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Sorveglianza

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La sorveglianza è l’osservazione sistematica di persone, gruppi, luoghi o attività allo scopo di raccogliere informazioni, influenzare comportamenti o prevenire eventi ritenuti pericolosi. Può essere svolta da governi, forze di polizia, servizi di intelligence, aziende private o singoli individui, e si basa sempre più su tecnologie digitali.

La sorveglianza di massa comporta il monitoraggio capillare di ampie porzioni di popolazione da parte di entità governative o private, spesso giustificato per ragioni di sicurezza ma criticato per le violazioni dei diritti alla privacy[1].

La sorveglianza è uno strumento che può contribuire alla sicurezza e all’efficienza dei servizi, ma comporta anche importanti implicazioni per la privacy, i diritti civili e la libertà individuale. Il dibattito contemporaneo riguarda soprattutto come trovare un equilibrio tra la protezione della collettività e il rispetto dei diritti fondamentali nell’era digitale. Senza un tale equilibrio regolatorio, la generalizzazione di tale pratica, evidenziata dalle rivelazioni del 2013, è considerata un problema globale, tanto più che negli ultimi due secoli di registra un aumento della sorveglianza e una diminuzione delle tutele in diversi Paesi.

Origini ed evoluzione

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La sorveglianza esiste fin dall’antichità, quando gli Stati impiegavano informatori e spie per controllare il territorio e individuare minacce. Con la rivoluzione industriale e la crescita delle città si sono sviluppati sistemi di identificazione delle persone, archivi amministrativi e corpi di polizia più organizzati.

Nel XX secolo, l’invenzione della fotografia, delle intercettazioni telefoniche e delle telecamere ha ampliato notevolmente le capacità di controllo. Nel XXI secolo Internet, gli smartphone, i social media e l’intelligenza artificiale hanno trasformato la sorveglianza in un fenomeno globale, continuo e fortemente automatizzato.

Principali forme di sorveglianza

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Le modalità più comuni comprendono:

Molti sistemi moderni combinano diverse fonti di dati per costruire profili dettagliati degli individui.

Sorveglianza governativa

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Gli Stati utilizzano la sorveglianza per:

In molti Paesi tali attività sono disciplinate da leggi e sottoposte, almeno in teoria, a controlli giudiziari o parlamentari. Tuttavia, in alcuni regimi autoritari la sorveglianza è impiegata anche per reprimere il dissenso politico[2] e limitare la libertà di espressione.

Sorveglianza commerciale

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Le aziende raccolgono grandi quantità di dati sugli utenti per:

  • personalizzare pubblicità e contenuti;
  • analizzare le preferenze dei consumatori;
  • migliorare prodotti e servizi;
  • prevenire frodi;
  • valutare il comportamento degli utenti.

Questo modello economico è spesso definito “capitalismo della sorveglianza”, poiché i dati personali diventano una risorsa economica di grande valore.

Tecnologie impiegate

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Le principali tecnologie includono:

  • telecamere intelligenti;
  • algoritmi di riconoscimento facciale;
  • lettori di targhe automatici;
  • analisi dei metadati delle comunicazioni;
  • sistemi di intelligenza artificiale;
  • analisi dei big data;
  • sensori distribuiti nell’ambito della realtà fisica o negli ecosistemi virtuali.

L’intelligenza artificiale consente oggi di identificare automaticamente schemi di comportamento e anomalie su scala molto maggiore rispetto al passato.

Aspetti etici e giuridici

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La sorveglianza presenta un equilibrio delicato tra:

I critici sostengono che una sorveglianza eccessiva possa produrre un “effetto agghiacciante” (chilling effect), inducendo le persone a modificare il proprio comportamento per timore di essere osservate. Inoltre, esistono rischi di discriminazione, errori algoritmici, uso improprio dei dati e sorveglianza di massa.

I sostenitori, invece, evidenziano il ruolo della sorveglianza nella prevenzione dei reati, nella ricerca di persone scomparse, nella gestione delle emergenze e nella protezione delle infrastrutture critiche.

Il concetto di Panopticon

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La critica richiama il concetto di Panopticon, ideato da Jeremy Bentham come modello di prigione in cui i detenuti possono essere osservati senza sapere quando lo siano effettivamente. Successivamente, Michel Foucault utilizzò il Panopticon come metafora delle moderne società disciplinari, nelle quali la possibilità di essere osservati influenza il comportamento degli individui.

Le prime attività di sorveglianza di massa negli Stati Uniti sono iniziate negli anni 1940, per poi essere notevolmente estese nel corso degli anni 1970; dopo i divieti imposti alla CIA dal rapporto Church, l'attività nei confronti dei cittadini subì alcune limitazioni, mentre la pratica della sorveglianza di massa fu indirizzata su scala globale, oltre i confini nazionali statunitensi. Ciò mette gli Stati Uniti in condizione di intercettare le comunicazioni elettroniche in tutto il mondo[3][4], assumendo portata globale grazie al programma ECHELON[5]. La costruzione del sistema di sorveglianza globale coincide con il consolidamento dell'egemonia statunitense a partire dalla seconda metà del XX secolo. Con il progressivo indebolimento della supremazia economica degli Stati Uniti, la CIA e la NSA iniziarono anche a spiare imprese straniere[6] e a trasmettere alle imprese statunitensi informazioni privilegiate ottenute attraverso il sistema ECHELON, oltre a condividerle con gli alleati impegnati nel monitoraggio globale, i membri dell'alleanza nota come Five Eyes (o "Cinque Occhi"): Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda. Tale alleanza costituisce un sistema geopolitico di intelligence elettronica guidato dagli Stati Uniti e coordinato dalla NSA.[7]

Lo stesso argomento in dettaglio: Datagate.

A partire dal giugno 2013 divenne di dominio pubblico il fatto che gli Stati Uniti gestivano sistemi di monitoraggio e sorveglianza delle comunicazioni elettroniche su scala mondiale[8]. Queste rivelazioni - sull'esistenza di un sistema di sorveglianza globale gestito dagli Stati Uniti attraverso la loro agenzia di intelligence NSA[9] - si basavano su documenti riservati divulgati dall'ex collaboratore dell'intelligence statunitense Edward Snowden,[10][11] e descrivevano nel dettaglio le attività di sorveglianza della NSA e numerosi programmi fino ad allora sconosciuti al pubblico, ma con importanti implicazioni per la tutela della privacy degli individui in tutto il mondo.[12][13]

Grazie alle rivelazioni di Snowden, sono stati svelati nuovi programmi di sorveglianza di massa, quali PRISM, XKeyscore e Tempora[14]. Tali programmi di spionaggio sono attuati in collaborazione con varie agenzie straniere, in particolare quelle dei paesi dell'AUKUS: la sinergia è volta a raccogliere informazioni attraverso attività di SIGINT, e vedeva come obiettivi privati cittadini e istituzioni di vari paesi, inclusi alleati occidentali degli Stati Uniti e membri della NATO[15].

Come confermato dal direttore dell'NSA Keith B. Alexander il 26 settembre 2013, ad esempio, l'NSA raccoglie e custodisce sistematicamente informazioni sui tabulati telefonici di tutti i cittadini statunitensi[16]; ciò avvenne nonostante il fatto che il presidente Obama e lo stesso Alexander - durante i mesi precedenti all'esplosione del Datagate - avessero più volte negato l'esistenza di un qualsiasi tipo di spionaggio domestico[17]. L'enorme quantità di dati raccolti sono conservati in impianti di stoccaggio di grandi dimensioni, come lo Utah Data Center, una struttura di oltre un milione di metri quadri dal costo stimato di 1,5 miliardi di dollari[18].

La sorveglianza di massa nella Repubblica Popolare Cinese (RPC) è la rete di sistemi di monitoraggio utilizzata dal Partito Comunista Cinese (PCC) e dal governo per controllare i propri cittadini. La sorveglianza di massa in Cina nacque durante l'epoca maoista, dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949. Mao Zedong sviluppò questo meccanismo di controllo, esteso all'intera popolazione, con l'obiettivo di rafforzare il proprio potere nel nuovo governo e individuare eventuali minacce alla legittimità del PCC e delle sue politiche[19]. Nei primi anni, quando la tecnologia era ancora poco sviluppata, la sorveglianza si basava soprattutto sulla diffusione delle informazioni tramite il passaparola. I cittadini erano incoraggiati a controllarsi reciprocamente e a segnalare comportamenti ritenuti inappropriati o contrari agli ideali sociali dominanti dell'epoca.

Nel XXI secolo, la sorveglianza di massa è diventata parte integrante della strategia del PCC per il "mantenimento della stabilità", finalizzata a individuare e prevenire proteste e forme di dissenso nel Paese. Nel 2005 il governo cinese avviò un sistema di sorveglianza di massa denominato Skynet. L'esistenza del sistema fu resa pubblica nel 2013, quando la rete comprendeva già oltre 20 milioni di telecamere. Oltre agli spazi pubblici, furono installate telecamere all'esterno delle moschee nella regione dello Xinjiang, dei templi in Tibet e presso le abitazioni di dissidenti politici[20]. Anche gruppi femministi e associazioni per i diritti delle persone LGBT sono stati sottoposti in questo modo ad un controllo più intenso.

La sorveglianza di massa si è ampliata notevolmente con l'entrata in vigore della Legge sulla cybersicurezza della RPC (2016) e grazie al contributo di aziende locali come Tencent, Dahua Technology, Hikvision, SenseTime, ByteDance, Megvii, Yitu Technology, Huawei e ZTE, tra molte altre[21]. Nel 2019 si stimava che nella Cina continentale fossero in funzione circa 200 milioni di telecamere a circuito chiuso del sistema "Skynet", un numero quattro volte superiore a quello delle telecamere di sorveglianza presenti negli Stati Uniti[22]. Nell'agosto 2023, secondo dati disponibili online, il Paese contava oltre 700 milioni di telecamere, equivalenti a una telecamera ogni due cittadini. La pandemia di COVID-19 ha accelerato l'accrescimento ed il perfezionamento della sorveglianza di massa, offrendo un pretesto ritenuto plausibile, ma già nel 2017 il governo aveva promosso l'utilizzo di numerose applicazioni per telefoni cellulari nell'ambito di una più ampia strategia di sorveglianza. Le autorità locali svilupparono app dedicate alla sicurezza nazionale e che consentivano ai cittadini di segnalare presunte violazioni.

Nel 2018 i principali strumenti di sorveglianza erano rappresentati dalla videosorveglianza diffusa nelle strade, dal controllo di Internet e da nuovi sistemi basati sul credito sociale e sull'identità digitale. Sempre nel 2018, il governo centrale adottò tecnologie di riconoscimento facciale, droni per la sorveglianza, robot-poliziotto e sistemi di raccolta e analisi di grandi quantità di dati provenienti dalle piattaforme di social media per monitorare la popolazione.

Nel 2019 l'ex collaboratore della National Security Agency (NSA) Edward Snowden dichiarò che i meccanismi cinesi di sorveglianza di massa e di controllo delle comunicazioni private erano «assolutamente sbalorditivi»[23]. Nello stesso anno si stimava che il sistema Skynet comprendesse circa 200 milioni di telecamere a circuito chiuso, quattro volte il numero presente negli Stati Uniti. I media statali cinesi affermavano che Skynet fosse il più grande sistema di videosorveglianza del mondo, basato su tecnologie di riconoscimento facciale e analisi dei big data. Sempre nel 2019, secondo Comparitech, otto delle dieci città più sorvegliate del pianeta si trovavano in Cina, con Chongqing, Shenzhen e Shanghai ai primi tre posti della classifica mondiale. Nello stesso periodo la Cina esportava tecnologie di sorveglianza nella maggior parte del mondo, consolidando la propria posizione dominante nel settore della sorveglianza di massa.

Secondo la società di ricerca IHS Markit, alla fine del 2019 erano presenti nel mondo circa 770 milioni di telecamere di sorveglianza, di cui circa 415,8 milioni in Cina. Se tale tendenza fosse proseguita, entro la fine del 2021 il numero avrebbe raggiunto circa un miliardo di telecamere a livello globale, di cui 540 milioni in Cina. Il governo sostiene che questi strumenti contribuiscano alla prevenzione della criminalità, mentre numerosi cittadini esprimono preoccupazione per la tutela dei dati personali e della privacy. Alla fine di ottobre 2020, l'artista Deng Yufeng utilizzò una performance artistica per mostrare quanto fosse difficile sottrarsi allo sguardo delle telecamere di sicurezza.

Nel settembre 2025, l'Associated Press (AP) riferì che oltre una dozzina di aziende tecnologiche statunitensi avevano contribuito al sistema di sorveglianza di massa cinese fornendo tecnologie alla polizia e agli enti governativi. Secondo l'agenzia, società come IBM, Intel, Thermo Fisher Scientific e Dell avrebbero venduto tali tecnologie pur avendo motivo di ritenere che sarebbero state utilizzate per colpire minoranze religiose ed etniche. L'AP riportò inoltre che IBM collaborò con l'azienda cinese Huadi nella progettazione del sistema "Golden Shield", utilizzato dalla Cina per censurare Internet e reprimere il dissenso[24].

Il 31 gennaio 2026 la Cina presentò una bozza della Legge sulla prevenzione e il controllo della criminalità informatica, che ampliava significativamente il controllo governativo sulle attività online, estendeva i poteri di sorveglianza, imponeva rigorosi obblighi di registrazione con identità reale e criminalizzava comportamenti formulati in termini molto ampi o vaghi, suscitando preoccupazioni a livello internazionale riguardo alla tutela della privacy, della libertà di espressione e dei diritti digitali[25].

Nel 2024 il Ministro della Pubblica Sicurezza Wang Xiaohong invitò le forze di polizia a modernizzare le proprie attrezzature e a orientarsi verso un modello di polizia predittiva, integrando sistemi di IA più avanzati nelle tecnologie di sorveglianza[26]. Nel 2026 i governi locali di tutta la Cina hanno avviato un vasto rinnovamento delle infrastrutture di sorveglianza, sostituendo i sistemi più datati con nuove telecamere e software basati sull'intelligenza artificiale, capaci di interpretare le scene, identificare schemi comportamentali e recuperare filmati tramite comandi scritti.

Come risultato, la Cina mantiene probabilmente il più grande e sofisticato sistema di sorveglianza di massa al mondo: essa monitora i propri cittadini attraverso la sorveglianza di Internet, le telecamere di sicurezza e altre tecnologie digitali. Nel 2023 il Paese disponeva di oltre 700 milioni di telecamere di sorveglianza[27]. Sotto l'amministrazione di Xi Jinping, il sistema di sorveglianza è diventato sempre più esteso e sofisticato.

Negli anni 2020, la Cina ha iniziato a integrare l'intelligenza artificiale nei propri sistemi di sorveglianza.

  1. Oggi la sorveglianza è presente in numerosi ambiti della vita quotidiana: aeroporti e trasporti; banche e sistemi di pagamento; luoghi di lavoro; scuole e università; ospedali; città intelligenti (smart cities); piattaforme digitali e social network. La diffusione di dispositivi connessi e servizi online rende possibile raccogliere dati in modo continuo, spesso senza che gli utenti siano pienamente consapevoli dell’entità delle informazioni condivise.
  2. Nandong, Gaétan. 2026. “State surveillance and collective dissent.” American Journal of Political Science1–15. https://doi.org/10.1111/ajps.70057.
  3. NSA files decoded: Edward Snowden's surveillance revelations explained, The Guardian.
  4. Maureen Webb, Illusions of Security: Global Surveillance and Democracy in the Post-9/11 World, 1ª ed., San Francisco, City Lights Books, 2007.
  5. (EN) Stephen Fiddler, Echoes of Echelon in Charges of NSA Spying in Europe, in The Wall Street Journal, 1º luglio 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013.
  6. As origens da espionagem, su CartaCapital, 11 dicembre 2013.
  7. Os "Cinco Olhos" e os cegos, su CartaCapital, 11 novembre 2013.
  8. I programmi di sorveglianza globale perseguivano diversi obiettivi e disponevano di numerose capacità operative, tra cui l'intercettazione di comunicazioni via posta elettronica, voce, video, fax e qualsiasi altro mezzo di comunicazione in ogni parte del mondo: Entenda o caso de Edward Snowden, que revelou espionagem dos EUA, su G1, 2 luglio 2013.
  9. NSA violou normas e lei de espionagem milhares de vezes, mostra auditoria, su Veja, 16 agosto 2013.
  10. Snowden gains support from protesters in Hong Kong, The Guardian.
  11. Edward Snowden is a "traitor" and possible spy for China – Dick Cheney, The Guardian.
  12. Brasil sabe desde 2001 que os EUA espionam internet, su Folha de S.Paulo, 11 luglio 2013.
  13. Barton Gellman, Edward Snowden, after months of NSA revelations, says his mission's accomplished, su The Washington Post, 24 dicembre 2013.
  14. (EN) Aliyah Frumin, Snowden has ‘thousands’ of damaging NSA documents, says Greenwald—MSNBC, in msnbc.com, 15 luglio 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013.
  15. (EN) Glenn Greenwald, Ewen MacAskill, Boundless Informant: the NSA's secret tool to track global surveillance data, in The Guardian, 8 giugno 2013. URL consultato il 12 giugno 2013.
  16. (EN) Senators: Limit NSA snooping into US phone records, in Associated Press, 27 settembre 2013. URL consultato il 15 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
    «"Is it the goal of the NSA to collect the phone records of all Americans?" Udall asked at Thursday's hearing. "Yes, I believe it is in the nation's best interest to put all the phone records into a lockbox that we could search when the nation needs to do it. Yes," Alexander replied.»
  17. (EN) Greg Henderson, Obama To Leno: 'There Is No Spying On Americans', in NPR, 7 agosto 2013. URL consultato il 16 agosto 2013.
  18. (EN) Siobhan Gorman, Meltdowns Hobble NSA Data Center, in The Wall Street Journal, 7 ottobre 2013. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  19. Jiang, Jue (2021-10-20). "The Eyes and Ears of the Authoritarian Regime: Mass Reporting in China". Journal of Contemporary Asia. 51 (5): 828–847.
  20. "Beijing: Skynet is watching". The Week. 8 February 2013. p. 9.
  21. Buckley, Chris; Mozur, Paul (2019-05-22). "How China Uses High-Tech Surveillance to Subdue Minorities". The New York Times. ISSN 0362-4331.
  22. Mozur, Paul (2018-07-08). "Inside China's Dystopian Dreams: A.I., Shame and Lots of Cameras". The New York Times. ISSN 0362-4331.
  23. Purnell, Liza Lin and Newley (2019-12-06). "A World With a Billion Cameras Watching You Is Just Around the Corner". Wall Street Journal.
  24. "Silicon Valley enabled brutal mass detention and surveillance in China, internal documents show". AP News. 2025-09-09.
  25. "China: Cybercrime Bill Entrenches Censorship, Surveillance", Human Rights Watch. 2026-03-17.
  26. Olcott, Eleanor (27 May 2026). "China overhauls world's biggest surveillance network with advanced AI". Financial Times.
  27. Kaur, Dashveenjit (2023-08-15). "Facial recognition in China will no longer be the same. Here's why". Tech Wire Asia.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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