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Fitochimica

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La fitochimica è una disciplina scientifica che ha come oggetto l'isolamento, lo studio, l'analisi, la purificazione e la caratterizzazione della struttura chimica e dell'attività biologica dei principi attivi delle piante.[1] Il termine fitochimico (o fitocomposto) viene utilizzato per indicare i numerosi metaboliti secondari presenti nelle piante. La maggior parte di questi composti ha la funzione di prevenire attacchi di insetti o patologie vegetali, alcuni hanno un'attività biologica anche sull'uomo.

La fitochimica è ampiamente utilizzata per la produzione di rimedi della medicina tradizionale cinese, medicina ayurvedica e in fitoterapia e può essere considerata come una sotto branca della Botanica o della Chimica.

Le tecniche più comunemente utilizzate in fitochimica sono l'estrazione, l'isolamento e la caratterizzazione strutturale (MS e NMR) dei prodotti vegetali, così come diverse tecniche cromatografiche (MPLC, HPLC, LC-MS). [2]

Le figure professionali addette al controllo fitochimico sono, L`Erbochimico, L`Erborista e il Chimico.

Composizione elementare

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Gli elementi essenziali di cui sono costituite le piante (carbonio, ossigeno, idrogeno, calcio, fosforo, etc.) non sono diversi da quelli di cui sono costituiti animali, funghi o batteri. La composizione elementare delle piante è la stessa come per tutte le forme di vita, diverso è il modo in cui questi elementi si combinano.

La seguente tabella elenca gli elementi nutritivi essenziali per le piante e il loro utilizzo generale.[3]

Macronutrienti (Necessari in grandi quantità)
ElementoForma di assorbimentoNote
AzotoNO3 NH4+Acidi nucleici, proteine, ormoni, etc.
OssigenoO2 H2OVari composti organici
CarbonioCO2Vari composti organici
IdrogenoH2OVari composti organici
PotassioK+Cofattore nella sintesi di proteine, equilibrio idrico, etc.
CalcioCa2+Sintesi e stabilizzazione delle membrane
MagnesioMg2+Elemento essenziale della clorofilla
FosforoH2PO4Acidi Nucleici, Fosfolipidi, ATP
ZolfoSO42–Costituente di proteine e coenzimi
Micronutrienti (Necessari in piccole quantità)
ElementoForma di assorbimentoNote
CloroCl-Favorisce la crescita delle radici
BoroH BO3Ha effetti sulla riproduzione
ManganeseMn2+Coinvolto nell'attività di alcuni enzimi
ZincoZn2+Coinvolto nella sintesi di enzimi e clorofilla
RameCu+Presente negli enzimi per la sintesi della lignina
MolibdenoMoO42-Coinvolto nella fissazione dell'Azoto, riduzione dei nitrati
NichelNi2+Cofattore enzimatico per il metabolismo dei composti azotati

Storia della fitochimica

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Il contenuto di questi testi fa spesso riferimento alla magia e ritiene causa di molti mali l'influsso dei demoni e altre superstizioni. Tuttavia, essi confermano anche l'esistenza di una vasta cultura medico scientifica caratterizzata dall'osservazione e dalla pratica empirica.

L'oriente, l'antico Egitto, i greci e i romani

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  • 2800 a.C. - Il Classico sulle Radici di Erbe del Contadino Divino (神農本草經T, 神农本草经S, Shénnóng běncǎo jīngP), opera attribuita a Shen Nung elenca varie erbe medicinali (ad esempio il fungo Língzhī) assegnando un voto di efficacia.
  • 1600 a.C. - Il Papiro Edwin Smith cita l'uso di decotti di salice, usati come disinfettanti.[4]
  • 1550 a.C. - Il Papiro Ebers riporta circa 700 formule magiche e rimedi di vario genere.
  • 440 a.C. - Erodoto nelle sue Storie descrive l'estrazione dell'olio di ricino.
  • 300 a.C. - Teofrasto in Storia delle piante (Περὶ Φυτῶν Ιστορίας) classifica oltre cinquecento piante, dividendole in alberi, frutici, suffrutici, erbe; nel libro IX classifica, per la prima volta nell'antichità, droghe e medicinali e il loro valore terapeutico.
  • 200 a.C. - Il Sushruta Samhita (सुश्रुतसंहिता) è un testo Sanscrito alla base della medicina Ayurvedica (medicina tradizionale indiana), contiene il riferimento a 700 piante medicinali.[5]
  • 100 a.C. - Dioscoride nel De materia medica descrive oltre 600 tipi di piante.
  • 160 d.C. - Galeno nel Trattato sui semplici parla di piante aventi funzione curativa e adopera numerose erbe medicinali o loro estratti come farmaci. Il Galenos era una soluzione di alcol ed oppio con effetti analgesici utilizzata per quasi tutti i mali dell'epoca che rese dipendente l'Imperatore Marco Aurelio. Ancora oggi i preparati non industriali allestiti in farmacia prendono il nome di farmaci galenici.
  • 1000 d.C. - I testi di Avicenna e altri filosofi arabi circolano grazie alla scuola medica salernitana permettono di migliorare le tecniche di preparazione ed estrazione delle sostanze vegetali, introducendo in Europa la tecnica della distillazione.
  • 1240 d.C. - Federico II con l'editto di Melfi separa la figura del medico da quella dello speziale preparatore.
  • 1530 d.C. - Paracelso dimostra che le sostanze vegetali agiscono attraverso una quinta essenza o principio attivo. Introduce nuove tecniche di estrazione e la distillazione, già usata dagli arabi.[6]
  • 1568 d.C. - Ulisse Aldrovandi crea a Bologna l'orto pubblico e uno dei primi musei di storia naturale contenente oltre settemila piante essiccate in quindici volumi.

Settecento e Ottocento: La fitochimica moderna

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Controllo qualità

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La TLC, Chromarography L'HPLC sono comunemente utilizzate per lo sviluppo di metodi analiti rapidi e riproducibili anche associate al rivelatore a serie di diodi (DAD), al rivelatore a indice di rifrazione (RID), al rivelatore a ligh scattering evaporativo (ELSD) o al rivelatore a spettrometro di massa (MSD), La Cromatografia Liquida ad` Alte Prestazioni (HPTLC), La Cromatografia si Colonna, La Cromatografia Liquida a Scansione (P-TLC Scan), inventata dall'Erbochimico Italiano Paolo Pelini. Questi metodi analitici si utilizzano per il controllo qualità per l'analisi di composti organici naturali come saponine, alcaloidi, oli essenziali, flavonoidi e antrachinoni.

Classi di composti

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  1. Alessandro Bruni, Farmacognosia generale e applicata: i farmaci naturali, PICCIN, 1999, pp. 11. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  2. Marco D'Ischia, Corrado Tringali, La chimica organica in laboratorio, vol. 1, PICCIN, 2002, pp. 639-655. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  3. Massimo Maffei, Biochimica Vegetale, PICCIN, 1998, pp. 385-387. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  4. James Henry Breasted, The Special Edition Of The Edwin Smith Surgical Papyrus, Division of Gryphon Edition, Ltd., The Classic of Medicine Library, 1984. p.p. 3-4
  5. Girish Dwivedi, Dwivedi Shridhar, History of Medicine: Sushruta – the Clinician – Teacher par Excellence (PDF), in Indian J Chest Dis Allied Sc, n. 49, 2007, pp. pp 243-244. URL consultato il 29 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2008).
  6. Francesco Capasso, R. De Pasquale, G. Grandolini, N. Mascolo, Farmacognosia: farmaci naturali, loro preparazioni ed impiego terapeutico, Springer, 2000, pp. 4-14. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  • Carbone R. Planta medicamentum naturae – Aromaterapia, gemmoterapia e fitoterapia, Dibuono edizioni srl, Villa d’Agri (PZ), nuova edizione 2008.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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