risiedere nella giustizia oppure nella menzogna.


La confusione delle lingue


«Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinchÃĐ non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra».  Yahuveh discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini costruivano. Yahuveh disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo ÃĻ il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciÃē che intendono fare. Scendiamo dunque e confondiamo il loro linguaggio, perchÃĐ l'uno non capisca la lingua dell'altro!» CosÃŽ Yahuveh li disperse di là su tutta la faccia della terra ed essi cessarono di costruire la città. PerciÃē a questa fu dato il nome di Babele, perchÃĐ là Yahuveh confuse la lingua di tutta la terra e di là li disperse su tutta la faccia della terra. (Genesi 11:4-9) 


Come fu ai tempi della torre di Babele, cosÃŽ oggi possiamo sperimentare questa confusione nelle lingue. Avevano una lingua sola e Yahuveh fu costretto a confondere questi uomini, piÃđ desiderosi di contendere contro di Lui, piuttosto che vivere uniti nello Suo spirito. PerchÃĐ tanta confusione? PerchÃĐ l’uomo non ha interesse a sottomettersi al Creatore, ma preferisce primeggiare, seguire la via della conoscenza che per prima desiderÃē Eva, a fare ogni cosa per appagare il proprio ego. Per questo oggi c’ÃĻ cosÃŽ tanta incapacità di comprendersi tra simili, ÃĻ piÃđ facile cercare la propria realizzazione che perseguire una via che unisca gli esseri umani sotto lo spirito di El. Questo esiste da secoli ed oggi usare le parole in modo corretto ÃĻ una scelta di grande ubbidienza, perchÃĐ significa comprendere il progetto iniziale di Yahuveh, che certamente voleva un’umanità unita e coesa, e che ancora oggi lo spirito vuole ricondurre ad una stessa lingua, nel quale gli intenti comuni sono gli stessi di El, nei quali Yahushua ÃĻ Re e Signore insieme ai santi e ai giusti. Senza approfondire tutte le sfaccettature di questo passaggio scritturale, ÃĻ bene avere a mente che possiamo davvero aspirare alle cose celesti, perchÃĐ ogni cosa concorre al bene di chi opera per il Bene, cosÃŽ come la lingua del futuro sarà quella spirituale, non quella che oggi stanno scimmiottando con i falsi prodigi della “scienza”.


Il comportamento


Immaginiamo una giornata che inizia ringraziando Yahuveh per la vita con gratitudine sincera, che inizia pensando a Lui e a quanto si possa fare di buono per mezzo di ciÃē che lo spirito santo suggerisce ai cuori degli umili, pensiamo a quanto i nostri pensieri possano diventare netti di fronte al Creatore, semplicemente chiedendo che siano da lui diretti, senza nessuna nostra interpretazione personale. Questa ÃĻ la vita che dovrebbero desiderare le creature che amano la Vita, che amano la pace vera e che operano per distruggere le fortezze di satana.


Altra giornata ÃĻ quella di chi non si rende conto del male che procura attraverso la lingua, che usa abilmente per distruggere e disgregare l’opera del Padre che compie attraverso tutte le creature visibili e invisibili. Certo ÃĻ una battaglia persa in origine dagli spiriti decaduti, ma procura in ogni caso problemi, peccati e ingiustizia fino alla morte eterna. Questo non puÃē essere la scelta consapevole di un discepolo, che si deve separare delle menzogne del mondo, pur vivendo nel mondo, facendo attenzione ad ogni tipo di contaminazione spirituale con chi desidera e pratica il male. Questo ÃĻ il potere immenso che possiamo esprimere con la lingua che veicola i nostri pensieri, come afferma Yahushua:


Ma ciÃē che esce dalla bocca viene dal cuore, ed ÃĻ quello che contamina l'uomo. (Matteo 15:18) 


Possiamo scegliere di meditare la Parola giorno e notte come scrive il salmista, oppure decidere di essere contaminati dal nostro cuore ingannevole, che altro non cerca che la propria brama egoistica, come un buco nero che inghiotte ogni cosa gli si avvicini.


Le relazioni


Siamo tutti immersi in un mondo di relazioni, anche colui che ÃĻ piÃđ isolato rispetto ad altri, deve necessariamente avere relazioni con altri uomini. La nostra responsabilità nelle relazioni ÃĻ proprio quella di agire per renderle sane, protette dal male, ripiene di amore, di giustizia, di pace. Ognuno ha l’obbligo di fare questo se non vuole vivere in balia di demoni che posseggano la mente e la lingua di ognuno di noi. Quanti di noi hanno sperimentato sensazioni di disagio con alcune persone che sembravano “negative” o “disturbanti”? Questa ÃĻ un’esperienza comune, ma l’intelligenza che viene dall'Alto ci impone di essere noi luce per loro, di illuminare questi spiriti, affinchÃĐ possano essere guariti dalla Parola. 

Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poichÃĐ tutto ciÃē che ÃĻ manifesto, ÃĻ luce. Per questo ÃĻ detto: «Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Yahushua ti inonderà di luce». (Efesini 5:13-14) 


Piuttosto che vedere il male negli altri cominciamo a vedere il male che ÃĻ in noi, che ÃĻ la cosa piÃđ difficile, perchÃĐ impone una sincerità totale verso noi stessi e soprattutto verso chi vede oltre noi stessi, lo spirito santo. Questo esercizio non solo ÃĻ utile per noi e per le nostre relazioni, siano esse di lavoro, di amicizia, di parentela o familiari... ma consente di farci trovare veramente senza difetto e in pace, pronti ad essere noi stessi veicoli di una lingua addestrata alla giustizia. Ogni persona vive una propria esperienza terrena, una propria storia fatta di momenti felici e altri di grande afflizione, momenti nei quali spesso si puÃē perdere la fede in Yahuveh. Questo non deve accadere mai, perchÃĐ significherebbe rifiutare la vita che ci ÃĻ stata donata, come dire che la nostra vita non ha senso di essere vissuta. Queste estratto del Salmo 17 ci mostra un modo corretto per uscire dai momenti difficili, chiedendo a Yahuveh l’aiuto con fede incondizionata.


Yahuveh, ascolta ciÃē che ÃĻ giusto, sii attento al mio grido; porgi orecchio alla mia preghiera che non viene da labbra ingannatrici. Dalla tua presenza venga alla luce il mio diritto; gli occhi tuoi riconoscano la rettitudine. Tu hai scrutato il mio cuore, l'hai visitato nella notte; mi hai provato e non hai trovato nulla; la mia bocca non va oltre il mio pensiero. Quanto alle opere degli uomini, io, per ubbidire alla parola delle tue labbra, mi son guardato dalle vie del violento. I miei passi si son tenuti saldi sui tuoi sentieri, i miei piedi non hanno vacillato. Io t'invoco, perchÃĐ tu m'esaudisci, o Yahuveh; inclina verso di me il tuo orecchio, ascolta le mie parole. (Salmi 17:1-6) 


Questa ÃĻ una testimonianza di fronte alle creature visibili e invisibili che la nostra lingua ÃĻ attenta e non si lascia contaminare (dominare) nelle prove della vita.


Giustificazione o morte


PoichÃĐ in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato. (Matteo 12:37) 


Ognuno ÃĻ responsabile delle proprie parole, che sono scritte nel libro della vita e che saranno usate contro di noi nel caso di condotta malvagia e mancato ravvedimento, perchÃĐ ogni parola e azione sarà pesata da Colui che puÃē giudicare. Per questo essere giustificati da Yahushua, avendo riconosciuto la nostra condizione di peccatori e avendo chiesto che ogni nostro peccato fosse cancellato, significa confidare in Lui e vivere in pace con tutti, perchÃĐ le azioni di chi desidera il bene saranno necessariamente volte al bene. Questo processo, che per un discepolo inizia il giorno del proprio battesimo, diventa un percorso di ravvedimento continuo, che volge alla santificazione della propria vita.


Come usare le parole che esprimiamo per guarire, calmare e lodare Yahuveh


Ora che abbiamo compreso quanto potere ha la lingua, possiamo comprendere meglio anche quale sia la via maestra per usarla al meglio:


La mia lingua celebrerà la tua giustizia, esprimerà la tua lode per sempre. (Salmi 35:28) 


Ogni lingua confessi che Yahushua Ha’MashYah ÃĻ l’AdonÃŽ, a gloria di Yahuveh nostro Padre. (Filippesi 2:11) 


La bocca del giusto esprime parole sagge e la sua lingua parla con giustizia. (Salmi 37:30)


C'ÃĻ chi, parlando senza riflettere, trafigge come spada, ma la lingua dei saggi procura guarigione. (Proverbi 12:18) 


Queste scritture sono cristalline, vorrei solo esprimere quanto potere possano avere le parole per guarire. Molti pensano ai doni dello spirito come ad un qualcosa di magico, di spettacolare, di segni e prodigi che trasformino la materia come i miracoli di Yahushua, ma oggi il vero potere di guarigione ÃĻ la Parola stessa. Quante volte abbiamo corretto un bambino, abbiamo insegnato una cosa giusta a chi sbagliava, consolato un malato, sorretto chi aveva le ginocchia deboli... tutte queste cose sono l’espressione della Parola, che ÃĻ guarigione. Pensare a questo ci rende partecipi dell’opera di salvezza di Yahushua, senza cercare chissà quale prodigio utile solo ad appagare noi stessi, ci proietta verso un futuro nel quale Yahushua ÃĻ il guaritore e noi siamo coloro che conducono i dispersi verso l’ovile della sua salvezza.

Il dono delle lingue


Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. (Atti 2:4) 


Questo versetto estratto da un contesto molto piÃđ ampio, descrive come nel giorno di Pentecoste lo spirito santo agÃŽ affinchÃĐ genti di ogni luogo che si recavano a Gerusalemme, sperimentarono il dono delle lingue, perchÃĐ se pur di idiomi e dialetti diversi, potessero esprimersi e rendere noto ciÃē che lo spirito doveva rivelare. Fu un momento che cambiÃē il paradigma spirituale del mondo e di fatto adempÃŽ la promessa fatta agli apostoli di attendere lo spirito santo una volta che Yahushua fosse morto e risorto. Pietro riuscÃŽ a parlare a moltitudini di persone che non potevano conoscere il suo stesso linguaggio (ne lo stesso apostolo avrebbe potuto farlo in tutti i dialetti presenti in quel momento) e questo evento diede inizio all'opera potente descritta in Atti.


La concezione moderna del dono delle lingue, che ha poco a che fare con la glossolalia, con parole alla rinfusa e senza significato, dimostra come lo spirito compia la sua opera e renda possibile ogni cosa attraverso la Parola. Se pur Paolo afferma di parlare piÃđ lingue, dice anche di preferire parole chiare per edificare la chiesa e oggi sappiamo che questa ÃĻ la cosa piÃđ importante, perchÃĐ ÃĻ attraverso questa opera che la verità vince sulla menzogna, cosÃŽ come una profezia (parola di verità) ÃĻ piÃđ utile di qualsiasi altro dono. 


Desiderate ardentemente l'amore, non tralasciando perÃē di ricercare i doni spirituali, principalmente il dono di profezia. (1 Corinti 14:1) 


Cerchiamo quindi l’amore verso Yahuveh, parlando con parole di verità, di giustizia e di edificazione spirituale.


Parole per pregare


Le parole sono importanti anche per pregare il Padre nostro Yahuveh, lo stesso Yahushua ha lasciato un modello di preghiera che tutti possiamo usare, ma se leggiamo le scritture, ogni versetto ÃĻ una preghiera, ogni passo esprime lo spirito santo che contiene l’esperienza dei nostri fratelli del passato, che serve oggi come modello da seguire. 


Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. (Matteo 6:7) 


Il MessYah chiarisce il senso spirituale riguardo alla preghiera, non usare tante parole significa non privare delle parole il loro significato e contenuto che vogliamo indirizzare verso Yahuveh. I pagani e i religiosi sono abituati a ripetere preghiere uguali decine di volte, pensate alle corone delle varie religioni, pensate ai mantra ripetuti all'infinito, non certo per raggiungere chissà quale vetta spirituale, ma piuttosto per entrare in contatto con stati di coscienza alterati, che non sono certo un bene da perseguire. Yahushua si appartava e pregava il Padre cercando parole per instaurare con lui un’intimità nella quale il sentimento di riconoscenza, di amore, di aiuto per la missione che stava compiendo, fossero un mezzo per unirsi spiritualmente a Yahuveh. Questo accade a chiunque preghi con rispetto, con timore reverenziale di fronte all'essere piÃđ elevato e santo che ÃĻ il creatore YHVH. Le parole sono importanti e Yahushua ÃĻ il mezzo con il quale noi dobbiamo pregare il Padre, tanto che dichiara di pregare NEL SUO NOME, non in altri nomi o epiteti che non hanno significato, o peggio hanno significato opposto che conduce ad altre divinità o potestà dell’aria.


Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perchÃĐ non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perchÃĐ egli intercede per i santi secondo il volere di El. (Romani 8:26-27) 

 

Lo spirito verrà in aiuto di chi userà le parole con semplicità di cuore, con l’intento di chiedere al Padre il bene per gli altri, perchÃĐ questa sarà la vera preghiera, che non necessita di grammatica, sintassi o sinossi, necessità di contrizione e umiltà di fronte Yahuveh, El di tutti gli elohim, che solo grazie a Yahushua potrà ascoltarci ed esaudirci a suo tempo, perchÃĐ la preghiera del giusto ha effetto per chi cammina nello spirito santo. Possa YHVH aiutare e guidare ognuno di noi mentre impariamo e pratichiamo la giustizia.


La tua parola ÃĻ una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero. (Salmi 119:105) 


In verità

11 agosto 2024


Gratitudine


Uno dei motivi per cui YHVH concede di avere figli ÃĻ per insegnare qualcosa a noi stessi. Quando i bambini sono viziati e gli viene detto che non possono avere qualcosa, fanno il broncio e alcuni hanno scatti di ribellione. In genere questo rappresenta una brutta dimostrazione di malcontento e non ÃĻ solo il risultato del loro stato emotivo, spesso ÃĻ un modo per manipolare i genitori nel cedere per ottenere qualcosa. Questa condotta non ÃĻ propria solo dei bambini, quando le cose non vanno per il verso giusto, a volte agiamo allo stesso modo verso il nostro Creatore, tendiamo a concentrarci sulla nostra percezione di come dovrebbero essere le cose, e quando non ÃĻ cosÃŽ, ci lamentiamo e ci sentiamo scontenti, iniziamo a vedere il male ovunque e in ogni persona. L'opposto di questo atteggiamento ÃĻ essere grati per quello che abbiamo, essere grati a Yahuveh che ci concede e dona ogni cosa, perchÃĐ ogni cosa viene da Lui.

Lamento, lamentarsi


Ci sono molti esempi di lamentele nella Bibbia. L'esodo dagli egiziani e il tempo nel deserto furono molto difficili e molto spesso gli israeliti mormorarono per questo. Paolo insegna: 


Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo alla fine dei tempi. (1 Corinti 10:11)

 

Il Mar Rosso


Dopo che gli israeliti lasciarono l'Egitto, incontrarono il Mar Rosso davanti a loro e gli egiziani dietro di loro. Ecco come hanno reagito:


Quando il faraone si avvicinÃē, i figli d'Israele alzarono gli occhi; ed ecco, gli Egiziani marciavano alle loro spalle. Allora i figli d'Israele ebbero una gran paura, gridarono a YHVH, e dissero a MosÃĻ: Mancavano forse tombe in Egitto, per portarci a morire nel deserto? Che cosa hai fatto, facendoci uscire dall'Egitto? (Esodo 14:10-11)

 

MosÃĻ confortÃē il popolo con queste parole:


E MosÃĻ disse al popolo: «Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che Yahuveh compirà oggi per voi; infatti gli Egiziani che avete visti quest'oggi, non li rivedrete mai piÃđ. YHVH combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli». (Esodo 14:13-14)

 

L'acqua amara


Quando giunsero a Mara, non potevano bere l'acqua di Mara, perchÃĐ era amara; perciÃē quel luogo fu chiamato Mara. Allora il popolo mormorÃē contro MosÃĻ, dicendo: «Che berremo?» (Esodo 15:23-24)

Questo ÃĻ ciÃē che MosÃĻ ha fatto:


Egli gridÃē a Yahuveh; e Yahuveh gli mostrÃē un legno. MosÃĻ lo gettÃē nell'acqua, e l'acqua divenne dolce. È lÃŽ che YHVH diede al popolo una legge e una prescrizione, e lo mise alla prova, dicendo: «Se tu ascolti attentamente la voce di YHVH che ÃĻ il tuo El, e fai ciÃē che ÃĻ giusto agli occhi suoi, porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti infliggerÃē nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perchÃĐ io sono Yahuveh, colui che ti guarisce». (Esodo 15:25-26)

 

Gli israeliti si lamentarono, ma MosÃĻ confidÃē in Yahuveh.


Gli israeliti si lamentano del cibo


È il quindicesimo giorno del secondo mese dopo la loro partenza dall'Egitto ed ÃĻ la terza volta che brontolano.


Tutta la comunità dei figli d'Israele mormorÃē contro MosÃĻ e contro Aronne nel deserto. I figli d'Israele dissero loro: «Fossimo pur morti per mano di Yahuveh nel paese d'Egitto, quando sedevamo intorno a pentole piene di carne e mangiavamo pane a sazietà! Voi ci avete condotti in questo deserto perchÃĐ tutta questa assemblea morisse di fame!» (Esodo 16:2-3)

La risposta di Yahuveh:


Allora Yahuveh disse a MosÃĻ: «Ecco, io farÃē piovere pane dal cielo per voi; il popolo uscirà e ne raccoglierà ogni giorno il necessario per la giornata; cosÃŽ lo metterÃē alla prova e vedrÃē se cammina o no secondo la mia legge. (Esodo 16:4)

I libri di Esodo e Numeri hanno molti altri esempi, lo schema ÃĻ sempre lo stesso, gli israeliti si trovarono di fronte a una situazione di sofferenza e invece di aspettare YHVH per chiedere aiuto, hanno temuto il peggio e iniziato a lamentarsi. Non hanno avuto fede, questo aspetto ci fa molto riflettere su come noi dimentichiamo il bene che riceviamo e che abbiamo ricevuto in momenti di prova o sofferenza nel nostro passato. YHVH ha fatto cosÃŽ tanto per loro e fa cosÃŽ tanto per noi oggi attraverso Yahushua.

Lamentarsi porta alla ribellione


Lamentarsi e mormorare si trasforma in una vera e propria ribellione, come scritto in Deuteronomio:


Ma voi non voleste andare e vi ribellaste all'ordine di Yahuveh, del vostro El; mormoraste nelle vostre tende e diceste: «YHVH ci odia; per questo ci ha fatto uscire dal paese d'Egitto per darci in mano agli Amorei e per distruggerci. (Deuteronomio 1:26-27)


Quando succede qualcosa che percepiamo come negativo, ci sentiamo delusi o arrabbiati e quindi iniziamo a lamentarci. Mentre brontoliamo, iniziamo ad analizzare la situazione, cercando di capire perchÃĐ questo sia accaduto e quale sarebbe il possibile scenario peggiore, la paura insorge e iniziamo a credere a queste bugie che abbiamo inventato nelle nostre menti. In questa fase, il passo logico successivo ÃĻ ribellarsi a chiunque riteniamo responsabile della situazione, e molto spesso, come credenti, riteniamo YHVH responsabile, nonostante l’avvertimento che El rivela a Samuele sulla ribellione.


La ribellione ÃĻ considerata stregoneria


Infatti la ribellione ÃĻ come il peccato della divinazione, e l'ostinatezza ÃĻ come l'adorazione degli idoli e degli dÃĻi (elohim) domestici. PoichÃĐ tu hai rigettato la parola di Yahuveh, anch'egli ti rigetta come re (riferito a Saul, ndr). (1 Samuele 15:23)

Facciamo spesso come hanno fatto gli israeliti, ci lamentiamo per mancanza di fede e dimentichiamo anche tutto ciÃē che YHVH ha fatto per noi. Tendiamo a concentrarci solo sull'evento o sulla prova momentanea, senza guardare con gratitudine alla sua liberazione, in questo dovremmo essere piÃđ sinceri verso noi stessi e soprattutto verso Yahuveh.


Lo spirito santo mette alla prova


YHVH ci ha dato comandamenti da rispettare per trarre vantaggio dalle prove della vita, per avere una via maestra da percorrere, essi sono un modo per verificare la nostra fedeltà nei suoi confronti. Quando scegliamo di obbedire a YHVH scegliamo la vita, sia nel fisico che nello spirituale, lui ÃĻ saggezza ed amore, vuole il meglio per noi e tutto ciÃē che ci chiede ÃĻ di essere giusti, di vivere la nostra vita come testimonianza vivente della sua giustizia. Questo dovrebbe bastare a rendere grazie in ogni occasione.


Essere grati

Lo stesso Paolo conferma per mezzo dello spirito santo, quale dovrebbe essere l’atteggiamento spirituale di un vero discepolo in ogni occasione:


In ogni cosa rendete grazie, perchÃĐ questa ÃĻ la volontà di Yahuveh in Yahushua verso di voi. (1 Tessalonicesi 5:18)


Se crediamo che YHVH abbia il controllo di tutto, dobbiamo credere che qualunque cosa ci accada ÃĻ per il nostro bene o per glorificarlo.


Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano El, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. (Romani 8:28)

E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Yahushua Ha’MashYah. (Filippesi 1:6)

 

Questa ÃĻ la nostra missione, vivere in questo spirito, avendo fede nel piano di Yahuveh per noi e per il suo popolo. Vediamo solo in parte e quando quella parte che vediamo, non si allinea alla nostra percezione di come dovrebbero essere le cose, tendiamo a lamentarci, questo nel tempo conduce al peccato, come afferma anche il fratello Giacomo. Oggi possiamo onorare YHVH con il sacrificio delle nostre labbra, la preghiera, possiamo trasformare i nostri pensieri in bene, rinnovando costantemente il processo di ravvedimento che opera in noi attraverso lo spirito santo, operare il vero combattimento spirituale, che assume piÃđ il senso di difesa dello spirito santo piuttosto che la contesa contro lo spirito santo.


Per mezzo di Yahushua, dunque, offriamo continuamente a El un sacrificio di lode: cioÃĻ, il frutto di labbra che confessano il suo nome. (Ebrei 13:15)


Come dunque avete ricevuto Yahushua, l'AdonÃŽ, cosÃŽ camminate in lui; radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede, come vi ÃĻ stata insegnata, abbondate nel ringraziamento. (Colossesi 2:6-7)


Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie. (Colossesi 4:2)


Avere un atteggiamento di gratitudine


Gli effetti che cambiano la vita nell'avere un atteggiamento di gratitudine sono stati scientificamente provati, non che abbiamo bisogno della scienza per dimostrare che la Bibbia ÃĻ la verità, ma ÃĻ sorprendente sapere che puÃē essere provato per coloro che non credono. Avere un atteggiamento di gratitudine crea emozioni positive e questo allarga il cuore, lo spirito santo fluisce in noi ispirandoci a fare opere di bene, a dedicare tempo all'edificazione spirituale, a creare occasioni nuove di testimonianza, nonchÃĐ appaga il nostro spirito che riceve una parte di benedizioni da Yahuveh stesso.


Ogni volta che incontriamo una situazione difficile, abbiamo due opzioni, possiamo scegliere di avere paura e scadere nel lamento e nella negatività, oppure avere fede. Se temiamo, inizieremo a brontolare e ci ribelleremo contro YHVH. Questa ribellione causerà una serie di problemi, che potranno essere anche fisici, la malattia stessa ÃĻ una causa del peccato e di questo spirito. Tuttavia, se avremo fede, saremo grati sapendo che YHVH ha il controllo delle nostre vite, saremo in grado di affrontare ogni situazione sapendo che non siamo soli e che YHVH ci mostrerà una via d'uscita, sia personale, sia per il suo popolo.

Quindi, possiamo scegliere di avere un atteggiamento di gratitudine e aspettare YHVH con fede, oppure possiamo continuare nella paura, nel brontolio e nella ribellione e subirne le conseguenze. Possiamo dire la verità solo se conosciamo la verità, ÃĻ inutile mentire a se stessi, lo studio della parola di YHVH deve essere parte di noi, ogni volta che un pensiero devia dalla Via, dobbiamo tornare alla parola di verità, perchÃĐ possiamo tutto attraverso Colui che ci fortifica. (Filippesi 4:13)


In verità


Credits: setapartpeople.com

12 giugno 2020


Quale linguaggio utilizzava Yahushua e i suoi discepoli?

Yahushua nacque da discendenza ebraica e insegnÃē ai suoi discepoli nella sua lingua originaria (ebraica e aramaica). I discepoli di Yahushua erano anche conosciuti come ebrei, ebrei israeliti. Yahushua e il suo popolo vivevano sotto l'occupazione romana, ma la loro lingua e identità spirituale, come popolo ebraico, era fondata sulla Torah, la Legge di YHVH.

Mentre la trasmissione orale dell'insegnamento di Yahushua si diffondeva a un pubblico piÃđ ampio, i discepoli scrissero della loro esperienza con Yahushua in ebraico e aramaico, a beneficio di altri che non erano testimoni oculari come loro, sulle cose che Yahushua insegnava e compiva. Ma anche prima che venissero scritti resoconti sulla vita di Yahushua, i suoi insegnamenti e la sua fama furono diffusi tra i Greci, anche in lingua greca.

Coloro che seguono YHVH e il Suo unigenito Yahushua, lo fanno ad esclusione di tutte le altre religioni ed elohim. YHVH chiama chi vuole, sia greco che ebreo, ossia tutti coloro che permettono ai comandamenti di Eloah di essere scritti nel proprio cuore, questo ÃĻ “il residuo di popolo separato (kedoshim)” che YHVH distingue.

"Voi avete visto ciÃē che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d'aquila e vi ho condotto da me. Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poichÃĐ tutta la terra ÃĻ mia. E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d'Israele"". (Esodo 19:4-6)

Anche prima del primo peccato di Adamo, YHVH ha stretto un'alleanza affinchÃĐ l'uomo si unisse a Lui come unico e solo Eloah degli Elohim e nel corso della storia, YHVH ha cercato di proteggere l'umanità dalla contaminazione con altri dei. YHVH ha sempre dimostrato il suo amore e la sua lealtà alla sua Creazione, ed ha sempre concesso la libertà di offrirci volontariamente per servirlo.

Il popolo eletto di YHVH e il Ger-Toshav (“i non ebrei”), vengono istruiti ai comandamenti e alle Leggi per entrare nell’Alleanza di YHVH ed essere un popolo "peculiare". Eloah ammonisce chiaramente coloro che seguono le vie dei pagani.

Distruggerete interamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per scacciare servono i loro Elohim; sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verdeggiante. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro colonne sacre, darete alle fiamme i loro Ascerim, abbatterete le immagini scolpite dei loro Elohim, farete sparire il loro nome da quei luoghi. (Deuteronomio 12:2-3)

Altre Scritture lo confermano, alcuni esempi sono in: (Esodo:20:3; 1Samuele 7:3; Luca 4:8)

Tutti coloro che seguono Eloah non devono contaminarsi con altri elohim. La cultura politeistica (nel nostro esempio quella ellenica) e la Torah non si possono mescolare, secondo ciÃē che ÃĻ comandato da YHVH e Ha’MashYah.

Anche 1.000 anni dopo, i traduttori ebrei si rifiutarono di ellenizzare il nome di YHVH. Gli scribi ebrei erano cosÃŽ rispettosi del Nome di YHVH, che scelsero di inserire lettere paleo-ebraiche nel testo greco quando si menzionava. Dopo mille anni la Parola di YHVH, i dieci comandamenti, furono resi disponibili in lingua greca. Prima di questo, se i Greci volevano leggere la Parola di YHVH, dovevano imparare la lingua ebraica.

La lingua greca ebbe origine intorno all'800 a.C., nacque da una cultura politeistica che si differenziava come "modernizzata", custode della filosofia e della conoscenza, piuttosto che come dei precetti di un Eloah e della Sua Parola. YHVH si ÃĻ sempre opposto alla "modernizzazione", come leggiamo in tutte le Scritture.

"Io sono YHVH, il tuo Eloah", che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitÃđ. Non avrai altri elohim davanti a me. Non ti farai scultura alcuna nÃĐ immagine alcuna delle cose che sono lassÃđ nei cieli o quaggiÃđ sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perchÃĐ io, YHVH, il tuo Eloah, sono un Eloah geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non userai il nome di YHVH, il tuo Eloah, invano, perchÃĐ YHVH non lascerà impunito chi usa il suo nome invano. (Esodo 20:2-7)

Il primo comandamento indica che YHVH ÃĻ Eloah. Il Nome di YHVH non puÃē essere traslitterato in un'altra lingua, perchÃĐ all'interno del Nome c'ÃĻ il significato perfetto di cosa rappresenti (“MostrerÃē d’essere cioÃĻ che mostrerÃē d’essere”).

Il secondo comandamento ÃĻ un divieto contro il frazionamento di YHVH nei nostri cuori, nella nostra mente e conseguentemente nelle nostre azioni. La prima rovina dell'uomo, ÃĻ quella di dividere la sua lealtà tra YHVH e un'altra autorità. Molte persone suppongono che la loro lingua e cultura siano uguali a tutte le altre culture, ma non c'ÃĻ niente sulla terra che l'uomo possa creare che sia uguale a YHVH, certamente non la "cultura" o le filosofie umane, contrarie ad Eloah. Ogni cosa infatti sussiste per mezzo di Yahushua, primizia di tutte le cose, immagine dell’Eloah dei viventi.

Egli ÃĻ prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. (Colossesi 1:17)

La Parola insegna a non mettere nulla prima di YHVH, questo si riferisce ad ogni cosa che si interpone fra noi e Lui (culture, tradizioni, credenze, ...). Seppur vero che la testimonianza della Verità ÃĻ annunciata in varie lingue nel mondo, questo non significa che il significato spirituale sia diverso o inquinato dalla cultura del luogo. In Paesi dove si pratica il politeismo, non significa che la Parola di Verità debba aderire a questa tradizione religiosa. Per questo il concetto stesso di religione, non puÃē essere “in Verità”, perchÃĻ ogni religione contamina la Parola con dottrine umane.

La Scrittura ammonisce circa la contaminazione e l’adulterazione della Parola.

Non aggiungerete nulla a quanto vi comando e non toglierete nulla, ma impegnatevi ad osservare i comandamenti di YHVH, il vostro Eloah, che io vi prescrivo. (Deuteronomio 4:2)

Si raccontano storie rabbiniche su come la Torah fu diffusa in 70 lingue, in modo che tutti gli uomini avessero una certa comprensione della Scrittura, e certamente l'intenzione di YHVH ÃĻ quella di far conoscere le sue Leggi a chiunque. Tuttavia YHVH parlava a MosÃĻ nella lingua ebraica, YHVH non parlava in 70 lingue a MosÃĻ. Se pur negli Atti degli apostoli di fronte all’apostolo Pietro, le persone parlassero in lingue, questo fu solo un segno dello Spirito Santo, a testimoniare che Egli era presente a Pentecoste, aveva una funzione specifica in quel preciso momento e per quel preciso scopo.

YHVH ha dato istruzioni di "non aggiungere, ne sottrarre nulla alla Parola", quindi non abbiamo bisogno di speculare, perchÃĐ sappiamo che dall'inizio dei tempi, YHVH ha usato la lingua ebraica per rivelarsi. Ha chiamato uomini come NoÃĻ, Abramo, MosÃĻ, i Suoi profeti e quelli con i quali stringe e rinnova il patto antico, perfezionato per mezzo di Yahushua. La rivelazione di YHVH avviene nel proprio spirito, nei pensieri, nella lettura della Sua Parola, quindi ci sono molti modi in cui si puÃē avere accesso alla Verità di YHVH.

Eloah ha dimostrato nel tempo di proteggere ogni rivelazione, quando scribi e farisei ebrei masoreti hanno scelto di cambiare e distorcere la Torah. Sappiamo infatti, che da sempre hanno tentato di inquinare la Verità come afferma Geremia.

Come potete dire: "Noi siamo saggi e la legge di YHVH ÃĻ con noi"? Ma ecco, la penna bugiarda degli scribi, l'ha resa una falsità. (Geremia 8:8)

Nel manoscritto “Kaboris”, piÃđ noto come “Peshitta”, si fa riferimento alla traduzione del Nuovo Patto in lingua aramaica. A prescindere dall’attendibilità di questo documento, lo stesso certifica che la trascrizione delle scritture relative a Yahushua e ai suoi discepoli fosse in lingua aramaica. Questo testo, che ancora rappresenta la Bibbia ufficiale della chiesa d’Oriente, contiene tutte le scritture del Nuovo Patto in aramaico.

"Con riferimento a l'originalità del testo di Peshitta, in quanto Patriarca e Capo della Santa Chiesa Apostolica e Cattolica d'Oriente, desideriamo affermare che la Chiesa d'Oriente ha ricevuto le scritture dalle mani del gli stessi apostoli beati nell'originale aramaico, la lingua parlata da nostro Signore GesÃđ Cristo stesso, e che il Peshitta ÃĻ il testo della Chiesa d'Oriente che ÃĻ disceso dai tempi biblici senza alcun cambiamento o revisione". (Mar Eshai Shimun - da Grace, Catholicos - Patriarca d'Oriente - 5 Aprile 1957)

Sono affermazioni molto contestate nel cristianesimo occidentale. L'idea sbagliata comune, secondo cui il Nuovo Testamento fu originariamente scritto in greco, persiste ancora oggi nella stragrande maggioranza delle confessioni cristiane. Molti studiosi e teologi riconoscono che gli apostoli e gli ebrei in generale, hanno parlato in aramaico e in effetti molti esempi di aramaico sopravvivono nei manoscritti greci del Nuovo Testamento. Tuttavia, continuano a sostenere che il Nuovo Testamento fu scritto in greco dagli Apostoli e dai discepoli di Yahushua.

La Chiesa d'Oriente ha sempre respinto questa affermazione.

“Crediamo che i Libri del Nuovo Testamento siano stati originariamente scritti in aramaico e successivamente tradotti in greco dai cristiani gentili del primo secolo in Occidente, ma mai in Oriente, dove l'aramaico era la lingua franca dell'Impero persiano. Si ritiene inoltre che dopo che i libri furono tradotti in greco, gli originali aramaici furono scartati, poichÃĐ ormai la Chiesa in Occidente era quasi completamente paganizzata e di lingua greca. Questo non era il caso dell’Oriente, che ebbe una maggioranza ebraica (specialmente a Babilonia) per un periodo molto piÃđ lungo. Anche quando la Chiesa d'Oriente divenne per lo piÃđ gentile, l'aramaico fu preservato e usato, piuttosto che tradotto nelle varie lingue vernacolari delle regioni ad est del fiume Eufrate.”

Del resto, anche a ovest del fiume Eufrate, in Terra Santa, il vernacolo principale era l'aramaico. Le lezioni settimanali di sinagoga, chiamate “parashah”, erano accompagnate da una traduzione aramaica orale, secondo tradizioni fisse.

In ogni caso, poichÃĐ il cambiamento ÃĻ difficile da apportare, molti negano e discutono di ciÃē che ÃĻ la verità evidente. Il manoscritto di Kaboris (Kabouris Codex, Peshitta) ÃĻ stato oggetto di un duro attacco da parte della folla religiosa del primato greco, che teme che l'autorità delle scritture greche possa essere indebolita.

Ma tutti sanno che Yahushua e i suoi discepoli non erano greci e non veneravano nÃĐ la lingua nÃĐ la cultura greca o romana.

Quando l'ossario di Giacomo fu scoperto, imbarazzÃē la Chiesa cattolica, perchÃĻ fu scoperto che Yahushua aveva un fratello carnale e sua madre Miriam non rimase vergine dopo il concepimento del MessYah (Matteo 13:55-56). L'ossario ha messo in imbarazzo anche una manciata di ebrei che hanno dichiarato fosse una leggenda, tuttavia l’iscrizione contestata sulla tomba ÃĻ stata confermata da archeologi israeliani e di tutto il mondo, che hanno testimoniato che l'iscrizione fosse autentica nella sua interezza.

"Ya'akov bar-Yosef akhui diYahushua", Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Yahushua.

La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che un caro amico o un parente avrebbe fatto l'iscrizione, come era usanza, per assicurarsi l’originalità delle ossa nella tomba.

L'aramaico ÃĻ una lingua gemella all'ebraico, ÃĻ stato a lungo usato come linguaggio comune, anche per commenti e discussioni sulla Torah. L'ebraico sarà sempre il linguaggio delle letture formali della Torah, per una buona ragione, generazione dopo generazione i versi sono stati apprezzati, studiati e impressi nella memoria, per la conservazione e l'insegnamento alla generazione successiva, nella lingua in cui la Torah era nata in principio.

Tutta la Scrittura ÃĻ divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinchÃĐ l'uomo di Eloah sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera. (2 Timoteo 3:16-17)

Il Talmud babilonese fu scritto nel III-VI secolo nella "lingua franca" di Babilonia che era l’aramaico, ma non fu tradotto fino al 1520 d.C., quando un cristiano di nome Daniel Bomberg decise di tradurlo in inglese. Ci vollero mille anni prima che il Talmud babilonese fosse tradotto.

Se il nostro profondo desiderio ÃĻ quello di imparare cose intime della Parola di Yahushua, allora dobbiamo comprendere i termini e le definizioni ebraiche e aramaiche, non c'ÃĻ modo piÃđ semplice e veritiero.

Considerando alcuni scritti relativi a Paolo, possiamo dedurre alcune considerazioni. Paolo nacque in una famiglia benestante e fu mandato a Gerusalemme quando aveva tre anni per studiare sotto i piÃđ grandi saggi del tempo. Paolo era uno dei candidati a divenire un rav influente in Israele, per questo la chiamata di Yahushua assume un valore ancora piÃđ grande. Saulo imparÃē a memoria la Torah già dall’età di 13 anni, la scrittura conferma che fosse un fariseo molto zelante, il suo Maestro era Gamaliele.

Nell'udire che parlava loro in lingua ebraica, fecero ancor piÃđ silenzio. (Atti 22:2)

PerchÃĻ si specifica che parlasse in lingua ebraica?

L'obiettivo degli ardenti teologi del primato greco, fu di stabilire la lingua greca come autorità, cosÃŽ come i loro ideali ellenizzati (anti-Torah). Creare un Messia piÃđ simile a Zeus che a Yahushua l’ebreo. Testi come Khabouris e Peshitta, mostrano chiaramente che ÃĻ impossibile che i primi seguaci di Yahushua fossero pensatori e scrittori greci.

Studiosi e ricercatori come Howard Gordon, Charles Cutler Torrey, Robert Balgarnie Young Scotts, James Trimm, Paul Younan, Andrew Gabriel Roth, Christopher Lancaster e centinaia di altri stanno fornendo montagne di prove e documentazione per dimostrare l'impossibilità di un primato greco per i Ketuvim Netzarym (scritti dei Netzarym).

NÃĐ puÃē essere provato senza ombra di dubbio che l'apostolo Paolo abbia scritto qualcosa in lingua greca, ÃĻ solo una teoria.

Per questo ÃĻ molto importante guardare piÃđ in profondità nella vita e negli insegnamenti di Yahushua, facendo riferimento al contesto originario.

Il linguaggio di Yahushua era ebraico e aramaico, i termini e le definizioni del Regno furono dati secondo i suoi precetti e comandamenti. Ognuno di noi puÃē ricevere ispirazione dallo Spirito Santo nel linguaggio dello Spirito, ma non dimentichiamo che ÃĻ stata la PAROLA di YHVH che ha creato ogni cosa, la Parola ÃĻ di suprema importanza per noi per connetterci con YHVH, la Parola ÃĻ Yahushua (Giovanni 1:1-3).

L'invenzione di nuovi termini e definizioni greche per le parole ebraiche propagarono idee ellenistiche che esistevano molto prima che Yahushua venisse sulla terra. Il mondo pagano ellenistico cercÃē di proiettare le sue idee su Ha’MashYah, come tentativo di usurpare l'autorità e la purezza della Verità.

Epifanio disse riguardo ai discepoli ebrei di Yahushua, "sono piuttosto ebrei e nient'altro". CiÃē che ha veramente sconcertato i fondatori della chiesa, fu la scoperta che i seguaci ebrei di Yahushua, continuavano a vivere come ebrei, ma i fondatori della chiesa avrebbero voluto che gli ebrei si conformassero agli stili e ai valori di vita ellenistici e pagani.

È consuetudine ebraica mantenere la tradizione orale, quindi non ÃĻ insolito che passarono alcuni anni prima che i discepoli di Yahushua scrivessero delle loro esperienze con il Maestro. Gli scritti dei netzarym sono di fondamentale importanza nel loro contesto originale.

I sostenitori del primato greco sono ansiosi di proteggere le loro teologie, la "madre di tutto" ÃĻ la teologia cristiana della "Trinità”, che sembra essere vecchia come Nimrod, Semiramis e Tammuz. La teologia del culto del sole (giorno del sole), del culto di Tammuz (messa di Cristo), di Ishtar (Pasqua), ecc... sono tutti culti palesemente pagani. La trinità non solo si adatta bene al pensiero ellenistico, ma anche la sua origine ÃĻ pagana. Ci sarebbero molti meno ponti per l'ellenismo se i cristiani greci studiassero Yahushua nella sua lingua e tradizione, piuttosto che coniare nuovi termini, definizioni e metodologie greche che sono di origine pagana.

Non ÃĻ solo una questione di conoscenza dell'ebraico o del greco, ÃĻ una questione circa quale autorità scegliamo di seguire.

Conoscere e imparare l'ebraico in sÃĐ non condurrà una persona fuori dalla falsa religione, ci sono innumerevoli evangelisti cristiani a Gerusalemme che parlano l'ebraico al solo scopo di trovare ed ellenizzare gli ebrei nel cristianesimo pagano.

CiÃē che ci porta fuori dall'inganno ÃĻ l’opera dello Spirito Santo in congiunzione con la Parola di YHVH, se vogliamo conoscere Ha’MashYah dobbiamo studiare e meditare sulla Parola di YHVH, per comprendere la Sua volontà nelle nostre vite, proprio come fecero i netzarym del primo secolo, proprio come ancora oggi fanno i veri figli di Eloah.

Yahushua non pensava nÃĐ insegnava in greco, insegnava in ebraico. È stato un grave errore per i traduttori coniare le parole greche e ridefinire i principi ebraici in una lingua e cultura ellenizzata, ha fatto sÃŽ che la "chiesa" rimanesse stagnante e si unisse strettamente al mondo decaduto. Yahushua fu ridotto a modello di Zeus, ogni domenica mattina la gente saliva al tempio di Zeus e cantava canzoni, inneggiando che Zeus avesse liberato la gente dalla schiavitÃđ e li avesse liberati dalla Torah. Oggi i cristiani si inchinano e adorano Je-Zeus che ÃĻ stato modellato dalle mani dei padri della chiesa, degli idolatri e dei pagani, questo ÃĻ chiaramente ciÃē che Paolo affermÃē:

Infatti io so che dopo la mia partenza, entreranno in mezzo a voi dei lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge. (Atti 20:29)

Oggi riconosciamo che la Scrittura ÃĻ giunta fino a noi e produce frutto per chi la osserva e la mette in pratica. Usare la Parola senza alcuna contaminazione dovrebbe essere non solo un comandamento, ma soprattutto il desiderio di ogni discepolo che vuole onorare YHVH e Yahushua, cosÃŽ come loro si sono rivelati a noi, sin dal principio.

Credere a Yahushua significa non appropriarsi di nessun diritto sulla Parola, ma amarla e rispettarla come la cosa piÃđ preziosa al mondo. PoichÃĐ in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo, perchÃĻ in Lui confidiamo con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la forza, in Spirito e Verità.

Sia cosÃŽ per chi lo vuole... in Yahushua.

In Verità

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Credits:
http://mashiyach.com/meditations/was-the-new-testament-written-in-hebrew-or-greek/