Il falò delle vanità di Tom Wolfe – seconda parte

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Sono passati giorni da quando ho terminato la lettura e quindi non sono più impressioni ‘a caldo’ le mie, ma posso dirmi molto soddisfatta della lettura.
La scrittura di Wolfe è ricchissima, opulenta nei contenuti e nelle sottotracce.
Come sapete io ho una scrittura più spartana, spero non banale o troppo semplice, ma la mia di certo non si può definire ‘ricca’. Di solito prediligo letture meno zeppe di particolari, di descrizioni, ma in questo romanzo ho trovato qualcosa di diverso. Continua a leggere “Il falò delle vanità di Tom Wolfe – seconda parte” →

Un interessante gioco letterario da Giovanni Venturi

Oggi (in grande ritardo e mi scuso con Giovanni, ma il periodo è ancora peggio di come immaginate) vi segnalo questa bella iniziativa che ha ideato Giovanni e che trovate nel suo blog “Giochi di parole… con le parole”. Continua a leggere “Un interessante gioco letterario da Giovanni Venturi” →

Il falò delle vanità di Tom Wolfe – prima parte

E proprio mentre leggevo Mystic river, è arrivata la mail della biblioteca che mi invitava a scaricare l’ebook (prenotato tanto tempo prima) di Il falò delle vanità edizioni Oscar Mondadori, traduzione di Ranieri Carano.
Come saprete bisogna scaricare entro mezzanotte altrimenti si perde il turno. Quindi l’ho scaricato, l’ho aperto e mi sono agitata: sono più di 600 pagine e di certo non sarei riuscita a finirlo nei 14 giorni concessi. Ero indecisa se mollare Mystic river ma non l’ho mollato. Mi piaceva troppo. Continua a leggere “Il falò delle vanità di Tom Wolfe – prima parte” →

Mystic river – di Dennis Lehane

“Non esiste strada con le pietre mute né casa senza eco” Luis de Góngora

La frase di Góngora, citazione della commedia teatrale “Las firmezas de Isabela“, del 1610, è riportata in esergo al romanzo Mystic river, in foto nell’edizione Longanesi con la bella traduzione di Mirko Zilahy. L’ho copiata qui perché, a lettura terminata, mi pare così adatta, calzante, alla storia, così esplicativa degli avvenimenti e delle tragedia narrate. Continua a leggere “Mystic river – di Dennis Lehane” →

La trilogia di Niceville – di Carsten Stroud

Non ricordo come sono arrivata a questo autore, ma mi sono imbattuta in un volume della trilogia, il secondo, intitolato “I confini del Nulla” e poi ho letto anche il terzo: “La resa dei conti”, questo in cima al post. Continua a leggere “La trilogia di Niceville – di Carsten Stroud” →

Sono sparita ma ci sono ancora

Oggi (2 luglio!) mi sono resa conto che l’ultimo mio post è del 21 maggio.
Mi sembra incredibile. Ma, d’altronde, chi l’ha più guardato il blog?
Due ricoveri in ospedale (della mamma) mi hanno portata a andirivieni continui e pensieri difficili, ansie continue.
E ora, che la mamma è a casa ma non in buone condizioni, la situazione non è migliore. Su questo scriverò poi. Avrei tante cose da dire sugli ospedali e sulle dimissioni dei pazienti.
Oggi volevo solo dirvi che prima o poi, mente più tranquilla permettendo, ritornerò a scrivere. La scrittura ha bisogno di mente libera, ricordate? Continua a leggere “Sono sparita ma ci sono ancora” →

Lavorare al romanzo (13) – Come si parte da una bozza e si arriva a una scena perfetta

Bozza Pratese

La ‘bozza’ è una prima stesura, una brutta copia.
Spesso non è nemmeno leggibile, sembra un testo scolastico. Non importa.
Scriviamola e basta, senza ragionare tanto sulle parole, sui dialoghi: a volte nemmeno li mettiamo i dialoghi.
È un testo scritto d’impulso seguendo il film che ci stiamo immaginando, ma è utile per andare avanti, per suscitare nuove immagini.
In questa ultima parte del mio “romanzo filippo” ho lavorato spesso così: scrivo come viene, come se raccontassi la traccia della storia a un amico: Continua a leggere “Lavorare al romanzo (13) – Come si parte da una bozza e si arriva a una scena perfetta” →

Per scrivere non serve tempo, ma mente libera

 

Tutti quelli che vogliono scrivere pensano di non averne il tempo, ma non è il tempo l’ingrediente necessario alla scrittura.
Io, oggi pomeriggio, ho ciondolato quattro ore dal divano a questa sedia, ho iniziato tre lavori diversi e li ho mollati tutti, e non ho nemmeno tentato di aprire il file del ‘romanzo filippo’. Il tempo l’avevo ma non avevo la testa per scrivere.
La “testa”, cioè la ‘mente libera’. Se la mente è occupata da pensieri troppo grandi e da preoccupazioni che non vedono risoluzione, non riesci a dedicarti ai tuoi personaggi: non hai la minima idea e nemmeno la voglia. Continua a leggere “Per scrivere non serve tempo, ma mente libera” →

Materiale per aspiranti scrittori: il pronto soccorso

Per la serie “anno di m”, non mi sto facendo mancare nulla e quindi lunedì scorso (il 13 aprile) ho passato il pomeriggio e la notte in attesa (come accompagnatrice) al pronto soccorso. Quindi parlo per esperienza diretta.
Se volete scrivere e vi manca l’ispirazione, oppure avete poche idee, vi suggerisco di recarvi al ps della vostra città e stare lì seduto a osservare. Il campionario umano è sorprendente (attenzione: non sto parlando di osservare la sofferenza di chi sta male davvero, non sto pescando nel torbido).
Parlo del contorno. Continua a leggere “Materiale per aspiranti scrittori: il pronto soccorso” →

Lavorare al romanzo – (12): La scaletta è necessaria?

“Relatività” – M.C. Escher, 1953

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Lo sapete cosa si dice: “Fate una scaletta! Per scrivere un romanzo come si deve, dovete fare la scaletta”.

La mia esperienza mi dice che la scaletta serve: una scaletta ‘di base’ ci vuole ed è uno strumento che ti permette di impostare la rotta e manovrare per arrivare alla tua meta.

Ma non è da seguire pedissequamente, questa è una buona notizia.
Ma allora posso omettere di scriverla?, sento che state già obiettando.
Credo che gli elementi indispensabili per scrivere un romanzo siano: Continua a leggere “Lavorare al romanzo – (12): La scaletta è necessaria?” →

Chiacchiere oziose

Volevo scrivere di scrittura e dell’approccio per scrivere un romanzo, poi ho pensato a una stranezza: tempo fa, quando abbiamo pubblicato i racconti del penultimo gioco letterario, era ottobre scorso e si chiamava “Il gioco degli incipit”, c’erano stati alcuni racconti criticati con forse tanta veemenza.
Gli autori, che io ringrazio sempre perché si mettono in gioco per sostenere le mie iniziative e anche perché si espongono, hanno un po’ patito le parole dette (forse anche quelli che non hanno replicato).

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Come aggirare il “Blocco dello scrittore”

Questo è lo spauracchio di molti scrittori, e prima o poi capita a tutti.
Vorresti tanto scrivere, desideri terminare la stesura del tuo racconto, devi consegnare un articolo, eppure non riesci a scrivere nemmeno due righe.
Ti maceri nella delusione, nella rabbia, ma è ancora peggio: le parole proprio non vogliono uscire. Continua a leggere “Come aggirare il “Blocco dello scrittore”” →

Quel minuto prima di te – un romanzo di Giovanni Venturi

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Giovanni Venturi è davvero uno scrittore prolifico (non come me che ho smesso per anni e ho pettinato le bambole) e sta scrivendo la serie “Le parole confondono” che comprende tanti volumi.
“Quel minuto prima di te“, che sto leggendo in questi giorni, è il volume sette (a questo link la pagina in cui troverete tutti i segreti e i link utili per avere notizie più complete), ma io so che Giovanni sta già scrivendo l’ottavo volume della serie.

D’altronde, come dico sempre io, se tu hai una storia enorme, perché racchiuderla in un solo testo? Fanne una trilogia, una quadrologia o tetralogia, una saga insomma, incatena il lettore e trascinalo nei meandri della tua mente. Continua a leggere “Quel minuto prima di te – un romanzo di Giovanni Venturi” →

Dobbiamo ancora scrivere anche se c’è la crisi nel mercato editoriale?

Ogni tanto capitano sotto gli occhi questi articoli e ci soffermiamo a leggerli: “L’editoria è in crisi”, “L’allarme dell’AIE: mercato del libro in difficoltà”, “Editoria in crisi: gli italiani leggono un libro all’anno. Manuali trash e autori-influencer per vendere di più”.
La crisi c’è, dicono tutti, e immagino sia vero. Il 74% degli italiani legge almeno un libro ma il 24/26 % non ne legge nemmeno uno. Quale dato sia peggio non so dire.
Ma i dati si riferiscono ai libri effettivamente letti o a quelli comperati?
Io, ad esempio, non compro libri cartacei da qualche anno: mi sono scoperta una sorta di ‘fastidio’ alle mani a toccare carta ‘invecchiata’. Non apro nemmeno i libri che ho nella libreria. Al momento fruisco solo di ebook della biblioteca digitale, e ora di audiolibri (per la mamma che purtroppo non riesce più a vedere e leggere autonomamente). Continua a leggere “Dobbiamo ancora scrivere anche se c’è la crisi nel mercato editoriale?” →

Lavorare al romanzo – undici

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Avevo già provato tempo fa a fare brainstorming (lo so: non è una parola italiana ma ormai, mi dice La Crusca, è entrata nell’uso comune e accettata in tanti ambiti) online, coinvolgendo chi mi legge sui social. Avevo chiesto il nome adatto a una ditta che commercializza e fa manutenzione alle macchine da ufficio. E sono stata accontentata, tanto che ho inserito uno dei nomi suggeriti nel romanzo.

Qualche settimana fa stavo pensando al nome adatto a una mostra di fotografie. Allora ho ripetuto il metodo: ho chiesto ai miei lettori di Facebook (pochi ma buoni). Continua a leggere “Lavorare al romanzo – undici” →