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Lop Nur

Coordinate: 40°10′N 90°35′E
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Lop Nur
Immagine satellitare del bacino prosciugato del Lop Nur; sono visibili le caratteristiche strutture concentriche della crosta salina
StatoCina (bandiera) Cina
ProvinciaXinjiang
Coordinate40°10′N 90°35′E
Altitudine780 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie2 375 km²
Lunghezza85 km
Profondità massima1 m
Idrografia
Bacino idrografico435 000 km²
Mappa di localizzazione: Cina
Lop Nur
Lop Nur

Il Lop Nur o Lop Nor (in uiguro لوپنۇر, Lopnur; in cinese 罗布泊S, Luóbù PōP), noto anche come Lop Nao'er (罗布淖尔, Luóbù Nào'ěr), è un vasto lago salato prosciugato e una playa situata all'estremità orientale del bacino del Tarim, nella regione autonoma cinese dello Xinjiang. Il bacino si trova tra il deserto del Taklamakan a ovest, il deserto di Kumtag a sud-est, i monti Kuruk Tagh a nord e l'Altyn-Tagh a sud.

Il termine nur o nor significa «lago» nelle lingue mongoliche, mentre l'origine del toponimo Lop rimane incerta.[1]

Il Lop Nur occupa la parte più depressa dell'estremità orientale del bacino del Tarim e costituisce il punto terminale di un enorme sistema endoreico. Nel corso dell'Olocene la posizione, la superficie e la salinità dei laghi terminali variarono ripetutamente in risposta alle oscillazioni climatiche, alle modificazioni dei corsi fluviali e, soprattutto in epoca moderna, alla gestione antropica delle acque.[2]

Per questa ragione il nome Lop Nur è stato applicato sia alla grande depressione salina oggi prosciugata sia, storicamente, a un sistema di laghi terminali che comprendeva in momenti diversi il Lop Nur propriamente detto, il Kara-Koshun e il lago Taitema. Questa mobilità valse al Lop Nur la celebre definizione di «lago errante», resa popolare dall'esploratore svedese Sven Hedin.[2]

La regione è una delle più aride dell'Asia centrale. Il letto prosciugato è ricoperto da spesse croste di sali e presenta, nelle immagini satellitari, grandi strutture arcuate e concentriche che gli hanno valso in Cina il soprannome di «Grande Orecchio».[2]

Il territorio riveste inoltre un'importanza eccezionale per l'archeologia dell'Asia interna: lungo gli antichi corsi d'acqua e le rive lacustri si trovano il cimitero di Xiaohe, Qäwrighul, le rovine di Loulan e numerosi altri siti collegati alle antiche vie della Via della seta. Dal 1964 al 1996 la regione ospitò inoltre il principale poligono nucleare cinese.

Carta della regione del Lop Nur realizzata da Folke Bergman nel 1935. Sono indicati il Lop Nur, il Kara-Koshun e il lago Taitema

La depressione del Lop Nur si trova nel settore più orientale del bacino del Tarim, uno dei maggiori bacini endoreici della Terra. La sua superficie complessiva come playa, comprendendo i grandi depositi lacustri e salini, è dell'ordine di 20.000 km².[2] Il bacino è circondato da sistemi montuosi molto elevati. A nord si trovano il Tian Shan e i Kuruk Tagh, a sud il Kunlun e l'Altyn-Tagh, mentre a est si estendono i rilievi del Beishan. Le acque che raggiungevano il Lop Nur provenivano quindi quasi interamente dalle precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai delle montagne periferiche. Le precipitazioni locali sono minime, generalmente inferiori a poche decine di millimetri all'anno, mentre l'evaporazione potenziale raggiunge diversi metri. Una valutazione riportata dalla NASA indica circa 31 mm di precipitazioni e 2.900 mm di evaporazione annua.[3] Il paesaggio contemporaneo è dominato da superfici saline, yardang, dune, pianure ghiaiose e antichi canali fluviali. A nord-ovest del letto lacustre si estende un enorme campo di yardang, prodotto dall'erosione eolica di antichi depositi lacustri e fluviali. Amministrativamente il settore centrale del Lop Nur appartiene al comune di Lop Nur (罗布泊镇, Luóbùpō Zhèn), nella contea di Ruoqiang, facente parte della prefettura autonoma mongola di Bayingolin. La regione geografica più ampia del Lop Nur e la sua riserva naturale si estendono tuttavia anche verso territori amministrati da Hami e Turfan.[4]

Il Lop Nur costituiva il terminale del sistema idrografico del Tarim. Il suo principale alimentatore storico era il Tarim, ma il sistema riceveva indirettamente anche le acque del Kaidu, del lago Bosten e del Konqi, oltre a corsi provenienti dal margine meridionale e orientale del bacino. Poiché il bacino non possiede emissari verso il mare, l'acqua poteva lasciare il sistema soltanto attraverso evaporazione e infiltrazione. Le fortissime perdite evaporative determinavano una progressiva concentrazione dei sali. La posizione del lago terminale non era stabile. Le variazioni del corso del Tarim e dei suoi rami terminali trasferivano periodicamente l'acqua da una depressione all'altra, soprattutto fra Lop Nur, Kara-Koshun e Taitema.[5] Questa dinamica spiega alcune delle apparenti contraddizioni delle fonti storiche e delle esplorazioni ottocentesche: osservatori differenti potevano trovare il lago terminale in luoghi diversi senza che ciò implicasse necessariamente la scomparsa dell'intero sistema lacustre.

Il «lago errante»

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Nel 1867 l'esploratore russo Nikolaj Prževal'skij raggiunse un lago terminale a sud-ovest della depressione classica del Lop Nur, che identificò con il Lop Nur. Questo specchio d'acqua divenne noto come Kara-Koshun. La posizione appariva incompatibile con le antiche carte cinesi, nelle quali il Lop Nur era situato più a nord. Sven Hedin propose all'inizio del XX secolo che il problema fosse dovuto alle periodiche variazioni del corso del Tarim: il fiume avrebbe alternativamente alimentato differenti depressioni terminali.[6] L'interpretazione moderna è più complessa della semplice idea di un lago che «migra» fisicamente attraverso il deserto. Il sistema comprendeva diverse depressioni interconnesse e una rete di paleocanali; il trasferimento del corso terminale dei fiumi determinava la formazione, l'espansione o il prosciugamento di laghi in bacini differenti.[2][7]

Evoluzione paleoclimatica

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Durante il Quaternario il settore orientale del bacino del Tarim ospitò laghi molto più estesi di quelli storici. Il Lop Nur contemporaneo rappresenta quindi soltanto l'ultima fase di una lunga successione di ambienti lacustri, fluviali, palustri e desertici. I sedimenti mostrano importanti oscillazioni idrologiche durante l'Olocene. Una ricostruzione basata su granulometria, pollini, sali solubili e ostracodi ha individuato fasi relativamente umide fra circa 9.000-8.900, 8.700-5.100 e 2.400-1.800 anni fa, separate da intervalli più aridi.[8] Il periodo compreso fra circa 8.700 e 5.100 anni fa risulta il più umido degli ultimi nove millenni nella sequenza studiata, con maggiore afflusso d'acqua e salinità relativamente bassa.[8] Dopo circa 1.800 anni fa si registra una tendenza verso condizioni generalmente più aride, sulla quale si sovrapposero variazioni a scala secolare e modificazioni dei corsi fluviali.[8] Il rapporto tra queste oscillazioni e la storia degli insediamenti umani è complesso. La disponibilità d'acqua favorì lo sviluppo delle oasi, mentre modificazioni climatiche e idrologiche contribuirono al loro abbandono; gli studi più recenti sottolineano tuttavia che non è possibile ridurre la storia di centri quali Loulan a una singola causa climatica.[7]

Prosciugamento moderno

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Nel XX secolo le modificazioni del sistema idrografico accelerarono fortemente. Le stime della superficie del Lop Nur negli anni trenta differiscono a seconda delle carte e della definizione del bacino utilizzata: ricostruzioni contemporanee e successive indicano valori dell'ordine di circa 1.900-3.000 km².[2] A partire dalla metà del secolo, l'espansione dell'irrigazione, la costruzione di bacini artificiali e la derivazione delle acque nel medio e basso corso del Tarim e del Konqi ridussero drasticamente i deflussi verso la parte terminale del bacino. Nel 1952 interventi sul sistema Tarim-Konqi modificarono nuovamente la distribuzione delle acque terminali. Negli anni successivi il Lop Nur propriamente detto rimase privo di alimentazione stabile e il sistema lacustre terminale si ritirò verso Taitema. La letteratura utilizza date differenti per il «prosciugamento» del Lop Nur perché distingue fra il lago nella depressione principale e il più ampio sistema terminale del Tarim. La depressione centrale cessò di ospitare un grande lago permanente nel corso del XX secolo, mentre entro gli anni sessanta e settanta gli interventi antropici avevano sostanzialmente interrotto l'arrivo regolare delle acque del Tarim nel bacino.[2][7] Nel 1972 la realizzazione del bacino di Daxihaizi contribuì ulteriormente alla riduzione del deflusso verso il basso Tarim. La perdita d'acqua provocò il deterioramento del cosiddetto corridoio verde del basso Tarim, formato soprattutto da boschi ripariali di Populus euphratica, tamerici e altre specie adattate agli ambienti aridi. Dal 2000 sono stati effettuati rilasci artificiali d'acqua lungo il basso Tarim con l'obiettivo di ripristinare parte degli ecosistemi ripariali e alimentare nuovamente il lago Taitema. Questi interventi hanno consentito la ricomparsa periodica di estese superfici d'acqua a Taitema, ma non hanno ricostituito il grande Lop Nur storico.

Nelle fonti cinesi il lago appare con numerose denominazioni. Nello Shiji viene chiamato Yanze (鹽澤, «palude salata»), mentre lo Hanshu utilizza anche il nome Puchang Hai (蒲昌海, «mare dalle abbondanti canne»). Lo Hanshu descrive Puchang Hai come un grande bacino situato a oltre 300 li dai passi di Yumen e Yangguan, con dimensioni indicate nell'ordine di 300-400 li. Gli autori Han ritenevano erroneamente che le acque del lago proseguissero sottoterra e riemergessero più a est per alimentare il Fiume Giallo.[9]

Maschera proveniente dalla regione del Lop Nur, datata al II millennio a.C.

Le condizioni iperaride del Lop Nur hanno favorito una conservazione eccezionale di materiali organici. Tessuti, legno, cuoio, alimenti e corpi umani naturalmente mummificati sono sopravvissuti per millenni. Gli antichi insediamenti erano strettamente dipendenti dai corsi d'acqua e dalle oasi. Quando un fiume modificava il proprio corso o diminuiva di portata, intere zone potevano perdere rapidamente la capacità di sostenere una popolazione stabile.[7]

Cultura di Xiaohe e mummie del Tarim

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Il cimitero di Xiaohe, nel deserto a ovest del Lop Nur

I siti più antichi della regione non possono essere identificati semplicemente con una «cultura tocaria». Le necropoli di Gumugou/Qäwrighul, Xiaohe e Beifang appartengono a quello che viene oggi definito orizzonte archeologico di Xiaohe, sviluppatosi nella prima e media età del bronzo. Gli individui più antichi di Gumugou risalgono all'incirca al 2135-1939 a.C., mentre i livelli più antichi di Xiaohe sono stati datati approssimativamente al 1884-1736 a.C.[10] Le analisi paleogenomiche pubblicate nel 2021 hanno mostrato che gli individui più antichi studiati nel bacino del Tarim derivavano da una popolazione locale geneticamente molto isolata, caratterizzata da una forte componente ancestrale collegata agli antichi nord-eurasiatici (ANE).[10] I risultati non sostengono le precedenti ipotesi secondo cui i fondatori dell'orizzonte di Xiaohe sarebbero stati migranti Afanasievo provenienti dalle steppe o popolazioni provenienti direttamente dal complesso archeologico battriano-margiano.[10] Ciò non significa che queste comunità fossero culturalmente isolate. Al contrario, adottarono allevamento, coltivazioni e tecnologie provenienti da regioni vicine. Le proteine conservate nel tartaro dentale degli individui di Xiaohe dimostrano inoltre il consumo di latte di bovini, pecore e capre.[10] Il rapporto fra queste popolazioni dell'età del bronzo e le successive lingue tocarie, documentate nel bacino del Tarim soltanto molti secoli più tardi, rimane irrisolto. I dati genetici non consentono quindi di definire gli abitanti di Xiaohe «Tocari».

Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura di Qäwrighul.

A Qäwrighul, noto anche come Gumugou, furono individuate a partire dagli anni settanta numerose sepolture dell'età del bronzo. I corpi erano generalmente deposti distesi all'interno di fosse e accompagnati da cesti, tessuti di lana, grano, corna di bovini e ovicaprini, ornamenti in osso e perle di nefrite. Le sepolture più antiche appartengono allo stesso ampio orizzonte archeologico delle necropoli di Xiaohe.[10]

Cimitero di Xiaohe

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Il cimitero di Xiaohe è uno dei più importanti siti archeologici del bacino del Tarim. Sorge su una duna isolata lungo un antico corso fluviale prosciugato. La necropoli comprende centinaia di sepolture, molte delle quali caratterizzate da bare lignee a forma di barca ricoperte con pelli bovine e da grandi pali verticali che emergevano dalla superficie della duna. Il sito fu segnalato all'archeologo svedese Folke Bergman nel 1934 e venne nuovamente sottoposto a estese campagne archeologiche cinesi a partire dal 2002. L'eccezionale conservazione dei resti umani e dei materiali organici ha reso Xiaohe fondamentale per lo studio delle popolazioni, dell'alimentazione e delle economie pastorali della prima età del bronzo nello Xinjiang.[10]

Loulan e Shanshan

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Lo stesso argomento in dettaglio: Loulan.
Rovine presso l'antica Loulan

Loulan, o Krorän, fu uno dei principali centri dell'estremità orientale del bacino del Tarim e occupava una posizione strategica lungo le vie che collegavano Dunhuang alle oasi dell'Asia centrale. Il regno è attestato nelle fonti cinesi almeno dal II secolo a.C. e compare nello Shiji come uno degli stati situati presso la grande palude salata del Lop Nur. La sua posizione tra l'impero Han e gli Xiongnu lo rese oggetto di una lunga competizione politica e militare. Nel 77 a.C. un emissario Han fece assassinare il sovrano di Loulan; un nuovo re venne insediato sotto influenza cinese e il regno assunse il nome di Shanshan.[11] Il centro politico del regno si spostò verso sud, mentre l'antica città di Loulan continuò per secoli a svolgere funzioni militari e commerciali. I documenti cinesi e i testi in gandhari scritti in alfabeto kharoṣṭhī rinvenuti nell'area testimoniano l'intensa mescolanza culturale della regione. La progressiva modificazione dei corsi d'acqua contribuì all'abbandono degli insediamenti del Lop Nur. L'antica città di Loulan fu sostanzialmente abbandonata intorno al IV secolo d.C., mentre altri centri del regno di Shanshan sopravvissero più a lungo.[7]

Lo stesso argomento in dettaglio: Miran.

Miran, situata a sud-ovest del Lop Nur, fu un'importante oasi lungo il margine settentrionale dell'Altyn-Tagh. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce fortificazioni, monasteri buddhisti, stupa, manoscritti e pitture murali. L'arte buddhista di Miran mostra l'incontro tra tradizioni indiane, iraniche e centroasiatiche e presenta elementi stilistici di lontana derivazione ellenistico-romana, testimoniando la circolazione di modelli artistici lungo le vie eurasiatiche.

Esplorazioni moderne

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Nel XIX e all'inizio del XX secolo il Lop Nur divenne uno dei principali obiettivi dell'esplorazione geografica e archeologica dell'Asia centrale. Tra gli studiosi che operarono nella regione figurano Nikolaj Prževal'skij, Ferdinand von Richthofen, Sven Hedin, Aurel Stein e Folke Bergman. Sven Hedin raggiunse il bacino all'inizio del XX secolo e nel 1900 individuò le rovine dell'antica Loulan. Tornò nella regione negli anni trenta e percorse in imbarcazione il nuovo corso del Tarim terminale, osservando direttamente il ritorno delle acque verso la depressione del Lop Nur. Le sue osservazioni contribuirono in modo decisivo alla formulazione della teoria del «lago errante», successivamente perfezionata dalle ricerche geomorfologiche moderne.[2] Nel 1980 il biochimico e ricercatore cinese Peng Jiamu scomparve durante una spedizione scientifica nel Lop Nur dopo essersi allontanato dal campo alla ricerca di acqua. Nonostante numerose ricerche, il suo corpo non è mai stato ritrovato. Nel 1996 l'esploratore cinese Yu Chunshun morì durante un tentativo di attraversamento a piedi della regione. A causa dell'ambiente estremo, della presenza della riserva naturale e di aree sottoposte a controllo militare, vaste porzioni del Lop Nur non sono aperte alla libera esplorazione. Nel 2025 le autorità dello Xinjiang hanno nuovamente vietato espressamente attraversamenti non autorizzati della riserva del cammello selvatico.[12]

Sito per gli esperimenti nucleari

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Lo stesso argomento in dettaglio: Armi nucleari della Cina.
Il fungo atomico del primo esperimento nucleare cinese, il 16 ottobre 1964

A nord e nord-ovest della depressione del Lop Nur venne realizzato il principale poligono utilizzato dalla Repubblica Popolare Cinese per lo sviluppo delle proprie armi nucleari. La costruzione della base ebbe inizio alla fine degli anni cinquanta. Il quartier generale del programma era situato nell'area di Malan, a considerevole distanza dal letto lacustre vero e proprio. Il 16 ottobre 1964 la Cina effettuò al Lop Nur il suo primo esperimento nucleare, denominato Project 596. L'esplosione, provocata da un dispositivo a fissione all'uranio altamente arricchito collocato su una torre, rese la Cina la quinta potenza nucleare. Il 17 giugno 1967 venne sperimentato il primo dispositivo termonucleare cinese a piena potenza. Secondo le statistiche delle Nazioni Unite, la Cina effettuò complessivamente 45 esperimenti nucleari tra il 1964 e il 1996, tutti nel complesso del Lop Nur.[13] Gli esperimenti comprendevano detonazioni atmosferiche, esplosioni sotterranee, test da torre, sganci da aeromobili e prove associate a sistemi missilistici. L'ultima esplosione nucleare ufficialmente riconosciuta dalla Cina ebbe luogo il 29 luglio 1996. Il giorno seguente Pechino annunciò una moratoria volontaria sugli esperimenti nucleari. La Cina firmò il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) il 24 settembre 1996, ma al 2026 non lo aveva ancora ratificato.[14]

Attività successive al 1996

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Il complesso non è stato abbandonato dopo la fine delle esplosioni dichiarate. Immagini satellitari e analisi indipendenti hanno documentato durante gli anni 2010 e 2020 nuovi edifici, strade, infrastrutture elettriche, perforazioni e lavori presso aree precedentemente utilizzate per esperimenti sotterranei. Questi lavori sono stati interpretati da alcuni analisti come un potenziamento della capacità del sito di sostenere esperimenti relativi alle armi nucleari; la presenza delle infrastrutture non costituisce tuttavia, di per sé, prova dell'esecuzione di nuove esplosioni nucleari. Nel 2020 il Dipartimento di Stato statunitense espresse preoccupazione per l'elevato livello di attività osservato al Lop Nur e per la possibilità che il complesso fosse stato predisposto per funzionare durante tutto l'anno. Il governo cinese respinse le insinuazioni secondo cui avrebbe violato la propria moratoria.[15] Nel febbraio 2026 funzionari statunitensi accusarono pubblicamente la Cina di avere condotto al Lop Nur, il 22 giugno 2020, un esperimento nucleare sotterraneo di potenza molto ridotta. Pechino negò l'accusa. La CTBTO confermò che alle 09:18 UTC di quel giorno il proprio sistema internazionale di monitoraggio aveva registrato due eventi sismici molto piccoli a dodici secondi di distanza nella regione del Lop Nur. L'organizzazione precisò tuttavia che i segnali erano molto al di sotto della propria soglia di identificazione affidabile e che, sulla base di quei dati, non era possibile determinarne con sicurezza la causa.[16] Non esiste pertanto, allo stato delle informazioni pubbliche, una conferma indipendente che la Cina abbia effettuato un'esplosione nucleare al Lop Nur dopo il 1996.

Risorse minerarie

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Bacini di evaporazione utilizzati per l'estrazione dei sali di potassio

L'evaporazione prolungata delle acque del bacino ha prodotto grandi depositi di sali. A partire dalla metà degli anni novanta vennero individuate importanti riserve di sali di potassio nelle salamoie sotterranee del Lop Nur. La scoperta determinò lo sviluppo di un vasto distretto minerario-industriale.[3] L'estrazione avviene pompando le salamoie e convogliandole in enormi bacini di evaporazione, facilmente riconoscibili nelle immagini satellitari per la loro forma geometrica e per le diverse colorazioni prodotte dalla concentrazione dei sali. Secondo le autorità dello Xinjiang, nel 2025 la regione del Lop Nur ospitava il maggiore giacimento di sali potassici individuato in Cina, con riserve accertate superiori a 200 milioni di tonnellate.[17] La produzione è destinata soprattutto alla fabbricazione di fertilizzanti potassici. L'attività estrattiva ha trasformato localmente un paesaggio che fino alla fine del XX secolo era quasi privo di insediamenti permanenti, creando strade, stabilimenti, bacini di evaporazione e infrastrutture ferroviarie.

Per gran parte del XX secolo il Lop Nur rimase una delle regioni meno accessibili della Cina. Una strada tra Hami e Lop Nur venne completata nel 2006. Il 29 novembre 2012 entrò in servizio la ferrovia Hami-Lop Nur, lunga circa 375 km, costruita principalmente per trasportare i sali di potassio dalle miniere di Lop Nur alla rete ferroviaria nazionale.[18] La linea termina a Luozhong, nel distretto minerario. Nel 2023 venne avviato il progetto della nuova ferrovia Lop Nur-Ruoqiang, concepita per collegare la linea proveniente da Hami con la ferrovia Golmud-Korla e con la rete ferroviaria meridionale del bacino del Tarim. Il progetto prevede complessivamente circa 299 km di linea fra Luozhong, Miran e Ruoqiang. Il tratto Miran-Ruoqiang, lungo circa 60,7 km e realizzato mediante il raddoppio della linea esistente, entrò in funzione il 15 novembre 2024.[19] Nel giugno 2025 iniziarono i lavori di posa dei binari sul nuovo tratto Miran-Lop Nur, lungo circa 238 km.[20] Nell'agosto 2026 risultavano ancora in corso lavori e forniture relativi al collegamento completo. Una volta ultimata, la linea permetterà di collegare direttamente Hami e l'est dello Xinjiang con Ruoqiang e con l'anello ferroviario che circonda il deserto del Taklamakan.

Ambiente naturale

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Nonostante le condizioni estreme, la regione sostiene ecosistemi desertici di notevole interesse biologico. La vegetazione è molto rada e concentrata soprattutto lungo le montagne periferiche, i letti fluviali e i punti d'acqua. Tra le piante caratteristiche figurano tamerici, arbusti alofili, sassaule e, nei corridoi fluviali del Tarim, Populus euphratica. La fauna comprende asino selvatico asiatico, gazzella gozzuta, argali, lupo e diversi piccoli mammiferi e rettili adattati agli ambienti desertici.

Cammello selvatico

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Il cammello selvatico (Camelus ferus) è la specie simbolo della regione

Il Lop Nur rappresenta uno degli ultimi grandi rifugi del cammello selvatico (Camelus ferus), distinto geneticamente e tassonomicamente dal cammello bactriano domestico (Camelus bactrianus). La specie sopravvive oggi soltanto in poche popolazioni frammentate nei deserti della Cina nord-occidentale e della Mongolia sud-occidentale. Nell'ottobre 2025 la Lista rossa IUCN ne ha aggiornato la classificazione da «in pericolo critico» (CR) a «in pericolo» (EN). La rivalutazione stima complessivamente circa 780-1.380 individui maturi in natura; il cambiamento di categoria è dovuto soprattutto a nuovi dati e all'applicazione degli attuali criteri IUCN e non implica che le minacce siano venute meno.[21] Tra le minacce figurano sviluppo minerario, costruzione di strade, disturbo umano, perdita dei punti d'acqua, bracconaggio, desertificazione e introgressione genetica attraverso l'incrocio con cammelli domestici.[21]

Riserva naturale nazionale del cammello selvatico

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Nel 2001-2003 venne istituita la Riserva naturale nazionale del cammello selvatico del Lop Nur (新疆罗布泊野骆驼国家级自然保护区). Secondo i dati ufficiali dello Xinjiang, la riserva copre circa 61.200 km² e si estende attraverso territori amministrati da Bayingolin, Hami e Turfan.[22] La riserva comprende settori del Gashun Gobi, dei Kuruk Tagh, della valle di Aqike, dell'Altyn-Tagh e del deserto di Kumtag e protegge non soltanto il cammello selvatico ma un vasto campione degli ecosistemi desertici dello Xinjiang sud-orientale. Parte dell'antico poligono nucleare ricade nell'ampia regione oggi utilizzata dal cammello selvatico. L'isolamento storico dell'area limitò alcune forme di sfruttamento umano, ma le attività minerarie e infrastrutturali contemporanee costituiscono nuove pressioni sull'habitat.

  1. ↑ (EN) Elizabeth Wayland Barber, The Mummies of Ürümchi, W. W. Norton & Company, 1999, p. 125, ISBN 978-0-393-32019-0.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Weiguo Liu et al., Research progress in China's Lop Nur, in Earth-Science Reviews, vol. 111, n. 1-2, 2012, pp. 142-153, DOI:10.1016/j.earscirev.2011.11.003.
  3. 1 2 (EN) Lop Nur, Xinjiang, China, su science.nasa.gov, NASA Earth Observatory, 19 giugno 2011.
  4. ↑ (ZH) 新疆罗布泊野骆驼国家级自然保护区介绍, su sthjt.xinjiang.gov.cn, Dipartimento dell'ecologia e dell'ambiente dello Xinjiang.
  5. ↑ (EN) Zhao Songqiao e Xia Xuncheng, Evolution of the Lop Desert and the Lop Nor, in The Geographical Journal, vol. 150, n. 3, 1984, pp. 311-321, DOI:10.2307/634326.
  6. ↑ (EN) Sven Hedin, The Wandering Lake, Routledge, 1940.
  7. 1 2 3 4 5 (EN) Environmental and human history in the hyper-arid eastern Tarim Basin (Lop Nur), northwest China: A critical review for sustaining the natural and cultural landscapes, in Quaternary International, vol. 694, 2024, pp. 51-69, DOI:10.1016/j.quaint.2024.04.001.
  8. 1 2 3 (EN) Chenglin Liu, Jia-Fu Zhang, Pengcheng Jiao e Steffen Mischke, The Holocene history of Lop Nur and its palaeoclimate implications, in Quaternary Science Reviews, vol. 148, 2016, pp. 163-175, DOI:10.1016/j.quascirev.2016.07.016.
  9. ↑ (ZH) 漢書 · 西域傳上, in Chinese Text Project.
  10. 1 2 3 4 5 6 (EN) Fan Zhang, Chao Ning, Ashley Scott et al., The genomic origins of the Bronze Age Tarim Basin mummies, in Nature, vol. 599, 2021, pp. 256-261, DOI:10.1038/s41586-021-04052-7, PMID 34707286.
  11. ↑ (EN) Palaeofloods at ancient Loulan, northwest China: Geoarchaeological perspectives on burial practices, in Quaternary International, 2021, DOI:10.1016/j.quaint.2020.10.025.
  12. ↑ (ZH) 关于严厉打击非法穿越新疆罗布泊野骆驼国家级自然保护区行为的通告, su lcj.xinjiang.gov.cn, Amministrazione forestale e delle praterie dello Xinjiang, 2025.
  13. ↑ (EN) History of Nuclear Testing, su un.org, Nazioni Unite.
  14. ↑ (EN) Status of Signatures and Ratifications, su ctbto.org, Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization.
  15. ↑ (EN) 2020 Adherence to and Compliance with Arms Control, Nonproliferation, and Disarmament Agreements and Commitments, su 2017-2021.state.gov, United States Department of State, 2020.
  16. ↑ (EN) Statement by Robert Floyd, Executive Secretary of the CTBTO, su ctbto.org, CTBTO, 17 febbraio 2026.
  17. ↑ (ZH) 新疆罗布泊:钾盐晒场现“荒漠翡翠”美景, su lcj.xinjiang.gov.cn, Amministrazione forestale e delle praterie dello Xinjiang, 8 luglio 2025.
  18. ↑ (EN) Train rolls into China's mysterious “no man's land”, su us.china-embassy.gov.cn, Xinhua, 29 novembre 2012.
  19. ↑ (ZH) 罗若铁路米兰至若羌段开通运营, su xjrq.gov.cn, Governo della contea di Ruoqiang, 16 novembre 2024.
  20. ↑ (ZH) 罗若铁路米兰至罗布泊段开始铺轨, su xjrq.gov.cn, Governo della contea di Ruoqiang, 5 giugno 2025.
  21. 1 2 (EN) Camelus ferus (Artiodactyla: Camelidae), in Mammalian Species, vol. 58, n. 1044, 2026, p. seag001, DOI:10.1093/mspecies/seag001.
  22. ↑ (ZH) 新疆罗布泊野骆驼国家级自然保护区介绍, su sthjt.xinjiang.gov.cn, Dipartimento dell'ecologia e dell'ambiente dello Xinjiang.

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