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Ca’ Ossi

Coordinate: 44°12′20.12″N 12°02′09″E
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Ca' Ossi
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneEmilia-Romagna
Provincia  Forlì-Cesena
Città Forlì

Ca' Ossi è un quartiere di Forlì. Si sviluppa intorno a viale dell'Appennino, la strada del Rabbi che conduce verso Predappio.

La denominazione, di recente elaborazione, non è presente nelle trattazioni storiche della città, né nel Libro Biscia di San Mercuriale, né nelle cronache come quelle di Giovanni di Mastro Pedrino. La dicitura non rientra nemmeno nella guida del Casadei del 1928.

Nonostante esista una famiglia nobiliare forlivese che porta il nome Ossi, il toponimo probabilmente va interpretato in maniera diversa. Esso si diffonde dopo che negli anni '30 del Novecento, questa zona, in precedenza rurale, viene scelta per costruire un intero quartiere nuovo, ovvero il Villaggio rurale Alessandro Mussolini, dedicato al padre di Benito. Nella carta progettuale si trova indicato, per le prime case dalla parte opposta della strada detta Strada del Rabbi, la dicitura "Case Caiossi". Il toponimo originario era dunque Caiossi, derivato dai primi possessori di un nucleo di queste case, che svolgevano la professione di macellai, i Gramellini, soprannominati Caj Os, ovvero Ossi cavi, macellai. Alcune testimonianze orali riportano la presenza di una scritta sulla casa di proprietà, che dunque avrebbe poi dato origine al nome del quartiere. Ancora negli anni 50 resiste la dicitura doppia, ma poi il nome viene storpiato in Ca' Ossi e tale rimane nella dicitura ufficiale.[1]

La zona ha avuto uno sviluppo molto accentuato, diventando poi un quartiere molto popoloso.[2]

Negli accorpamenti dei quartieri storici operati nel 2021, Ca' Ossi resta unica titolazione del quartiere stesso.[3]

Luoghi d'interesse

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Luoghi di culto

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Chiesa di San Pio X

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Con il grande incremento del quartiere Ca' Ossi dovuto nel Dopoguerra all'alloggio degli sfollati, si crea la necessità di un luogo di culto adeguato. In principio le funzioni si tengono in un Camaldolino, una piccola stazione camaldolese inserita dentro la fornace Malta, di cui resta ricordo nel nome di una via, poi si spostano nell'Oratorio del Colombano e l'Oratorio di San Giuseppe presso la Villa Gesuita. Il vescovo Paolo Babini nel 1954 istituisce la nuova parrocchia, ricavando spazi da quelle di San Martino in Strada, Vecchiazzano e Bussecchio. Il primo parroco è don Giovanni Cani. Nel 1958 viene consacrata la nuova chiesa, dedicata a San Pio X. L'altare principale è dedicato quindi la santo papa e reca la sua effige. Sono presenti anche altri due altari laterali, uno dedicato a San Francesco e uno a Santa Edvige.

Chiesa di Santa Caterina da Siena

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La chiesa di Santa Caterina da Siena è sede di una delle parrocchie della diocesi di Forlì-Bertinoro. Nel 1972, in seguito allo sviluppo urbano, si crea la necessità di una parrocchia e si promuove a luogo di culto un edificio sfitto in viale Risorgimento, al civico 41. In seguito al fallimento di un poltronificio in via Gervasi 26 si libera un edificio messo poi all'asta e convertito a nuova sede della parrocchia, che nel 1975 prende il nome di Santa Caterina da Siena. Le decorazioni pittoriche vengono realizzate dal primo parroco, don Arturo Femicelli.

Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista

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La parrocchia risale al 1970 e il primo parroco era don Carlo Gatti. All'inizio le funzioni venivano celebrate in un'autorimessa in via Decio Raggi, ma poi il parroco prosegue nell'Oratorio di San Colombano, anch'esso troppo piccolo. Nel 1984 è pronto l'edificio di via Mario Angeloni 50, che poi diventerà chiesa nel 1999, anche se la consacrazione avviene nel 2004.

Oratorio di San Colombano

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L'oratorio di San Colombano, noto anche come oratorio del Colombano si trovava in origine in aperta campagna, mentre con l'espansione del quartiere è stato inglobato fra gli edifici. L'oratorio precede di molto la costituzione del quartiere, risalendo infatti al 1735, quando viene edificato per iniziativa del conte Giovanni Colombani. In origine la chiesa viene dedicata alla Sacra Famiglia. Nel 1764 viene operato un primo restauro. Nell'interno è presente un monumento in marmo di Carrara, con un bassorilievo dedicato alla memoria di Maria Monsignani Colombani. Con il riordino degli edifici di culto diviene prima edificio sussidiario della parrocchia di Sant'Antonio Abate (nel quartiere Ravaldino), ma poi diviene punto di riferimento per il quartiere crescente di Ca' Ossi. Con la nascita delle chiese di San Pio X e San Giovanni Apostolo ed Evangelista l'oratorio perde la sua funzione aggregativa e non viene più officiato. Dopo il 2007, anno degli ultimi restauri, resta chiuso.

Oratorio di San Giuseppe

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L'oratorio è stato costruito nel 1930 per iniziativa di Raoul Masini Risi, nipote di Angelo Masini nel parco di Villa Gesuita. Nel 1947 viene messo a disposizione della gente del neonato quartiere di Ca' Ossi. Nel 1978 viene donato insieme con la villa alla parrocchia San Pio X che nel frattempo era stata costituita. Segue poi il destino della villa.

Ex Villaggio rurale Alessandro Mussolini

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Inaugurato il 27 dicembre 1938, era stato realizzato dalla ditta Benini e approvato dal podestà Fante Luigi Panciatichi. Il villaggio era composto da trentanove casette economiche per nuclei familiari. I primi abitanti sono stati profughi di Libia e Francia. Era dotato anche di asilo nido e scuola elementare. In origine era presente un busto di Alessandro Mussolini realizzato dallo scultore Ettore Lotti, poi rimosso nel 1943.

Nel 1940 il Comune di Forlì acquista dal marchese Alessandro Albicini il podere "Ca' Rossa", attiguo al villaggio, che contiene la casa di un contadino e una villetta usata dalla sorella del nobile, che continua ad abitare lì fino al 1948. Vengono aggiunte al villaggio altre cinquanta case realizzate dalla ditta Pater di Milano, ma poi, per problemi realizzativi, alla ditta milanese ne subentrano altre. Quelle che vengono comunque chiamate Case Pater hanno molti problemi e presentano difficoltà conservative, pur restando vincolate per quello che riguarda eventuali interventi e non demolibili.

Nel 1948 vengono aggiunte altre case e poi negli anni sessanta del Novecento la crescita riguarda l'intero quartiere.[4]

Nel 1973 il comune di Forlì comincia a concepire l'idea di un parco lungo il Fiume Montone, fra viale Salinatore e viale dell'Appennino. La costituzione del parco si sviluppa in vent'anni di lavori. Nel quartiere Ca' Ossi si trovano il Parco urbano Franco Agosto, il Parco dell'Incontro e il Parco delle Stagioni.

Villa Gesuita

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La villa, del Settecento, prende il nome dai Gesuiti, che la utilizzavano come dimora estiva. Con la soppressione dell'ordine viene acquistata dal tenore Angelo Masini, che poi la lascia agli eredi, da cui passa in lascito alla Parrocchia San Pio X.[5]

  • Gabriele Zelli, Gianfranco Argnani e Mauro Mariani, Le cento chiese di Forlì : da un'idea di Giuseppe (Pino) Bellettini, Edit Sapim, 2022, p. 45; 59-60; 80-81, ISBN 9791255220015.

Collegamenti esterni

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