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Come per l’incoronazione, Elisabetta II fu effigiata sui francobolli delle numerosissime colonie e Protettorati… molte volte su francobolli di isolette sperdute nell’Oceano.

Cominciamo a trovare l’Elisabetta incoronata su questi due francobolli della Rodesia del sud.

In fondo questi sono comunissimi francobolli di una delle tante colonie africane. Quello che può essere piuttosto interessante è quanto può scaturire da questa serie… sempre coll’effige della regina Elisabetta II.

Siamo nel sud dell’Oceano Atlantico ad una relativa poca distanza dal sud dell’Argentina dove sorge l’arcipelago delle isole Falkland. Se ne sentì parlare per un po’ di giorni nel 1982 quando lo stato americano pensò bene d’invadere il possedimento britannico e farlo diventare territorio integrante della Repubblica Argentina. Fu guerra… una guerra stupida… stupida ma cruenta. Una di quelle guerre, durata solo 73 giorni, che dimostra quanto il Genere Umano sia guasto. Ci furono più di 600 morti, i padroni rimasero gli stessi e ci fu il consumo di grandi risorse energetiche sicuramente molto utili per sostenere popoli disagiati.

Alle Isole Falkland mandai una lettera nel 1983. Mi ritornò giustamente col timbro locale dopo 28 giorni col timbro di Port Stanley.

Per rimanere nel tema postale, posso dire che questi 5 francobolli insegnano l’esistenza di fatti passati sicuramente validi. Premesso che sono delle Dependencies delle isole Falkland, il che dovrebbe significare che appartengono a isole che si trovano nelle vicinanze. Ho cercato di capire se esiste una localizzazione precisa, ma non ci sono riuscito. Molto probabilmente comprende una vasta area che dovrebbe arrivare fino all’Antartide comprendendo fondamentalmente isole sperdute fra i ghiacci e laboratori scientifici di provenienza britannica.

Lacartina che segue. che ho potuto ricavare « navigando » nelle acque di internet, mi dimostra la fine dell’America con appena visibili le « Isole Falkland », le isole della « South Georgia » e, quasi genericamente le « FALKLAND ISLANDS DEPENDENCIES » che, in modo non chiaro potrebbero essere anche più a sud. Questo per mio interesse geografico e probabilmente per chi mi legge.

Ciò che colpisce guardando quei 5 francobolli, è il fatto che su ognuno è raffigurata una nave e uno o due anni del secolo scorso.

Il più antico è il « DIscovery » del 1929. Sempre grazie a Internet è possibile comprendere cosa fece questa nave.

Partecipò alla spedizione antartica di ricerca scientifica anglo austro neozelandese. Si chiamò spedizione BANZARE comandata da Douglas Mawson.

Mappa… Dall’estremo sud dell’America fino al Polo Sud.

Questa nave fece due spedizioni… nel 1929 e nel 1931.

Ora si troverebbe in Scozia a Dundee.

L’altra nave che si trova effigiata su un altro dei cinque francobolli è la Penola del 1934.

Anche questa servì per delle esplorazioni antartiche nel 1934.

Per farla breve, anche gli altri tre francobolli portano la figura e il nome di navi che aiutarono le ricerche in quelle zone piuttosto inospitali del Mondo.

Quello che può, dico può essere di nostro, o del lettore, interesse è che quella nave esiste ancora e la si trova ancorata in Scozia a Dundee.

Quante cose sono cambiate in, più o meno cento anni! La tecnologia ha cambiato le nostre vite… solo in meglio?… o anche in peggio? Forse sono andati perduti determinati valori? Forse saranno i posteri a sentenziare.

Sono moltissimi i francobolli coll’effige di Elisabetta II. Si vedrà in futuro l’effige del padre Giorgio VI. Mi piace ora terminare con un francobollo di Elisabetta II quando ancora era regina di Hong Kong… ora parte integrante della Cina… anche se con uno statuto un po’ diverso.

In un certo senso, è stimolante osservare la parte bassa del francobollo che riproduce i grattacieli della città. Si vedono appena… ma danno un tocco significativo al francobollo.

Che poi, è particolarmente suggestivo il timbro. Sì perché il timbro non è Hong Kong come verrebbe da pensare, ma Kowloon che è una parte di Hong Kong, quella parte che si chiama anche “Città Murata”…molto suggestiva.

Non mi è dato sapere se questo timbro fu apposto dove era la “città Murata” o nella Penisola di Kowloon… parte di Hong Kong.

Ciò che può essere degno di curiosità è che quando gli inglesi stipularono il contratto d’affitto per 99 anni per quel territorio, la “città Murata” venne esclusa; inoltre, quel piccolo territorio, ora demolito, fu densissimamente popolato al punto che fu l’agglomerato urbano più densamente popoloso del mondo.

Quanti particolari può fornirci l’analisi di un francobollo!… oggi con internet.

(Possibilmente continua)

Posta 71

Purtroppo è così. In quel degli Stati Uniti d’America chi sbaglia, anche se giovanissimo può essere soggetto alla pena capitale 21 anni dopo col beneplacito della Corte Suprema. Mi stupisce molto dal momento che, visti i componenti più volte in televisione, si ha l’impressione di essere « di fronte » a personaggi equilibrati provvisti di coscienza.

Fui da quelle parti e m’inviai pure da Boston un Aerogramma.

Ebbi l’impressione di aver a che fare con persone normali. Oggi mi chiedo se già ai tempi della Seconda Guerra Mondiale dopo i bombardamenti su Dresda e Zara ed il Processo di Norimberga erano già perversi e assetati di sangue. È un fatto che, impiccando i capi del nazismo, già si sentivano i giustizieri del Mondo.

Passando a più liete notizie, abbozzate nel precedente Posta & Affini, trovo interessante prendere in considerazione le teste coronate di Gran Bretagna.

Tutti sanno che la Regina Elisabetta II regnò per molto tempo, ma, rimanendo per un attimo in Italia, pochi sanno che Poste Italiane volle commemorarla.

Sì, volle commemorarla con 5 suoi profili… forse i cinque profili che usò durante il lungo regno.

Cominciò molto presto. Già per l’incoronazione fu immortalata su ben 106 francobolli di svariate Nazioni o Possedimenti o Protettorati o… simpatizzanti?

Correva l’anno 1953 e ancora la Gran Bretagna la faceva da padrona in ogni continente.

Nessuno penserebbe oggi che la Gran Bretagna fosse stata una mezza padrona nella lontana Nuova Zelanda. Tutti la considerano una Nazione perfettamente indipendente. Oggi è molto famosa perché produce una quantità infinita di kiwi… quel frutto esportato ovunque e tanto caro a chi soffre di “stitichezza”.

La Gran Bretagna aveva molte Colonie in Africa. Questa era precedentemente una colonia della Germania. Oggi perfettamente indipendente… pare sia ancora presente l’influsso tedesco.

Anche qui l’effige della Regina Elisabetta… come su 62 francobolli praticamente uguali ognuno col nome di una colonia o un protettorato diverso.

Esistono altri 61 francobolli come questo. Cambia solo il colore, il nome dello Stato o Protettorato e la valuta.

Questo può sicuramente creare qualche perplessità. La Gran Bretagna era presente nell’attuale Malesia e questo era uno degli Stati della Malesia. La capitale della Malesia è, come noto, Kuala Lumpur, città molto importante a vari livelli… anche dal punto di vista turistico.

Anche Singapore ebbe il suo francobollo con la dizione MALAYA SINGAPORE. Oggi però Singapore non fa parte della Nazione Malesia ma è indipendente… è una Città Stato con delle leggi molto rigide. Sembra che Singapore sia indipendente perché “cacciata” dalla Malesia. È una Nazione su isole, avida di terreno, che ruba al mare e vanta la maggior densità di popolazione dopo il Principato di Monaco… a noi molto vicino.

Proprio grazie al turismo, ho potuto avere la buca delle lettere della Malesia, fotografata all’aeroporto di Kuala Lumpur. È bella e simpatica e pulita. Ciò che mi ha particolarmente colpito è la presenza di un lucchetto per tenerla chiusa. Chissà, forse a suo tempo si guastò la serratura e, anziché farla riparare si dimostrò più pratico mettere un lucchetto. Sicuramente il lavoro fu fatto a regola d’arte per cui sembra essere normale. In ogni caso è pulita e senza vandalismi  o scritte particolari.

È appunto la specialità di certi trogloditi quella di sporcare le buche delle lettere.

In Italia sembrava proprio che fosse il passatempo preferito. Come faranno quei simpaticoni che sporcavano a più non posso ora che Poste Italiane sta eliminando quasi tutte le buche?

S’è visto l’effige della regina su tre dei 106 francobolli emessi per l’incoronazione. Elisabetta II “regnò” anche in Malesia, ma, in Patria aveva il suo normalissimo francobollo… quello della serie ordinaria.

Se non si conosce il profilo della regina e non si conosce il simbolo “£” della sterlina, non si potrebbe sapere che il francobollo arriva dal Regno Unito.

Dopo l’incoronazione, ogni francobollo degli stati interessati portava l’effige della regina… naturalmente diverso da quello dell’incoronazione.

È di vero interesse sapere che molti dei ritratti apparsi sui francobolli dopo il 1955 furono… e sono… opera del pittore italiano Pietro Annigoni.

Grazie al suo lungo regno e, grazie a tutti francobolli di Colonie e protettorati, credo si possa dire che Elisabetta II fu la donna più effigiata del mondo,

(Possibilmente continua)

In Posta & Affini7 ho « decantato » l’istituzione in Italia della Posta Prioritaria. Le volte che l’ho usata mi ha dimostrato che, a certi livelli, Poste Italiane voleva « lavorare » bene. Dal 1° maggio 2026 la « Posta Prioritaria » per l’Italia non esiste più… esiste però attualmente per l’estero. Da quello che son riuscito a capire esiste per l’estero ma non bisogna usare francobolli… in poche parole bisogna pagare il servizio allo sportello.

Quello che non riesco a capire, come mai Poste Italiane stampano ogni anno dei pezzetti di carta chiamati francobolli… che poi non si possono usare per una normale corrispondenza… non è una normale corrispondenza una lettera spedita in Norvegia per posta prioritaria ?

Si pensi che nel 2025 Poste Italiane ha emesso, uno più uno meno, 132 francobolli. Mi sembra una cifra notevole… se è vero che pochissima gente li usa e, se vengono usati, Poste Italiane fa, spesso e volentieri, viaggiare la corrispondenza senza obliterare i francobolli… con la possibilità di essere usati nuovamente.

Nel primissimo Posta & Affini ho mostrato un francobollo che aveva trasportato corrispondenza ben tre volte dall’Italia alla Svizzera.

Si faccia finta di niente e si consideri la bellezza o la particolarità di certi francobolli.

È stupefacente il fatto che questo francobollo non ha alcuna scritta… ma dice tutto… o quasi tutto. C’è solo il valore in sterline.

Primariamente potrebbe esere importante sapere da quale stato arriva il francobollo. Anziché uno scritto i britannici si limitano a stampigliare la testa del sovrano. In questo caso la testa del Re Carlo succeduto alla Regina Elisabetta.

Il significato del francobollo è anche chiarissimo. Infatti non può essere che un francobollo natalizio… grazie ai tre Magi che portano ognuno un regalino a Gesù Bambino. Potrà essere interessante prendere in considerazione le « teste » dei reali stampigliate sul francobollo prima di Carlo III.

Da un po’ di tempo a questa parte, alcune Amministrazioni Postali, fra cui la Svizzera e l’Italia si sono sbizzarrite ad emettere francobolli su materiali diversi dalla carta. Uno svizzero è quello su stoffa « pizzo di San Gallo » da 5 franchi.

Potremo vedere altri francobolli su materiali diversi, però, in questo momento (settembre 2026) non posso dimenticarmi che nella vita di tutti giorni facevo il medico e per molti anni la mia seconda casa era la sala operatoria con funzioni anestesiologiche.

Fare il medico potrebbe significare « lenire le sofferenze » e cercare con tutte le forze di portare a guarigione chi è malato. È molto importante, per il medico, salvo situazioni particolari, non lasciarsi andare al cosiddetto « accanimento terapeutico ».

L’accanimento può esserci anche in un ufficio postale quando si devono timbrare i francobolli su una busta raccomandata.

E pensare che di questi tempi sembra che per Poste Italiane l’inchiostro sia agli sgoccioli. Ho scritto che facevo l’anestesista. Ho usato molto, ma molto Pentothal. Mi sono chiesto, dopo il « fallito omicidio » nelle carceri americane : « Come sono fatti gli Esperti Statunitensi ? Come si fa ad eseguire in modo così pedestre una condanna a morte… 21 anni dopo il misfatto ? Veramente il liquido iniettato è andato fuori vena ? ».

Io sono allibito e inorridito: quanta malvagità! Quella Nazione vorrebbe governare il Mondo ?…

La filatelia e i francobolli non c’entrano. Non sono riuscito empaticamente a non mettermi nei panni di quella donna… che ancora viva deve aver sofferto veramente molto.

(Possibilmente continua)

Sé parlato di “rispetto”… che bella parola! C’è tutto! In una parola, se presa in considerazione, potrebbe esserci il benessere dell’Umanità.

Perché proprio qui… in questo contesto?

Perché trovai questa targhetta pubblicitaria delle poste svizzere… in francese… del 1961 che invitava ad avere rispetto dei vicini. Ascoltare la radio troppo forte non va bene.

Si pensi! Nel 1961 la televisione era un miraggio. Oggi si può vedere tutto il mondo in diretta… ma si può disturbare il vicino proprio come a quei tempi con la radio.

Che poi, anche se “viaggiano” come quel predicatore che dal pulpito dice: “Fate come vi dico ma non fate come faccio” anche Poste Italiane inneggia al rispetto.

Poste Italiane, in un passato lontano ha “consumato” molte targhette per consigliare gli automobilisti e i clienti della posta.

In uno di questi consigli è compreso il “rispetto” nei riguardi del prossimo.

È altamente significativo. Anche in questo timbro si chiede rispetto… sì, perché abbagliare chi ti viene incontro è pericoloso… e lo dice chiaramente il timbro. A quei tempi era normale per Poste Italiane consigliare gli automobilisti e gli utenti della posta… a tutto vantaggio degli Umani che ricevevano il consiglio.

Questo timbro di 66 anni fa consiglia gli automobilisti di quei tempi… che erano pochi. Oggi potrebbe essere ancora valido se non si considera il grande numero di automobili in circolazione per cui, non solo potrebbe essere difficile gareggiare, ma anche non trovarsi in coda e avanzare a passo d’uomo.

Guardando bene il timbro e il francobollo può stupire come sul timbro sia scritto “POSTA CELERE” per spedire con un’affrancatura di 30 lire pari a € 0.015…  Oggi si deve affrancare € 1.30 (86 volte dii più) senza alcuna celerità.

La Poste Italiane dà consigli perché vuol servire meglio i suoi utenti.

Si pensi che, ai tempi, si andava all’ufficio postale e si chiedeva consiglio circa la dotazione di una cassetta per la corrispondenza!!! È quasi “strappalacrime” un pensiero di questo genere… quando OGGI la corrispondenza può non arrivare ed essere considerata “smarrita” o buttata se non rubata. Questo scrivo con cognizioni di causa perché lettere indirizzate a Genova ad una mia parente… non sono mai arrivate… almeno tre…

Fra le altre ho scelto questo timbro fatto di consigli

Quanta chiarezza e intelligenza in questo consiglio:

“SCRIVETE LE LETTERE SU CARTA PIÙ LEGGERA”.

Ma certamente… perché appesantire il trasporto? Sembra strano ma 66 anni fa, già si ragionava senza saperlo di ecologia. Poste Italiane chiedeva carta più leggera; si spediva su normali buste 11.2 X 16.2 cm. Oggi, almeno qui in Svizzera le buste maggiormente usate misurano 16 X 23 cm. La componente più interessante è che in molti si fregiano del marchio ecologico rispettoso della natura… in più, proprio le poste fanno viaggiare la corrispondenza da un capo all’all’altro per recapitare a pochi chilometri di distanza. Tutto questo perché, anche in Italia, hanno centralizzato le località dove la corrispondenza sarà, o non sarà obliterata… a tutto vantaggio della tecnologia e del risparmio… o del maggior guadagno.

Oggi ciò che conta è il profitto… tutto deve crescere… proprio tutto… anche la delinquenza e il furto legalizzato.

È o no un furto legalizzato tassare la pensione? Eppure accade tranquillamente e il popolo, goduto se può vedere una partita di calcio, direbbe: “È così. Cosa ci posso fare?”

Oggi l’ecologia è un businness… meglio l’auto con tante batterie per combattere il cosiddetto “riscaldamento globale” anziché consigliare i Big del mondo di usare il comprendonio anziché “caricare” l’atmosfera di missili e droni e uccidere innocenti sprovveduti.

Le guerre sono sempre una cosa terribile… anche perché lasciano degli strascichi inimmaginabili. A ricordarci un brutto momento della Seconda Guerra Mondiale ci ha pensato recentemente Poste Italiane col francobollo che commemora Salvo D’Acquisto.

Pure in questo caso, anche se conoscevo il particolare che questo Vice Brigadiere dei Carabinieri aveva offerto ai nazisti la propria vita per salvarne altre, analizzando il fatto, ho potuto prendere atto che sarebbe in corso il suo processo di beatificazione. Devo dire con rammarico che purtroppo le Amministrazioni postali, pur continuando a stampare francobolli… ne consumano sempre meno e non permettono più certe simpatiche analisi. Le poste svizzere che stampano una bella rivista che comunica molto bene la quantità di francobolli che emette, quando potrebbe non li usa.

Infatti, proprio recentissimamente una persona che s’è recata in uno degli uffici postali di Lugano chiedendo l’affrancatura di una lettera, anziché un francobollo s’è vista appiccicare sulla busta uno stampigliato come questo… al posto di un semplice francobollo.

Stampigliato nell’ufficio postale.

Desta interesse la scritta “pro clima”… e il fatto che la corrispondenza viene fatta viaggiare inutilmente per molti chilometri. Questa non è una “piccola negligenza”… come quelle che scrissi su Posta & Affini 65… ma una mancanza di rispetto verso il « credulone » o l’ennesima « ipocrisia » di chi gestisce la « cosa pubblica ».

(Possibilmente continua)

Questo articolo vuole parlarci di genocidio.

Quest’altro articolo potrebbe sembrare molto più importante… per chi lo vuole leggere.

Da questo articolo ho estrapolato questo :

Le Nazioni Unite hanno istituito nel 2007 la Giornata internazionale in ricordo delle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi, celebrata il 25 marzo di ogni anno. Per l’occasione quest’anno, con 123 voti a favore, 3 contrari e 52 astenuti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione presentata dal Ghana con la quale si riconosce che la tratta transatlantica degli schiavi è stata “il più grave crimine contro l’umanità”. Prima della votazione il presidente del Ghana, John Mahama, aveva detto: «Si scriva, per il futuro, che abbiamo fatto ciò che era giusto per la memoria dei milioni di persone che hanno subito l’umiliazione della tratta e di coloro che continuano a subire discriminazioni razziali. L’adozione di questa risoluzione serve a salvaguardare dal rischio dell’oblio e sfida le persistenti cicatrici della schiavitù».

Mi sono reso conto che è interessante solo quando i morti o i maltrattati sono veramente molti. Mi sono anche reso conto che alcune « piccole » popolazioni ammazzate o maltrattate non sono abbastanza interessanti anche perché ad essere « cattivi » possono essere o essere state Nazioni importanti.

È il caso di Timor Est.

Chi lo conosce ?

Sono in pochi a conoscere questa Nazione indipendente dal 2002… nello stesso modo come sono in pochi a ricordare la tragicità dell’8 settembre 1943. Sono ancora meno quelli che sanno quanto accadde in Istria, Fiume e Dalmazia dopo il 1943 e dopo il 25 aprile 1945… quando nel resto dell’Italia veniva festeggiata la fine della Seconda Guerra Mondiale.

L’8 settembre 2026 è appena passato… avant’ieri. Fu grazie ad una, chiamiamola « svista » che moltissimi italiani si trovarono a disagio e altri… morirono.

Svista o negligenza ?

Ho menzionato Vittorio Emanuele II. L’ho studiato a scuola e ricordo perfettamente che morì nel 1878.

Era Re del Regno di Sardegna e, se non vado errando, diventò Re d’Italia nel 1861.

Sì, ricordo qualche data e questo francobollo timbrato a Livorno nel 1862 ci rammenta che il Regno d’Italia già esiste. Riprenderò il discorso.

Ora… fine del mese di agosto 2026 è d’uopo ricordare il terremoto del 2016 ad Amatrice… ma farlo con un bellissimo e simpaticissimo francobollo del 2008.

Fu un terremoto terribile, ma, secondo me ancora più terribile se si pensa che la terra tremò alle 3.37… in piena notte. La popolazione fu svegliata, o purtroppo morì in piena notte… quando ci si può trovare nel mondo dei sogni.

Ebbene, se qualcuno vide il francobollo di 8 anni prima, poteva sognare un piatto di spaghetti all’”amatriciana”.

Visto oggi può farmi venire l’acquolina in bocca, ma può anche farmi ricordare quell’importante personaggio della politica italiana che disse: “NON VI ABBANDONEREMO”. Quante parole inutili! Pare che ancora molti cittadini di Amatrice e dintorni vivano in condizioni precarie… dopo dieci lunghi anni! Che vergogna! Purtroppo anche oggi molti politici hanno speso un mucchio di parole per, spero di no, far credere al loro concreto interessamento.

Esiste un francobollo simile del 2009… che mette in risalto ciò che il palato apprezza.

Questi sono solo francobolli… e non sono gli unici che si occupano di cucina e piacere di mangiar bene.

Sul francobollo non c’è scritto ma si sa che il prosciutto San Daniele viene dal Friuli che, nel 1976 soffrì anche per un terribile terremoto.

Devo dire che a questo francobollo mi portò la grafica del francobollo di Amatrice; d’altra parte l’autore dei due francobolli è lo stesso.

Quello che però considero un caso, anche se il caso non esiste, è il fatto che, proprio quest’anno 2026 Poste Italiane ha commemorato il 50° di quel terremoto.

Poste Italiane, coi suoi francobolli commemora molti avvenimenti e molti personaggi, ma ha dimenticato l’80° della folle strage di Vergarolla. Non ha mai dimenticato la Fame nel mondo… commemorando la FAO… come in questo trittico del 2001.

Sono passati 25 anni da quando è uscito questo trittico, ma, non solo la fame c’è ancora… e forse di più, ma vengono spesi miliardi per lanciare razzi e spedire droni che uccidono a più non posso. Quella “porzione” di Genere Umano che uccide schiacciando qualche pulsante, non solo ha tranquillamente da mangiare, ma, ogni volta che si presenta in televisione e fa finta di discutere, sorride quasi sempre come se tutto andasse nel modo migliore.

Non ho ancora capito se ci troviamo di fronte ad una spregevole ipocrisia o ad una nauseabonda mancanza di rispetto verso tutto e tutti.

Non importa! Quasi tutti direbbero: “È così. Che cosa ci puoi fare?”

Ho iniziato con un francobollo di Vittorio Emanuele II. Qui la “lettera” sulla quale è il francobollo…

Questa non è una busta… ma un foglio di carta ripiegato e incollato.

Non so come e quando questo “oggetto” sia arrivato a me. Non mi sono mai occupato di filatelia antica. Trovo però interessante la timbratura su tutto il francobollo. Credo che lo facessero perché a quei tempi, dipendentemente da quello che si voleva spedire, si poteva affrancare anche con mezzo francobollo tagliato diagonalmente.

Timbro del 14 agosto 1862

Si può notare con piacere i numeri 1 e 4 di 14 scritti in modo che si potrebbe definire artistico.

Oggi, si può considerare interessante l’esistenza di un timbro… quando non deturpa il francobollo.

La Svizzera aveva dei francobolli belli e dei timbri altrettanto belli. I francobolli sono rimasti belli e, qualche volta addirittura interessanti; i timbri, quelli che ci si ritrova sulla busta dopo aver imbucato, non sono più belli e netti… ma, sembrerebbero “tremebondi” e, in ogni caso, deturpanti il francobollo. È il caso della bella serie con alberi… non si vede più l’albero.

Credo che, anche in questo caso, per dar spazio alla tecnologia e all’automazione e per risparmiare o guadagnare di più, ci si dimentica per l’ennesima volta il rispetto… verso l’utente e verso l’oggetto altrui… infatti, il francobollo pagato non appartiene più all’Amministrazione postale.

(Possibilmente continua)

Ringrazio di cuore chi ha voluto commentarmi. L’estrapolazione dei Monfalconesi è particolarmente interessante… come moltissimi avvenimenti accaduti da quelle parti… avvenimenti sconosciuti a moltissimi italiani

Indipendentemente da quanto accaduto ai monfalconesi vittime di Tito, sono dell’idea che, dopo una certa età, la vita è fatta anche di ricordi. È bello ricordare ai giovani, ma è anche bellissimo ricordare quello che è stato fatto coi giovani… figli o nipoti. Ebbene, questo francobollo calza a pennello.

A parte il fatto che anche questo francobollo si presta per dimostrare come la corrispondenza dall’Italia a Lugano può impiegare proprio 15 giorni, appena lo vidi me ne innamorai… proprio così. Sì, mi piacque molto perché a suo tempo portai mio figlio dodicenne al cinema a vedere Goldrake. Non ricordo molto del film… ricordo “Goldrake all’attacco” e tutto quello che poteva seguire. Oggi non so con precisone se quel film era bello o brutto; ricordo che ero con mio figlio e che avevo potuto farlo perché il lavoro, proprio quel giorno, me lo consentì. Forse non mi sono spiegato bene; questo francobollo mi piacque perché feci felice mio figlio, lui col suo papà sempre assente per lavoro, a godersi il film. In quel frangente io ero solo per lui… e questo ricordo con immensa gioia… e anche lui lo ricorda.

Ancora una volta un semplice francobollo permette ricordi ed emozioni non indifferenti.

Perché in “Posta & Affini 66” scrissi “ho avuto l’impressione che i rapporti postali fra Svizzera e Italia non siano dei migliori?”.

Perché il recente 9 giugno 2026 imbucai a Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese 2 lettere; una indirizzata a Genova e una indirizzata a me Fermo Posta Lugano. Come ormai è consuetudine, brutta ma consuetudine, le lettere vennero timbrate a Milano Roserio.

La prima con questo francobollo capace di stimolare l’acquolina in bocca fu consegnato al ricevente 2… dico due… giorni dopo.

Certo che un francobollo come questo che commemora ed esalta l’arte culinaria italiana, potrebbe far pensare anche ad una pubblicità più o meno gratuita. Chi ha lavorato in campo medico ricorderà sicuramente la VISTER (Vismara Terapeutici) con sede a Casatenovo… che dal 1983 non esiste più… come frutto di cessioni… un po’ qua e un po’ là.

Lo stesso 9 giugno imbucai contemporaneamente, sempre in provincia di Varese, una lettera a me indirizzata a Lugano… naturalmente Fermo Posta grazie al timbro d’arrivo che “dichiara” nero su bianco il giorno d’arrivo a destinazione. Il francobollo di questa lettera aveva già viaggiato una volta, in compagnia di altri francobolli, su una raccomandata dalle Marche, provincia di Macerata, fino a Lugano… naturalmente non timbrato. Ve lo presento “in compagnia”:

È un fatto che a me piace il francobollo timbrato e non deturpato. Per questa ragione ho fatto riviaggiare tre dei quattro francobolli. Il primo da sinistra fa parte del precedente Posta & Affini. Mi piace moltissimo il secondo da sinistra… forse per il colore? Non credo.

Ebbene, questo francobollo era su una lettera a me diretta imbucata il 9 giugno con quella che raggiunse Genova in 2 giorni. Ambedue timbrati a Milano; quello indirizzato a Lugano… relativamente vicino… arrivò dopo 15 giorni!!!

Avevo sempre pensato che Poste Italiane funzionasse molto male e se ne fregasse dei clienti; ora però, di fronte a questo fatto, ne è testimone il timbro d’arrivo sul retro della busta, mi ha fatto pensare che a fregarsene del cliente (se straniero) sia la posta svizzera.

A parte il Servizio o Disservizio svizzero… se è svizzero… questo francobollo commemora giustamente l’Arena di Verona e l’arte che vi è sovente rappresentata. L’Aida, opera di Giuseppe Verdi, credo che sia un pilastro delle rappresentazioni dell’Arena. Ancora una volta però non posso non rendermi conto che questo francobollo mi emoziona perché, proprio l’Aida fu la prima opera lirica che vidi… ma in una situazione particolare. La vidi da giovanissimo a Genova, ma non nel Teatro Lirico Carlo Felice, ma nell’unico teatro genovese non “ferito” dalle bombe degli anglo-americani: l’Augustus.

Ora il Carlo Felice è stato ricostruito, ma, sempre per associazione di idee, non dimenticherò mai quando in un teatro “raffazzonato” con panche e un cuscino anziché vere poltrone, vidi per la prima volta la Bohème di Puccini. Ascoltai quella musica e quelle voci fantastiche che fanno vibrare cuore e nervi in un ambiente non idoneo che però, grazie all’immortalità della musica, diventò il non plus ultra.

Anche il terzo francobollo, quello più a destra, ebbe il suo timbro e poté viaggiare per la seconda volta; ora però mi sono trovato a dover verificare il funzionamento di Poste Italiane… se veramente è così efficiente come visto con la lettera consegnata in 2 giorni a Genova. La partenza è sempre da Lavena Ponte Tresa (VA), la timbratura sempre Milano ma la destinazione una località della provincia di Macerata.

Il francobollo commemora la vittoria di LUNA ROSSA nella competizione velistica femminile dell’America’s Cup che si svolse a Barcellona nel 2024.

Questo il bellissimo e simpaticissimo francobollo che portò la lettera da Milano in provincia di Macerata… nelle Marche. Impiegò ben dieci giorni.

A questo punto non possiamo più colpevolizzare le poste elvetiche delle lungaggini nel consegnare una lettera. Che abbiano acquisito il vizio degli italiani?… non però nel servizio interno.

Ci rimane il piacere di guardare il francobollo e pensare che le donne italiane sono state bravissime… anche perché nella finale hanno battuto le donne britanniche. Che poi… l’ho sempre detto: “La donna ha una marcia in più”.

Ho menzionato la lirica ed il piacere di vedere e ascoltare uno dei capolavori di Giacomo Puccini. Quell’opera è rimasta nel mio cuore non foss’altro che per il fatto che “certa musica” riesce a far vibrare in un modo unico e particolare alcuni angoli del nostro corpo e del nostro cerebro.

Non si può terminare senza menzionare in modo visibile quel francobollo che menzionò non solo il grande musicista, ma… proprio “La Bohème”. Una bella quartina del lontano 2008.

Certo che non è esistito solo Puccini fra i grandi della lirica… e neppure solo lui commemorato da Poste Italiane.

Fra gli altri c’era anche Giuseppe Verdi.

Non si dimentichi che Giuseppe Verdi ebbe un posto particolare nel Risorgimento italiano.

Veniva scritto VIVA VERDI per:

VITTORIO EMANUELE RE D’ITALIA…

e Vittorio Emanuele II diventò il primo Re d’Italia.

(Possibilmente continua)

Dopo aver commentato :

salta fuori questa idiozia.

Mi dispiace Evaporata… lo so che non è colpa tua. Forse è colpa mia dato che sono un po’ imbranato… ma non credo di essere cretino del tutto anche se sono abbastanza vecchio.

Non è la prima volta. Però ora c’è l’Intelligenza Artificiale… chissà dove ci porterà !!!

Più volte le poste svizzere hanno inneggiato alla pace.

Francobollo « di stoffa » del 2025 partito da Lugano.

Parla chiaro e vuole la pace. Anch’io voglio la pace, ma, recentemente ho avuto l’impressione che i rapporti postali fra Svizzera e Italia non siano dei migliori.

Avevo sempre creduto che la posta svizzera funzionasse in modo quasi impeccabile e che Poste Italiane pensasse solo ai soldi… anziché onorare il suo nome « postale ».

Recentemente mi son trovato ad avere dei dubbi, e cioè che Italia e Svizzera si snobbassero… almeno dal punto di vista postale.

Il lettore sa che apprezzo il francobollo timbrato e viaggiato… quel francobollo che, su busta, dimostra di aver fatto il suo dovere… aver cioè fatto « viaggiare » un oggetto di corrispondenza.

Ormai da tempo, se s’imbuca un oggetto in Lombardia… molto vicina a Lugano… l’oggetto viene spedito a Milano e, a Roserio, l’oggetto viene timbrato e smistato. Per poter dimostrare materialmente il tempo di percorrenza, m’invio la lettera FERMO POSTA ; il timbro d’arrivo dovrebbe essere dimostrativo.

Negli ultimi anni, la media del tempo da Milano a Lugano s’aggirò attorno ai 15 giorni. Ho sempre pensato che l’Italia se la prendesse comoda e trasferisse la corrispondenza oltre confine… con « calma »

Questo francobollo, su lettera naturalmente, ha impiegato 15 giorni esatti per arrivare a Viganello… quartiere di Lugano.

Monfalcone meriterebbe di essere ricordato, non solo perché nei Cantieri Navali di quella località furono costruite delle bellissime navi dette « transatlantici », ma anche perché una parte di quella popolazione che credeva ciecamente nel comunismo di Stalin si traferì nell’allora Jugoslavia per aiutare Tito carente di personale specializzato e si trovò, per ragioni più o meno ideologiche, a mal partito.

Potrà essere interessante prendere atto della chiacchierata che ebbi coi miei amici il quasi lontano 2 marzo 2018. L’ho estrapolato da quanto scrissi nel 15° capitolo del mio libro « IO SONO NATO DA QUESTA PARTE ».

È giusto ch’io aggiunga che di questo libro scrissi 30 capitoli dei 40 previsti, e che credo, difficilmente potrà arrivare ad essere pubblicato. Chi vorrà saperne di più potrà comunicarmelo.

Questo libro potrebbe essere importante perché cerca di raccontare agli italiani, giovani e meno giovani, che in una parte d’Italia non più Italia, accaddero avvenimenti terribili quando nel resto della Nazione s’inneggiava alla pace e al piacere di ricominciare a vivere dopo una guerra miserabile.

2018 - Albero Tasso spruzzato di nevePersonaggi:
Albero Tasso, Alessandro, I Fratelli di Tasso, Panchina Rotonda e Alberone.

Albero Tasso: “Buon Giorno Alessandro… come stai?”

Alessandro: “Ho un po’ freddo… sai io preferisco il caldo. Ho voluto salutarti e poterti vedere in abito invernale tutto spruzzato di neve.”

Tasso: “Ti piaccio? A me piace un po’ di vero fresco che mi lascia quell’umidità a noi vegetali piuttosto importante. Cosa racconti d’interessante?”

Alessandro: “Nulla di particolare. Ti ricordi che, quando parlammo della città di Fiume, che accennammo al dramma dei Monfalconesi? Avevo letto qualcosa a riguardo. La prima volta che lessi dei Monfalconesi, fu nel libro di STEFANO ZECCHI Rose Bianche a Fiume. Certo che quello è un romanzo, ma, quando ho continuato a documentarmi mi sono reso conto che quello, per molte persone fu un vero dramma e, per il partito di Togliatti una grande sconfitta, nonché un comportamento similcriminale.”

Tasso: “Chissà perché, da quello che so, penso che potresti anche aver ragione. Il comportamento del PCI fu veramente criminale perché abbandonò molte persone, con mogli e figli, alle malvagità del regime di Tito.”

I Fratelli di Tasso: “Prima di tutto… Buon Giorno Alessandro; in secondo luogo, non potreste fare un po’ di ordine? Raccontate le cose come se leggeste un libro giallo cominciando dall’ultima pagina. Avete parlato di questi Monfalconesi senza spiegare se si tratta di Umani o di cioccolatini… potrebbero anche essere dei biscotti provenienti da Monfalcone. Noi sappiamo che a Monfalcone ci sono dei Cantieri Navali molto importanti da dove sono state varate delle navi che hanno lasciato un’impronta nella marineria mondiale, ma non abbiamo capito, se la dizione “Monfalconesi” riguarda Umani di Monfalcone o cioccolatini.”

Alessandro: “Avete ragione… anche voi spruzzati di neve. I Monfalconesi non sono né biscotti e neppure cioccolatini. Ai tempi, 1947, furono menzionati come tali, e piuttosto genericamente, i tecnici e le maestranze italiane che con le loro famiglie e in gran segreto, emigrarono nella novella Jugoslavia di Tito per rimpiazzare chi era stato ammazzato o era fuggito in Italia. Non venivano tutti da Monfalcone, ma credevano tutti nel socialismo dettato dall’Unione Sovietica e nella fratellanza italo-slava. Fu un’emigrazione contro corrente stimolata dalla consapevolezza che il loro contributo avrebbe potuto aiutare la nascita di un socialismo puro a tutto vantaggio, non tanto del popolo jugoslavo che consideravano come un loro fratello, quanto di tutta la collettività socialista.”

I Fratelli di Tasso: “Ora cominciamo a comprendere. Ma, sono partiti dall’Italia spontaneamente, o c’è stata un’organizzazione particolare?”

Tasso: “Naturalmente ci fu una “Mente” che organizzò tutto. Sì, perché nella Jugoslavia di Tito, dopo lo stallo della guerra, non solo bisognava ricostruire, ma, anche dopo aver eventualmente ricostruito, le industrie senza mano d’opera specializzata rimanevano paralizzate. Questo accadeva non solo per le Industrie di Fiume e i Cantieri Navali di Pola, ma anche per altre industrie in altre zone del Paese.”

I Fratelli di Tasso: “Chi era la Mente a cui alludi? Un Umano d’Italia o un Umano di Jugoslavia?”

Tasso: “In Italia, a tessere le fila con le autorità Jugoslave pare fosse il Partito Comunista Italiano nella persona dell’Umano Pietro Secchia, vice nel partito. Il trasferimento dei Monfalconesi avvenne nel massimo segreto; quelli trasferiti in Jugoslavia furono circa 2000, e tutti volontari, tutti iscritti al PCI e buona parte ex combattenti partigiani nelle file italo-slovene. La loro fede incrollabile vedeva nell’URSS un faro per il  futuro del proletariato. E poi, non dimentichiamolo, non si trasferirono solo gli Umani uomini, ma anche molte famiglie.”

Panchina Rotonda: “Vi ho ascoltato e mi sono chiesta dov’è il dramma di cui parla Alessandro; e poi, Alessandro, potresti anche venire a sederti su di me invece di stare lì in piedi. Ti faccio schifo?”

Alessandro: “Hai ragione. Mi siedo, mi siedo e ti ringrazio… sto bene qui.”

Da Wikipedia. PIETRO SECCHIA

Rotonda: “Come dicevo, non ho capito qual’è il dramma. Loro, quelli che chiamate i Monfalconesi sono andati là e sicuramente, se gli slavi avevano bisogno di loro avranno sicuramente ricevuto anche vitto e alloggio.  Dov’è il problema?“

Tasso: Il problema viene dopo, non molto tempo dopo. Cercherò, anche coll’aiuto di Alessandro di fare un po’ di chiarezza. La mano d’opera specializzata di cui il regime comunista di Tito aveva urgente bisogno sarebbe stata “spedita” clandestinamente da accordi fra il PCI e i dirigenti Jugoslavi. Circa 2000 Monfalconesi emigrarono oltre confine, anche con famiglia, e, sempre fedelissimi del PCI, furono alloggiati in confortevoli alloggi e iniziarono di buona lena a lavorare anche per la costruzione di un buon socialismo.”

I Fratelli di Tasso: “Quindi va tutto bene… e sono tutti contenti.”

Tasso: “Sono tutti contenti fino al 1948 quando Tito, il Capo della Federazione Jugoslava decide di non più obbedire ai dettami comunisti di Stalin… dettami ai quali sempre obbedì Togliatti. Fu significativa la Riunione di Bucarest, dal 20 al 22 giugno 1948 dei massimi partiti comunisti europei; c’erano anche Togliatti e Secchia. Cosa accadde in quella riunione? Semplicemente fu decretata l’espulsione di Tito e della Federazione Jugoslava dal Cominform. La notizia diventò di dominio pubblico tramite Radio Praga il 28 giugno dello stesso anno. Pare che Togliatti ebbe una posizione di primo piano… e con lui quel Pietro Secchia che aveva ottenuto la clandestina fuoruscita dall’Italia dei Monfalconesi.”

I Fratelli di Tasso: “Cos’è il Cominform?”

Alessandro: “Il Cominform, fondato nel 1947 era un’organizzazione internazionale che riuniva i partiti comunisti dei vari paesi europei… fra cui l’Italia.”

I Fratelli di Tasso: “Ora cominciamo a capire cosa potrebbe essere accaduto ai Monfalconesi. Essendo loro fedeli al PCI di Togliatti e all’Unione Sovietica, potrebbero essere stati cacciati… mandati via dalla Jugoslavia?”

IL DITTATORE DELLA FEDERAZIONE JUGOSLAVA (da Wikipedia)

Tasso: “No, le cose andarono diversamente, ed è per quello che si può parlare proprio di tragedia. I Monfalconesi erano in tanti e credevano ciecamente nella politica di Stalin. Di fronte al voltafaccia di Tito che rinnegò i dettami dell’Unione Sovietica, i Monfalconesi si sentirono offesi e reagirono con determinazione. In varie riunioni di partito si misero contro Tito inneggiando a Stalin e al PCI… che pensavano li proteggesse e li aiutasse.”

Rotonda: “ Cosa fece il PCI? Li aiutò?”

I Fratelli di Tasso: “Secondo noi, dopo quello che ci hai raccontato, non avrebbe potuto aiutarli, dato che fra Tito e Togliatti venne a crearsi una frattura. Crediamo di aver capito bene, e cioè che Togliatti faceva tutto quello che gli ordinava Stalin.”

Rotonda: “Neanche quell’Umano Secchia fece qualcosa per aiutarli?”

Tasso: “Immaginiamoci se un Umano come Secchia sarebbe stato capace di dare una mano a chi aveva mandato oltre confine! Pensate un po’ che, proprio lui, qualche anno dopo, nel 1956, quando i carri armati sovietici repressero nel sangue il desiderio di libertà degli ungheresi, si trovò ad esultare… quando seppe dell’intervento sovietico.”

I Fratelli di Tasso: “Allora, volete dirci come andò a finire?”

Alessandro: “Andò a finire molto male perché molti di quei personaggi che credevano nel comunismo di Stalin furono prelevati e una buona parte portati in un “Centro di rieducazione”. È raccontato molto bene, in modo romanzato, sul libro di Stefano Zecchi.”

Rotonda: “Cosa intendi per “Centri di Rieducazione?”

Alessandro: “È un modo di dire “generoso” per menzionare i Gulag jugoslavi dell’interno o di certe isole. A tener d’occhio gli italiani che non avevano voluto accettare il “socialismo di Tito”, c’era l’OZNA, la famigerata polizia politica del regime… che per un po’ lasciò correre, ma che, a un certo punto reagì violentemente. Dopo averli sequestrati, portò una parte dei dissidenti su un’isola, di nome ISOLA CALVA (Goli Otok), nella quale il soggetto da rieducare, dal momento in cui metteva piede sull’isola veniva preso generosamente a bastonate, aveva ben poco da mangiare, e, l’occupazione maggiore che aveva era quella di spaccare pietre usando altre pietre.”

Rotonda: “Come sarebbe a dire? Quei poveretti avevano lasciato le loro terre per andare ad aiutare la crescita del socialismo puro in nome della fratellanza fra i popoli e, a causa di divergenze fra l’Umano Stalin e l’Umano Tito furono massacrati di botte perché fedeli all’ideologia del dittatore dell’URSS?”

Tasso: “Proprio così. Non tutti finirono sull’Isola Calva, ma anche, con famiglia, in Campi di concentramento in regioni più lontane; e non tutti ebbero la fortuna di poterlo raccontare… perché alcuni non riuscirono a sopravvivere.”

Alessandro: “Caro Tasso devo correggerti, perché la fortuna di poterlo raccontare, che significa che non morirono,  è giusto, ma quello che è sbagliato riguarda il particolare che “non poterono raccontarlo”.”

I Fratelli di Tasso: “Come sarebbe a dire? Non comprendiamo.”

Alessandro: “Sarebbe a dire che, chi è riuscito a ritornare e l’avrebbe voluto raccontare non l’ha potuto fare perché il PCI non gliel’ha permesso… per non rovinare il “buon nome” del Comunismo.”

I Fratelli di Tasso: “Ma se il PCI li ha abbandonati… non è così?

Tasso: “Ma sì cari fratelli, avete capito benissimo. Non bisogna dimenticare che molti Umani, oltre ad essere malvagi possono avere un Quoziente Intellettivo molto basso, e, oltre a questo particolare piuttosto importante, non sono capaci di cambiare le proprie idee neppure di fronte all’evidenza… diciamo più evidente. Io non riesco a capacitarmi, forse perché sono un albero che ha vissuto molto, ma com’è possibile ch’io dica bravo a chi mi ha dato delle botte?”

I Fratelli di Tasso: “Forse per paura di ritorsioni.”

Tasso: “Non ci avevo pensato. Avete ragione, può darsi che così fosse. D’altra parte, chi tirava le fila del Comunismo Italiano era l’Umano Togliatti; lui aveva ben conosciuto uno degli Umani più malvagi di quei tempi, l’Umano Stalin, e da lui prendeva ordini… e sicuramente non gli mancava la malvagità… sicuramente aveva imparato bene la lezione.”

Rotonda: “I miei legni rabbrividiscono al pensiero che gli Umani possano e soprattutto riescano ad essere così malvagi. Penso però che dopo la morte di Stalin e la normalizzazione dei rapporti fra Jugoslavia e URSS, abbiano lasciato liberi quei Monfalconesi che erano ancora vivi… o no?”

Tasso: “Pensi in modo sbagliato. Pare che gli ultimi Monfalconesi ancora detenuti abbiano riacquistato la libertà solo nel 1956.”

Rotonda: “Allora chissà cosa avranno raccontato.”

Tasso: “No, no… non bisognava, pare, danneggiare il partito. ”

Rotonda: “Che rabbia mi fai caro Tasso. Se potessi farlo, d’ora in avanti, bucherei le chiappe degli Umani che vengono a sedersi su di me. Ma ce ne sono ancora Umani così malvagi?… ma anche cretini.”

Alessandro: “Non devi accanirti contro noi Umani. Ce ne sono tanti bravissimi… anche se, ho sentito recentemente l’Umano Orlando dire: “Io sono uno degli ultimi togliattiani”, che visto così sembra pure un bravo ragazzo.

Rotonda: “Vuol dire che o è ignorante perché non ha studiato la storia, o è cattivo e non si vergogna di dirlo.”

I Fratelli di Tasso: “Che paura! Un Umano così fa il Ministro della Giustizia? Poveretti voi Umani d’Italia… le nostre cortecce vibrano di inquietudine al pensiero che la stupenda Italia abbia certi ministri.”

Alessandro: “Avete ragione. Sapete cosa vi dico? M’è venuto tardi e… vi saluto, tanto più che, prima di andare a casa mi ero ripromesso di andare a salutare, qui vicino, il vostro collega ALBERONE.”

Tasso: “Anche noi ti salutiamo e lo salutiamo… a presto… Ricordati Alessandro che dovremo parlare di Trieste e dell’Istria.”

I Fratelli di Tasso e Rotonda: “A presto Alessandro.”

100 metri più in là.

Alessandro: “Ciao Alberone. È tanto che non vengo a trovarti… volevo farti un salutino.”

Alberone: “Vi ho sentito mentre parlavi con Tasso e i suoi fratelli. È molto interessante quello che vi dicevate. Scusa se parlo lentamente, sono mezzo addormentato. Mi piace tanto questa fresca neve, però, se devo proprio dirti la verità, sto aspettando la Primavera. Circa quello che vi stavate dicendo, non so se il problema possa interessare molto gli Umani. A loro non interessa quello che è successo… non interessa la storia, quella vera, quella importante… quella che, in un certo senso, accade tutt’ora, perché gli Umani malvagi passano sovente anche qui vicino a me e vicino all’”Esercito del Lungolago” dei miei colleghi. Oggi interessano i soldi, che ce n’è sempre meno, e il calcio… ah quello sì che interessa. È un’industria che appassiona! E poi, avere possibilmente una bella macchina… ma grossa… di quelle grosse.”

Con questa lunga chiacchierata… che continua… coi miei amici sono riuscito a far comprendere come un semplice francobollo possa portare lontano e appassionare.

Questo francobollo ha molto da dire. Fece viaggiare una lettera da Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese a Lugano in 15 giorni. Questo francobollo viaggiò già una volta dalle Marche a Lugano… ma, tanto per cambiare, non fu timbrato.

Anche in questo caso, oltre a dover sorridere sul disservizio postale, ci sarebbe molto da dire… specialmente sullo scritto « …questo NON È AMORE ». Sì perché cos’è in definitiva l’Amore ?

L’Amore, quello con la A maiuscola è DARE… proprio così… è DARE. Desiderare il bene della persona che si ama… Questo è Amore. Se poi si ne riceve… di Amore… è ancora meglio… anzi molto meglio o… è addirittura il massimo.

Quale sembra possa essere la politica postale fra i due Paesi… Italia e Svizzera…  diventerà degna di essere ampliata.

Lo sarà in Posta & Affini67 con cui…

(Possibilmente continuerà)

Leggo :

e credo di poter fare una considerazione.

Più volte mi son trovato a pensare alle terribili seplosioni delle bombe sganciate sul Giappone. Ci furono moltissimi morti e sofferenze inimmaginabili.

Non bisogna dimenticare ! Giustissimo. Che non succeda mai più ! Però potrebbe sempre succedere perché il Genere Umano ne detiene un certo numero di quelle bombe ed è molto « contento » quando può utilizzarle come minaccia.

Comunque sia, quelle 2 bombe furono sganciate e si considera « male » l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America.

Nella « mala considerazione » si dimenticano con troppa facilità gli antefatti e i morti che la Nazione americana ha « offerto » per aiutare a reprimere il nazi-fascismo.

Lo « sgancio » delle bombe fu sicuramente aiutato dall’esasperazione. Il Giappone di quei tempi seppe dare molto « fastidio » agli americani specie dopo l’ « invenzione » dei Kamikaze che affondarono molte navi alleate e ne danneggiarono altre.

Sarebbe anche opportuno non dimenticare i bombardamenti su Lubecca, su Zara e, il più terribile, che causò moltissimi morti, quello su Dresda.

E, dato che il 18 agosto si avvicina, sarebbe opportuno che l’Italia si ricordasse della « Strage di Vergarolla – Pola » dove morirono tragicamente più di 100 italiani… fra cui molti giovanissimi.

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