Vai al contenuto

Altamura

Coordinate: 40°49′N 16°33′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Altamura
comune
Altamura – Stemma
Altamura – Bandiera
Altamura – Veduta
Altamura – Veduta
Cattedrale di Altamura
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Puglia
Città metropolitana Bari
Amministrazione
SindacoVitantonio Petronella (indipendente di centro) dal 29-5-2023
Territorio
Coordinate40°49′N 16°33′E
Altitudine467[1] m s.l.m.
Superficie431,38[2] km²
Abitanti70 419[3] (31-5-2026)
Densità163,24 ab./km²
FrazioniCurtaniello, Fornello, Madonna del Buon Cammino, Masseria Franchini, Casal Sabini, Parisi Vecchia, Selva, Graviscella, Masseria di Pescariello
Comuni confinantiBitonto, Cassano delle Murge, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Matera (MT), Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Toritto
Altre informazioni
Cod. postale70022
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072004
Cod. catastaleA225
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[4]
Cl. climaticazona D, 1 858 GG[5]
Nome abitantialtamurani[6]
Patronosant'Irene vergine e martire
Giorno festivo5 maggio
SoprannomeLeonessa di Puglia
Motto(LA) Federicus me reparavit
(IT) Federico mi restaurò
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Altamura
Altamura
Altamura – Mappa
Altamura – Mappa
Posizione del comune di Altamura nella città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Altamura (AFI: /altaˈmura/;[7] Ialtamùre in dialetto altamurano) è un comune italiano di 70 419 abitanti[3] della città metropolitana di Bari, in Puglia.

Situata nell'entroterra della regione, nell'area delle Murge, la città sorge a circa 467 m s.l.m.[1] e possiede un territorio comunale esteso per 431,38 km².[8]

Il territorio conserva importanti testimonianze archeologiche e paleontologiche. Nella grotta di Lamalunga fu scoperto nel 1993 lo scheletro fossile noto come Uomo di Altamura, attribuito a Homo neanderthalensis; nell'area di Pontrelli è inoltre presente un esteso giacimento di impronte fossili di dinosauri. Il centro storico è dominato dalla cattedrale di Altamura, fondata nel XIII secolo per volontà dell'imperatore Federico II di Svevia.[9]

Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, Altamura fu uno dei centri della resistenza repubblicana contro le forze sanfediste e venne conquistata e saccheggiata dopo gli scontri del maggio di quell'anno.[9]

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Altamura si estende nella porzione nord-occidentale dell'altopiano delle Murge, nell'entroterra pugliese. È caratterizzato prevalentemente da rocce carbonatiche mesozoiche e da forme morfologiche legate al carsismo; la natura calcarea del substrato determina una sostanziale assenza di un reticolo idrografico superficiale permanente e la presenza di lame, doline, inghiottitoi e cavità sotterranee.[10]

Una parte consistente del territorio comunale ricade nel parco nazionale dell'Alta Murgia. Dei tredici comuni compresi nell'area protetta, Altamura è quello con la maggiore superficie ricadente nel parco, pari a 12 726 ettari, seguito da Andria con 12 070 ettari.[11]

L'altitudine del territorio comunale varia da circa 351 m s.l.m. a 671 m s.l.m., mentre il centro abitato sorge a 467 m s.l.m.[1]

Tra le principali manifestazioni del carsismo superficiale figura il Pulo di Altamura, un'ampia dolina carsica situata nell'altopiano murgiano a circa 9 km dal centro abitato. La depressione, di forma grossomodo circolare, presenta un diametro superiore a 500 metri e una profondità dell'ordine di 90 metri; lungo le pareti si aprono grotte e cavità naturali.[12] Il Pulo costituisce una delle principali forme carsiche dell'Alta Murgia ed è indicato da ISPRA fra gli esempi più significativi della morfologia carsica del territorio.[10]

Il carsismo sotterraneo è testimoniato, tra l'altro, dalla grotta di Lamalunga, situata a circa 4 km dalla città. Nell'ottobre 1993 gli speleologi del Centro Altamurano Ricerche Speleologiche (CARS), durante l'esplorazione della cavità, raggiunsero l'ambiente nel quale è conservato uno scheletro umano quasi completo, successivamente noto come Uomo di Altamura.[13][14] Gli studi paleoantropologici hanno attribuito il reperto a Homo neanderthalensis.[15]

Un altro sito di particolare interesse paleontologico si trova in località Pontrelli, nella cosiddetta cava De Lucia, una cava dismessa nella quale nel 1999 furono individuate migliaia di impronte fossili di dinosauri. Le orme interessano una superficie di circa 12 000 m² e appartengono a numerosi individui vissuti nel Cretacico superiore, circa 70 milioni di anni fa.[15]

La grotta di Lamalunga e la cava di Pontrelli costituiscono i due principali siti paleontologici compresi nella proposta denominata «The Murge of Altamura», presentata dall'Italia il 1º giugno 2006 e inserita nella lista propositiva italiana per il Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, secondo i criteri III, VII e VIII.[15] La proposta non corrisponde pertanto a una candidatura respinta dal Comitato del patrimonio mondiale, ma a un sito tuttora registrato nella lista propositiva italiana.

La posizione nell'entroterra e la quota relativamente elevata rispetto alle aree costiere pugliesi determinano condizioni climatiche caratterizzate da inverni più freddi rispetto alla fascia adriatica e da estati calde. I dati climatici della stazione di Altamura sono raccolti dalla rete di monitoraggio della Protezione civile della Regione Puglia, i cui archivi storici comprendono serie pluviometriche e termometriche.[16][17]

Nel trentennio 1981-2010 la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è stata di circa 6,4 °C, mentre quella di luglio è stata di 25,3 °C. Le temperature massime medie passano dai 9,2 °C di gennaio ai 30,4 °C di luglio; le minime medie variano dai 3,7 °C di gennaio ai 20,2 °C di luglio.[18]

Le precipitazioni sono distribuite prevalentemente fra l'autunno e l'inverno e presentano un minimo estivo. Sulla base dei valori medi 1981-2010 riportati per la stazione, il totale annuo è di circa 556 mm, con i valori medi mensili più elevati in novembre e dicembre e quelli più bassi in luglio e agosto.[18]

Le precipitazioni nevose possono verificarsi durante l'inverno. Nel gennaio 2017 una consistente ondata di neve e gelo interessò Altamura e il territorio circostante, causando difficoltà alla circolazione e l'isolamento temporaneo della città.[19]

Nella serie storica della stazione sono stati registrati valori estremi di temperatura pari a −8,7 °C il 14 gennaio 1968 e 43,3 °C il 10 settembre 1946.[16]

Di seguito sono riportate le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti relativi al trentennio 1981-2010 registrati dalla stazione di Altamura.[16][18]

Altamura
(1981-2010)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 9,29,913,316,822,527,530,430,124,919,914,09,79,617,529,319,619,0
T. min. media (°C) 3,73,45,68,513,217,320,220,116,512,57,94,73,99,119,212,311,1
T. max. assoluta (°C) 19,9
(2007)
21,5
(2008)
27,7
(2001)
27,3
(2000)
34,5
(1994)
40,8
(2006)
43,0
(1988)
42,0
(1999)
38,4
(1994)
32,6
(1981)
24,8
(2009)
21,1
(2004)
21,534,543,038,443,0
T. min. assoluta (°C) −5,0
(1993)
−5,8
(1993)
−5,0
(2005)
−3,2
(2003)
4,8
(1991)
8,9
(2006)
12,2
(1986)
12,0
(1989)
7,2
(1996)
3,5
(1997)
−1,0
(1981)
−5,0
(2007)
−5,8−5,08,9−1,0−5,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0,00,00,00,01,99,217,016,83,20,10,00,00,01,943,03,348,2
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 4,15,02,20,20,00,00,00,00,00,00,32,511,62,40,00,314,3
Precipitazioni (mm) 50,746,455,941,335,039,626,228,644,656,166,165,6162,7132,294,4166,8556,1
Giorni di pioggia 7,57,17,76,85,24,62,73,45,56,47,28,423,019,710,719,172,5

Gli estremi mensili registrati nella serie storica 1925-2020 sono i seguenti.[16]

Altamura
(1925-2020)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. assoluta (°C) 19,9
(2007)
21,5
(2008, 2016)
28,5
(1952)
28,9
(2013)
36,7
(1945)
41,1
(1971)
43,0
(1988)
42,3
(1946)
43,3
(1946)
34,0
(1932)
26,2
(2015)
21,1
(2004)
21,536,743,043,343,3
T. min. assoluta (°C) −8,7
(1968)
−7,0
(1932)
−7,0
(1949)
−3,2
(2003)
0,5
(1945)
7,3
(1962)
10,6
(1969)
9,3
(1949)
6,0
(1931)
3,0
(1936)
−2,8
(1973)
−7,0
(1941)
−8,7−7,07,3−2,8−8,7

Ai sensi della classificazione climatica prevista dalla normativa italiana, Altamura appartiene alla zona climatica D e presenta 1 858 gradi giorno.[20]

Origini del nome

[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo Altamura non è stata stabilita con certezza. Una spiegazione tradizionale lo interpreta come riferimento alle alte mura che circondavano l'antico abitato, delle quali sopravvivono tratti delle fortificazioni megalitiche di età preromana. Tale interpretazione, basata sulla forma moderna del nome, non costituisce tuttavia un'etimologia linguistica accertata.

Alla denominazione della città sono inoltre associate tradizioni erudite che la ricollegano ad Altilia, nome attribuito in passato all'antico insediamento, oppure alla figura leggendaria di una regina Altea. Queste identificazioni sono ricordate anche dalla tradizione storica locale, ma non consentono di determinare con sicurezza l'origine linguistica del toponimo.[21]

La denominazione Altamura è comunque legata alla città sviluppatasi nel XIII secolo durante il regno di Federico II di Svevia. La storiografia contemporanea considera infatti Altamura uno dei nuovi insediamenti promossi dall'imperatore nell'Italia meridionale: un primo nucleo urbano è documentato nel 1231, mentre tra il 1242 e il 1243 ne furono delimitati il territorio e i confini.[22]

Dalla preistoria all'età antica

[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Altamura conserva testimonianze di frequentazione umana risalenti alla preistoria. La più rilevante è costituita dalla grotta di Lamalunga, nella quale nel 1993 fu scoperto lo scheletro quasi completo noto come Uomo di Altamura, successivamente attribuito a Homo neanderthalensis.

L'attuale centro urbano insiste inoltre su un importante insediamento antico, sviluppatosi sulla sommità della collina di Altamura e delimitato da un vasto sistema di fortificazioni, oggi noto come mura megalitiche di Altamura. Il sito apparteneva all'ambito culturale della Peucezia e conobbe una fase di particolare sviluppo durante il I millennio a.C.; le mura monumentali furono costruite in età preromana. Il nome antico dell'insediamento non è conosciuto con certezza.[23]

Gli scavi e i ritrovamenti avvenuti nel territorio hanno restituito materiali archeologici appartenenti a differenti periodi. Numerosi reperti furono segnalati anche dagli eruditi dei secoli XVII-XIX. Domenico Santoro, scrivendo nel 1688, riferì della presenza di sepolture e urne lungo l'antica strada Tarantina, presso una fonte denominata Putida; tali materiali risultavano già dispersi quando la documentazione fu successivamente riesaminata.[24] Anche Cesare Orlandi, nel 1770, ricordò rinvenimenti archeologici nell'area interna ed esterna al circuito delle mura megalitiche.[25]

Nel corso dell'Ottocento numerosi vasi figurati rinvenuti ad Altamura furono descritti nelle relazioni inviate all'Istituto di corrispondenza archeologica di Roma. La dispersione di parte dei reperti attraverso collezioni e commerci antiquari rende oggi impossibile ricostruire integralmente il contesto originario di molti ritrovamenti.[26]

Il problema dell'identificazione dell'insediamento antico

[modifica | modifica wikitesto]

La mancata conoscenza del nome antico dell'insediamento ha dato origine, soprattutto nella storiografia erudita, a numerose proposte di identificazione. Fra i nomi attribuiti nel corso del tempo al sito figurano Petilia, Altilia, Lupatia e Sublupatia; nessuna di queste identificazioni è tuttavia considerata definitivamente dimostrata dalla documentazione archeologica.[23]

Fra il XV e il XVIII secolo ebbe particolare diffusione l'identificazione di Altamura con la Petilia ricordata dagli autori classici. Domenico Santoro la accolse ancora nel 1688, richiamandosi alla tradizione erudita precedente e alle testimonianze degli autori antichi.[27] L'associazione era già presente in alcune edizioni e traduzioni rinascimentali della Geografia di Claudio Tolomeo, nelle quali Petilia veniva identificata con Altamura.[28][29][30] L'identificazione fu tuttavia contestata già da Leandro Alberti nel XVI secolo e successivamente respinta da Ottavio Serena, che ne ricostruì la fortuna nella storiografia locale.[31] Anche la posizione indicata dalla tradizione geografica antica per Petilia non permette di identificarla con sicurezza con Altamura.[32][33]

Un'altra tradizione attribuì all'insediamento il nome di Altilia, collegandolo alla leggenda di una fondazione da parte della mitica Altea, indicata dalla tradizione locale come regina dei Mirmidoni. La narrazione, talvolta interpretata come Alter Ilium, ossia «altra Troia», appartiene alla tradizione erudita e leggendaria e non costituisce una ricostruzione storica della fondazione della città.[34] Un'iscrizione della chiesa di San Lorenzo, un tempo utilizzata per sostenere l'antichità della tradizione dei Mirmidoni, fu successivamente riconosciuta come molto più tarda rispetto all'epoca alla quale era stata attribuita.[35]

Il nome Altilia compare tuttavia in una testimonianza raccolta nel 1299 durante una controversia fra le chiese di Altamura e Gravina: un testimone ottantenne, Sire Mundea di Gravina, dichiarò di aver appreso dai propri antenati che il luogo era chiamato Altilia quando era occupato dai Saraceni.[36][37] Il valore della testimonianza rimane distinto dalle successive narrazioni leggendarie su Altea e sui Mirmidoni.[38]

È stata inoltre proposta l'identificazione del sito con Lupatia. La Tavola Peutingeriana registra lungo la viabilità dell'area una località denominata Sublupatia, mentre l'Anonimo ravennate e il cosmografo Guidone riportano forme riconducibili a Lupatia e Sublupatia. L'esatta ubicazione delle stazioni rimane discussa: sono state proposte localizzazioni nel territorio di Altamura, presso Santeramo in Colle e nell'area dell'insediamento di Jesce.[23][39][40] L'Anonimo ravennate e Guidone tramandano inoltre sequenze di toponimi comprendenti Lupicia e Sublupacia.[41][42][43]

Lo studio della viabilità antica fu ripreso nel XX secolo da Giuseppe Lugli, che attraverso la fotogrammetria ricostruì un possibile tracciato della via Appia fra Gravina e Taranto, mettendolo in relazione con il percorso della cosiddetta Tarantina e con le tracce di centuriazione e gli insediamenti archeologici presenti nell'area.[44] Lugli propose di identificare Blera e Sublupatia rispettivamente nell'area di Murgia Catena e in quella di Taverna; una diversa ricostruzione è stata successivamente proposta da Luciano Piepoli, che ha collocato Blera presso Masseria Castello e Sublupatia presso Masseria Caione.[45]

Nei documenti gravinesi dei primi decenni del XIII secolo compare infine il toponimo Murum, riferito a una località dell'area nella quale sarebbe sorta la città federiciana. La denominazione è stata messa in relazione con la presenza delle antiche fortificazioni ancora visibili nel territorio.[46]

La fondazione federiciana

[modifica | modifica wikitesto]

La città medievale di Altamura si sviluppò durante il regno dell'imperatore Federico II di Svevia. Le fonti documentarie consentono di ricostruire il processo di popolamento e organizzazione del nuovo centro a partire dagli anni trenta del XIII secolo; fra il 1242 e il 1243 Federico II ne definì inoltre il territorio, separandolo dalle circoscrizioni delle vicine Gravina, Matera, Binetto e Bitetto.[47] Nella politica insediativa federiciana Altamura rappresentò il principale nuovo centro urbano delle Murge alte, destinato a funzioni di popolamento, controllo e sfruttamento del territorio.[47]

La tradizione locale ha a lungo rappresentato l'intervento di Federico come una «rifondazione» di una città antica abbandonata. La documentazione studiata dalla storiografia contemporanea mostra più precisamente la formazione di un nuovo insediamento urbano in un'area già occupata in epoche precedenti.[37][47] Il rapporto fra Federico II e la rinascita della città rimase comunque centrale nell'identità civica, come testimonia il motto successivamente accolto nello stemma comunale, Federicus me reparavit («Federico mi restaurò»).

Il popolamento fu promosso dall'autorità imperiale attraverso l'insediamento di abitanti provenienti anche dai territori circostanti. Le testimonianze raccolte nel processo ecclesiastico del 1299 ricordano sia il trasferimento di popolazione sia l'intervento di funzionari e uomini armati regi nei primi anni di vita dell'insediamento.[48][49]

La cattedrale di Altamura, fondata per volontà di Federico II di Svevia

Contestualmente alla formazione della città Federico II promosse la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta, iniziata nel 1232 e configurata come cappella palatina sottratta alla giurisdizione episcopale ordinaria.[50] Tale condizione diede origine nei secoli successivi a ripetute controversie fra l'arcipretura altamurana e i vescovi di Gravina. Nel 1307 papa Clemente V confermò l'unione dell'arcipretura con la tesoreria della basilica di San Nicola di Bari, già disposta da Carlo II d'Angiò.[46]

Gran parte dell'edificio federiciano subì gravi danni nel terremoto del 1316 e fu successivamente ricostruita in età angioina.[50] Ulteriori interventi interessarono la chiesa nei secoli successivi; nel XVI secolo ne fu invertito l'orientamento, con la realizzazione della nuova facciata nell'area precedentemente occupata dall'abside.[50] La cattedrale era stata interessata anche da interventi successivi al terremoto del 1456.[51]

Dal dominio angioino ai Farnese

[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Federico II, Altamura seguì le vicende del Regno di Sicilia e poi del Regno di Napoli. Nel 1271 Carlo I d'Angiò concesse la città a Ludovico de Bellojoco; nei secoli successivi Altamura fu oggetto di diversi passaggi feudali.[9]

Nel XV secolo la città entrò nei domini degli Orsini del Balzo. Pirro del Balzo, duca di Venosa, fu investito del principato di Altamura da Ferdinando I di Napoli e partecipò successivamente alla congiura dei baroni. Dopo il suo arresto nel 1487 i possedimenti furono confiscati dalla Corona e passarono quindi, attraverso le complesse vicende dinastiche del regno, a Federico d'Aragona e a Isabella del Balzo.

Nel corso del XVI secolo Altamura passò sotto il dominio dei Farnese. Nel 1538 fu concessa a Ottavio Farnese, marito di Margherita d'Austria, e rimase legata alla famiglia fino all'estinzione della linea ducale nel XVIII secolo.[9]

La particolare condizione ecclesiastica della città continuò intanto a provocare conflitti con il vescovo di Gravina. All'inizio del XVII secolo la controversia raggiunse una fase particolarmente aspra, con provvedimenti ecclesiastici contro la comunità altamurana, prima di essere ricomposta durante il pontificato di Gregorio XV.[52]

Le rivolte che attraversarono il Regno di Napoli nel 1647, in seguito all'insurrezione di Masaniello, coinvolsero anche Altamura. La città aderì per breve tempo al movimento antispagnolo e oppose resistenza alle forze feudali degli Acquaviva d'Aragona, prima che il controllo monarchico fosse ristabilito nel 1648.

Il Settecento e l'Università degli Studi

[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'estinzione dei Farnese, Altamura entrò nei possedimenti di Carlo di Borbone, divenuto re di Napoli nel 1734. Nel 1748, su iniziativa dell'arciprete Marcello Papiniano Cusani e con l'autorizzazione del sovrano, fu istituita l'Università degli Studi di Altamura.[53][54]

L'istituzione nacque con dimensioni relativamente contenute e con insegnamenti inizialmente legati alle discipline umanistiche, filosofiche e teologiche; l'offerta didattica si ampliò progressivamente nei decenni successivi, contribuendo alla formazione di una parte della classe intellettuale pugliese e lucana del secondo Settecento.[53]

Nel 1797, durante il viaggio di Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d'Asburgo-Lorena in Puglia, la corte fece tappa anche ad Altamura, dove furono organizzati interventi e apparati per l'accoglienza dei sovrani.[55]

La rivoluzione del 1799

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Rivoluzione altamurana.

Nel 1799, durante gli avvenimenti della Repubblica Napoletana, Altamura aderì al nuovo ordinamento repubblicano e divenne uno dei centri del dipartimento del Bradano. Fra i protagonisti dell'amministrazione repubblicana locale figuravano Nicola Palomba e Felice Mastrangelo.

La restaurazione borbonica fu condotta dall'Esercito della Santa Fede, guidato dal cardinale Fabrizio Ruffo. Dopo aver raggiunto la città, le forze sanfediste la sottoposero ad assedio; il 10 maggio 1799 entrarono ad Altamura, che fu quindi saccheggiata.[21][56] Gli scontri e le violenze che accompagnarono la caduta della città provocarono vittime sia durante la resistenza repubblicana sia nelle successive operazioni delle forze vincitrici.[57]

La memoria di questi avvenimenti assunse successivamente un ruolo rilevante nell'identità civica. L'appellativo «Leonessa di Puglia», oggi frequentemente associato alla città in riferimento alla resistenza del 1799,[21][58] risulta tuttavia documentato soltanto in epoca molto più tarda: una delle prime attestazioni note dell'epiteto risale al 1925, quando fu impiegato da Giuseppe De Napoli in una pubblicazione dedicata alla città.[59]

Dall'età napoleonica all'Unità d'Italia

[modifica | modifica wikitesto]

Durante il decennio francese, Altamura acquisì un ruolo giudiziario sovraprovinciale. Con decreto di Giuseppe Bonaparte del 20 maggio 1808 vi fu istituito il primo tribunale d'appello della Puglia; divenuto Corte d'appello sotto Gioacchino Murat, aveva competenza su un'ampia parte dell'Italia meridionale adriatica. L'istituzione rimase ad Altamura fino al 7 giugno 1817, quando la sede fu trasferita a Trani.[60]

L'edificio che ospitò la Corte d'Appello di Altamura tra il 1808 e il 1817

Anche Altamura fu interessata dai moti politici che attraversarono il Regno delle Due Sicilie nel 1848. Nel novembre di quell'anno una fase di forte tensione politica e sociale portò a disordini e all'intervento delle autorità; fra le figure coinvolte vi fu il notaio Domenico Tranaso, successivamente arrestato e condannato dal tribunale di Trani.

Nel 1860, durante il processo di dissoluzione del Regno delle Due Sicilie e di formazione del Regno d'Italia, Altamura partecipò al movimento politico e insurrezionale sviluppatosi in Terra di Bari. L'anno successivo la città entrò, con il resto della Puglia, nel nuovo Stato italiano.

Tradizioni storiografiche

[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni episodi tramandati dalla memoria locale non sono riconducibili con sicurezza alla storia documentaria della città. Fra questi figura la cosiddetta «coscia di Pipino», ricordata da un rilievo presso Porta Matera. Secondo la tradizione, un personaggio chiamato Pipino, identificato nelle narrazioni locali come esattore fiscale, sarebbe stato catturato e squartato dalla popolazione e una sua coscia sarebbe stata esposta presso la porta cittadina. In assenza di documentazione contemporanea all'episodio, il racconto va considerato una tradizione locale e non un avvenimento storicamente accertato.

Bandiera cittadina

I simboli civici di Altamura sono disciplinati dallo statuto comunale, che individua nello stemma l'emblema del Comune, nel gonfalone l'insegna utilizzata nelle cerimonie ufficiali e nel bollo il sigillo dell'ente.[61]

Stemma

Lo statuto comunale descrive lo stemma come uno scudo inquartato, di rosso e d'argento alternati, con il primo quarto di rosso, sormontato da una corona regia d'oro e accompagnato dal motto attribuito a Federico II di Svevia, Federicus me reparavit («Federico mi restaurò»).[61][62][63]

La tradizione araldica cittadina conserva anche la forma più estesa Orlandus me destruxit, Federicus me reparavit («Orlando mi distrusse, Federico mi restaurò»), collegata alla narrazione tradizionale secondo la quale un precedente insediamento sarebbe stato distrutto da Orlando e successivamente ricostituito da Federico II. La prima parte del motto appartiene tuttavia alla tradizione locale e non documenta un'effettiva distruzione della città da parte del personaggio carolingio.[61]

Gonfalone

Il gonfalone è un drappo nei colori rosso e bianco.[61]

Bandiera

La bandiera è costituita da un drappo rettangolare bianco, caricato al centro dello stemma cittadino. La variante è costituita da un drappo rettangolare inquartato di bianco e di rosso, caricato al centro dello stemma cittadino.

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Bolla di Sua Santità, Papa Innocenzo VIII»
— 1485[61]

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio storico e architettonico di Altamura è concentrato in larga parte nel centro storico, sviluppatosi attorno alla cattedrale e caratterizzato da una fitta rete di strade, piazze e cortili tradizionalmente denominati claustri.[64]

Architetture religiose

[modifica | modifica wikitesto]
Interno della cattedrale di Altamura

Il principale edificio religioso della città è la cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui costruzione fu promossa dall'imperatore Federico II di Svevia a partire dal 1232. Edificata come cappella palatina, godette di una particolare condizione di esenzione dalla giurisdizione episcopale e costituì per secoli il centro dell'arcipretura nullius di Altamura.[50]

Dell'edificio federiciano del XIII secolo sopravvivono alcuni elementi della struttura, fra i quali parti dei matronei, colonne, pilastri e capitelli. Una parte consistente della chiesa crollò in seguito al terremoto del 1316 e fu ricostruita durante il regno di Roberto d'Angiò. A questa fase appartiene il monumentale portale gotico, ornato da un articolato ciclo scultoreo di soggetto biblico ed evangelico.[50]

La cattedrale in piazza Duomo

Nel 1534 l'orientamento dell'edificio fu invertito: nell'area dell'antica abside fu realizzata la nuova facciata, mentre dalla parte opposta furono ricavati il presbiterio e il coro. Entro il 1557 furono innalzati i due campanili, le cui terminazioni barocche risalgono al 1729. La facciata presenta inoltre il rosone trecentesco, la loggia con le statue dell'Immacolata e dei santi Pietro e Paolo e il protiro sorretto da due leoni rifatti nel 1533. L'interno, a tre navate, assunse in larga misura l'aspetto attuale in seguito agli interventi ottocenteschi.[50]

Fra le opere conservate nella cattedrale figurano un ambone cinquecentesco, il coro ligneo realizzato sotto la direzione di Colantonio Bonafida nel 1543, un presepe in pietra del 1587, opere pittoriche di Domenico Morelli e Francesco Netti e arredi liturgici custoditi nella sagrestia.[50]

Il centro storico e il territorio comunale conservano numerosi altri edifici religiosi appartenenti a differenti epoche. Tra questi si trovano:

Nel patrimonio religioso storico rientrano inoltre edifici non più destinati al culto o scomparsi, fra i quali la chiesa del Corpus Christi, la chiesa di San Pietro, la chiesa di Santa Maria della Vittoria e la chiesa di Santa Croce. La chiesa di San Francesco, la chiesa di Santa Maria della Mena e la chiesa di San Marco non sono più esistenti.

Di particolare interesse è anche l'ipogeo di San Michele delle Grotte, anticamente denominato Sant'Angelo di Larissa, edificio di culto rupestre situato all'esterno dell'antico circuito urbano.[65]

Architetture civili

[modifica | modifica wikitesto]

Il tessuto edilizio del centro storico conserva numerosi palazzi nobiliari e residenze sorte prevalentemente fra l'età moderna e quella contemporanea. Tra gli edifici censiti nel patrimonio architettonico figurano Palazzo De Mari,[66] Palazzo Griffi,[67] Palazzo Castelli, con la relativa cappella,[68] e Palazzo Viti.[69] Al patrimonio delle dimore storiche appartengono inoltre i palazzi Baldassarre, Martini, de Gemmis Cagnazzi, Filo, Sabini e Melodia e Palazzo Laudati.[70]

Tra gli accessi storici alla città è conservata Porta Bari, posta in corrispondenza di Palazzo De Angelis-Viti.

Una caratteristica dell'assetto urbano del centro storico è costituita dai claustri (in dialetto locale gnostre), piccoli spazi aperti o cortili ai quali si accede dalla rete stradale principale. Il sistema dei claustri e dei relativi pozzi costituisce uno degli elementi identitari del tessuto urbano storico ed è tuttora oggetto di programmi comunali di recupero e valorizzazione.[71]

La loro configurazione non è uniforme: alcuni assumono la forma di piccoli cortili irregolari, altri di spazi più allungati collegati alla strada mediante passaggi relativamente stretti. Fra quelli storicamente denominati figurano il claustro Giudecca e il claustro Tradimento. Nel XXI secolo diversi interventi pubblici hanno interessato la pavimentazione, l'illuminazione, la raccolta delle acque meteoriche, l'arredo e la riqualificazione degli spazi aperti del centro storico.[71]

Le interpretazioni tradizionali che distinguono rigidamente i claustri in un «tipo greco» circolare e un «tipo arabo» stretto e allungato, o che attribuiscono sistematicamente ciascun cortile a specifici gruppi etnici medievali, non sono sufficientemente documentate dalle fonti storico-architettoniche disponibili e non consentono di ricostruirne in questi termini l'origine.

Architetture militari e fortificate

[modifica | modifica wikitesto]

Le mura megalitiche di Altamura costituiscono la principale testimonianza monumentale dell'insediamento preromano. Il sistema difensivo circondava l'altura sulla quale si sviluppava l'abitato antico ed era formato da grandi blocchi lapidei disposti a secco. Dell'esteso circuito originario sopravvivono oggi diversi tratti inglobati o affiancati dall'espansione urbana.[23]

Nel territorio rurale sono presenti numerose masserie fortificate, sviluppatesi in rapporto all'organizzazione agricola e pastorale dell'Alta Murgia. Fra i complessi conservati figura Jesce, qualificato dal Comune come complesso monumentale e masseria fortificata legata all'organizzazione del latifondo in età moderna.[65]

Del castello medievale di Altamura non rimangono invece strutture monumentali emergenti chiaramente riconoscibili. Le fonti storiche ne collocano l'area in corrispondenza dell'odierna piazza Giacomo Matteotti, tradizionalmente detta anche piazza Castello. Nel 2024 il Comune ha avviato indagini geognostiche e una verifica preventiva dell'interesse archeologico della piazza, finalizzate anche all'individuazione di eventuali strutture superstiti nel sottosuolo.[72]

Architetture e siti della memoria militare

[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Altamura furono istituiti luoghi di detenzione militare durante entrambe le guerre mondiali.

Durante la prima guerra mondiale un campo per prigionieri austro-ungarici fu allestito nell'area del Casale Falagario Stacca, lungo la strada per Santeramo in Colle. Le fonti locali riferiscono la presenza di circa un migliaio di prigionieri, impiegati anche in lavori agricoli e di spietramento.[73][74][75] Fra i prigionieri si verificarono decessi durante le epidemie di influenza spagnola e di tifo.[76][73]

Durante la seconda guerra mondiale fu invece attivo il Campo 65, campo per prigionieri di guerra situato lungo la strada per Gravina in Puglia, nell'area di Villa Serena. La documentazione conservata presso l'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito ne testimonia l'utilizzo per l'internamento di militari alleati di differenti nazionalità.[77]

Fra i prigionieri che riferirono di essere stati detenuti ad Altamura vi fu il militare britannico Denis Avey, che ricordò l'esperienza nelle proprie memorie pubblicate molti decenni più tardi.[78] Alcuni aspetti complessivi della testimonianza autobiografica di Avey sono stati oggetto di contestazione e non possono pertanto essere utilizzati, senza riscontri indipendenti, per ricostruire le condizioni generali del campo.[79]

Siti archeologici e paleontologici

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Uomo di Altamura.

Fra i siti di maggiore interesse scientifico del territorio comunale figurano la grotta di Lamalunga e la cava di Pontrelli, entrambe comprese nella proposta «The Murge of Altamura», iscritta dal 2006 nella lista propositiva italiana del patrimonio mondiale dell'UNESCO.[15]

Nella grotta di Lamalunga fu individuato nell'ottobre 1993 lo scheletro quasi completo dell'Uomo di Altamura, inglobato nelle concrezioni calcaree della cavità. Studi successivi hanno attribuito i resti a Homo neanderthalensis e ne hanno sottolineato l'eccezionale stato di conservazione.[80][81]

Nella cava dismessa in località Pontrelli, scoperta nel 1999, le superfici calcaree conservano migliaia di impronte di dinosauri del Cretacico superiore, distribuite su circa 12 000 m². La scheda UNESCO identifica almeno 4 000 impronte, riferibili ad almeno 200 individui appartenenti a differenti gruppi di dinosauri e risalenti a circa 70 milioni di anni fa.[15] Il Comune di Altamura indica per l'intero giacimento una stima superiore alle 20 000 impronte.[82]

Aree naturali

[modifica | modifica wikitesto]

Una parte rilevante del territorio comunale è compresa nel parco nazionale dell'Alta Murgia ed è caratterizzata da un diffuso sistema carsico di doline, inghiottitoi e cavità sotterranee.[15]

Il Pulo di Altamura

La principale forma carsica superficiale è il Pulo di Altamura, situato a circa 9 km dall'abitato. Si tratta di una grande dolina, con diametro superiore a 500 metri e profondità dell'ordine di 90 metri, lungo le cui pareti si aprono cavità naturali.[12]

Nel territorio si trovano inoltre numerose cavità e insediamenti rupestri. Fra questi rientrano l'ipogeo di San Michele delle Grotte e i complessi rurali e rupestri sviluppatisi nell'area dell'Alta Murgia, fra cui quelli di Jesce e delle località Fornello e Pisciulo.[65]

Una tradizione storiografica locale, attestata da Domenico Santoro nel 1688, riferisce che Guglielmo da Vercelli avrebbe trascorso un periodo di vita eremitica in una delle cavità del Pulo. La notizia non è accompagnata nell'opera da indicazioni sulle fonti utilizzate dall'autore e non può pertanto essere considerata una presenza storicamente accertata del santo nel sito.[83]

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti storiche disponibili consentono di ricostruire, con le cautele dovute alla natura delle rilevazioni demografiche di età preunitaria, alcune stime della popolazione di Altamura fra il XV e il XVIII secolo.[84]

Popolazione di Altamura prima del 1800[84]
Anno Abitanti
14153 605
15327 505
15459 385
156110 605
159513 445
162713 445
164813 445
166913 155
175110 845
178918 000 secondo Alfano; 24 000 secondo Giustiniani
179116 405 secondo Giuseppe Maria Galanti

Le cifre settecentesche non sono sempre concordanti. Per il 1789, in particolare, le fonti riportano valori compresi fra 18 000 e 24 000 abitanti.[85] Giuseppe Maria Galanti, nella relazione relativa al suo viaggio in Terra di Bari e Terra d'Otranto, indicò invece una popolazione di 16 405 abitanti; la cifra è tradizionalmente riferita al 1791, sebbene possa derivare da una rilevazione precedente alla redazione della relazione.[86]

Per l'età contemporanea, l'andamento della popolazione residente rilevata dai censimenti è il seguente:

Abitanti censiti[87]

Etnie e minoranze straniere

[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di cittadini stranieri residenti costituisce una componente minoritaria della popolazione comunale. I dati relativi alla popolazione straniera sono rilevati annualmente dall'Istituto nazionale di statistica.[88]

Lingue e dialetti

[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto tradizionalmente parlato ad Altamura appartiene al gruppo dei dialetti della Puglia centrale, inserito nel più ampio sistema dei dialetti italiani meridionali. La posizione della città nell'area interna delle Murge e in prossimità del confine con la Basilicata determina una situazione linguistica di transizione rispetto alle varietà parlate nei centri vicini.

La varietà altamurana presenta fenomeni fonetici e morfologici propri dell'area apulo-barese, accompagnati da caratteristiche locali. Nel lessico e nella fonetica sono inoltre rilevabili rapporti con le varietà dei centri murgiani circostanti e con l'area materana.

Una testimonianza della tradizione letteraria e orale locale è costituita dal Capitolo di Sant'Iacopo, componimento in dialetto altamurano con elementi linguistici arcaici. Il testo fu tramandato oralmente e raccolto dalla voce dell'anziano Maino di Altamura; è stato successivamente ricordato negli studi sulla poesia popolare italiana e sulla situazione linguistica pugliese.[89]

Tradizioni e folclore

[modifica | modifica wikitesto]
Festa della Madonna del Buoncammino

Una delle principali tradizioni religiose cittadine è legata al culto della Madonna del Buoncammino, venerata nell'omonimo santuario situato fuori dall'abitato e riconosciuta come compatrona di Altamura.[90]

I festeggiamenti comprendono celebrazioni religiose e manifestazioni popolari. Nella domenica successiva alla solennità dell'Assunzione, il 15 agosto, si svolge tradizionalmente la cosiddetta Cavalcata, definita dal Comune una «processione folkloristica» inserita nei festeggiamenti della compatrona.[90] Il corteo attraversa le principali strade cittadine accompagnando l'immagine della Madonna verso il centro della città.[91]

Il ciclo delle celebrazioni prosegue successivamente con ulteriori manifestazioni religiose e civili. Nel programma contemporaneo rientrano la processione, iniziative pubbliche e lo spettacolo pirotecnico conclusivo.[92]

Festa patronale

Il culto patronale cittadino è legato a sant'Irene, vergine e martire, indicata come patrona di Altamura. La ricorrenza è celebrata il 5 maggio.

Federicus

Tra le manifestazioni culturali contemporanee legate alla memoria storica della città figura Federicus, rievocazione medievale dedicata all'età di Federico II di Svevia. La manifestazione, organizzata dall'associazione Fortis Murgia, si svolge nel centro storico con cortei in costume, spettacoli, attività didattiche e ricostruzioni scenografiche ispirate al XIII secolo.[93]

La manifestazione è di istituzione contemporanea e non costituisce la continuazione documentata di una festa medievale. La suddivisione scenografica del centro storico nei quattro «quarti» latino, greco, ebraico e saraceno, utilizzata durante l'evento, è anch'essa una creazione moderna dell'organizzazione e non una ripartizione storica accertata della città medievale.[94]

La manifestazione ha raggiunto nel 2025 la dodicesima edizione; in quell'anno il programma comprendeva, fra le altre iniziative, un corteo imperiale con oltre mille figuranti.[95]

La principale istituzione bibliotecaria e documentaria cittadina è l'Archivio Biblioteca Museo Civico (A.B.M.C.), fondato tra il 1948 e il 1949 su iniziativa del conte Celio Sabini. Il nucleo della biblioteca deriva dal patrimonio dell'antica biblioteca comunale, nel quale erano confluite anche le raccolte del Regio Liceo Ginnasio Cagnazzi e del Monte a Moltiplico. L'ente si arricchì successivamente attraverso acquisizioni e donazioni di libri, documenti, reperti archeologici, dipinti e altre testimonianze della storia locale; nel 1963 ottenne il riconoscimento di ente morale e nel 1985 quello di ente di interesse locale della Regione Puglia. Dal 1954 pubblica la rivista storica Altamura.[96][97]

Tra le raccolte ecclesiastiche figura la Biblioteca del Capitolo della cattedrale di Altamura, il cui fondo antico è integralmente catalogato nel Servizio bibliotecario nazionale. La documentazione capitolare testimonia la presenza della raccolta libraria almeno dal XVII secolo; nel 1644 il prelato Alessandro Effrem effettuò una donazione libraria e fu nominato un canonico responsabile della biblioteca. L'istituzione capitolare venne successivamente formalizzata nel XIX secolo.[98]

Sono inoltre presenti raccolte librarie collegate ad altre istituzioni culturali e religiose cittadine, tra le quali quelle del Museo nazionale archeologico e del monastero di Santa Chiara.

Nel territorio comunale hanno sede istituti scolastici statali e paritari appartenenti ai diversi ordini dell'istruzione primaria e secondaria.

La tradizione degli studi superiori ad Altamura risale al XVIII secolo, quando nel 1748 venne istituita la Regia Università degli Studi di Altamura, rimasta attiva fino ai primi decenni dell'Ottocento. Parte del patrimonio librario delle successive istituzioni scolastiche cittadine è confluito nelle raccolte dell'Archivio Biblioteca Museo Civico.[96]

Il patrimonio museale cittadino comprende istituzioni archeologiche, storico-artistiche, ecclesiastiche ed etnografiche.

  • Museo nazionale archeologico di Altamura: museo statale dedicato alle testimonianze archeologiche dell'Alta Murgia, con raccolte che documentano la frequentazione del territorio dalla preistoria al Medioevo. È inserito nel sistema di valorizzazione legato all'Uomo di Altamura insieme al Centro visite Lamalunga e a Palazzo Baldassarre.[99]
  • Centro visite Lamalunga: struttura dedicata alla conoscenza della grotta di Lamalunga e del contesto nel quale nel 1993 venne scoperto lo scheletro dell'Uomo di Altamura.[100]
  • Palazzo Baldassarre: sede museale dedicata all'Uomo di Altamura e alla preistoria del territorio, ospitata nell'omonimo edificio storico.[101]
  • Museo Diocesano Matronei Altamura (MUDIMA): museo diocesano ospitato nei matronei della cattedrale, lungo i camminamenti sovrastanti le navate laterali.[102][103]
  • Museo d'arte tipografica Portoghese: ospitato nell'antica Tipografia Portoghese, conserva macchinari, caratteri e testimonianze legate alla storia della stampa cittadina nel XX secolo.[103]
  • Museo etnografico dell'Alta Murgia: allestito nell'ex convento dei Carmelitani Scalzi, conserva oggetti della vita quotidiana e attrezzi connessi alle attività agricole, pastorali e artigianali dell'Alta Murgia.[103]
  • Museo del pane: spazio espositivo dedicato alla tradizione della panificazione altamurana e al pane di Altamura.[103]
  • Archivio Biblioteca Museo Civico: accanto alla biblioteca e all'archivio conserva raccolte museali formatesi attraverso acquisizioni e donazioni di reperti, dipinti e altre testimonianze storico-artistiche.[96]

Stampa e informazione online

[modifica | modifica wikitesto]

L'informazione locale è affidata a diverse testate e piattaforme digitali dedicate ad Altamura e al territorio dell'Alta Murgia. Tra queste figura La Nuova Murgia, periodico edito dall'omonima associazione culturale e dedicato a temi di attualità, cultura e territorio.[104] L'attività dell'Associazione culturale La Nuova Murgia risulta documentata anche nel 2025 negli atti del Consiglio regionale della Puglia.[105]

Opera inoltre AltamuraLife, testata telematica dedicata alla cronaca, alla politica, alla cultura, allo sport e alla vita cittadina, con servizi di informazione e rubriche tematiche.[106]

Dal 2020 viene pubblicato Altamura in Dialogo, giornale online nato dall'esperienza delle precedenti pubblicazioni Nella Città (1986-1999) e Comunità in Cammino (2003-2019). La testata, promossa da un gruppo di redattori legati alle parrocchie cittadine, tratta temi sociali, culturali, religiosi, economici e di attualità locale.[107]

Fra le pubblicazioni locali storicamente attive figurano inoltre In Città e Free.

Radio e televisione

[modifica | modifica wikitesto]

Tra le emittenti locali è attiva Canale 2 Radio-TV, operatore radiotelevisivo con sede ad Altamura. L'emittente televisiva, nata nel 2000, diffonde programmi di informazione, attualità, cultura e intrattenimento ed è ricevibile sul canale 90 del digitale terrestre in Puglia; l'emittente radiofonica collegata, Canale 2 Radio, è attiva da oltre quarant'anni. L'editore è l'Associazione Canale 2 E.T.S., iscritta al Registro degli operatori di comunicazione con il numero 8942.[108]

Ha sede ad Altamura anche Radio Altamura Uno, emittente radiofonica locale attiva dagli anni settanta. La società Radio Altamura Uno s.r.l. figura ancora nel 2025 fra gli associati dell'Associazione degli operatori radiofonici italiani (Assoradio).[109][110]

Tra le emittenti storiche della città figurava Tele Appula, fondata nel 1976 e successivamente cessata.

Il principale edificio teatrale della città è il Teatro Mercadante, intitolato al compositore altamurano Saverio Mercadante. La costruzione fu promossa nel 1895, in occasione del centenario della nascita del musicista, mediante una sottoscrizione pubblica e con il sostegno del Comune, che mise a disposizione il terreno. Il progetto fu affidato all'ingegnere Vincenzo Striccoli.[111]

La prima pietra fu posta il 25 marzo 1895 e il teatro venne inaugurato il successivo 17 settembre con la rappresentazione de La vestale di Mercadante.[111][112] L'interno presenta una sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e conserva il sipario storico raffigurante Federico II di Svevia durante i lavori della cattedrale.[111]

Il teatro rimase chiuso dal 1990 perché non conforme alla normativa di sicurezza. Nel 2003 il consorzio proprietario stipulò un accordo con la società Teatro Mercadante s.r.l. per il recupero dell'edificio, riaperto nel 2014.[112] La riapertura fu accompagnata da un concerto diretto da Riccardo Muti.[113]

Il territorio di Altamura e quello dell'Alta Murgia sono stati utilizzati come ambientazione cinematografica. Tra le produzioni documentate figura Tre fratelli (1981) di Francesco Rosi, girato ad Altamura e in altre località delle Murge.[114] Alcune scene di Io speriamo che me la cavo (1992) di Lina Wertmüller furono realizzate ad Altamura, tra cui quella ambientata nella stazione ferroviaria del paese immaginario di Corzano.[115]

Il territorio compare inoltre in Tutto l'amore che c'è (2000) di Sergio Rubini, alcune delle cui scene furono girate nell'area del Pulo di Altamura, e in L'uomo nero (2009), anch'esso diretto da Rubini, realizzato in diverse località pugliesi tra le quali Altamura.[116]

Ad Altamura è stato inoltre realizzato Focaccia blues (2009) di Nico Cirasola, ispirato a una vicenda avvenuta nella città.[117]

Tra le altre opere indicate nelle fonti locali come parzialmente realizzate nel territorio altamurano figurano Anni ruggenti (1962) di Luigi Zampa, L'Italia in pigiama (1977) di Guido Guerrasio, La bidonata (1977) di Luciano Ercoli, Da do da (1994) di Nico Cirasola, Pane e libertà (2009) di Alberto Negrin e Il sottile fascino del peccato (2008) di Franco Salvia.

Pane di Altamura DOP

La tradizione gastronomica altamurana è legata alla cerealicoltura e alla pastorizia caratteristiche dell'Alta Murgia.[118]

Il prodotto maggiormente associato alla città è il pane di Altamura, registrato come denominazione di origine protetta (DOP) dall'Unione europea nel 2003.[119][120] Il disciplinare ne prescrive la produzione con semola rimacinata ottenuta da determinate varietà di grano duro coltivate nell'area geografica delimitata e prevede l'impiego di lievito madre o pasta acida, sale marino e acqua.[119] Le forme tradizionali riconosciute dal disciplinare sono u sckuanète, o «pane accavallato», e quella più bassa denominata a cappidde de prèvete, «a cappello di prete».[119] La produzione è sottoposta al relativo disciplinare e alla tutela della denominazione.[121] Una precedente fonte locale descrive inoltre la preparazione tradizionale mediante lievito madre e cottura nei forni a legna.[122]

Fra le preparazioni basate sull'impiego del pane raffermo figurano la ciallédde e il puène quétte, nelle quali il pane viene accompagnato o cotto con ortaggi e altri prodotti della cucina contadina.

Tra i piatti di carne della tradizione murgiana figurano il cutturìdde, preparazione a base di carne ovina cotta con erbe e ortaggi, e la pecora alla rezzaule, cotta lentamente in recipienti di terracotta. Preparazioni affini a base di carne ovina sono diffuse anche in altre aree dell'Italia meridionale.[123]

Fra i prodotti vegetali tradizionali sono diffusi i lampascioni (lambasciune), bulbi commestibili di Leopoldia comosa, consumati secondo diverse preparazioni.

Un'altra produzione legata al territorio è la Lenticchia di Altamura, la cui denominazione è stata registrata come indicazione geografica protetta (IGP) con regolamento di esecuzione (UE) 2017/2362 della Commissione del 5 dicembre 2017.[124] Il disciplinare contempla le varietà Laird ed Eston e descrive il prodotto come una lenticchia secca dalla forma tonda e appiattita e dalla colorazione compresa fra diverse gradazioni del verde e del marrone.[125]

Tra i liquori tradizionali figura il Padre Peppe, un nocino la cui origine viene ricondotta dalla tradizione locale al frate cappuccino Giuseppe Ronchi e all'inizio del XIX secolo.[126]

Tra le manifestazioni culturali organizzate in città figura Federicus, rievocazione storica contemporanea dedicata alla figura di Federico II di Svevia, che interessa il centro storico con cortei, spettacoli e attività rievocative.[127]

Il Festival dei Claustri è una manifestazione culturale sviluppatasi negli spazi caratteristici del centro storico cittadino.[128]

In passato si è svolto inoltre il Festival nazionale del teatro comico, dedicato al teatro brillante e alla comicità. Il premio principale della manifestazione era la «Bombetta d'oro», denominazione ispirata al caratteristico copricapo di Totò; al festival furono associati anche riconoscimenti per regia e interpretazione e un premio del pubblico intitolato a Oreste Lionello.[129]

Geografia antropica

[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo storico di Altamura presenta un impianto compatto, sviluppatosi all'interno dell'antica cinta muraria. La sua struttura viaria è caratterizzata prevalentemente da strade strette e percorsi irregolari che convergono verso l'area della cattedrale e di piazza Duomo, tradizionale centro religioso e civile dell'abitato.[130]

L'asse principale del centro storico è corso di Federico II di Svevia, che attraversa longitudinalmente il nucleo antico collegando Porta Bari, a nord, con l'area dell'antica Porta Matera, a sud. Il corso costituisce l'unica arteria pressoché rettilinea all'interno del tessuto storico e divide quest'ultimo in due settori; lungo il suo tracciato si trovano alcuni dei principali edifici monumentali cittadini e, approssimativamente a metà percorso, si apre piazza del Duomo.[130][131]

Piazza Duomo costituisce il principale spazio aperto del nucleo antico. Storicamente nota anche come Platea rerum venalium, era sede di attività commerciali e artigianali; su di essa prospetta la cattedrale, attorno alla quale si articola una parte consistente della rete di vicoli del centro storico.[132]

Una caratteristica dell'edilizia del centro storico è costituita dai claustri, spazi comuni sui quali si affacciano gruppi di abitazioni e ai quali si accede generalmente attraverso un passaggio dalla viabilità principale. Essi costituiscono uno degli elementi ricorrenti del tessuto edilizio storico altamurano.

Lo sviluppo urbano moderno ha progressivamente superato il perimetro della città murata, inglobando le aree esterne e determinando la formazione di nuovi assi stradali attorno al nucleo antico. L'area immediatamente esterna alle mura comprende, tra gli altri, gli assi di corso di Vittorio Emanuele II, via di Vittorio Veneto e viale dei Martiri del 1799, mentre l'espansione successiva ha interessato le direttrici verso Bari, Gravina in Puglia, Santeramo in Colle, Cassano delle Murge, Corato e Matera.

Il centro storico è stato interessato nel XXI secolo da programmi di recupero e rigenerazione urbana. Il Comune ha individuato il nucleo antico come una delle aree prioritarie della propria strategia di riqualificazione, inserendovi interventi finanziati nell'ambito dei programmi nazionali per le aree urbane degradate e del Piano nazionale di ripresa e resilienza.[133] Tra questi rientra la riqualificazione di corso Federico II di Svevia e delle piazze adiacenti, comprendente il rifacimento delle pavimentazioni, dei sottoservizi e degli elementi di arredo urbano.[133][134] Sono stati inoltre previsti interventi di recupero di immobili comunali del nucleo antico destinati a forme di edilizia sociale diffusa.[135]

L'economia di Altamura presenta una struttura diversificata, nella quale alle tradizionali attività agricole si sono affiancati un rilevante comparto agroalimentare, l'industria manifatturiera e le attività terziarie. Fra le specializzazioni produttive maggiormente legate al territorio figurano la filiera cerealicola e molitoria, la panificazione e la produzione di mobili imbottiti.

Agricoltura e industria agroalimentare

[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura del territorio altamurano è storicamente caratterizzata dalla coltivazione dei cereali, in particolare del grano duro, favorita dalla vocazione cerealicola dell'Alta Murgia. Intorno alla produzione agricola si è sviluppata nel corso dei secoli una consistente attività di trasformazione del grano, comprendente molitura, produzione di semole e farine e panificazione.

La rilevanza storica dell'attività molitoria è documentata almeno dall'età moderna. Il disciplinare europeo del pane di Altamura ricorda che all'inizio del XVII secolo erano attivi nella città almeno 26 impianti molitori e collega la produzione del pane all'organizzazione agricola e pastorale dell'altopiano murgiano.[136] L'importanza storica della filiera è testimoniata anche dalla documentazione relativa ai forni e alla produzione del pane fra Medioevo ed età contemporanea.[137]

L'industria molitoria continua a costituire una delle attività manifatturiere caratteristiche della città, dove hanno sede diversi stabilimenti specializzati nella produzione di semole e farine. La presenza contemporanea del comparto mantiene quindi un rapporto diretto con la tradizionale specializzazione cerealicola e con le produzioni alimentari derivate.

Il prodotto maggiormente rappresentativo della filiera è il pane di Altamura, la cui denominazione è stata registrata nel 2003 come denominazione di origine protetta (DOP) dall'Unione europea.[136] Il prodotto appartiene alla classe «prodotti della panetteria, della pasticceria, della confetteria e della biscotteria» e viene realizzato secondo un disciplinare che lega l'intera filiera a un'area delimitata comprendente Altamura, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge; la panificazione del prodotto DOP avviene nel territorio previsto dal disciplinare.[136] Il regolamento europeo documenta inoltre la tradizione dei forni pubblici cittadini e l'usanza di contrassegnare le forme di pane con le iniziali della famiglia che aveva preparato l'impasto.[136]

Alla filiera agroalimentare appartengono inoltre la produzione di pasta e altre lavorazioni dei cereali. Al territorio è legata anche la Lenticchia di Altamura, registrata come indicazione geografica protetta (IGP) dall'Unione europea nel 2017.

Una delle principali specializzazioni manifatturiere sviluppatesi nella seconda metà del XX secolo è quella del mobile imbottito. Altamura costituisce, insieme a Santeramo in Colle e Matera, uno dei nuclei storici del cosiddetto distretto murgiano del mobile imbottito, sistema produttivo esteso tra Puglia e Basilicata e specializzato soprattutto nella fabbricazione di divani e poltrone.[138][139]

Dopo una fase di forte espansione, anche sui mercati internazionali, il distretto entrò in una prolungata crisi a partire dai primi anni 2000. Già nel 2008 il Ministero dello sviluppo economico individuava fra le cause della crisi la frammentazione del sistema produttivo, le difficoltà di accesso al credito, le carenze infrastrutturali e i processi di ristrutturazione delle maggiori imprese del settore.[138] Il ridimensionamento interessò sia il numero delle imprese sia l'occupazione, accompagnandosi a una riorganizzazione della produzione e della presenza del distretto sui mercati internazionali.

Il comparto rimane tuttavia presente nell'economia locale. Nel 2026 un rapporto di Unioncamere Puglia sul settore del mobile imbottito in Puglia e Basilicata censiva complessivamente 611 imprese, delle quali 192 localizzate ad Altamura, il numero più elevato fra i comuni considerati.[140] Il settore continua al tempo stesso a risentire delle oscillazioni della domanda internazionale: nel 2024 le esportazioni del distretto del mobile imbottito della Murgia registrarono una contrazione rispetto all'anno precedente.

Una parte delle attività manifatturiere è localizzata nelle aree produttive periferiche e nell'agglomerato industriale di Jesce, posto tra i territori di Altamura, Matera e Santeramo in Colle, nel quale operano imprese del mobile imbottito, del design e di altri comparti industriali.[141]

L'attività turistica è legata principalmente al patrimonio storico e archeologico della città e alle risorse naturalistiche dell'Alta Murgia. Fra i principali poli di interesse figurano il centro storico e la cattedrale, il Museo nazionale archeologico di Altamura, la grotta di Lamalunga con l'Uomo di Altamura, la cava paleontologica di Pontrelli e il Pulo di Altamura.

La Regione Puglia ha riconosciuto formalmente Altamura come «comune ad economia prevalentemente turistica» con determinazione dirigenziale n. 5 del 15 gennaio 2020, disponendone l'iscrizione nel relativo elenco regionale.[142][143] La città risulta inoltre inserita dalla Regione nell'elenco dei «Comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte».[144]

Infrastrutture e trasporti

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Altamura costituisce un nodo della viabilità stradale dell'entroterra murgiano, posto lungo la direttrice che collega Bari alla Basilicata e in prossimità del collegamento con Matera.

La principale arteria è la strada statale 96 Barese, che attraversa il territorio comunale lungo l'itinerario Bari-Gravina in Puglia. In corrispondenza di Altamura la statale è stata interessata da interventi di ammodernamento e adeguamento, comprendenti la variante all'abitato e il potenziamento della direttrice verso Bari.[145] Dalla SS 96 si dirama la strada statale 99 di Matera, che costituisce il collegamento stradale diretto fra Altamura e il capoluogo lucano.[145]

Alla rete statale si affiancano diverse strade provinciali che collegano Altamura agli altri centri dell'Alta Murgia e delle aree limitrofe. Tra le principali figurano:

  • la SP 238, già strada statale 378, in direzione di Corato;
  • la SP 235, già strada statale 171, che collega Altamura con Santeramo in Colle e prosegue verso Gioia del Colle;
  • la SP 18, che interessa il territorio comunale e si raccorda con la SS 96;
  • la SP 41, in direzione del confine con la provincia di Taranto e di Laterza.

Il territorio comunale, uno dei più estesi della Puglia, è inoltre attraversato da una fitta rete di strade comunali e rurali che collega il centro abitato con le contrade, le masserie, gli insediamenti produttivi e le aree agricole.

Altamura è servita da due reti ferroviarie distinte, gestite rispettivamente da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e dalle Ferrovie Appulo Lucane (FAL).

La stazione RFI di Altamura appartiene alla ferrovia Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle. Nell'orario programmato dal 14 giugno al 12 dicembre 2026 i collegamenti della linea interessanti Altamura sono effettuati mediante autoservizi sostitutivi fra Gioia del Colle, Santeramo in Colle, Altamura, Gravina in Puglia, Poggiorsini e Spinazzola.[146]

Di maggiore rilievo per il traffico passeggeri è la stazione delle Ferrovie Appulo Lucane. Altamura costituisce un nodo della rete FAL, situato lungo la direttrice a scartamento ridotto Bari-Altamura-Matera e nel punto di diramazione dell'itinerario Altamura-Avigliano-Potenza.[147] La linea Bari-Matera entrò in esercizio il 9 agosto 1915, mentre la direttrice da Altamura verso Avigliano Lucania fu attivata per fasi tra il 1930 e il 1934.[148]

La stazione FAL è stata sottoposta nel 2024-2025 a un intervento di riqualificazione finanziato con fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari, per un importo di circa un milione di euro, ed è stata inaugurata nella nuova configurazione il 4 luglio 2025. I lavori hanno compreso l'eliminazione delle barriere architettoniche, l'adeguamento delle banchine e del fabbricato viaggiatori, il prolungamento della pensilina, l'installazione di sistemi informativi, connessione Wi-Fi e nuovi tornelli.[149]

Nel territorio comunale si trovano inoltre le stazioni o fermate FAL di Pescariello e Marinella. La seconda si trova lungo la linea Altamura-Matera, il cui tracciato fu modificato nel 2001 con la realizzazione della variante di Marinella.[150]

Mobilità urbana e interurbana

[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di trasporto pubblico locale urbano è esercitato da MarinoBus Urbano. La rete comprende linee ordinarie, collegamenti con l'ospedale, servizi scolastici e navette di interscambio; è inoltre presente un collegamento con la zona industriale di Pescariello.[151]

Dal 4 agosto 2025 è operativo un hub intermodale in via Santeramo, all'angolo con via Rocco Scotellaro, destinato all'interscambio fra servizi automobilistici urbani ed extraurbani. Contestualmente alla sua attivazione sono stati riorganizzati i percorsi della rete urbana e introdotte navette di collegamento tra l'hub, la stazione ferroviaria, piazza Zanardelli e piazza Unità d'Italia.[152][151]

Nel 2025 la dotazione destinata al trasporto urbano è stata inoltre integrata con tre autobus alimentati a metano, acquistati dalla Regione Puglia e assegnati al Comune nell'ambito del programma regionale di rinnovo del parco automobilistico del trasporto pubblico locale.[153]

I collegamenti interurbani sono assicurati anche dalle Ferrovie Appulo Lucane, la cui rete automobilistica integra quella ferroviaria lungo le direttrici Bari-Altamura-Matera e Bari-Altamura-Gravina.[147] Il nodo di Altamura è interessato inoltre da servizi automobilistici regionali e interregionali.

[154]

Aviosuperfici

[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale si trova l'Aviosuperficie Ceraso, censita dall'Ente nazionale per l'aviazione civile tra le aviosuperfici italiane.[155]

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci e commissari straordinari

[modifica | modifica wikitesto]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 settembre 1988 29 giugno 1990 Michele Dibenedetto DC Sindaco [156]
29 giugno 1990 25 settembre 1990 Fabio Perinei PCI Sindaco [156]
25 settembre 1990 27 febbraio 1992 Raffaele Crivelli PCI / PDS Sindaco [156]
27 aprile 1992 24 giugno 1993 Giuseppe Giove DC Sindaco [156]
24 giugno 1993 14 maggio 2001 Vito Plotino MSI-DN / AN Sindaco [156]
14 maggio 2001 16 novembre 2004 Rachele Popolizio L'Ulivo Sindaco [156]
16 novembre 2004 5 aprile 2005 Luigi Varratta - Commissario [156]
5 aprile 2005 22 giugno 2015 Mario Antonio Felice Stacca FI / PdL Sindaco [156]
22 giugno 2015 12 luglio 2017 Giacinto Forte Indipendente
di centro-destra
Sindaco [156]
12 luglio 2017 1º agosto 2017 Enzo Rifino Indipendente
di centro-destra
Sindaco [156]
1º agosto 2017 21 febbraio 2018 Rachele Grandolfo - Commissario [156]
21 febbraio 2018 25 giugno 2018 Vittorio Lapolla - Commissario [156]
25 giugno 2018 12 dicembre 2022 Rosa Melodia Indipendente
di centro-sinistra
Sindaco [156]
12 dicembre 2022 29 maggio 2023 Maria Rita Iaculli - Commissario [156]
29 maggio 2023 in carica Vitantonio Petronella Indipendente di centro Sindaco [156][157][158]

Patti e protocolli d'intesa

[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune disciplina separatamente i patti di gemellaggio, di amicizia e di fratellanza attraverso un apposito regolamento.[160]

Il 16 ottobre 2024, in occasione della Giornata mondiale del pane, i comuni di Altamura e Novoli hanno sottoscritto un protocollo d'intesa finalizzato alla collaborazione e alla promozione delle rispettive tradizioni legate al pane.[161]

L'Altamura vincitore del Campionato Interregionale 1988-1989

La principale tradizione calcistica cittadina è storicamente legata all'Unione Sportiva Altamura, società che raggiunse il professionismo negli anni novanta, disputando cinque stagioni consecutive in Serie C2. La società cessò successivamente l'attività.

Nel XXI secolo il principale sodalizio calcistico cittadino è divenuto il Team Altamura. Al termine della stagione 2023-2024 la squadra vinse il girone H della Serie D, ottenendo la promozione in Serie C e riportando così il calcio altamurano nel professionismo. Il Team Altamura ha disputato la Serie C 2024-2025 e la Serie C 2025-2026, partecipando inoltre con proprie formazioni ai campionati giovanili nazionali organizzati dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.[162]

Nel calcio a 5 la città è rappresentata a livello nazionale da diverse società.

In campo femminile opera la Soccer Altamura, che ha raggiunto la Serie A, massimo livello del campionato italiano. La società ha partecipato alla Serie A nella stagione 2025-2026 e figura tra le dodici formazioni ammesse al campionato nazionale anche per la stagione 2026-2027.[163] La prima giornata della stagione 2026-2027, disputata il 13 settembre 2026, ha visto la Soccer Altamura affrontare al PalaPiccinni il Woman Napoli.[164]

In campo maschile opera l'Altafutsal, società sviluppatasi a partire dai campionati regionali e successivamente approdata alle competizioni nazionali. Nella stagione 2019-2020 conquistò la Coppa Puglia e il campionato regionale di Serie C2, iniziando negli anni successivi un percorso di progressione nelle categorie nazionali.

È inoltre presente l'Altamura Calcio a 5, attiva nei campionati regionali.

Pallacanestro

[modifica | modifica wikitesto]

La pallacanestro cittadina è stata rappresentata da diverse società. Tra queste figura l'ASD Libertas Basket Altamura, che ha partecipato per più stagioni ai campionati regionali e interregionali, militando fino alla stagione 2023-2024 in Serie C; la società non si iscrisse al campionato nella stagione successiva.[165]

Opera inoltre l'ASD Virtus 1987 Pallacanestro Altamura, fondata nel 1987 e attiva nei campionati regionali.[166]

La pallavolo ha una consolidata tradizione cittadina. Tra il 1996 e il 2008 fu attiva la Jogging Volley Altamura, che raggiunse i campionati nazionali.

Nel settore femminile opera la Leonessa Volley Altamura, protagonista negli anni 2020 di una progressiva ascesa dalle categorie regionali a quelle nazionali. Dopo le promozioni dalla Serie C alla Serie B2 e nelle categorie successive, la squadra ha raggiunto la Serie A2, disputandola nella stagione 2025-2026 con la denominazione PanBiscò Leonessa Altamura.[167] La società è stata confermata in Serie A2 anche per la stagione 2026-2027.[168]

Nel settore maschile è stata attiva nei campionati regionali l'Enfoservice Altamura.

L'ASD Pallamano Altamura rappresenta la città nelle competizioni di pallamano. La società ha partecipato nel corso della propria storia anche ai campionati nazionali, raggiungendo la massima categoria nazionale nella stagione 2009-2010; negli anni successivi ha proseguito l'attività prevalentemente nelle categorie inferiori.

Atletica leggera

[modifica | modifica wikitesto]

Nell'atletica leggera operano diverse associazioni dilettantistiche. Tra queste figurano l'Atletic Club Altamura, fondato nel 1993, e la Futur Atletica Altamura, costituita nel 2011.

Impianti sportivi

[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto calcistico cittadino è lo stadio comunale Tonino D'Angelo, situato in via Mura Megalitiche e dotato di una capienza massima indicata dal Comune in 3 000 spettatori.[169]

Il Comune dispone inoltre di quattro principali impianti coperti o polifunzionali: il palazzetto dello sport Luca Baldassarra di via Manzoni, con una capienza massima di 1 400 spettatori; il palazzetto dello sport di via Piccinni, con 400 posti; la Cupola di via Piccinni, con 174 posti; e il campo sportivo Cagnazzi di viale Martiri del 1799, con una capienza massima di 600 spettatori.[169]

Per la stagione sportiva 2026-2027 il Comune ha confermato l'utilizzo di tutte e cinque le strutture per l'attività delle società e delle associazioni sportive cittadine.[170] Nel 2025 l'amministrazione comunale ha inoltre disposto l'installazione di connessioni internet ad alta capacità nello stadio Tonino D'Angelo e nei palazzetti di via Manzoni e via Piccinni, anche per consentire la trasmissione televisiva e in streaming delle manifestazioni sportive.[171]

  1. 1 2 3 Comuni pugliesi per altitudine, su Tuttitalia. URL consultato il 30 aprile 2018 (archiviato il 30 aprile 2018).
  2. ↑ Principali statistiche geografiche sui comuni, su istat.it. URL consultato il 2 agosto 2018.
  3. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  4. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ↑ Comune di Altamura : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Altamura e città, Bari, Puglia, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  7. ↑ • Altamura, su DOP Dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia. URL consultato il 3 maggio 2026 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2025).
    • Luciano Canepari, Altamura, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, ISBN 88-08-09344-1.
  8. ↑ Principali statistiche geografiche sui comuni, su Istituto nazionale di statistica, ISTAT. URL consultato il 17 settembre 2026.
  9. 1 2 3 4 Altamura, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 17 settembre 2026.
  10. 1 2 Parco nazionale dell'Alta Murgia (PDF), su ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. URL consultato il 17 settembre 2026.
  11. ↑ Ente, su Parco nazionale dell'Alta Murgia. URL consultato il 10 Aprile 2026.
  12. 1 2 Problematiche connesse allo studio dei fenomeni carsici in Puglia (PDF), su ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. URL consultato il 17 settembre 2026.
  13. ↑ Scoperte e attività, su Centro Altamurano Ricerche Speleologiche. URL consultato il 17 settembre 2026.
  14. ↑ Filmato audio Approfondimento. Uomo di Altamura, su YouTube.
  15. 1 2 3 4 5 6 (EN) The Murge of Altamura, su UNESCO World Heritage Centre, UNESCO. URL consultato il 20 giugno 2009 (archiviato il 6 dicembre 2008).
  16. 1 2 3 4 Annali idrologici Protezione Civile sez. Puglia, su protezionecivile.puglia.it. URL consultato il 16 dicembre 2018 (archiviato il 17 dicembre 2018).
  17. ↑ Annali Idrologici - Parte I - Dati storici, su Protezione Civile Puglia, Regione Puglia. URL consultato il 17 settembre 2026.
  18. 1 2 3 Piano delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (PDF), su Parco nazionale dell'Alta Murgia. URL consultato il 17 settembre 2026.
  19. ↑ Neve e gelo, Altamura isolata. Il sindaco chiama l'Esercito. Basilicata a -10. Bari imbiancata, su LaGazzettaDelMezzogiorno.it, 7 gennaio 2017. URL consultato il 18 luglio 2020 (archiviato il 27 gennaio 2021).
  20. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), su efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 1º agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  21. 1 2 3 La Storia, su Comune di Altamura, 30 maggio 2024. URL consultato il 17 settembre 2026.
  22. ↑ Jean-Marie Martin, Puglia, in Enciclopedia Federiciana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005. URL consultato il 17 settembre 2026.
  23. 1 2 3 4 Copia archiviata (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it. URL consultato il 17 luglio 2016 (archiviato il 14 settembre 2016).
  24. ↑ storie-inedite, pp. 36-37 Si consultino anche le note.
  25. ↑ cesare-orlandi-primo, p. 399.
  26. ↑ Elena Silvana Saponaro, Di alcuni vasi figurati rinvenuti in Altamura nell’Ottocento nelle relazioni all’Instituto di Corrispondenza Archeologica di Roma. URL consultato il 2 febbraio 2017 (archiviato il 2 febbraio 2017).
  27. ↑ storie-inedite, p. 32.
  28. ↑ storie-inedite, p. 29.
  29. ↑ (EN) Geography, su wdl.org (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2016).
  30. ↑ (EN) Ptolemy's World Map (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2019).
  31. ↑ storie-inedite, pp. 177-178.
  32. ↑ Strabo, Geography, BOOK VI., CHAPTER I., su perseus.tufts.edu. URL consultato il 17 luglio 2016 (archiviato il 10 settembre 2020).
  33. ↑ storie-inedite, p. 134.
  34. ↑ Copia archiviata (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it. URL consultato il 15 aprile 2013 (archiviato il 6 giugno 2015).
  35. ↑ storie-inedite, p. 173.
  36. ↑ «audivit ab antiquoribus suis vocabatur idem locus Altilia quando erat locus Saracenorum», http://db.histantartsi.eu/web/rest/Iscrizione/55
  37. 1 2 ‘De mandato Frederici imperatoris’. L’origine e il popolamento di Altamura nel secolo XIII, in: Herbert Houben / Georg Vogeler (Hgg.), Federico II nel Regno di Sicilia: realtà locali e aspirazioni universali..., Bari 2008, S. 149-172.
  38. ↑ storie-inedite, p. 28, nota 27.
  39. ↑ http://www.centrostudilaruna.it/forumviewtopic.php?t=739[collegamento interrotto]
  40. ↑ pupillo-jesce, pagg. 6-7.
  41. ↑ Celia, Ecetium, Norbae, Veneris, Lupicia, Sublupacia, Blera, Silitum, Benusia, Ponti Aufidi, Aquilonia, Submurula
  42. ↑ Esetium, Norbe, Veneris, Lupicia, Sublupicia, Blera, Silitum, Venusium, Serica, quae nunc Asculus, Aquilonia, Subromula. Item civitas quae dicitur Pissandas.
  43. ↑ pupillo-jesce, pag. 11.
  44. ↑ lugli-orientate.
  45. ↑ piepoli-2014.
  46. 1 2 Domenico Nardone, Notizie storiche della città di Gravina.
  47. 1 2 3 Jean-Marie Martin, Città nuove nel Regno di Sicilia, su Enciclopedia Federiciana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005. URL consultato il 17 settembre 2026.
  48. ↑ de-mandato, p. 164.
  49. ↑ de-mandato.
  50. 1 2 3 4 5 6 7 Cattedrale di Santa Maria Assunta, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  51. ↑ V. C. Galati e F. Canali, Architetture e ornamentazioni dalla Toscana agli "Umanesimi baronali" del Regno di Napoli alla fine del Quattrocento, p. III, ... San Mauro Forte, in Bollettino della Società di Studi Fiorentini, vol. 2021-2022, n. 30-31.
  52. ↑ Per la questione si rimanda alla parte storica della voce diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.
  53. 1 2 Barbara Raucci, L'Università di Altamura (1747-1821) (PDF). URL consultato il 17 settembre 2026.
  54. ↑ Barbara Raucci, La diffusione delle scienze nell'Università degli Studi di Altamura (PDF) (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2017).
  55. ↑ Chierico, Ferdinando IV e Carolina in Altamura il 1797, in Rassegna Pugliese, 1900, pp. 90 ss.
  56. ↑ Cfr. Lucarelli, La Puglia nel Risorgimento, II, pp. 397-398.
  57. ↑ Francesco Maria de Robertis, «Altamura 1799: puro olocausto o ritorsione di precedente strage?», in Archivio Storico Pugliese, LV, 2002.
  58. ↑ Città di Altamura, su comune.altamura.ba.it. URL consultato il 7 settembre 2010 (archiviato l'11 febbraio 2010).
  59. ↑ Esso sarà poi ripreso nei dépliant turistici della Pro Loco del 1973 e del 1994.
  60. ↑ La Corte d'Appello, su Corte di Appello di Bari, Ministero della giustizia. URL consultato il 17 settembre 2026.
  61. 1 2 3 4 5 Statuto del Comune di Altamura, su Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, Regione Puglia, 2002. URL consultato il 17 settembre 2026.
  62. ↑ Città di Altamura – (BA), su Araldicacivica. URL consultato l'8 settembre 2024.
  63. ↑ Stemma Comune di Altamura, su Comuni-Italiani.it. URL consultato il 16 maggio 2009 (archiviato il 28 febbraio 2009).
  64. ↑ Centro storico, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  65. 1 2 3 Patrimonio culturale, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  66. ↑ Palazzo De Mari, Altamura, su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della cultura. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  67. ↑ Palazzo Griffi, Altamura, su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della cultura. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  68. ↑ Palazzo Castelli con cappella, Altamura, su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della cultura. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  69. ↑ Palazzo Viti - Altamura, su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della cultura. URL consultato il 10 gennaio 2026.
  70. ↑ Palazzo Laudati, su I Luoghi del Cuore, Fondo per l'Ambiente Italiano. URL consultato il 7 gennaio 2026.
  71. 1 2 In-Claustro. Valorizzazione di vie, claustri e piazze del centro storico, connessione con le centralità esistenti, su Comune di Altamura, 9 settembre 2022. URL consultato il 17 settembre 2026.
  72. ↑ Avvio delle indagini geognostiche in piazza Matteotti e ordinanza di Polizia Locale, su Comune di Altamura, 12 aprile 2024. URL consultato il 17 settembre 2026.
  73. 1 2 Storia, su falagariostacca.it. URL consultato il 14 gennaio 2015 (archiviato il 9 febbraio 2015).
  74. ↑ Visita delegazione austriaca della "Croce Nera" ad Altamura, 11 aprile 2010. URL consultato il 30 maggio 2021 (archiviato il 15 gennaio 2021).
  75. ↑ Visita delegazione austriaca della "Croce Nera" ad Altamura, 11 aprile 2010. URL consultato il 14 gennaio 2015 (archiviato il 26 maggio 2015).
  76. ↑ Commemorazioni Per I Caduti E Per Falcicchio (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2015).
  77. ↑ I campi fascisti - Altamura, su campifascisti.it. URL consultato il 14 gennaio 2015 (archiviato il 23 agosto 2014).
  78. ↑ Denis Avey, Auschwitz. Ero il numero 220543, Newton Compton Editori, 10 novembre 2011, ISBN 978-88-541-3677-9. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  79. ↑ The curious case of the "break into Auschwitz", su newstatesman.com. URL consultato il 14 gennaio 2015 (archiviato il 24 settembre 2014).
  80. ↑ Nature, Human evolution: Neanderthal freed from stone, su nature.com. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato il 6 luglio 2017).
  81. ↑ CNN, Oldest DNA taken from Neanderthal fell into well, su edition.cnn.com. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato il 15 giugno 2019).
  82. ↑ Cava dei dinosauri, su Comune di Altamura. URL consultato il 12 aprile 2024.
  83. ↑ storie-inedite, p. 47.
  84. 1 2 storie-inedite, p. 302.
  85. ↑ La popolazione altamurana risultò accresciuta fino a 24 000 abitanti a causa dei repubblicani fuggiaschi di Puglia e Basilicata che avevano trovato rifugio ad Altamura. La notizia è confermata anche da Domenico Sacchinelli nelle sue Memorie (bolognese-zecher, pag. 24 e sacchinelli-memorie, pag. 161).
  86. ↑ bolognese-zecher, pag. 10, cifra fornita dall'economista Giuseppe Maria Galanti, consigliere di Ferdinando IV di Borbone, nel suo Relazioni di viaggio in Terra di Bari, Terra d'Otranto (1791). La data potrebbe non riferirsi all'anno 1791 (anno di scrittura della relazione), ma a qualche anno prima.
  87. ↑ Dati tratti da:
  88. ↑ Residenti stranieri: popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 7 settembre 2020 (archiviato il 6 agosto 2017).
  89. ↑ Alberto A. Sobrero, Immacolata Tempesta, Puglia, profili linguistici, Laterza Edizioni Scolastiche, 2002, p. 57; Pier Paolo Pasolini, Canzoniere italiano: antologia della poesia popolare, volume 1, p. 112 (ivi, p. 959: il poemetto «… ci è pervenuto, nella sua totalità se non nella sua integrità, per via orale, per bocca cioè dell'ottuagenario Maino di Altamura che l'ha detto alla raccoglitrice Anna Tragni»).
  90. 1 2 Ordinanza relativa ai festeggiamenti per S. Madonna del Buoncammino, su Comune di Altamura, 13 agosto 2024. URL consultato il 17 settembre 2026.
  91. ↑ Ordinanza relativa ai festeggiamenti per S. Madonna del Buoncammino 2025, su Comune di Altamura, 13 agosto 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  92. ↑ Piano di viabilità per festeggiamenti Madonna del Buoncammino (12-14 settembre), su Comune di Altamura, 5 settembre 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  93. ↑ Federicus, su Rievocazioni Storiche, Ministero della cultura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  94. ↑ I Quattro Quarti, su Federicus. URL consultato il 17 settembre 2026.
  95. ↑ Festa medievale "Federicus" 2025: informazioni di servizio pubblico, su Comune di Altamura, 22 aprile 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  96. 1 2 3 Archivio Biblioteca Museo Civico, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  97. ↑ Archivio Biblioteca Museo Civico - A.B.M.C., su Anagrafe delle biblioteche italiane, ICCU. URL consultato il 17 settembre 2026.
  98. ↑ Biblioteche, su Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. URL consultato il 17 settembre 2026.
  99. ↑ System, 'Vieni a scoprire l'Uomo di Altamura'. Inaugurazione Rete Museale: Palazzo Baldassarre Centro Visite di Lamalunga Museo Nazionale Archeologico di Altamura, su beniculturali.it. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2018).
  100. ↑ Laboratre, Portale Uomo di Altamura Rete Museale, su uomodialtamura.it. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2018).
  101. ↑ Laboratre, Portale Uomo di Altamura Rete Museale, su uomodialtamura.it. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2018).
  102. ↑ mudima – Museo Diocesano Matronei Altamura, su museodiocesano.org. URL consultato il 28 luglio 2018 (archiviato il 28 luglio 2018).
  103. 1 2 3 4 Vivere il comune, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  104. ↑ La Nuova Murgia, su La Nuova Murgia. URL consultato il 17 settembre 2026.
  105. ↑ Richieste di contributo 2025, su Consiglio regionale della Puglia, 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  106. ↑ AltamuraLife, su AltamuraLife. URL consultato il 17 settembre 2026.
  107. ↑ La Redazione, su Altamura in Dialogo. URL consultato il 17 settembre 2026.
  108. ↑ Canale 2 Radio-TV, su Canale 2 Radio-TV. URL consultato il 17 settembre 2026.
  109. ↑ Associati 2025, su Assoradio, 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  110. ↑ Sito web di Radio Altamura Uno, su radioaltamurauno.it. URL consultato il 18 giugno 2009 (archiviato il 4 marzo 2009).
  111. 1 2 3 Teatro Mercadante, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  112. 1 2 Storia del Teatro Mercadante | Teatro Mercadante Altamura, su teatromercadantealtamura.it. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2018).
  113. ↑ Il Teatro Mercadante riapre con il maestro Riccardo Muti, in AltamuraLife, 12 dicembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato il 25 settembre 2018).
  114. ↑ Tre fratelli, su Apulia Film Commission, 19 novembre 2007. URL consultato il 17 settembre 2026.
  115. ↑ Schedule/Programma, su AMURA – Altamura International Film Festival. URL consultato il 17 settembre 2026.
  116. ↑ L'uomo nero, su Apulia Film Commission, 25 settembre 2009. URL consultato il 17 settembre 2026.
  117. ↑ Focaccia Blues, su focacciablues.it. URL consultato l'8 aprile 2009 (archiviato l'11 aprile 2009).
  118. ↑ Il sito che elenca i prodotti tipici dei comuni della Puglia, su tipicipuglia.it. URL consultato il 4 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2009).
  119. 1 2 3 Regolamento (CE) n. 1291/2003 della Commissione del 18 luglio 2003, su EUR-Lex, Unione europea, 18 luglio 2003. URL consultato il 17 settembre 2026.
  120. ↑ Il portale dei prodotti tipici della Puglia, su tipicipuglia.it. URL consultato il 25 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2008).
  121. ↑ Consorzio tutela Pane di Altamura, su consorziopanedialtamura.it. URL consultato il 20 giugno 2009 (archiviato il 2 giugno 2009).
  122. ↑ Ricetta del Pane di Altamura, su laterradipuglia.it. URL consultato il 18 giugno 2009 (archiviato il 18 febbraio 2009).
  123. ↑ Agnello di primavera, ricetta di cucina: ingredienti, preparazione e suggerimenti[collegamento interrotto].
  124. ↑ Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2362 della Commissione del 5 dicembre 2017, su EUR-Lex, Unione europea, 5 dicembre 2017. URL consultato il 17 settembre 2026.
  125. ↑ Documento unico «Lenticchia di Altamura», su EUR-Lex, Unione europea, 24 agosto 2017. URL consultato il 17 settembre 2026.
  126. ↑ La storia, su padrepeppe.it. URL consultato il 1º settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2017).
  127. ↑ Federicus Festa Medievale - Altamura, dal 25 al 28 Aprile 2019, su federicus.it. URL consultato il 30 maggio 2021 (archiviato il 2 marzo 2021).
  128. ↑ Edizione 2018 – Festival dei Claustri, su festivaldeiclaustri.it. URL consultato il 23 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2018).
  129. ↑ Onofrio Bruno, Oreste Lionello chiude Festival Teatro, su notizie-online.it, febbraio 2018. URL consultato il 16 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2012).
  130. 1 2 Corso Federico II di Svevia - Luoghi di intrattenimento, su AI Smart, Regione Puglia. URL consultato il 17 settembre 2026.
  131. ↑ Corso Federico II di Svevia, su Touring Club Italiano. URL consultato il 17 settembre 2026.
  132. ↑ Le porte e le piazze, su Pro Loco Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  133. 1 2 Riqualificazione di Corso Federico II di Svevia, su Comune di Altamura, 31 dicembre 2022. URL consultato il 17 settembre 2026.
  134. ↑ Descrizione dell'intervento – Recupero e riqualificazione del centro storico di Altamura, su Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, 2023. URL consultato il 17 settembre 2026.
  135. ↑ Ristrutturazione edilizia di immobili comunali del centro storico per housing sociale diffuso (Corso Umberto 1° n.68, Corso Federico II n.10, Claustro San Vincenzo n.16), su Comune di Altamura, 30 dicembre 2022. URL consultato il 17 settembre 2026.
  136. 1 2 3 4 Regolamento (CE) n. 1291/2003 della Commissione del 18 luglio 2003, su EUR-Lex, Unione europea, 18 luglio 2003. URL consultato il 17 settembre 2026.
  137. ↑ La storia del pane di Altamura. Grano, farina e forni. Dal Medioevo al Novecento.
  138. 1 2 Situazione del comparto industriale del mobile imbottito dell'area Murgiana, su Camera dei deputati, 4 giugno 2008. URL consultato il 17 settembre 2026.
  139. ↑ Francesco Clemente, Così hanno ucciso l'industria del divano in Puglia, 27 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2013).
  140. ↑ Mobile imbottito: Filca Cisl propone un patto per il lavoro, su AltamuraLife, 24 marzo 2026. URL consultato il 17 settembre 2026.
  141. ↑ Jesce – Matera, su Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera. URL consultato il 17 settembre 2026.
  142. ↑ Determinazione del dirigente della Sezione Turismo 15 gennaio 2020, n. 5, su Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, 23 gennaio 2020. URL consultato il 17 settembre 2026.
  143. ↑ Altamura ufficialmente riconosciuta "città turistica", su AltamuraLife, 16 gennaio 2020. URL consultato il 16 gennaio 2020 (archiviato il 16 gennaio 2020).
  144. ↑ Elenco comuni ad economia turistica e città d'arte, su Regione Puglia. URL consultato il 17 settembre 2026.
  145. 1 2 Bilancio di esercizio 2011 (PDF), su ANAS. URL consultato il 17 settembre 2026.
  146. ↑ Orario dei treni in partenza dalla stazione di Altamura, su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 17 settembre 2026.
  147. 1 2 Chi siamo, su Ferrovie Appulo Lucane. URL consultato il 17 settembre 2026.
  148. ↑ La storia e lo sviluppo, su Ferrovie Appulo Lucane. URL consultato il 17 settembre 2026.
  149. ↑ Trasporti, inaugurata la nuova stazione FAL di Altamura, su Regione Puglia, 4 luglio 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  150. ↑ La storia e lo sviluppo, su Ferrovie Appulo Lucane. URL consultato il 17 settembre 2026.
  151. 1 2 Trasporto urbano Altamura, su MarinoBus Urbano. URL consultato il 17 settembre 2026.
  152. ↑ Attivazione nuovo hub intermodale e riorganizzazione TPL, su Comune di Altamura, 1º agosto 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  153. ↑ Trasporti, presentati i 3 nuovi bus a metano acquistati dalla Regione assegnati al Comune di Altamura, su Regione Puglia, 25 giugno 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.
  154. ↑ Trasporto pubblico urbano - città di Altamura (PDF), su comune.altamura.ba.it. URL consultato il 6 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2007).
  155. ↑ Mappa delle Avio - Eli - Idrosuperfici, su ENAC. URL consultato il 17 settembre 2026.
  156. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Copia archiviata, su amministratori.interno.it. URL consultato il 25 ottobre 2015 (archiviato il 7 gennaio 2017).
  157. ↑ Vitantonio Petronella, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  158. ↑ Elezioni Amministrative 2023, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  159. 1 2 Pane Altamura, gemellaggio in Sicilia con Modica e Castellana Sicula, su Notizie On Line. URL consultato il 16 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  160. ↑ Regolamenti - Affari generali, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  161. ↑ “Giornata Mondiale del Pane” 16-20 ottobre 2024, su Comune di Altamura, 15 ottobre 2024. URL consultato il 17 settembre 2026.
  162. ↑ Serie C: i gironi della stagione 2024/2025. Tredici novità, nove promosse dai dilettanti, su FIGC. URL consultato il 17 settembre 2026.
  163. ↑ Serie A Femminile a 12 squadre con 8 regioni interessate. 4 le pugliesi, due le laziali, su Divisione Calcio a 5, 4 agosto 2026. URL consultato il 17 settembre 2026.
  164. ↑ Serie A Tesys, allacciate le cinture: sabato 12 settembre il via alla nuova stagione, su Divisione Calcio a 5, 11 settembre 2026. URL consultato il 17 settembre 2026.
  165. ↑ Sito ufficiale della Libertas Altamura Basket Altamura, su libertasaltamura.it. URL consultato il 5 gennaio 2012 (archiviato il 15 aprile 2013).
  166. ↑ www.virtusaltamura.it - HOME, su virtusaltamura.it. URL consultato il 13 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2007).
  167. ↑ Panbiscò Leonessa Altamura, su Lega Pallavolo Serie A Femminile. URL consultato il 17 settembre 2026.
  168. ↑ Noemi D'onofrio firma la sesta conferma. Per la “veterana” potentina sarà la quinta stagione in biancoarancio!, su Lega Pallavolo Serie A Femminile, 4 giugno 2026. URL consultato il 17 settembre 2026.
  169. 1 2 Impianti sportivi, su Comune di Altamura. URL consultato il 17 settembre 2026.
  170. ↑ Assegnazione spazi orari degli impianti sportivi comunali - stagione 2026/2027, su Comune di Altamura, 21 luglio 2026. URL consultato il 17 settembre 2026.
  171. ↑ Connessione Internet presso impianti sportivi, su Comune di Altamura, 12 agosto 2025. URL consultato il 17 settembre 2026.

Storia e territorio

[modifica | modifica wikitesto]

Uomo di Altamura e grotta di Lamalunga

[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 154872887 · SBN MUSL000082 · LCCN (EN) n88052962 · GND (DE) 4079725-9 · J9U (EN, HE) 987007560118405171
  Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Puglia