Il film
La risposta è nelle stelle è il film tratto dall’omonimo libro di Nicholas Sparks. Il film è uscito nelle sale italiane nel mese di luglio 2015. Gli attori protagonisti sono Scott Eastwood, Britt Robertson, Jack Houston, Oona Chaplin e Alan Alda.
Il titolo in italiano non mi fa impazzire, in quanto non rispecchia assolutamente il senso del film, anzi, direi che è abbastanza fuorviante, ma poiché qualcuno ha deciso così, e quel qualcuno è sicuramente più esperto di me nel campo, lo teniamo.
Questa considerazione non mi impedisce di rivelare il titolo originale di libro e film, che è “The longest ride”, la cavalcata più lunga.
Una caratteristica dei film tratti dai libri di Nicholas Sparks è sicuramente il senso di “normalità” che trasmettono, come se lo spettatore non fosse dall’altra parte dello schermo, ma parte integrante della scena stessa.
Sicuramente il contributo che lo stesso Sparks dà alla trasposizione cinematografica delle sue opere non è minimo perché, in maniera più o meno marcata, i film riescono a trasmettere le stesse sensazioni dei libri e non è raro che gli attori scelti per le parti dei protagonisti incarnino perfettamente l’idea che il lettore si era fatto di essi. Impresa non facile, ma sicuramente possibile.
La storia
Il film si discosta nella narrazione, ma non nella sostanza, dal libro. In entrambi infatti vengono raccontate le storie di due coppie di innamorati, Ira e Ruth, Luke e Sophia.
La storia di Ira e Ruth nasce durante la seconda guerra mondiale. Entrambi sono ebrei, ma, mentre la famiglia di Ira vive stabilmente negli Stati Uniti, dove gestisce un negozio di confezioni di abbigliamento, Ruth emigra negli Stati Uniti con la famiglia dall’Europa per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Nonostante l’amore grande che li unisce, devono superare un grosso ostacolo: la sterilità di Ira dovuta ad una ferita di guerra. Ruth, che ha sempre sognato una famiglia numerosa, sceglie comunque la realtà dell’amore che la lega ad Ira rispetto al sogno di avere dei figli. Non sarà sempre facile tenere fede a questa scelta.
Luke e Sophia invece sono due ragazzi dei “nostri” giorni, Luke è un “bull rider” (come si potrebbe dire in italiano? Un cavalcatore di tori?) mentre Sophia sta terminando il college ed è una brillante studentessa, appassionata di arte, figlia di emigranti polacchi.
Luke ha subito una brutta caduta durante la sua carriera, ma nonostante tutto non vuole smettere perché vuole salvare la fattoria, unica fonte di reddito per la madre, con i soldi guadagnati dalle gare. Sophia vuole lavorare nel campo dell’arte, riscattando i sacrifici compiuti dai suoi genitori per farla studiare, ma allo stesso tempo è disposta a sacrificare i suoi sogni per stare con Luke.
I colori – ARANCIONE
Questo film è per me decisamente un film arancione.
È un pensiero che si fa strada già nel momento in cui si guarda la locandina del film, che è poi ovviamente la copertina del DVD. Sullo sfondo si stagliano Luke e Sophia con il cappello da cowboy.

L’arancione si ripresenta quindi in tutto il film, soprattutto nelle location scelte per girare le varie scene. Adesso dico una cosa forte: l’arancione è presente anche nel modo di raccontare la storia nelle scene stesse.
Come? Innanzitutto con la continuità, con un discorso che inizia e che finisce in maniera armoniosa e organica, nonostante le scene ambientate nel presente si alternino con i ricordi del passato del vecchio Ira (geniale la trovata delle lettere …) e nonostante in entrambe le coppie i mondi che si incontrano siano in antitesi.
Nel caso di Luke e Sophia, il mondo di Sophia è pulito, allegro, colorato, creativo ma con un suo proprio ordine. Il mondo di Luke è invece fatto di sudore, di terra, di lavoro manuale e soprattutto di pericolo, dal momento che ogni bull rider prima o poi deve farsi male. Luke ripete spesso, “non è questione di SE ma di QUANDO”.
Un’antitesi meno netta, ma che si va delineando man mano che la storia procede, caratterizza anche la storia di Ira e Ruth. Lui timido ma concreto, lei un vulcano di idee e di iniziative, innamorata dell’arte in tutte le sue forme.
L’arancione nella narrazione è sicuramente trasmesso attraverso la semplice concretezza dei dialoghi e delle scene che sono nient’altro che la fedele riproduzione della vita di tutti i giorni, a vari livelli: un anziano bisognoso di affetto e comprensione, una madre in ansia per il figlio, due giovani che vedono crescere il loro amore e lo nutrono di semplici ma preziosi momenti insieme, altri due giovani che cercano di stare insieme cercando di incastrare in maniera armoniosa i propri impegni.
Una visione troppo soggettiva? Non lo so … provare per credere … senza pregiudizi però!
Ritornando a qualcosa di più oggettivo, la location che sicuramente mi trasmette più arancione è la casa di Luke, un fantastico open space molto rustico, in cui il legno domina. È un ambiente che trasmette calore, sensazioni positive, una sorta di rifugio fuori dal quale poter lasciare tutte le angosce e le paure.
Anche Luke (Scott Eastwood) è molto arancione in questo film. Perfettamente a suo agio nei panni del bull rider, con l’abbronzatura tipica di chi sotto il sole è abituato a lavorare e a sudare, con qualche ruga di espressione intorno agli occhi, profondamente azzurri e luminosi (insomma, mi piacciono gli uomini vissuti ma “buoni”).
La scena più arancione? La scena del saloon, dove Sophia e Luke giocano anche a biliardo. È una scena i cui dialoghi sono studiati molto bene, dove anche gli attori protagonisti dimostrano di avere molta complicità e confidenza. Mi piace il modo in cui Sophia ruba una forchettata di pasta al formaggio dal piatto di Luke (“comfort food” lo chiama lei). Mi piace il modo in cui Luke cerca di distrarre Sophia nel momento in cui lei si accinge a tirare al biliardo. Sembra di essere lì a guardarli dal vivo.
L’arancione de “La risposta nelle stelle” per me
Qual è la caratteristica dell’arancione che mi trasmette questo film? La positività.
Riuscire a credere davvero che, nonostante tutto, tutte le difficoltà, il dolore, le incomprensioni, le differenze caratteriali e non solo, se si ama, e si ama veramente, tutto si può superare. Basta rimanere ancorati alle piccole cose, le cose semplici che però danno valore al rapporto di coppia: una cena-picnic sotto un cielo stellato, un quadro, una gita al mare, una cavalcata, il raccontarsi la propria giornata.
E la serena consapevolezza che deriva da tutto ciò si illumina, ovviamente di arancione.
Note sulla colonna sonora
La colonna sonora di questo film è fantastica. Vi consiglio i seguenti brani
- Ryan Adams – Desire
- Seafret – Wildfire
- Kodaline – Love like this