Karoo
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Il Karoo o Karroo (probabilmente dal termine khoikhoi karo, che nella lingua korana significa «duro, arido, deserto»)[2][3][4][5] è una regione naturale semidesertica del Sudafrica. Non esiste una definizione esatta di ciò che costituisce il Karoo e, di conseguenza, neppure i suoi confini sono stabiliti con precisione. La regione è definita in parte dalla topografia, dalla geologia e dal clima, ma soprattutto dalla scarsità delle precipitazioni, dall'aridità dell'aria, dai cieli generalmente privi di nubi e dalle forti escursioni termiche, con temperature estreme sia calde sia fredde.[6][7] Il Karoo è noto anche per gli affioramenti fossiliferi del Supergruppo del Karoo, le cui rocce documentano dettagliatamente i mutamenti ecologici avvenuti nella regione quando questa faceva parte della Pangea meridionale, dal Permiano medio al Giurassico inferiore, tra circa 270 e 200 milioni di anni fa.[8]
Il Karoo costituì per lungo tempo una barriera quasi impenetrabile tra Città del Capo e le regioni interne. I primi avventurieri, esploratori, cacciatori e viaggiatori diretti verso l'Highveld lo descrissero concordemente come un territorio inquietante, caratterizzato da caldo intenso, forti gelate, inondazioni devastanti e siccità prolungate.[9] Ancora oggi la regione è soggetta a temperature elevate e gelate, mentre le precipitazioni annue variano generalmente tra 50 e 250 millimetri. Su alcune montagne circostanti possono cadere tra 250 e 500 millimetri di pioggia in più rispetto alle pianure.[6] In tutto il Karoo sono tuttavia presenti acque sotterranee, raggiunte mediante pozzi trivellati, che rendono possibili gli insediamenti permanenti e l'allevamento ovino.[6][7]
La vegetazione xerofila è costituita da aloe, mesembriantemi, crassule, euforbie, stapelie e e piante effimere del deserto, generalmente distanziate tra loro di almeno 50 centimetri.[6][10] La copertura vegetale diventa progressivamente più rada procedendo verso nord, in direzione del Bushmanland e, da lì, del deserto del Kalahari. La zona più arida del Karoo si trova tuttavia nel settore sud-occidentale, tra la Grande Scarpata e le catene montuose del Cederberg e dello Skurweberg. Questa regione, nota come Tankwa Karoo, riceve soltanto circa 75 millimetri di pioggia all'anno.[6] Le aree orientali e nord-orientali del Karoo sono invece spesso ricoperte da estese praterie. In passato, la vegetazione caratteristica della regione sosteneva numerosi grandi mammiferi selvatici, talvolta riuniti in mandrie immense.[9][11]
Oggi le pecore riescono a prosperare nutrendosi della vegetazione xerofila, sebbene ogni animale necessiti mediamente di circa quattro ettari di pascolo per potersi sostenere.[6]
Suddivisioni
[modifica | modifica wikitesto]Il Karoo è suddiviso in Grande Karoo e Piccolo Karoo. Il Piccolo Karoo è delimitato a sud dai monti Outeniqua e Langeberg, che si estendono da est a ovest parallelamente alla costa, e a nord dalla catena dello Swartberg, anch'essa orientata in senso est-ovest. Il Grande Karoo si trova invece a nord dello Swartberg.
Grande Karoo
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L'unico confine netto e ben definito del Grande Karoo è costituito, a sud e a sud-ovest, dalle catene più interne delle montagne della Cintura del Capo. Verso nord, l'estensione della regione è invece incerta: il paesaggio sfuma gradualmente e quasi impercettibilmente nel Bushmanland, sempre più arido procedendo verso nord-ovest. A nord e a nord-est, il Karoo si confonde con le savane e le praterie del Griqualand West e dell'Highveld.[1][13] A est, il confine passa progressivamente alle praterie delle Midlands orientali.[14] La Grande Scarpata divide a sua volta il Grande Karoo in Alto Karoo, situato generalmente al di sopra dei 1.200-1.500 metri, e Basso Karoo, esteso sulle pianure sottostanti, a quote comprese tra 700 e 800 metri. Esistono numerosi toponimi locali che identificano differenti sottoregioni del Grande Karoo, alcuni dei quali sono più conosciuti e utilizzati di altri. Nel Basso Karoo, procedendo da ovest verso est, si incontrano il Tankwa Karoo, il Moordenaarskaroo, il Koup, il Vlakte e le pianure del Camdeboo. Nell'Alto Karoo, le sottoregioni più note sono l'Hantam, i Kareeberge, il Roggeveld e l'Uweveld, sebbene gran parte del territorio venga indicata semplicemente come Alto Karoo, soprattutto nel settore settentrionale.[1]
Piccolo Karoo
[modifica | modifica wikitesto]I confini del Piccolo Karoo sono nettamente definiti dalle catene montuose che lo delimitano a ovest, a nord e a sud. Per convenzione, la strada tra Uniondale e Willowmore è considerata il suo approssimativo limite orientale, stabilito tuttavia in modo piuttosto arbitrario. La sua estensione è molto inferiore a quella del Grande Karoo.[1]
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Grande Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Il Grande Karoo attraversa il 30º parallelo sud nella parte occidentale del continente, occupando una posizione analoga a quella di altre regioni semidesertiche situate a nord e a sud dell'equatore. Si trova nell'ombra pluviometrica delle montagne della Cintura del Capo, disposte lungo la costa occidentale.[1] Il settore occidentale del Basso Karoo, comprendente il Tankwa Karoo e il Moordenaarskaroo, conserva alcuni rilievi residui della Cintura del Capo,[15] come i monti Witteberg e Anysberg,[1] che conferiscono al paesaggio un aspetto moderatamente collinare. Procedendo verso est, tuttavia, il Basso Karoo si trasforma in una vasta pianura uniformemente piatta. Nell'Alto Karoo, le intrusioni di filoni-strato di dolerite hanno prodotto numerose colline dalla sommità pianeggiante, note come Karoo Koppies, divenute uno degli elementi più caratteristici del paesaggio del Grande Karoo.[16]
La vegetazione dell'Alto Karoo è simile a quella del Basso Karoo, tanto che nella pratica la distinzione tra le due regioni non viene sempre riconosciuta.
La principale arteria stradale, la N1, e la linea ferroviaria che collegano Città del Capo alle regioni settentrionali entrano nel Basso Karoo dalla valle del fiume Hex, poco prima di Touws River, e proseguono fino a Beaufort West mantenendosi circa 50 chilometri a sud della Grande Scarpata. Da qui risalgono gradualmente la scarpata lungo un'ampia valle, raggiungendo Three Sisters, sull'Altopiano Centrale e nell'Alto Karoo.
Deviando verso nord dalla N1 a Matjiesfontein, tra Touws River e Beaufort West, la strada risale la Grande Scarpata attraverso il passo di Verlatenkloof e raggiunge Sutherland, situata a 1.456 metri sul livello del mare. La località è tradizionalmente considerata la città più fredda del Sudafrica, con temperature minime medie invernali di −6,1 °C.[17] Alcune aree dell'Highveld orientale, nella provincia di Mpumalanga, possono occasionalmente registrare temperature più basse, ma non con la stessa regolarità di Sutherland.[17] Le nevicate non sono rare durante i mesi dell'inverno australe. Circa 20 chilometri a est della città, su un piccolo altopiano posto a 1.798 metri di altitudine, si trova una delle sedi dell'Osservatorio astronomico sudafricano. Il complesso ospita il Southern African Large Telescope, il più grande telescopio ottico dell'emisfero australe.[18][19] Più a nord, sempre sull'altopiano, circa 75 chilometri a nord-ovest di Carnarvon, sette radiotelescopi fanno parte dello Square Kilometre Array, un progetto che prevede l'installazione complessiva di migliaia di antenne in diverse aree del Sudafrica e dell'Australia per l'osservazione del cielo australe nelle frequenze radio. La Via Lattea, uno dei principali oggetti di studio del progetto, può essere osservata in modo particolarmente favorevole dall'emisfero meridionale.[20] L'Alto Karoo costituisce infatti un luogo ideale per l'osservazione astronomica, non soltanto per la limpidezza del cielo, la scarsità di illuminazione artificiale e l'elevata altitudine, ma anche per la sua sostanziale stabilità tettonica. Nell'area non vi sono infatti faglie attive o vulcani nelle vicinanze,[15] e non si verificano tremori o terremoti significativi, neppure con epicentri molto lontani.[21]
Piccolo Karoo
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Il Piccolo Karoo è separato dal Grande Karoo dalla catena montuosa dello Swartberg. Dal punto di vista geografico, è una valle lunga circa 290 chilometri e larga appena 40-60 chilometri, racchiusa tra due catene parallele appartenenti alla Cintura del Capo: lo Swartberg a nord e il sistema continuo Langeberg-Outeniqua a sud. La fascia settentrionale della valle, estesa per 10-20 chilometri ai piedi dello Swartberg, è la parte meno propriamente arida del Piccolo Karoo. La zona è infatti ben irrigata sia dalle precipitazioni sia dai numerosi corsi d'acqua che scendono dalle montagne o attraversano le strette gole dello Swartberg provenendo dal Grande Karoo. Lungo questa fascia settentrionale si trovano i principali centri abitati della regione: Montagu, Barrydale, Ladismith, Calitzdorp, Oudtshoorn e De Rust, oltre a note stazioni missionarie come Zoar, Amalienstein e Dysselsdorp.
La fascia meridionale, larga tra 30 e 50 chilometri e situata a nord del Langeberg, presenta condizioni aride paragonabili a quelle del Basso Karoo occidentale, fatta eccezione per la parte orientale, dove la catena del Langeberg comincia convenzionalmente a essere chiamata monti Outeniqua.
Il Piccolo Karoo è raggiungibile su strada soltanto attraverso le strette gole scavate nelle montagne circostanti da antichi corsi d'acqua tuttora attivi. Alcune strade attraversano invece i rilievi mediante passi montani. Il più celebre e spettacolare è il passo dello Swartberg, che collega Oudtshoorn, nel Piccolo Karoo, con Prince Albert, situata sul versante opposto dello Swartberg nel Grande Karoo. Anche la principale strada tra Oudtshoorn e George, sulla pianura costiera, attraversa le montagne meridionali tramite il passo di Outeniqua. L'unica via d'uscita dal Piccolo Karoo che non richieda l'attraversamento di una catena montuosa segue la stretta valle del Langkloof, lunga circa 150 chilometri, compresa tra Uniondale e Humansdorp, nei pressi di Plettenberg Bay.
Geologia del Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Grande Karoo
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In termini geologici, il Supergruppo del Karoo indica un'estesa successione, geologicamente relativamente recente, di rocce sedimentarie e magmatiche formatesi tra 310 e 180 milioni di anni fa.[16] Questa successione è delimitata a sud dalle montagne della Cintura del Capo e a nord dalle più antiche lave di Ventersdorp, dal Supergruppo del Transvaal e dal Supergruppo del Waterberg.[15] Il Supergruppo del Karoo ricopre circa due terzi del Sudafrica e, in alcuni luoghi, si estende fino a 8.000 metri di profondità sotto la superficie, costituendo un enorme volume di rocce formatosi, in termini geologici, in un periodo relativamente breve.[22][23] Sebbene quasi tutto il Grande Karoo poggi su rocce appartenenti al Supergruppo del Karoo, le formazioni geologiche del Karoo si estendono su un'area molto più vasta, non soltanto in Sudafrica e Lesotho, ma anche oltre i loro confini e in altri continenti che un tempo facevano parte del Gondwana.[7][15][16]
Storia geologica del Supergruppo del Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Il Supergruppo del Karoo cominciò a formarsi circa 320 milioni di anni fa all'interno di un vasto bacino continentale, in un'epoca in cui la porzione del Gondwana destinata a diventare l'Africa si trovava sopra il Polo Sud.[13][24] Gli iceberg staccatisi dai ghiacciai e dalle calotte glaciali situate più a nord depositarono nel bacino uno strato di fango spesso circa un chilometro, contenente massi erratici di diversa origine e dimensione. Questi sedimenti formarono il Gruppo Dwyka, costituito principalmente da tilliti e corrispondente allo strato più antico e inferiore del Supergruppo del Karoo.[16] Con lo spostamento del Gondwana verso nord, il bacino si trasformò in un mare interno, lungo le cui rive settentrionali si svilupparono vasti delta paludosi. La torba accumulatasi in queste paludi si trasformò infine in grandi giacimenti di carbone, oggi sfruttati nel KwaZulu-Natal e nell'Highveld. Questo strato, spesso circa tre chilometri, è noto come Gruppo Ecca. Al di sopra di esso si trova il Gruppo Beaufort, spesso circa 5,6 chilometri, depositatosi su una vasta pianura attraversata da fiumi paragonabili al Mississippi, che trasportavano fanghi provenienti da un'immensa catena montuosa situata a sud.[16] Antichi rettili e anfibi prosperavano nelle foreste umide della regione, e i loro resti fossili hanno reso il Karoo celebre tra i paleontologi. Il primo di questi fossili fu scoperto nel 1838 dallo scozzese Andrew Geddes Bain, durante la realizzazione di una strada nei pressi di Fort Beaufort. Bain inviò i campioni al British Museum, dove nel 1897 il connazionale Robert Broom riconobbe nei fossili del Karoo caratteristiche simili a quelle dei mammiferi.[25]
Dopo la deposizione del Gruppo Beaufort, l'Africa australe, ancora parte del Gondwana, si trasformò in un arido deserto sabbioso, percorso soltanto da fiumi temporanei e punteggiato da bacini effimeri. Le sabbie si consolidarono formando il Gruppo Stormberg, i cui resti affiorano oggi quasi esclusivamente nelle immediate vicinanze del Lesotho. In queste rocce, presso un'antica depressione paludosa, sono stati rinvenuti diversi nidi di dinosauro contenenti uova, alcune delle quali conservano scheletri embrionali.[26][27][28]
Infine, circa 180 milioni di anni fa, la regione fu interessata da un'attività vulcanica di proporzioni gigantesche, che pose fine alla lunga fase di sedimentazione del Karoo e coincise con la scomparsa di numerosi gruppi di rettili.[25]

I Karoo Koppies sono colline sormontate da resistenti filoni-strato di dolerite. Questi corpi rocciosi si formarono quando il magma, sottoposto a forti pressioni, si insinuò tra gli strati orizzontali delle rocce sedimentarie che costituiscono gran parte della geologia del Karoo, solidificandosi al loro interno. Il fenomeno si verificò circa 180 milioni di anni fa, quando enormi quantità di lava furono eruttate su gran parte dell'Africa australe e delle regioni adiacenti del Gondwana, sia in superficie sia in profondità, tra gli strati sedimentari. Dopo questo immenso episodio vulcanico, l'Africa australe attraversò un lungo periodo di erosione, durante il quale le rocce più antiche e tenere furono progressivamente asportate, tranne dove erano protette da una copertura di dolerite. Tra i generi di rettili e altri vertebrati fossili caratteristici delle successioni del Karoo figurano:
- Mesosaurus, rettile acquatico carnivoro del Gruppo Dwyka;
- Bradysaurus, erbivoro del Gruppo Beaufort;
- Owenetta, piccolo rettile insettivoro del Gruppo Beaufort;
- Procolophon, onnivoro del Gruppo Beaufort;
- Diictodon, sinapside del Permiano;
- Rubidgea, predatore del Permiano;
- Lystrosaurus, terapside erbivoro del Triassico;
- Thrinaxodon, terapside carnivoro del Triassico;
- Euparkeria, arcosauriforme;
- Massospondylus, dinosauro erbivoro bipede vissuto tra il Triassico superiore e il Giurassico inferiore;
- Megazostrodon, uno dei primi mammaliaformi.[25]

Le eruzioni laviche che conclusero la deposizione delle rocce del Karoo non soltanto ricoprirono la superficie africana e altre parti del Gondwana con uno strato di lava basaltica spesso fino a 1,6 chilometri,[16] ma penetrarono anche, sotto forte pressione, tra gli strati orizzontali delle rocce sedimentarie dei gruppi Ecca e Beaufort, solidificandosi in filoni-strato di dolerite. Le lunghe fratture verticali attraverso le quali il magma risalì si solidificarono formando dicchi che, osservati dall'alto, ricordano la Grande Muraglia cinese.[7] A partire da circa 150 milioni di anni fa, la superficie dell'Africa australe è stata sottoposta a un processo erosivo quasi ininterrotto, particolarmente intenso negli ultimi 20 milioni di anni,[16] che ha asportato diversi chilometri di sedimenti. In questo modo furono esposti i filoni-strato di dolerite, più resistenti all'erosione rispetto alle rocce sedimentarie del Karoo. Si formarono così le caratteristiche colline dalla cima pianeggiante note come Karoo Koppies, uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio regionale.
Geologia del Piccolo Karoo
[modifica | modifica wikitesto]La geologia del Piccolo Karoo è molto diversa da quella del Grande Karoo.[13] La valle costituisce parte integrante della Cintura montuosa del Capo e le due catene che la delimitano sono formate da arenarie quarzitiche estremamente dure e resistenti all'erosione, appartenenti al Gruppo della Table Mountain, risalente a circa 510-450 milioni di anni fa e rappresentante lo strato più antico del Supergruppo del Capo. Il fondovalle è ricoperto principalmente dallo strato immediatamente superiore e più recente del Supergruppo del Capo, costituito dagli scisti, molto più teneri, del Gruppo Bokkeveld. La dolerite del Grande Karoo non penetrò in queste rocce e, di conseguenza, nel Piccolo Karoo non sono presenti i caratteristici Karoo Koppies.[15]
Il Piccolo Karoo comprende inoltre due particolari strutture geologiche che conferiscono al suo paesaggio un aspetto caratteristico. Durante l'erosione dell'interno dell'Africa, successiva al sollevamento del continente provocato dalle grandi eruzioni laviche che conclusero la sedimentazione del Karoo circa 180 milioni di anni fa, parte del materiale eroso rimase intrappolata nelle valli delle montagne della Cintura del Capo. Ciò avvenne soprattutto durante il Cretaceo, tra circa 143 e 66 milioni di anni fa. Questi depositi, noti come conglomerati di Enon, furono trasportati e accumulati da fiumi impetuosi e ad alta energia.[16] Essi affiorano tra Calitzdorp e Oudtshoorn, dove formano le spettacolari colline rossastre conosciute come Redstone Hills.[1][13][15][17][29]
La seconda importante caratteristica geologica del Piccolo Karoo è una faglia lunga circa 300 chilometri, che si estende lungo il margine meridionale dei monti Swartberg. Questi ultimi furono sollevati lungo la faglia in misura tale che, nella regione di Oudtshoorn, affiorano le rocce che costituiscono il basamento del Supergruppo del Capo. Tali rocce sono conosciute localmente come Gruppo di Cango, ma probabilmente sono in continuità con il Gruppo di Malmesbury, che forma il basamento della Table Mountain nella penisola del Capo, e con affioramenti analoghi presenti nel Capo Occidentale.[16] Nel Piccolo Karoo, il Gruppo di Cango è costituito in parte da rocce calcaree, all'interno delle quali un corso d'acqua sotterraneo ha scavato il vasto e spettacolare sistema delle grotte di Cango.[7][13][15][17]
Flora del Karoo
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Il World Wide Fund for Nature ha classificato il Grande Karoo e il Piccolo Karoo come compresi quasi interamente in due degli otto biomi botanici da esso riconosciuti in Sudafrica:[30] il Karoo succulento e il Nama Karoo. Entrambi, analogamente al Supergruppo geologico del Karoo, si estendono tuttavia su un territorio più ampio rispetto al Karoo geografico e storico descritto negli atlanti e nelle guide del Sudafrica.[7][17][31]
Bioma del Karoo succulento
[modifica | modifica wikitesto]Il bioma del Karoo succulento si estende lungo la costa occidentale, approssimativamente da Lamberts Bay verso nord, penetrando per oltre 200 chilometri nella Namibia meridionale.[32][33] A sud ha inizio poco a nord della regione geografica del Sandveld, circa 250 chilometri a nord di Città del Capo, e prosegue attraverso il Namaqualand e il Richtersveld, immediatamente a sud del fiume Orange, fino alla regione del Namaqualand, o Namaland, nella Namibia meridionale. Nessuna di queste aree viene tuttavia indicata, né geograficamente né nell'uso locale, con il nome di Karoo.[13] Il bioma presenta però un'importante espansione verso l'interno, comprendendo il Tankwa Karoo e il Moordenaarskaroo nel Basso Karoo, nonché le aree confinanti dell'Alto Karoo, appartenenti al Grande Karoo geografico. È presente anche più a sud, in una parte della valle del fiume Breede, dove prende il nome di Robertson Karoo. Da qui si estende verso est fino alla metà occidentale del Piccolo Karoo.[1][6][7][13][17][31]

La vegetazione del Karoo succulento è dominata da arbusti nani con foglie succulente e da piante annuali, appartenenti soprattutto alla famiglia delle Asteraceae. Queste ultime sono popolarmente note come margherite del Namaqualand e, dopo inverni sufficientemente piovosi, producono spettacolari fioriture che ricoprono vaste porzioni del paesaggio durante la primavera australe, in particolare tra agosto e settembre. Le graminacee sono poco comuni, rendendo gran parte del bioma inadatta al pascolo. La scarsità delle precipitazioni limita inoltre quasi ogni forma di agricoltura. Un'importante eccezione è rappresentata dal prospero allevamento degli struzzi nel Piccolo Karoo, fortemente dipendente dall'integrazione alimentare a base di erba medica.[7][17] La principale differenza tra il bioma del Karoo succulento e quello del Nama Karoo riguarda il regime delle precipitazioni. Nel primo, la scarsa pioggia cade soprattutto in inverno ed è associata al passaggio di perturbazioni cicloniche; presenta pertanto un potere erosivo inferiore rispetto ai rari ma violenti temporali estivi del Nama Karoo.[32] Anche le gelate sono meno frequenti nel Karoo succulento.[32] Il numero di specie vegetali, prevalentemente succulente, è eccezionalmente elevato rispetto a quello di qualsiasi altra regione arida di dimensioni analoghe nel mondo.[32]
Bioma del Nama Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Il bioma del Nama Karoo è situato interamente sull'Altopiano Centrale, soprattutto ad altitudini comprese tra 1.000 e 1.500 metri.[34][35] Comprende quasi tutto il Grande Karoo storico e geografico, ma si estende anche in una parte del Namaqualand della Namibia meridionale e nel Bushmanland sudafricano, entrambi nomi geografici locali e non denominazioni di biomi.[1][13] Il Nama Karoo è il secondo bioma più esteso del Sudafrica[34][35] e costituisce una fascia di transizione botanica tra il bioma del fynbos, a sud,[36] e quello della savana, a nord.[37] È caratterizzato soprattutto dalla predominanza di arbusti nani, generalmente alti meno di un metro, ai quali si affiancano le graminacee, particolarmente diffuse verso nord-est e verso est, dove il bioma passa gradualmente alle praterie dell'Highveld e delle Midlands orientali.[14] Arbusti e graminacee sono prevalentemente decidui e perdono le foglie soprattutto in risposta all'irregolarità delle precipitazioni.[34][35] Gran parte del Nama Karoo è destinata all'allevamento di pecore e capre, che forniscono carne, lana e pelli per i mercati locali e internazionali. Questa attività è favorita dalla possibilità di garantire spesso al bestiame un approvvigionamento regolare d'acqua attraverso pozzi trivellati. Il sovrapascolo aggrava tuttavia l'erosione prodotta dai violenti, seppure infrequenti, temporali estivi. Favorisce inoltre la sostituzione delle graminacee con gli arbusti, soprattutto con specie meno appetibili per il bestiame, come Rhigozum trichotomum, noto localmente come threethorn, Chrysocoma ciliata, chiamato bitterbos, e l'acacia dolce, Vachellia karroo.[34][35] Nel bioma del Nama Karoo sono comunque presenti poche specie vegetali rare o incluse nelle liste rosse di conservazione.[34][35]
Fauna del Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Grande Karoo
[modifica | modifica wikitesto]In passato il Grande Karoo ospitava una grande varietà di antilopi, in particolare springbok, oltre al quagga e ad altri grandi mammiferi selvatici, soprattutto nelle pianure erbose della parte orientale. François Le Vaillant, celebre esploratore, naturalista e ornitologo francese che attraversò il Grande Karoo negli anni 1780, uccise un ippopotamo nel Great Fish River, nel Karoo, e ne mangiò una zampa a colazione. Riferì inoltre di aver osservato le tracce di un rinoceronte nei pressi di Cranemere, nelle pianure del Camdeboo, nel Basso Karoo orientale. Nel distretto di Camdeboo alcuni agricoltori hanno rinvenuto zanne di elefante, ma non esistono testimonianze di elefanti osservati vivi nella regione.[9] I quagga percorrevano il Karoo in gran numero insieme agli gnu e agli struzzi, che sembravano accompagnarli costantemente.[9] Apparivano docili e relativamente facili da addomesticare. Una coppia di quagga fu persino impiegata per trainare una carrozza nelle strade di Londra, più come curiosità che per una reale superiorità rispetto ai cavalli. Proprio per la loro mansuetudine, erano tuttavia prede facili per i cacciatori, che li abbattevano soprattutto per svago anziché per la carne.[9] Verso la metà del XIX secolo erano ormai quasi estinti; l'ultimo esemplare morì nel 1883 in uno zoo di Amsterdam.

Uno dei fenomeni zoologici più singolari e difficili da spiegare del Grande Karoo era costituito dalle periodiche e imprevedibili migrazioni di enormi mandrie di springbok.[9][11] Queste migrazioni provenivano sempre da nord e potevano dirigersi verso ovest, in direzione del Namaqualand e del mare, verso sud-ovest attraversando centri come Beaufort West, oppure verso sud, attraverso il distretto di Camdeboo. Le immense mandrie avanzavano in modo continuo e inarrestabile sulle pianure, calpestando tutto ciò che incontravano, compresi gli individui della propria specie. Le Vaillant fornì nel 1782 la prima testimonianza oculare di una simile migrazione.[9] Attraversò a cavallo la mandria che occupava le pianure del Camdeboo, senza riuscire a scorgerne né l'inizio né la fine.

Nel 1849 una gigantesca mandria di springbok, mescolata a gnu, damalischi dalla fronte bianca, quagga ed eland, attraversò Beaufort West. Una mattina presto, la città fu svegliata da un rumore simile a quello di un vento impetuoso e, improvvisamente, le strade si riempirono di animali. Questi divorarono ogni germoglio e ogni traccia di vegetazione nella città e nelle campagne circostanti. Gli ultimi individui della mandria, che continuava a muoversi senza interruzione, lasciarono Beaufort West tre giorni dopo, scomparendo verso occidente. Al loro passaggio il Karoo appariva come se fosse stato devastato da un incendio. Durante queste migrazioni, pianure e pendii erano ricoperti in ogni direzione da un'unica massa compatta di springbok, stipati come pecore in un recinto. Fin dove giungeva lo sguardo, il paesaggio sembrava animato dalla loro presenza.[9]
Nel corso delle migrazioni gli springbok non correvano né procedevano al trotto. Rimanevano perlopiù silenziosi, fatta eccezione per il fragore prodotto dagli zoccoli sul terreno. Nulla sembrava in grado di deviarli dal loro percorso e i cacciatori potevano cavalcare in mezzo alla mandria e sparare indiscriminatamente senza suscitare un'apparente reazione di panico. Le persone potevano avanzare tra gli animali e ucciderli con bastoni, oppure immobilizzarli afferrando loro una zampa e spezzandola. Le mandrie erano seguite non soltanto dagli esseri umani, attratti dall'abbondanza di carne facilmente disponibile, ma anche da leoni, leopardi, ghepardi, licaoni, iene e sciacalli.[9]
Nessuno sapeva come, perché o dove avessero origine queste migrazioni, né dove terminassero. Non era neppure noto se gli animali tornassero mai nei luoghi di partenza. Le migrazioni procedevano sempre in un'unica direzione, dalle regioni poste a nord del Grande Karoo verso sud o verso ovest.[9]
Anche enormi sciami di locuste invadevano frequentemente il Grande Karoo, oppure si sviluppavano al suo interno, e fenomeni analoghi si verificano ancora occasionalmente.[9]
Il coniglio fluviale, specie in pericolo critico di estinzione, vive esclusivamente nei bacini di corsi d'acqua stagionali e in un particolare tipo di boscaglia della regione semiarida centrale del Karoo.[38] Tra i suoi predatori figurano diversi rapaci diurni e l'aquila di Verreaux.[39] La popolazione è diminuita costantemente a causa della distruzione dell'habitat.[40] Rispetto a specie affini, il coniglio fluviale si distingue per il comportamento poligamo e per il bassissimo tasso riproduttivo: ciascuna femmina genera soltanto uno o due piccoli all'anno.[39]
L'introduzione, alla fine del XIX secolo, delle pompe eoliche per estrarre le acque sotterranee del Grande Karoo rese possibile per la prima volta la presenza permanente dell'uomo e l'allevamento ovino in vaste porzioni della regione.[7][17] Di conseguenza, le immense popolazioni di grandi antilopi si ridussero drasticamente e, insieme a esse, scomparvero quasi del tutto anche i grandi carnivori. Oggi il caracal, dal peso di 7-19 chilogrammi,[41] lo sciacallo dalla gualdrappa, di 6-10 chilogrammi,[41] l'aquila di Verreaux, di 3-5,8 chilogrammi, e l'aquila marziale, di 3-6,2 chilogrammi,[42][43] possono essere considerati i maggiori predatori osservabili con una certa probabilità nel Grande Karoo. Sono presenti anche i leopardi, il cui peso varia tra 20 e 90 chilogrammi, soprattutto nelle zone montuose, ma il loro comportamento estremamente elusivo li rende difficili da avvistare.[41] Molti animali un tempo diffusi nel Karoo, compresi i leoni, sono stati reintrodotti nelle riserve naturali e nelle aziende faunistiche della regione.
Piccolo Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Come nel Grande Karoo, anche il Piccolo Karoo ospitava in passato antilopi e altri grandi mammiferi selvatici. La forma di zebra predominante non era tuttavia il quagga, bensì la zebra di montagna del Capo, Equus zebra zebra, adattata alla vita su terreni montuosi, accidentati e rocciosi. I suoi zoccoli sono più duri e crescono più rapidamente rispetto a quelli della zebra di Burchell, Equus quagga burchellii, che vive soprattutto nelle pianure.[44] Per questo motivo, le due forme vengono osservate raramente nello stesso habitat. Il quagga, strettamente imparentato con la zebra di Burchell, sembra essere stato anch'esso limitato alle pianure.
La zebra di montagna del Capo viveva nelle regioni montuose della Cintura del Capo e lungo la parte meridionale della Grande Scarpata. Era quindi endemica, tra le altre aree, del Basso Karoo occidentale e del Piccolo Karoo. La caccia la condusse tuttavia vicino all'estinzione e, negli anni trenta del XX secolo, ne rimanevano meno di cento individui. Grazie agli interventi di conservazione, soprattutto mediante la concentrazione degli animali in riserve naturali e aree protette, la popolazione raggiunse circa 1.200 esemplari nel 1998. La più nota di queste aree è il Mountain Zebra National Park, nei pressi di Cradock, nel Grande Karoo. Le zebre di montagna del Capo sopravvivono anche in zone protette amministrate da CapeNature, tra cui le riserve naturali di Kammanassie e Gamkaberg.
Lo struzzo è diffuso in gran parte dell'Africa, ma alcuni degli esemplari più pregiati provenivano dal Piccolo Karoo, dove il clima asciutto e l'abbondanza d'acqua nei torrenti costituivano un habitat ideale per questi grandi uccelli incapaci di volare. Nella regione possono superare i due metri d'altezza e i cento chilogrammi di peso. Per migliaia di anni, le piume dei maschi sono state apprezzate da numerose culture dell'Africa, dell'Europa e dell'Asia.[7][17] Negli anni 1860, un agricoltore del distretto di Graaff-Reinet fu apparentemente il primo a dimostrare che gli struzzi potevano essere addomesticati e allevati con successo in cattività e che le loro uova potevano essere fatte schiudere in incubatrice, continuando al tempo stesso a produrre piume di alta qualità.[17] L'idea fu rapidamente adottata dagli agricoltori del Piccolo Karoo, che cominciarono a coltivare erba medica come alimento principale per gli animali. Nel 1880 furono esportate almeno 74 tonnellate di piume e, nel 1904, la quantità superò le 210 tonnellate.[17]
La prima guerra mondiale provocò un crollo del mercato delle piume di struzzo, ma l'industria si riprese negli anni successivi, quando, oltre alle piume, cominciarono a essere richiesti anche il cuoio e la carne, divenuta un importante prodotto d'esportazione. Oggi diverse aziende di allevamento possono essere visitate dai turisti nei dintorni di Oudtshoorn, principale centro dell'industria dello struzzo.[7][17]
Storia moderna
[modifica | modifica wikitesto]Grande Karoo
[modifica | modifica wikitesto]I primi coloni europei sbarcarono presso il capo di Buona Speranza nel 1652 e, tra il 1659 e il 1664, compirono diversi tentativi infruttuosi di penetrare nel Grande Karoo da sud-ovest.[6] I primi europei che riuscirono a entrare nella regione vi giunsero invece da sud-est, risalendo verso nord dalla baia di Algoa, poiché questo settore è leggermente meno arido del Karoo occidentale.[9][17] Si trattava dei trekboer della metà del XVIII secolo, allevatori nomadi che conducevano un'esistenza itinerante e affrontavano enormi difficoltà dovute all'aridità persistente, al caldo intenso, tanto che persino i loro cani non riuscivano a camminare sul terreno rovente e dovevano essere caricati sui carri già sovraffollati, e al freddo pungente dell'inverno, soprattutto durante la notte.[9] Prima del loro arrivo, gli unici abitanti della regione erano i clan di lingua khoe, che migravano attraverso il territorio, e i gruppi di lingua !Ui, organizzati in piccoli nuclei familiari. Si ritiene che questi ultimi rimanessero perlopiù entro territori propri, nei quali cacciavano la selvaggina, raccoglievano bulbi e radici e si rifornivano presso sorgenti o altre fonti d'acqua.[9][17] Talvolta tali territori erano molto estesi e il gruppo familiare si spostava periodicamente da una parte all'altra. Gli unici animali domestici erano i cani.[9] Le popolazioni agricole di lingua ntu stanziate a est del Grande Karoo non occuparono invece questa regione arida, poiché le scarse precipitazioni rendevano impraticabile l'allevamento bovino.
Nel 1854 lo statunitense Daniel Halladay inventò la pompa eolica multipala, successivamente perfezionata nel 1883. Poco tempo dopo, questi impianti cominciarono a essere prodotti in grandi quantità anche in Sudafrica e in altre parti del mondo. Le pompe eoliche trasformarono profondamente il Grande Karoo, rendendo possibile per la prima volta l'insediamento permanente e l'allevamento del bestiame, soprattutto ovino,[7] in vaste aree della regione.[17] Analogamente ai Karoo Koppies, le pompe eoliche multipala divennero uno degli elementi simbolici del paesaggio del Grande Karoo. L'espansione dell'allevamento ovino e la recinzione delle proprietà provocarono una notevole diminuzione delle popolazioni di antilopi e, con esse, dei grandi carnivori. I leopardi sopravvivono ancora nelle zone montuose, mentre i leoni sono oggi presenti soltanto nelle riserve naturali, dove sono stati reintrodotti in epoca recente.

Nel 1872 ebbero inizio i lavori per collegare la rete ferroviaria costiera della Colonia del Capo ai giacimenti diamantiferi di Kimberley.[45][46] La nuova linea partiva da Worcester ed entrava nel Basso Karoo attraverso la valle del fiume Hex, seguendo un percorso situato approssimativamente a metà strada tra i monti Swartberg, a sud, e la Grande Scarpata, a nord. Lungo il tragitto attraversava il pittoresco villaggio vittoriano di Matjiesfontein, con lo storico Lord Milner Hotel, tuttora in attività. La ferrovia raggiunse questa località nel 1878 e proseguì quindi fino a Beaufort West, ai piedi della Grande Scarpata. Da Beaufort West la linea raggiungeva la sommità dell'altopiano africano nei pressi di Three Sisters, seguendo una valle dalla pendenza tanto lieve che i passeggeri si accorgevano a malapena, e ancora oggi difficilmente si accorgono, di stare risalendo la Grande Scarpata. Da qui proseguiva attraverso l'Alto Karoo fino a De Aar e attraversava il fiume Orange presso Hopetown, località nei cui pressi fu rinvenuto l'Eureka, il primo diamante scoperto in Sudafrica. In questo tratto il fiume Orange costituisce il confine locale non ufficiale tra il Grande Karoo e l'Highveld.[7]
La linea raggiunse Kimberley nel 1885 e fu successivamente prolungata attraverso il Botswana, allora Bechuanaland, fino allo Zimbabwe e allo Zambia, all'epoca chiamati rispettivamente Rhodesia Meridionale e Rhodesia Settentrionale. Dal nodo ferroviario di De Aar, nel Grande Karoo, furono inoltre costruite diramazioni verso la Namibia e Port Elizabeth. Altre linee secondarie, partendo da località più settentrionali, furono in seguito realizzate verso Bloemfontein, Durban e Johannesburg.
Durante la seconda guerra anglo-boera, combattuta tra il 1899 e il 1902, tre unità di commando delle repubbliche boere, rafforzate da simpatizzanti della Colonia del Capo, indicati dalle autorità britanniche come «ribelli», condussero estese operazioni in tutto il Karoo. Nella regione si verificarono innumerevoli scontri, e il distretto giudiziario di Calvinia fornì un numero particolarmente elevato di combattenti alla causa repubblicana. Combattuta sia secondo modalità convenzionali sia come guerriglia negli immensi spazi del Karoo, la guerra si trasformò in un sanguinoso conflitto di logoramento, nel quale entrambe le parti sfruttarono a proprio vantaggio tecnologie militari di recente introduzione. Numerosi fortini abbandonati sono ancora visibili in punti strategici del Grande Karoo, soprattutto lungo la ferrovia. Un esempio particolarmente ben conservato sembra ancora «sorvegliare» un ponte sul fiume Buffels, circa 12 chilometri a est di Laingsburg, nel Basso Karoo, tra Matjiesfontein e Beaufort West.
In epoca recente sono state istituite riserve naturali e aziende faunistiche in numerose aree del Grande Karoo, trasformando quella che un tempo era considerata una barriera geografica desolata, inospitale e priva di attrattive in una destinazione turistica.
Piccolo Karoo
[modifica | modifica wikitesto]Il Piccolo Karoo fu esplorato dai coloni europei alla fine del XVII secolo. Essi incontrarono le popolazioni khoisan, originarie della regione, che chiamavano i monti Swartberg kango, termine traducibile come «luogo ricco d'acqua».[7] Le grotte di Cango, situate nello Swartberg, devono il proprio nome a questa parola khoisan.
Durante gli anni 1880, il Piccolo Karoo, e in particolare Oudtshoorn, divenne sinonimo dell'industria delle piume di struzzo.[7][17][29] I cosiddetti «milionari delle piume», arricchitisi grazie a questo commercio, fecero costruire in tutta la città sontuose residenze vittoriane note come Feather Palaces, utilizzando le rocce rossastre del conglomerato di Enon e della relativa Formazione di Kirkwood.[13] Questi imponenti palazzi rossi e numerosi altri edifici storici di Oudtshoorn sono ancora oggi visibili.
Fu costruita una linea ferroviaria che collegava Calitzdorp e Oudtshoorn a Willowmore e, da lì, attraverso Klipplaat, a Port Elizabeth, dal cui porto le piume prodotte negli allevamenti del Klein Karoo potevano essere esportate in Europa. La linea non è più in esercizio.
Il passo dello Swartberg fu costruito tra il 1881 e il 1888 con il lavoro dei detenuti, sotto la direzione di Thomas Bain, figlio del celebre Andrew Geddes Bain, progettista del passo di Bain's Kloof e di numerose altre vie montane del Capo Occidentale. La principale motivazione per la costruzione del passo era creare un collegamento stradale praticabile in ogni stagione tra il Grande Karoo meridionale e Oudtshoorn e, da lì, con la costa.[7][17] Le due strade alternative, che attraversavano le gole di Meiringspoort e Seweweekspoort, erano infatti soggette a inondazioni periodiche dopo i violenti temporali che si abbattevano sul Grande Karoo. Il passo dello Swartberg non è asfaltato e può diventare pericolosamente scivoloso dopo le piogge. Può inoltre risultare impraticabile in seguito a forti nevicate sulle montagne, un fenomeno tutt'altro che raro durante l'inverno.
Il Karoo nella letteratura
[modifica | modifica wikitesto]Il romanzo di Olive Schreiner The Story of an African Farm, acclamato a livello internazionale, descrive la vita nel Karoo e ne rappresenta dettagliatamente i paesaggi, la flora e la fauna.
Il poeta Thomas Hardy dedicò al Karoo la poesia del 1899 Drummer Hodge, nota anche come The Dead Drummer.[47]
Nella poesia The Younger Son, Robert W. Service immagina un emigrante al termine di una dura giornata: «Una vetta innevata del Winterberg risplende in uno splendore cremisi; l'ombra si addensa sul Karoo».[48]
Rudyard Kipling, nella poesia del 1901 Bridge-Guard in the Karroo, evocò la solitudine dei soldati di stanza nei fortini presso la stazione di Ketting, sul fiume Dwyka, incaricati di sorvegliare la linea ferroviaria del Karoo, una via di comunicazione vitale durante la seconda guerra anglo-boera.[49]
- I monti Nuweveld nei pressi di Beaufort West
- Il Basso Karoo
- La Valle della Desolazione nei pressi di Graaff-Reinet
- Tipiche Karoo Koppies nei pressi di Cradock
- Casa colonica nel Tankwa Karoo
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Atlas of Southern Africa, Città del Capo, Reader's Digest Association, 1984, pp. 13, 98-106, 114-119.
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- The Great Karoo, su thegreatkaroo.com.
- Sito ufficiale del Karoo National Park, su sanparks.org.
- Antichi rettili del Karoo, su museums.org.za. URL consultato il 16 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2006).
- Informazioni sul Karoo e sulla sua storia, su centralkaroo.co.za. URL consultato il 18 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2006).
- Bird watching nel Karoo, su birdlife.org.
- Storia di Beaufort West e del Karoo, su heritage.org.za. URL consultato il 18 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2006).
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh91006203 · J9U (EN, HE) 987007541710905171 |
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