Nepetoideae
Nepetoideae Kostel., 1834 è una sottofamiglia di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiacee (ordine Lamiales).[1]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome della sottofamiglia deriva dal genere tipo Nepeta L., il cui nome è stato dedicato a "Nepet" una città dell'antica Etruria. L'etimologia di questo nome si fa risalire alla parola etrusca "nepa" (=acqua). Il primo ad usare questo nome è stato Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79]), scrittore, ammiraglio e naturalista romano, per descrivere una pianta aromatica originaria dell'Etruria.[2][3][4]
Il nome scientifico della sottofamiglia è stato definito per la prima volta dal botanico boemo Vincenz Franz Kostelecky (1801 - 1887) nella pubblicazione "Allgemeine Medizinisch-Pharmazeutische Flora - 3: 752" del 1834.[5][6]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Portamento
[modifica | modifica wikitesto]Clinopodium vulgare
(tribù Mentheae, sottotribù Menthinae)
Il portamento delle specie di questa sottofamiglia è erbaceo o arbustivo con cicli biologici sia annuali che perenni. Sono presenti anche piccoli alberi. Alcune specie sono fortemente aromatiche, oppure sono di tipo "geoxyle" (con una ampia struttura legnosa [= fusto] sotterranea); altre sono succulenti o carnose; altre ancora sono rizomatose, stolonifere, tuberose, ginodioiche, ginomonoiche e specie con fiori cleistogamici. Alcune specie hanno la sezione del fusto fortemente quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici. Sui tessuti sono presenti ghiandole sessili o peli ghiandolari.[7][8][9][10]
Foglie
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Collinsonia canadensis
(tribù Elsholtzieae)
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto (a due a due) e ogni verticillo è alternato rispetto al precedente; sono inoltre prive di stipole. La lamina è semplice oppure pennatosetta oppure da orbicolare a reniforme oppure a volte è ternata o con quattro foglioline. I bordi possono essere continui oppure dentati sia finemente che profondamente. La superficie può presentarsi rugosa o anche bollosa. I piccioli possono essere alati. In alcune specie la faccia abassiale è ricoperta da ghiandole punteggiate.
Infiorescenze
[modifica | modifica wikitesto]Ocimum basilicum
(tribù Ocimeae, sottotribù Ociminae)
Le infiorescenze hanno forme molto variabili; in genere sono cimose di tipo tirsoide. Sono sorrette da un peduncolo o sono subsessili; sono portate in vari verticilli ascellari sovrapposti lungo il fusto con ramificazioni di tipo dicasiale. Ogni verticillo è composto da uno a diversi fiori sessili disposti circolarmente a corona ed è poggiante su due brattee fogliose (o semplicemente delle foglie più piccole rispetto a quelle lungo il fusto). Le brattee hanno forme da ovate a lanceolate fino a pennatifide e possono essere anche spinose. Le bratteole sono assenti oppure no (se presenti possono essere subulate, intere o lobate; talvolta sono colorate). Sono presenti anche delle sinflorescenze, oppure delle infiorescenza di tipo panicolato o di tipo racemoide.
Fiori
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Lavandula stoechas
(tribù Ocimeae)
I fiori sono ermafroditi, più o meno zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti).
- Il calice è gamosepalo con base tubulosa (o cilindrica o campanulata) terminante da 2 a 5 lobi in modo zigomorfo. I lobi possono formare due labbra con raggruppamenti tipo 1/1 - 1/2 - 2/1 - 1/3 - 2/2 - 3/1 - 3/2 - 1/4. In alcune specie i lobi arrivano fino a 8 con struttura 3/5; in altre specie i lobi sono sinuati e il calice appare con 10 lobi, oppure possono essere tutti più o meno uguali (calice attinomorfo). Il tubo del calice può essere ristretto, oppure incurvato alla gola, altrimenti è diritto; in altre possono essere presenti delle gibbosità ventrali o una compressione laterale alla base del calice. La superficie del calice è percorsa da 5 - 15 o più nervi. I lobi hanno delle forme triangolari-lanceolate oppure sono subulati e possono terminare con delle spine; in alcuni casi la consistenza è carnosa. Il calice è persistente e a volte è ingrossato alla fruttificazione o declinato.
- La corolla, gamopetala e zigomorfa, alla base ha la forma di un tubo sporgente dal calice e terminante nella maggior parte dei casi in modo bilabiato con 4 o 5 lobi con raggruppamento 1/3 - 3/1 - 2/3 - 4/1; in alcune specie i lobi sono più o meno uguali (corolla attinomorfa) ed embricati. La parte tubulosa può essere diritta o incurvata alla base e nella parte mediana può avere una gibbosità dorsale e spesso è dilatata verso la gola; può essere anche speronata. Il labbro posteriore (quello alto) in genere è intero (o appena bilobo), concavo o piatto; quello anteriore (quello basso) è trilobo ampio, più lungo e patente con il lobo centrale più grande dei due laterali. In alcune specie all'antesi, gli stami che in un primo momento sono contenuti entro il labbro anteriore della corolla, vengono rilasciati in modo quasi esplosivo. Le fauci internamente sono, oppure no, circondate da un anello di peli obliqui per impedire l'accesso ad insetti più piccoli e non adatti all'impollinazione.[11] I colori variano da rosso, purpureo, rosa, arancio a bianco, blu e lavanda (raramente giallo).
- L'androceo possiede quattro stami divergenti didinami con i due anteriori più lunghi, oppure il paio posteriore è ridotto a staminoidi oppure sono assenti. In genere gli stami sporgono dal tubo corollino (non in tutte le specie). I filamenti sono adnati alla corolla (con inserzione basale o raramente mediana). Le antere hanno due teche con forme ellissoidi, o ampiamente ovoidi con appendici apicali, con portamento confluente, oppure da parallelo a divaricato. La deiscenza è longitudinale. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il disco nettario è intero, anche carnoso, o formato da 4 lobi subuguali ed è ricco di sostanze zuccherine. Nelle specie dioiche i fiori femminili sono privi di stami.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[12] Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme, glabro o peloso. Lo stigma è bifido con due lobi ineguali a forma subulata (quello posteriore in genere è più corto) o anche clavata.
Frutti
[modifica | modifica wikitesto]Il frutto è uno schizocarpo composto da 1 - 4 nucule (talvolta ridotte a una per aborto delle altre) con forme globose, obovoido-oblunghe, a volte debolmente trigone, e superficie liscia (glabra o sparsamente pubescente) o alveolata o verrucosa e a volte a consistenza carnosa. La colorazione è marrone anche scuro. Spesso le nucule sono mucillaginose. I frutti in alcuni casi rilasciano i semi con facilità (sono fragili).
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri (impollinazione entomogama); alcuni fiori sono proterandri (Mentha - sottotribù Menthinae) per cui raramente avviene l'autoimpollinazione.[2].[10][13]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).[14] I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[15]
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]La distribuzione delle specie di questa sottofamiglia è cosmopolita con gli habitat più vari. Nella tabella seguente è indicata la distribuzione delle varie tribù:[1][7][16]
| Tribù | Distribuzione | Habitat |
|---|---|---|
| Elsholtzieae | Emisfero settentrionale (sono escluse quindi Sud America, Africa e Australia) | Dai boschi alle foreste montane di latifoglie del Nord America, ma anche aree erbose mesofili aperte o ombrose |
| Mentheae | Cosmopolita per l'emisfero settentrionale | Prevalgono gli habitat temperati sia secchi che umidi |
| Ocimeae | Cosmopolita | Zone calde e tropicali |
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[8]. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie; la sottofamiglia Nepetoideae è una di queste.[7][16]
Filogenesi
[modifica | modifica wikitesto]Studi di tipo filogenetico sul DNA hanno permesso di ricostruire la filogenesi della sottofamiglia.[17] Le Nepetoideae si sono formate nel Cretacico (circa 70 milioni di anni fa). Tra il Paleocene e l'Eocene (circa 55 milioni di anni fa) si sono separate le tribù Ocimeae e Elsholtzieae, mentre appena più tardi (45 milioni di anni fa) si è formata la tribù Mentheae.
Composizione della sottofamiglia
[modifica | modifica wikitesto]La sottofamiglia comprende 3 tribù, 12 sottotribù, 103 generi e circa 3500 specie.[1][7][16][18]
Tribù Elsholtzieae R.W.Sanders & P.D.Cantino, 1984
- Collinsonia L., 1753 (11 spp.)
- Elsholtzia Willd., 1790 (41 spp.)
- Mosla (Benth.) Buch.-Ham. ex Maxim., 1875 (15 spp.)
- Ombrocharis Hand.-Mazz., 1936 (1 sp.)
- Perilla L., 1764 (1 sp.)
- Perillula Maxim., 1875 (1 sp.)
- Vuhuangia Solomon Raju, Molinari & Mayta, 2016 (2 spp.)
Tribù Mentheae Dumort., 1827
- Sottotribù Lycopinae B.T.Drew & Sytsma, 2012
- Lycopus L., 1753 (19 spp.)
- Sottotribù Menthinae Endl., 1838
- Acanthomintha (A. Gray) Benth. & Hook. f., 1876 (4 spp.)
- Blephilia Raph., 1819 (4 spp.)
- Bystropogon L'Her., 1788 (7 spp.)
- Clinopodium L., 1753 (192 spp.)
- Conradina A. Gray, 1870 (5 spp.)
- Cuminia Colla, 1986 (1 sp.)
- Cunila D.Royen ex L., 1759 (20 spp.)
- Cyclotrichium (Boiss.) Manden. & Scheng., 1953 (9 spp.)
- Dicerandra Benth., 1830 (6 spp.)
- Eriothymus (Benth.) Schmidt, 1858 (1 sp.)
- Glechon Spreng., 1827 (6 spp.)
- Gontscharovia Boriss., 1953 (1 sp.)
- Hedeoma Pers., 1807 (44 spp.)
- Hesperozygis Epling, 1936 (7 spp.)
- Hoehnea Epling, 1939 (4 spp.)
- Killickia Bräuchler, Heubl & Doroszenko, 2008 (4 spp.)
- Kurzamra Kuntze, 1891 (1 sp.)
- Mentha L., 1753 (25 spp.)
- Micromeria Benth., 1829 (73 spp.)
- Minthostachys (Benth.) Spach, 1840 (17 spp.)
- Monarda L., 1753 (25 spp.)
- Monardella Benth., 1834 (43 spp.)
- Obtegomeria P.D.Cantino & Doroszenko, 1998 (1 sp.)
- Origanum L., 1753 (44 spp.)
- Pentapleura Hand.-Mazz., 1913 (1 sp.)
- Piloblephis Raf., 1838 (1 sp.)
- Pogogyne Benth., 1834 (8 spp.)
- Poliomintha A. Gray, 1870 (8 spp.)
- Pycnanthemum Michx., 1803 (19 spp.)
- Rhabdocaulon (Benth.) Epling, 1936 (8 spp.)
- Rhododon Epling, 1939 (2 spp.)
- Saccocalyx Coss. & Durieu, 1853 (1 sp.)
- Satureja L., 1753 (45 spp.)
- Stachydeoma Small, 1903 (1 sp.)
- Thymbra L., 1753 (7 spp.)
- Thymus L., 1753 (272 spp.)
- Zataria Boiss., 1884 (1 sp.)
- Ziziphora L., 1753 (14 spp.)
- Sottotribù Nepetinae Coss. & Germ., 1845
- Agastache Gronov., 1762 (23 spp.)
- Cedronella Moench, 1794 (1 spp.)
- Dracocephalum L., 1753 (90 spp.)
- Drepanocaryum Pojark., 1954 (1 sp.)
- Glechoma L., 1753 (7 spp.)
- Heterolamium C.Y. Wu, 1965 (2 spp.)
- Kudrjaschevia Pojark., 1953 (5 spp.)
- Meehania Britton, 1894 (9 spp.)
- Nepeta L., 1763 (296 spp.)
- Sottotribù Prunellinae Dumort., 1827
- Sottotribù Salviinae Endl., 1838
- Lepechinia Willd., 1803 (47 spp.)
- Melissa L., 1753 (4 spp.)
- Salvia L., 1753 (1036 spp.)
Tribù Ocimeae Dumort., 1829
- Sottotribù Hanceolinae A.J. Paton, Ryding & Harley, 2003
- Hanceola Kudo, 1929 (10 spp.)
- Sottotribù Hyptidinae Endl., 1838
- Asterohyptis Epling, 1932 (3 spp.)
- Cantinoa Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (26 spp.)
- Condea Adans., 1763 (29 spp.)
- Cyanocephalus (Pohl ex Benth.) Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (27 spp.)
- Eplingiella Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (4 spp.)
- Eriope Kunth ex Benth., 1833 (32 spp.)
- Eriopidion Harley, 1976 (1 sp.)
- Gymneia (Benth.) Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (7 spp.)
- Hypenia (Mart. ex Benth.) Harley, 1988 (26 spp.)
- Hyptidendron Harley, 1988 (22 spp.)
- Hyptis Jacq., 1786 (170 spp.)
- Leptohyptis Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (5 spp.)
- Marsypianthes Mart. ex Benth., 1833 (7 spp.)
- Martianthus Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (4 spp.)
- Medusantha Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (8 spp.)
- Mesosphaerum P.Browne, 1756 (24 spp.)
- Oocephalus (Benth.) Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (21 spp.)
- Physominthe Harley & J.F.B.Pastore, 2012 (1 spp.)
- Rhaphiodon Schauer, 1844 (1 spp.)
- Sottotribù Isodoninae J.S.Zhong, J.Li & H.W.Li, 2010
- Isodon (Schrader ex Benth.) Spach, 1840 (114 spp.)
- Sottotribù Lavandulinae Endl., 1838
- Lavandula L., 1753 (41 spp.)
- Sottotribù Ociminae J.A.Schmidt, 1858
- Basilicum Moench, 1802 (1 sp.)
- Benguellia G. Taylor, 1931 (1 sp.)
- Catoferia (Benth.) Benth., 1876 (4 spp.)
- Endostemon N.E. Br., 1910 (21 spp.)
- Fuerstia T.C.E. Fr., 1929 (6 spp.)
- Haumaniastrum P.A.Duvign. & Plancke, 1939 (35 spp.)
- Hoslundia Vahl, 1804 (1 sp.)
- Ocimum L., 1753 (65 spp.)
- Orthosiphon Benth., 1830 (44 spp.)
- Platostoma P. Beauv., 1818 (51 spp.)
- Syncolostemon E. Mey., 1837 (51 spp.)
- Sottotribù Plectranthinae Endl., 1838
- Aeollanthus Mart. ex Spreng., 1825 (44 sp.)
- Alvesia Welw.,1869 (3 spp.)
- Capitanopsis S. Moore, 1916 (6 spp.)
- Coleus Lour., 1790 (oltre 300 ssp.)
- Equilabium Mwany., A.J.Paton & Culham, 2018 (42 spp.)
- Plectranthus L'Her., 1788 (83 spp.)
- Tetradenia Benth., 1830 (20 spp.)
- Thorncroftia N.E. Br., 1912 (6 spp.)
- Sottotribù Siphocranioninae J.S.Zhong, J.Li & H.W.Li, 2010
- Siphocranion Kudò, 1929 (3 spp.)
Generi e specie della flora europea
[modifica | modifica wikitesto]In Europa (in Italia e nell'areale del Mediterraneo) sono presenti i seguenti generi e specie:
| Tribù/Sottotribù | Genere | Specie areale Euro-Mediterraneo[19] | Specie Italia[20] |
|---|---|---|---|
| Elsholtzieae | Elsholtzia | 1 | |
| Mentheae / Menthinae | Bystropogon | 7 | |
| Clinopodium | Circa 40 | 11 (tra cui Clinopodium acinos Clinopodium alpinum Clinopodium grandiflorum Clinopodium nepeta Clinopodium vulgare) | |
| Mentha | 10 | 9 (tra cui Mentha arvensis Mentha aquatica L. Mentha longifolia (L.) Hudson) | |
| Micromeria | Circa 55 | 11 (tra cui Micromeria graeca (L.) Bentham Micromeria juliana (L.) Bentham) | |
| Origanum | Circa 30 | 3 (tra cui Origanum majorana L. Origanum vulgare L.) | |
| Satureja | Circa 35 | 5 (tra cui Satureja montana L. Satureja subspicata Bartl.) | |
| Thymbra | 4 | Thymbra capitata (L.) Cav.[21] | |
| Thymus | Circa 200 | 15 (tra cui Thymus praecox Opiz. Thymus pulegioides L. Thymus vulgaris L.) | |
| Ziziphora | 10 | Ziziphora capitata L. | |
| Mentheae / Nepetinae | Cedronella | Cedronella canariensis (L.) Webb & Berthel. | |
| Dracocephalum | 9 | Dracocephalum austriacum L. Dracocephalum ruyschiana L. | |
| Glechoma | 4 | Glechoma hederacea L. Glechoma hirsuta Waldst. & Kit. Glechoma sardoa (Beg.) Beg. | |
| Hyssopus | 1 | Hyssopus officinalis L. | |
| Lallemantia | 4 | ||
| Nepeta | Circa 80-90 | 7 (tra cui Nepeta cataria L. Nepeta nuda L.) | |
| Mentheae / Salviinae | Melissa | 1 | Melissa officinalis L. |
| Salvia | Circa 170 | 20 (tra cui Salvia officinalis L. Salvia pratensis L.) | |
| Rosmarinus | 3 | Rosmarinus officinalis L. | |
| Mentheae / Lycopinae | Lycopus | 2 | Lycopus europaeus L. Lycopus exaltatus L. fil. |
| Mentheae / Prunellinae | Cleonia | 1 | |
| Prunella | 7 | 4 (tra cui Prunella vulgaris L. Prunella grandiflora (L.) Scholler) | |
| Horminum | 1 | Horminum pyrenaicum L. | |
| Ocimeae / Ociminae | Ocimum | 2 | Ocimum basilicum L. |
| Ocimeae / Lavandulinae | Lavandula | 22 | 5 (tra cui Lavandula angustifolia Miller Lavandula stoechas L.) |
Chiave per le tribù
[modifica | modifica wikitesto]Per meglio comprendere ed individuare le 4 tribù l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una tribù dall'altra).
- Gruppo 1A: gli stami hanno un portamento declinato;
- Gruppo 2A: le infiorescenze sono congestionate di tipo spiciformi e terminali alla fine di un lungo asse; i lobi posteriori del calice spesso sono con appendici; gli stami sono inclusi nel tubo della corolla; i lobi del nettario sono disposti in posizione opposta ai lobi dell'ovario;
- Ocimeae / Lavandulinae.
- Gruppo 2B: le infiorescenze sono di tipo tirsoide; i lobi posteriori del calice non hanno appendici; gli stami sporgono da tubo della corolla; i lobi del nettario in genere sono alternati ai lobi dell'ovario;
- Gruppo 1B: gli stami hanno un portamento divergente o ascendente;
- Gruppo 3A: il calice normalmente ha 10 nervature; la corolla è debolmente bilabiata con lobi corti e sporgenti; il disco del nettario è asimmetrico con i lobi anteriori allargati; le nucule sono globose con minute cicatrici per abscissione;
- Gruppo 3B: il calice normalmente ha 11 - 15 nervature; la corolla spesso è distintamente bilabiata ma anche no; il disco del nettario è simmetrico, se è asimmetrico allora i lobi anteriori sono allargati, la corolla è distintamente bilabiata e le nucule sono con forme varie, spesso ovoidi con cicatrici areolate per abscissione;
Alcune specie
[modifica | modifica wikitesto]- Tribù Elsholtzieae
- Tribù Mentheae - Sottotribù Menthinae
- Tribù Mentheae - Sottotribù Nepetinae
- Tribù Mentheae - Sottotribù Salviinae
- Tribù Mentheae - Sottotribù Lycopinae
- Tribù Mentheae - Sottotribù Prunellinae
- Tribù Ocimeae - Sottotribù Ociminae
- Tribù Ocimeae - Sottotribù Isodinae
- Tribù Ocimeae - Sottotribù Hyptidinae
- Tribù Ocimeae - Sottotribù Lavandulinae
- Tribù Ocimeae - Sottotribù Plectranthinae
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 (EN) Nepetoideae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 7 dicembre 2025.
- 1 2 Motta 1960, vol. 2, pag. 78.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 9 gennaio 2016.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 271.
- ↑ Crescent Bloom Database, su crescentbloom.com. URL consultato il 7 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2008).
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 7 marzo 2016.
- 1 2 3 4 Kadereit 2004, pag. 228.
- 1 2 3 Judd 2007, pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
- 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it, 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Motta 1960, vol. 2, pag. 617.
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 437.
- ↑ Kadereit 2004, pag. 181.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 776.
- 1 2 3 Olmstead 2012.
- ↑ DrewSytsma 2012, pag. 943.
- ↑ (EN) Zhao F.et al., An updated tribal classification of Lamiaceae based on plastome phylogenomics, in BMC Biology, 19(1), 2021, pp. 1–27, DOI:10.1186/s12915-020-00931-z.
- ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 1º febbraio 2016.
- ↑ Conti et al. 2005.
- ↑ EURO MED - PlantBase[collegamento interrotto], su ww2.bgbm.org. URL consultato il 5 gennaio 2016.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960.
- David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato l'8 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.
- Kadereit J.W., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004, p. 237.
- F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Bryan T. Drew, Kenneth J. Sytsma, Phylogenetics, biogeography, and staminal evolution in the tribe Mentheae (Lamiaceae), in American Journal of Botany, vol. 99, n. 5, 2012, pp. 933-953.
- Paton AJ, Springate D, Suddee S, Otieno D, Grayer RJ, Harley MM, Willis F, Simmonds MS, Powell MP, Savolainen V., Phylogeny and evolution of basils and allies (Ocimeae, Labiatae) based on three plastid DNA regions, in Mol Phylogenet Evol. 2004 Apr;31(1):277-99., Aprile 31, n. 1, 2004, pp. 277-299.
- José Floriano Barea Pastore, Raymond Harley, Félix Forest, Alan J Paton e Cassio van den Berg, Phylogeny of the subtribe Hyptidinae (Lamiaceae tribe Ocimeae) as inferred from nuclear and plastid DNA, in Taxon (Impact Factor: 3.3), vol. 60, n. 5, 03/2011, pp. 1317-1329.
- J. A. Peirson, P. D. Cantino, H. E. Ballard, Phylogeny of Collinsonia and Tribe Elsholtzieae (Lamiaceae) Based on ITS Sequence Analysis., in Botanical Society of America, 2004.
- Martina Kaufmann & Michael Wink, Molecular systematics of the Nepetoideae (family Labiatae): Phylogenetic implications from rbcL gene sequences (PDF), in Naturforsch, vol. 49, 1994, pp. 635-645.
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Mentheae Crescent Bloom Database
