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Intimate & Live

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Intimate and Live
Tour di Kylie Minogue
AlbumImpossible Princess
InizioAustralia (bandiera) Melbourne
2 giugno 1998
FineRegno Unito (bandiera) Londra
31 luglio 1998
Tappe2
Spettacoli20 in Australia
3 in Inghilterra
23 in Totale
Cronologia dei tour di Kylie Minogue
Let's Get to It Tour
(1991)
On A Night Like This
(2001)

Intimate and Live fu il quinto tour concertistico della cantante australiana Kylie Minogue, organizzato a sostegno del suo sesto album in studio, Impossible Princess del 1997. La tournée segnò il ritorno dell’artista alle esibizioni dal vivo, poiché il precedente Let's Get to It Tour del 1991 si era svolto sette anni prima.[1]

Gli spettacoli furono suddivisi in quattro sezioni: Impossible Princess, Showgirl, Cowgirl e un bis finale. Il tour ricevette giudizi positivi dalla critica musicale e ottenne anche un buon riscontro commerciale. I biglietti andarono esauriti immediatamente dopo l’annuncio delle date e delle sedi, inducendo gli organizzatori ad aggiungere ulteriori concerti. Sebbene inizialmente non fosse prevista un’estensione internazionale, Minogue decise di includere tre date nel Regno Unito presso lo Shepherd's Bush Empire.[2]

Un album dal vivo e un DVD tratti dal tour furono pubblicati rispettivamente nel novembre 1998 e nel luglio 2003.

Alla fine del 1997 Kylie Minogue intraprese un tour promozionale nella regione Asia-Pacifico. Si esibì a Singapore e proseguì nelle capitali degli stati australiani Melbourne, Brisbane, Sydney e Adelaide. Successivamente raggiunse Auckland e concluse la serie di concerti a Hong Kong. Dopo l’uscita europea dell’album, promosse il disco anche in Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi. Sia William Baker sia Steve Anderson, che ancora oggi ricoprirono il ruolo di direttori creativi dell’artista, non avevano esperienza nell’organizzazione di tournée. Anderson apparve per la prima volta accanto a Minogue al Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras del 1998, mentre Baker fu assente. Quest’ultimo si mostrò nervoso all’idea di affrontare il suo primo tour e dichiarò: “Non sapevo cosa aspettarmi”.

Nell’ottobre 1997 Minogue pubblicò il suo sesto album in studio, Impossible Princess. Fu il primo progetto discografico dell’artista nel quale esercitò un controllo creativo parziale sulla scrittura e sulla composizione dei brani[3]. L’album ricevette recensioni contrastanti: molti ne lodarono la natura sperimentale e audace, mentre le critiche si concentrarono soprattutto sulla sua immagine e sulla struttura compositiva del disco. Il lavoro raggiunse la quarta posizione nella classifica ARIA Albums Chart e conquistò il primo posto nella classifica dell’Australian Music Report nel gennaio 1998[4]. Impossible Princess arrivò inoltre alla decima posizione della UK Albums Chart. All’inizio del 1998 Minogue tornò in Australia per preparare la tournée nazionale. Il suo direttore creativo e amico di lunga data William Baker si trovò a Dubai insieme a Steve Anderson, al chitarrista Carl Mann e al percussionista James Mark, dove discussero del tour programmato per maggio 1998 e valutarono l’idea di ingaggiare ulteriori musicisti e ballerini.

Prove e scenografia

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Le prime prove di Intimate and Live si svolsero a Fitzroy, una cittadina nei pressi di Melbourne, in Australia. Insieme a Steve Anderson e William Baker, Kylie iniziò a disegnare i primi concept scenici per lo spettacolo, con l’intento di riflettere il significato personale dell’album. Alcuni elementi presenti nei contenuti visivi del disco, come il simbolo “K” e il cono multicolore, vennero ripresi anche nella scenografia del tour.

Baker discusse a lungo delle idee creative e della produzione dello spettacolo e ritenne che “ci fosse qualcosa di speciale e unico in Intimate and Live, una Kylie e il suo team arrivati alla maturità”. Aggiunse inoltre che l’innovazione sviluppata insieme alla squadra avrebbe “permesso” all’artista di “risplendere sul palco come una vera stella”. La scenografia si basò in larga parte su Impossible Princess, ma Baker e Minogue vollero realizzare qualcosa che “portasse il pubblico in un viaggio e lo stuzzicasse con l’inaspettato, giocando con le sue preconvinzioni”.[5]

Minogue sentì il bisogno di “alleggerirsi” e di divertirsi durante il tour, lasciandosi alle spalle le critiche e le opinioni del pubblico. Steve Anderson e Baker confermarono inizialmente che non avrebbero portato la tournée nel Regno Unito, ma Baker spiegò che si sentirono “così liberati dall’insuccesso commerciale britannico, pensando che ormai non avessimo più nulla da perdere”. Decisero infine di estendere le date nel Regno Unito soltanto a causa dell’elevata richiesta.

Minogue e Baker collaborarono con diversi fotografi, incluso lo stesso Baker, per realizzare immagini promozionali del tour; uno degli scatti ritrasse la cantante con un cappello da cowboy su uno sfondo rosa, richiamando l’estetica del singolo Cowboy Style. Le etichette Deconstruction Records e Sony BMG non ebbero il controllo della tournée, pertanto Baker e Anderson ne assunsero direttamente la gestione delle prenotazioni e dell’organizzazione.[5]

Quanto alle location, l’idea di Baker e Kylie è quella di esibirsi in piccoli teatri, così da creare un’atmosfera intima e diretta tra l’artista, il team e il pubblico. Questo approccio vuole essere un ringraziamento ai fan per il sostegno mostrato durante l’era Impossible Princess — da qui il titolo Intimate. Kylie, Baker e Anderson valutano sale con una capienza di circa 2.000 persone, ma Kylie Minogue ha confessato di essere addirittura “preoccupata di non riuscire a riempire” nemmeno quegli spazi, a causa delle critiche ricevute in precedenza.

Baker e Kylie Minogue progettarono personalmente gli abiti del tour e il costume in stile showgirl fu il primo a essere realizzato. I costumi di scena si ispirarono a un’estetica da “principessa” e Minogue volle utilizzare numerosi oggetti di scena per integrare influenze differenti durante le esibizioni. L’artista dichiarò di voler correre dei “rischi” con gli abiti e con la propria immagine sul palco, decidendo di mantenere i capelli più lunghi, assenti invece nei servizi fotografici promozionali di Impossible Princess. William Baker ritenne che l’immagine pubblica della cantante avesse “resistito” e si fosse evoluta profondamente rispetto ai tempi più “crudi in bianco e nero” di Some Kind of Bliss.[5]

La scaletta venne definita congiuntamente da Baker, Steve Anderson e Minogue. Dall’album di riferimento l’artista interpretò Too Far, Some Kind of Bliss, Breathe, Cowboy Style, Say Hey, Drunk, Did It Again, Limbo e due brani inediti, Take Me With You e Free. Inizialmente esclusa dalla scaletta, la cover di Should I Stay or Should I Go? dei The Clash, fu aggiunta dopo che Minogue la eseguì dal vivo al The Ben Elton Show. In seguito inserì nel repertorio anche la propria interpretazione di Dancing Queen degli ABBA.[5]

Come di consueto, anche per Intimate and Live, Kylie realizzò un libretto fotografico in formato A5 venduto durante la tournée, sulla cui copertina figurano le labbra della cantate truccate di glitter sui colori del blu.[6]Il programma, composto da 24 pagine, contiene numerose fotografie e immagini di Kylie, oltre a un'intervista tra la cantante e Grant Gillies.[7]

Il concerto si compone di quattro atti e due encore. Questi sono Indie Kylie, Cute Kylie, Sexy Kylie e Dance Kylie, nonché le quattro trasformazioni che le sono state attribuite negli anni dalla critica e che lei stessa interpreta nel video di Did It Again.[8]

Indie Kylie: Il concerto si apre con un cono multicolore aperto, simile a quello della copertina dell’album Impossible Princess, da cui emerge Kylie che dà il via allo spettacolo con Too Far, introdotta dal Brothers in Rhythm Dub Mix. Prosegue con le esibizioni di What Do I Have to Do e Some Kind of Bliss, per poi interpretare una versione acustica di Put Yourself in My Place. In seguito esegue Breathe e chiude la prima parte dello show con il brano inedito Take Me With You, accompagnato da proiezioni scenografiche che raffigurano una tempesta in movimento.

Cute Kylie: Nella seconda parte, Kylie entra in scena con una versione torch di I Should Be So Lucky, indossando un costume rosa da showgirl davanti a una gigantesca lettera “K” luccicante. La performance prosegue con una cover di Dancing Queen degli ABBA e con il brano Dangerous Game, che conclude questo atto.

Sexy Kylie: Il terzo segmento comincia con Cowboy Style, durante la quale Kylie indossa un cappello da cowboy. Seguono le esibizioni di Step Back in Time e Say Hey, per poi proporre un altro brano inedito e mai registrato intitolato Free. Chiude questa sezione Drunk.

Dance Kylie: La quarta parte si apre con un interludio strumentale eseguito dalla band, seguito dall’ingresso di Kylie sul palco per cantare Did It Again, a cui seguono Limbo e Shocked.

Encore I: Il quinto atto si apre con un nuovo interludio musicale. Kylie appare sdraiata sulle scale e interpreta Confide in Me, seguita da The Loco-Motion. Il corpo principale del concerto si conclude con una cover di Should I Stay or Should I Go? dei The Clash.

Encore II: Per il bis, Kylie ritorna sul palco vestita da showgirl-diavoletta, con tanto di corna, per eseguire Better the Devil You Know.

Intimate and Live ricevette recensioni positive da parte della critica musicale. Darrin Farrant di The Age scrisse: “Basta con le battute sulla ‘Singing Budgie’. Minogue ha dimostrato nel suo primo concerto ufficiale e pubblico a Melbourne dopo sette anni che gli scettici si sbagliavano: sa cantare e sa anche mettere in scena uno spettacolo sensazionale”. Apprezzò in particolare i brani tratti da Impossible Princess, ritenendoli capaci di offrire maggiore “espressività vocale”.[9]

Nonostante l’accoglienza favorevole in Australia, Kylie Minogue e William Baker si mostrarono preoccupati per la possibile reazione del pubblico britannico. Entrambi attraversarono un periodo di depressione e temettero di esibirsi davanti al “vuoto”. Al termine della leg australiana, Jeff Kennett, 43º Premier dello Stato di Victoria, si congratulò con l’artista definendola “una meravigliosa ambasciatrice dell’Australia ovunque viaggi”.[10]

Durante le date allo Shepherd's Bush Empire di Londra, il tour ottenne recensioni entusiaste dalla maggior parte dei critici e Baker osservò che l’evento contribuì “forse a modificare leggermente la percezione londinese che Kylie fosse finita”. David Benedict di Melody Maker scrisse che nessuna delle sue produzioni più recenti risultava davvero entusiasmante e osservò: “Il suo pubblico può essere fedele, ma è anche profondamente conservatore; nessuno dei singoli recenti ha avuto l’impatto dei grandi successi del passato e stasera il materiale nuovo riceve un’accoglienza relativamente tiepida”. Tuttavia aggiunse che tutto “cambiò”, definendo lo spettacolo “abbagliante” e “divertentissimo”, affermando che rappresentò ciò che Kylie “sa fare meglio”. Victoria Segal di NME espresse un giudizio più sfumato: “Ci sono momenti di noia – ballate indistinguibili che non sono tanto dramma da torch-song quanto lampi di luce al neon [...]”. Concluse però affermando: “Eppure Kylie ama questo, vive per questo, e manda al diavolo tutti quegli svengali con una sola torsione dei suoi tacchi affilati”. Previde inoltre che Minogue “sarebbe tornata”. Baker ritenne che la fedeltà dei fan derivasse soprattutto dalle sue “canzoni pop”, citando come esempio Better the Devil You Know e Dancing Queen.[5]

In retrospettiva, Bradley Stern di NewNowNext evidenziò l’esibizione dal vivo di What Do I Have to Do come il momento migliore dello spettacolo, collocandola al terzo posto nella classifica Kylie Minogue In Concert: 8 Amazing Live Performances. Nel marzo 2015 Luke Dennehy dell’Herald Sun dedicò un articolo alla tournée, scrivendo: “Lo fece davvero, fu un successo spettacolare”. Aggiunse: “All’epoca la stampa lo definì il suo tour del ritorno a casa, la nostra principessa del pop era tornata e, per la prima volta, ricevette un autentico plauso critico per la sua performance [...] Ma per molte ragioni quel tour fu così importante per Kylie e per il modo in cui oggi la vediamo… e naturalmente per le sue fedeli legioni di fan”[11].

Tutte le date australiane registrarono il tutto esaurito in meno di dieci minuti. Minogue non aveva previsto di esibirsi in Inghilterra, ma a causa della pressione del pubblico organizzò tre concerti a Londra.

Atto I: INDIE KYLIE

  1. Too Far (contiene elementi del "Brothers in Rhythm dub mix")
  2. What Do I Have to Do
  3. Some Kind of Bliss
  4. Put Yourself in My Place
  5. Breathe
  6. Take Me With You (allora inedita, pubblicata nel 2000 in Hits +)

Atto II: CUTE KYLIE

  1. I Should Be So Lucky (Torch version)
  2. Dancing Queen
  3. Dangerous Game

Atto III: SEXY KYLIE

  1. Cowboy Style
  2. Step Back in Time
  3. Say Hey
  4. Free (inedito di Impossible Princess)
  5. Drunk

Atto IV: DANCE KYLIE

  1. Did It Again
  2. Limbo
  3. Shocked

Encore I

  1. Confide in Me
  2. The Locomotion
  3. Should I Stay or Should I Go

Encore II

  1. Better the Devil You Know

Variazioni alla scaletta

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Concept originario della scaletta

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  • Inizialmente, al posto di Dancing Queen Minogue avrebbe dovuto eseguire Copacabana. Quest'ultima fu poi inclusa nella scaletta del KylieX2008[12].
Data Città Stato Luogo
Australia[13]
2 giugno 1998 Melbourne Australia (bandiera) Australia Palais Theatre
3 giugno 1998
4 giugno 1998
6 giugno 1998 Brisbane Brisbane Entertainment Centre
8 giugno 1998 Sydney Capitol Theatre
9 giugno 1998
10 giugno 1998
11 giugno 1998
14 giugno 1998 Adelaide Thebarton Theatre
15 giugno 1998
17 giugno 1998 Melbourne Palais Theatre
18 giugno 1998
20 giugno 1998 Sydney State Theatre
21 giugno 1998
22 giugno 1998
27 giugno 1998 Newcastle Newcastle Entertainment Centre
29 giugno 1998 Canberra Royal Theatre
1 luglio 1998 Sydney Capitol Theatre
3 luglio 1998 Melbourne Palais Theatre
4 luglio 1998
Europa[13]
29 luglio 1998 Londra Regno Unito (bandiera) Regno Unito Shepherd's Bush Empire
30 luglio 1998
31 luglio 1998

Registrazioni e broadcasting

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I concerti tenutisi a Sydney il 3 giugno e il 1º luglio 1998, vennero registrati per la realizzazione del DVD e CD live del tour. L’album live (il primo nella carriera della cantante) fu pubblicato nel novembre del 1998, con il titolo Intimate and Live. Il DVD venne invece pubblicato il 23 luglio 2002 in Australia e Nuova Zelanda. La pellicola alterna le immagini del concerto a quelle del backstage.[14] Una videocassetta in formato VHS fu pubblicata esclusivamente in Australia.

La grafica della copertina venne curata da Andrew Murabito per Mushroom Art, mentre William Baker ricoprì il ruolo di direttore creativo. Dancing Queen venne successivamente inclusa nella raccolta del 2002 Greatest Hits 87–99 di Kylie Minogue.[15]

  • Tarcoola Touring Company Pty.Ltd. – produzione
  • Terry Blamey – produttore esecutivo, management
  • Steve Anderson – produttore musicale
  • Chong Lim – direttore musicale
  • Brian Thompson – set design
  • Steven Swift – design delle luci
  • William Baker – creative design
  • Kylie Minogue – creative design
  • Nick Pitts – tour manager
  • Warren Anderson – assistente del tour manager
  • Natalie Stevenson – assistente
  • Kevin Murphy – trucco e parrucco
  • Carol Minogue – guardaroba
  • William Forsythe – coreografo
  • Chong Lim – keyboards
  • Joe Creighton – bassista, corista
  • Stuart Fraser – chitarrista
  • Carl Mann – chitarrista
  • Angus Burchall – batteria
  • James Mack – percussioni
  • Lisa Edwards – corista
  • Natalie Miller – corista
  • David Scotchford – ballerino
  • Ashley Wallen – ballerina

Artista di apertura

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  • Maria Nayler (per Londra)
  1. ↑ Intimate and Live | Kylie Wiki | Fandom, su kylieminogue.fandom.com.
  2. ↑ LiMBO Kylie Minogue Online | Press, su kylie.co.uk, 10 ottobre 2006. URL consultato il 23 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2006).
  3. ↑ The Most Underrated Albums Of All Time, in FasterLouder. URL consultato il 15 febbraio 2026.
  4. ↑ (EN) Kylie | Impossible Princess, su www.kylie.com. URL consultato il 15 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2010).
  5. 1 2 3 4 5 Kylie Minogue e William Baker, Kylie: La La La, Hodder & Stoughton, 2002, p. 134.
  6. ↑ Kylie Minogue Intimate And Live + ticket stub UK tour programme (407905) TOUR PROGRAMME, su eil.com. URL consultato il 23 giugno 2025.
  7. ↑ (EN) Kylie Minogue, su mag-a-zone. URL consultato il 22 luglio 2026.
  8. ↑ (EN) Intimate and Live (tour), su Kylie Wiki. URL consultato il 23 giugno 2025.
  9. ↑ LiMBO, LiMBO Kylie Minogue Online | Press, su www.kylie.co.uk. URL consultato il 15 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2006).
  10. ↑ LiMBO, LiMBO Kylie Minogue Online | Press, su www.kylie.co.uk. URL consultato il 15 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2006).
  11. ↑ (EN) Logo TV, su www.logotv.com. URL consultato il 15 febbraio 2026.
  12. ↑ (EN) Intimate and Live (tour), su Kylie Wiki. URL consultato il 25 febbraio 2025.
  13. 1 2 INTIMATE AND LIVE 1998, su kylie.com. URL consultato il 19 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  14. ↑ (EN) Intimate and Live (album), su Kylie Wiki. URL consultato il 25 febbraio 2025.
  15. ↑ KylieUltra://LatestUltraKylieNews, su www.kylie.com. URL consultato il 15 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 1998).
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