Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 37223 del 22 ottobre 2026 (CC 22 set 2026)
Pres. Di Stasi Rel. Corbo Ric. Di Gesù
Urbanistica. Sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione, mancata demolizione ed eventuale sanatoria o condono sopravvenuto
In tema di reati edilizi, il sopravvenuto rilascio del permesso di costruire in sanatoria o la pendenza e il successivo sviluppo di una pratica di condono non ostano alla revoca della sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione dell'opera abusiva. La revoca del beneficio opera infatti di diritto all'inutile scadenza del termine fissato dal giudice per adempiere all'obbligo di demolizione senza che la stessa sia stata eseguita, a nulla rilevando l'eventuale presentazione di istanze amministrative di sanatoria o il riesame delle stesse in autotutela da parte della P.A.
La disciplina delle sostanze chimiche
di Mauro SANNA
Consiglio di Stato Sez. V n. 7531 del 15 ottobre 2026
Urbanistica. Attività di discoteca, licenza di agibilità ex art. 80 T.U.L.P.S., destinazione urbanistica e valutazione di impatto acustico
La licenza di agibilità per locali di pubblico spettacolo ed attività danzante ai sensi dell'art. 80 T.U.L.P.S. prescinde dalla classificazione catastale dell'immobile, non avendo natura di titolo edilizio ed essendo diretta esclusivamente a verificare la solidità della struttura e la sicurezza pubblica. L'attività di discoteca non costituisce una categoria urbanistica a sé stante né rientra nella nozione di "attività produttiva" soggetta ai divieti di inquinamento acustico previsti dalle N.T.A. del P.R.G., prescrizione di stretta interpretazione riferibile alle sole attività industriali o di smaltimento rifiuti. Conseguentemente, qualora l'esercizio dell'attività danzante impieghi i medesimi impianti sonori già favorevolmente valutati nell'ambito di un'autorizzazione di pubblico spettacolo in vigore per il medesimo sito, non occorre presentare una nuova valutazione di impatto acustico previsionale
Corte di GIustizia (Quarta Sezione) del 22 ottobre 2026.
Dryade VZW contro Stad Peer, vertegenwoordigd door het college van burgemeester en schepenen.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Raad voor Vergunningsbetwistingen.
Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Direttiva 92/43/CEE – Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche – Zone di protezione speciale – Articolo 6, paragrafo 3 – Opportuna valutazione dell’incidenza di un piano o di un progetto che possa pregiudicare un sito protetto tenendo conto degli obiettivi di conservazione di tale sito – Esclusione di talune categorie di attività, di piani o di progetti dall’obbligo di effettuare un’opportuna valutazione.
Cass. Sez. Un. Civ. n. 19310/2026 R.G. del 20 ottobre 2026 (UP 20 ott 2026)
Pres. D'Ascola Rel. Vella Ric. Ilva S.p.a. in Amministrazione Straordinaria
Ambiente in genere. Azioni inibitorie collettive e tutela dell'ambiente e della salute: impugnabilità in Cassazione, giurisdizione ed efficacia dei principi di precauzione e prevenzione
Il decreto con cui la Corte d'Appello, in sede di reclamo, accoglie con effetti irreversibili una domanda di inibitoria collettiva ex art. 840-sexiesdecies c.p.c. ordinando la sospensione dell'attività produttiva di un impianto industriale a tutela della salute e dell'ambiente è impugnabile con ricorso straordinario per Cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost., in quanto provvedimento decisorio su diritti e definitivo rebus sic stantibus. Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, il quale ha il potere-dovere di disapplicare in via incidentale l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ove autorizzi la prosecuzione o la proroga d'esercizio in presenza di pericoli gravi e rilevanti per la salute umana o ometta di considerare sostanze nocive come l'amianto, in violazione della Direttiva 2010/75/UE (IED) e dei principi di precauzione e prevenzione (art. 191 TFUE, art. 301 TUA), anche nei confronti di imprese ammesse ad amministrazione straordinaria
Cass. Sez. III n. 36984 del 21 ottobre 2026 (UP 11 giugno 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Claps
Rifiuti. Abbandono incontrollato di rifiuti d'impresa e responsabilità per omessa vigilanza dei legali rappresentanti
In materia ambientale, i titolari e i legali rappresentanti di enti e imprese rispondono del reato di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti (art. 256, d.lgs. n. 152/2006) non soltanto a titolo commissivo, ma anche a titolo colposo sotto il profilo dell'omessa vigilanza sull'operato dei dipendenti o dei soggetti dediti alla gestione dei mezzi aziendali che abbiano posto in essere la condotta materiale di sversamento
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