Spiro Mounds
| Spiro Mounds | |
|---|---|
| Civiltà | cultura mississippiana caddoan |
| Utilizzo | insediamento, centro cerimoniale e necropoli |
| Epoca | IX–XV secolo |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Contea | Le Flore |
| Dimensioni | |
| Superficie | circa 61 ha m² |
| Scavi | |
| Date scavi | 1936–1941 |
| Organizzazione | Università dell'Oklahoma |
| Amministrazione | |
| Ente | Oklahoma Historical Society |
| Visitabile | sì |
| Sito web | www.okhistory.org/sites/spiromounds |
| Mappa di localizzazione | |
| |

Spiro Mounds (34 LF 40)[1] è un sito archeologico dei nativi americani situato nell'odierno Oklahoma orientale. Il sito fu edificato da popolazioni appartenenti alla cultura caddoan della valle dell'Arkansas,[2] una variante occidentale della cultura mississippiana. Si estende su circa 61 ettari all'interno della pianura alluvionale sulla sponda meridionale del fiume Arkansas. L'odierna cittadina di Spiro si sviluppò circa 11 km più a sud.
Tra il IX e il XV secolo le popolazioni indigene locali vi svilupparono un importante centro religioso e politico, culturalmente collegato al Complesso cerimoniale sud-orientale, definito dagli antropologi anche sfera di interazione ideologica mississippiana (Mississippian Ideological Interaction Sphere, MIIS). Spiro fu uno dei principali centri regionali del mondo mississippiano, insieme a Cahokia, situata nei pressi dell'odierna East St. Louis, a Moundville, nell'odierna Alabama, e a Etowah, nell'odierna Georgia. Spiro costituiva uno dei principali avamposti occidentali della cultura mississippiana, che dominò per secoli la valle del Mississippi e molti dei suoi affluenti.
Negli anni trenta, durante la Grande depressione, alcuni cercatori di tesori acquistarono i diritti per scavare un tunnel all'interno del Craig Mound, il secondo tumulo più grande del sito, con lo scopo di recuperare manufatti da rivendere. Senza alcuna attenzione per la ricerca scientifica, portarono alla luce una camera funeraria cava all'interno del tumulo, una struttura eccezionale che conteneva alcuni dei più straordinari manufatti precolombiani mai rinvenuti negli Stati Uniti. I reperti recuperati furono venduti a collezionisti d'arte, alcuni dei quali residenti in Europa. Tra essi figuravano anche oggetti realizzati con materiali fragili e deperibili, come tessuti e piume, conservatisi grazie alle particolari condizioni della camera sigillata.
Successivamente furono adottate misure per proteggere il sito. Spiro riveste una particolare importanza per l'archeologia nordamericana fin dagli anni trenta, soprattutto per l'eccezionale conservazione dei tessuti e per la grande quantità di oggetti decorati in conchiglia. Alcuni dei reperti venduti dai cercatori di tesori sono stati in seguito restituiti a musei regionali e alla Nazione Caddo, ma di molti altri si sono perse completamente le tracce.
Dalla fine del XX secolo Spiro Mounds è tutelato dall'Oklahoma Historical Society ed è iscritto nel Registro nazionale dei luoghi storici dal 30 settembre 1969.[3][4] Il numero di registrazione è 69000153.
Cronologia
[modifica | modifica wikitesto]La storia della cultura di Spiro viene generalmente suddivisa dagli archeologi in quattro fasi archeologiche:
- fase Evans (900–1050 d.C.);
- fase Harlan (1050–1250 d.C.);
- fase Norman (1250–1350 d.C.);
- fase Spiro (1350–1450 d.C.).[5]
La costruzione di abitazioni a Spiro diminuì drasticamente attorno al 1250 e la popolazione si trasferì in villaggi vicini, come il sito di Choates-Holt, situato più a nord. La maggior parte dei tumuli venne costruita durante la fase Harlan.[6] Spiro continuò tuttavia a essere utilizzato come centro cerimoniale e funerario fino al 1450 circa.[7] L'area dei tumuli venne abbandonata intorno al 1450, mentre gli insediamenti vicini continuarono a essere abitati fino al 1600 circa.[8]
Le culture storiche che si svilupparono successivamente nella regione, comprese quelle dei Caddo, dei Pawnee e dei Wichita, presentavano strutture sociali meno complesse e gerarchizzate.[9]
Tumuli e piazza centrale
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La cultura mississippiana si diffuse lungo il basso corso del Mississippi e dei suoi affluenti tra il IX e il XVI secolo. Il più grande insediamento mississippiano fu Cahokia, capitale di un'importante entità politica che sviluppò un centro urbano esteso per diversi chilometri quadrati a est del Mississippi, nei pressi dell'odierna St. Louis, nell'attuale Illinois meridionale.
Le indagini archeologiche hanno mostrato che la cultura mississippiana si estendeva dai Grandi Laghi alla costa del golfo del Messico, lungo il fiume Ohio e attraverso le pianure e le regioni montuose degli Stati Uniti sud-orientali. Gli insediamenti mississippiani erano caratterizzati da grandi opere in terra, soprattutto tumuli a piattaforma, generalmente simili a piramidi tronche, sui quali sorgevano templi, abitazioni dei capi guerrieri e dei sacerdoti e strutture funerarie destinate alle élite. I tumuli erano disposti attorno a grandi piazze pianeggianti create artificialmente, probabilmente utilizzate per riunioni cerimoniali della comunità e giochi rituali. Le ricerche archeologiche hanno inoltre dimostrato che insediamenti come Cahokia e Spiro partecipavano a una vasta rete commerciale che comprendeva la metà orientale degli attuali Stati Uniti e parte delle regioni occidentali.
Il sito di Spiro comprende dodici tumuli di terra distribuiti su circa 61 ettari.[8] I tumuli furono costruiti trasportando e accumulando la terra, probabilmente mediante cesti, uno strato dopo l'altro. Dei dodici tumuli, uno aveva funzione funeraria, due sostenevano templi e nove erano associati ad abitazioni o altre strutture.[8] Come negli altri centri della cultura mississippiana, gli abitanti realizzarono imponenti e complesse opere di terra. I tumuli circondavano una grande piazza centrale pianificata e livellata nella quale si svolgevano importanti rituali religiosi, il gioco del chunkey, dotato di una forte importanza politica e culturale, e altre attività comunitarie. La popolazione abitava in un villaggio che confinava con la piazza. Gli archeologi hanno inoltre individuato più di venti villaggi collegati a Spiro entro un raggio di circa 8 km dal centro principale. Altri insediamenti legati a Spiro attraverso rapporti culturali e commerciali sono stati individuati fino a circa 160 km di distanza.
L'area di Spiro è stata interessata dalla presenza umana per almeno 8.000 anni. Tra l'800 e il 1450 d.C. ospitò un importante insediamento mississippiano.[8] La coltivazione del mais consentì l'accumulo di eccedenze agricole e il sostentamento di una popolazione più numerosa e concentrata. L'insediamento costituiva il centro di un'entità politica regionale i cui potenti capi sovrintesero alla costruzione di undici tumuli a piattaforma e di un tumulo funerario su un'area di circa 32 ettari lungo la riva meridionale dell'Arkansas. Il cuore dell'insediamento consisteva in nove tumuli disposti attorno a una piazza ovale. Questi costituivano le basi delle abitazioni di importanti capi oppure le fondamenta di edifici religiosi che costituivano il fulcro della vita comunitaria.
Il Brown Mound, il maggiore dei tumuli a piattaforma, si trova sul lato orientale della piazza. Una rampa di terra permetteva di raggiungerne la sommità dal lato settentrionale. Sulla cima del Brown Mound e degli altri tumuli gli abitanti di Spiro celebravano complessi rituali, in particolare quelli connessi alla morte e alla sepoltura dei loro governanti.
Le ricerche archeologiche hanno mostrato che Spiro mantenne una popolazione residente numerosa fino al 1250 circa. Secondo un'interpretazione, in quel periodo i cambiamenti climatici associati all'inizio della Piccola era glaciale resero meno prevedibili le precipitazioni stagionali. I sacerdoti di Spiro avrebbero quindi collocato nei tumuli funerari alcuni degli oggetti più preziosi della comunità, tra cui mantelli, asce e minerali rari, probabilmente nell'ambito di rituali volti a favorire il ritorno delle piogge.[10] In seguito gran parte della popolazione si trasferì in altri insediamenti vicini. Spiro continuò comunque a essere utilizzato come centro cerimoniale regionale e luogo di sepoltura fino al 1450 circa; le sue funzioni rituali e funerarie proseguirono e sembrano anzi essersi intensificate dopo l'allontanamento della maggior parte della popolazione residente.
Il Great Mortuary
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Il Craig Mound, noto anche come Spiro Mound, è il secondo tumulo più grande del sito e l'unico con funzione esclusivamente funeraria. Tra il 950 e il 1450 vi furono sepolti membri delle élite di Spiro.[11] Il tumulo si trova circa 460 m a sud-est della piazza. Al suo interno era stata realizzata una cavità alta circa 3 m e larga circa 4,6 m, le cui particolari condizioni permisero una conservazione quasi perfetta di manufatti fragili in legno, conchiglia di buccino e rame. Le condizioni nella camera erano talmente favorevoli da consentire la conservazione di oggetti realizzati in materiali normalmente deperibili, come cesti intrecciati, tessuti in fibre vegetali e animali, merletti, pellicce e piume. Nelle società native storiche, manufatti di questo genere erano tradizionalmente prodotti dalle donne. Nella camera furono rinvenuti anche diversi esempi di statuaria litica mississippiana, realizzati in flint clay del Missouri, e bifacciali in selce di Mill Creek, ritenuti originariamente provenienti dall'area di Cahokia, nell'Illinois.
Il Great Mortuary («Grande camera mortuaria»), come questa struttura cava venne definita dagli archeologi, sembra essere stato originariamente concepito come struttura funeraria destinata ai governanti di Spiro. Era costituito da un cerchio di pali sacri, tradizionalmente identificati come cedro, infissi nel terreno e inclinati in modo da convergere verso la sommità, analogamente alla struttura di un tipi. La camera conica fu quindi ricoperta da strati di terra che formarono il tumulo senza provocarne il crollo. Secondo alcuni studiosi, i minerali filtrati attraverso il tumulo avrebbero indurito le pareti lignee della camera, rallentandone la decomposizione e isolando gli oggetti deperibili dal contatto diretto con il terreno. Nessun altro tumulo mississippiano conosciuto ha restituito una cavità interna analoga accompagnata da una conservazione altrettanto eccezionale dei reperti. Per questo motivo il Craig Mound è stato talvolta definito una «tomba di Tutankhamon americana».
- Resting Warrior, vista laterale; pipa effigie in flint clay del Missouri
- Pipa effigie raffigurante una figura che fuma da una pipa a forma di rana, in flint clay del Missouri
- Pipa effigie raffigurante un uomo che fuma, in flint clay del Missouri
- Pipa detta Lucifer, vista posteriore
- Due bifacciali cerimoniali in diaspro e uno in selce di Mill Creek, provenienti dall'Illinois meridionale
- Mazza cerimoniale monolitica in selce
- Ornamenti auricolari a rocchetto in rame
- Coppa in conchiglia di buccino incisa con teste di rapaci
Grazie ai finanziamenti della Works Progress Administration (WPA), archeologi dell'Università dell'Oklahoma condussero scavi in alcune parti del sito tra il 1936 e il 1941. Nel 1978 l'Oklahoma Historical Society istituì lo Spiro Mounds Archaeological Center, tuttora attivo.[8] Il sito è inserito nel Registro nazionale dei luoghi storici ed è preservato come parco archeologico statale; è inoltre l'unico sito archeologico nativo americano precedente al contatto europeo dell'Oklahoma aperto al pubblico.
Complesso cerimoniale sud-orientale
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Gli abitanti di Spiro partecipavano a quella che gli antropologi culturali e gli archeologi definiscono Complesso cerimoniale sud-orientale (SECC), una rete di centri cerimoniali appartenenti alla cultura mississippiana che condividevano credenze spirituali, concezioni cosmologiche, pratiche rituali e oggetti di culto simili. Il complesso comprendeva una vasta rete commerciale attraverso la quale materiali esotici provenienti da diverse regioni del Nord America venivano distribuiti e utilizzati per realizzare oggetti rituali. Tra questi figuravano selci colorate dal Nuovo Messico, rame proveniente dalla regione dei Grandi Laghi, conchiglie di buccino del golfo del Messico e mica proveniente dalle Caroline.[12] Anche altri centri mississippiani commerciavano queste risorse pregiate, ma Spiro sembra essere stato l'unico grande centro commerciale della regione a ricevere ossidiana proveniente dal Messico.[13] Un raschiatoio scoperto nel sito fu infatti realizzato con ossidiana verde proveniente da Pachuca, nel Messico centrale.[14] Utilizzando questi materiali di pregio, gli artigiani mississippiani produssero elaborate opere d'arte che riflettevano la loro identità culturale e le loro complesse credenze spirituali.
Quando gli scavatori a fini commerciali penetrarono nel Craig Mound negli anni trenta, rinvennero numerosi oggetti rituali finemente lavorati: pipe effigie in pietra, mazze di pietra levigata, coltelli e punte di freccia in selce finemente lavorati, pietre da chunkey levigate, asce cerimoniali in rame, placche di rame mississippiane, tra cui le cosiddette placche di Spiro, sagome in mica, ornamenti di conchiglia riccamente incisi, collane di perle, ornamenti auricolari in pietra, sculture lignee intarsiate di conchiglia e ceramiche funerarie realizzate appositamente. Le conchiglie di buccino venivano trasformate in gorgerine e coppe per bere decorate con incisioni elaborate raffiguranti esseri umani in costume, animali reali e mitologici e motivi geometrici, tutti dotati di un profondo significato simbolico. Gli oggetti cerimoniali di Spiro sono considerati tra i più raffinati esempi di arte precolombiana del Nord America.
Gli archeologi riconobbero successivamente che gli oggetti rituali di Spiro presentavano forti somiglianze con reperti provenienti da altri potenti centri mississippiani appartenenti al Complesso cerimoniale sud-orientale, tra cui Cahokia nell'Illinois, il maggiore centro urbano mississippiano, Etowah e Ocmulgee in Georgia e Moundville in Alabama. Dal punto di vista economico, Spiro sembra aver svolto il ruolo di città-porta attraverso la quale risorse preziose provenienti dalle Grandi Pianure e da altre regioni occidentali venivano convogliate verso i principali centri cerimoniali mississippiani situati più a est. In cambio riceveva beni prestigiosi provenienti da questi centri. La posizione sul fiume Arkansas, uno dei principali affluenti del Mississippi, garantiva ai mercanti di Spiro un accesso diretto al cuore del mondo mississippiano.
Spiro e gli altri centri mississippiani guardarono chiaramente alla grande città di Cahokia, situata nell'odierno Illinois meridionale, come a un importante modello culturale. Cahokia sorgeva circa 640 km a nord-est di Spiro, nei pressi della confluenza fra Mississippi e Missouri, ed era il più grande e imponente centro della cultura mississippiana. Le analisi mineralogiche di alcune delle più raffinate pipe effigie in pietra rinvenute a Spiro, compresa la celebre pipa detta Grizzly Man o Kneeling Rattler, hanno dimostrato che provenivano da Cahokia sulla base del materiale con cui furono realizzate.[15] Cahokia influenzò anche lo stile dei manufatti prodotti a Spiro. Gli archeologi hanno individuato quattro principali stili: lo stile Braden, caratteristico degli oggetti importati da Cahokia, e gli stili Craig A, Craig B e Craig C, sviluppatisi localmente a partire dal primo.[15][16]
Antonio J. Waring Jr. e Preston Holder furono i primi, negli anni quaranta, a definire il Complesso cerimoniale sud-orientale sulla base di una serie di caratteristiche culturali distintive.[17] Dalla fine degli anni ottanta gli archeologi hanno adottato una nuova classificazione basata su una conoscenza più approfondita dell'evoluzione culturale mississippiana. Il nuovo schema suddivide il SECC in cinque periodi o orizzonti archeologici, ciascuno caratterizzato dalla comparsa di nuovi oggetti rituali e motivi culturali legati a trasformazioni politiche e allo sviluppo del commercio a lunga distanza.[18] Gli archeologi ritengono che Spiro abbia raggiunto il massimo della propria importanza culturale tra il XIII e il XIV secolo.
Pocola Mining Company
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1936 un gruppo di cinque cercatori ottenne in affitto Spiro Mounds per 300 dollari e fondò la Pocola Mining Company.[19] Il gruppo scavò un tunnel nel Craig Mound ed estrasse migliaia di chilogrammi di reperti. Tra gli oggetti rinvenuti figuravano perle, perline in pietra, conchiglie, ossa, spade cerimoniali, asce di pietra, elementi interpretati come armature, pipe, urne, coppe, placche di rame e ornamenti auricolari. Venne inoltre rinvenuta una scatola di rame contenente strumenti interpretati come strumenti chirurgici. Le conchiglie provenienti dal sito recavano incisioni raffiguranti cerimonie celebrate a Spiro.[20] Gli scavatori gettarono via resti umani, tessuti, manufatti in vimini e piume, la maggior parte dei quali si deteriorò prima che potesse essere studiata; alcuni materiali furono tuttavia venduti ai collezionisti.[1] La compagnia distrusse circa un terzo dei manufatti presenti nel Craig Mound. Al termine delle operazioni gli scavatori fecero esplodere con la dinamite la camera funeraria e vendettero a collezionisti negli Stati Uniti e all'estero gli oggetti dotati di maggiore valore commerciale, soprattutto manufatti in pietra, ceramica, rame e conchiglia. La maggior parte di questi oggetti è andata perduta, ma alcuni sono stati successivamente donati, restituiti e documentati dagli studiosi. La devastazione del sito spinse il parlamento dell'Oklahoma ad approvare una legge per la sua protezione, determinando la cessazione delle attività della Pocola Mining Company.[19]
Iconografia mississippiana
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Negli ultimi decenni gli archeologi e gli antropologi hanno cercato di ricostruire il significato dei manufatti rituali e delle immagini artistiche rinvenuti a Spiro e in altri siti della cultura del Mississippi. Poiché non sono disponibili testimonianze scritte prodotte dagli abitanti precoloniali di questi centri che spieghino direttamente il significato delle immagini, gli studiosi hanno fatto ricorso anche al confronto con miti, rituali, tradizioni orali e sistemi iconografici documentati in epoca storica presso diversi popoli nativi americani.[21]
Uno dei motivi più caratteristici dell'arte mississippiana è il cosiddetto Uomo-uccello (Birdman), una figura antropomorfa associata a una complessa serie di attributi guerrieri e cerimoniali. James A. Brown ha distinto, all'interno di questo complesso iconografico, rappresentazioni riconducibili alle figure del guerriero, del danzatore e del giocatore di chunkey; alcuni manufatti di Spiro sembrano inoltre combinare più di uno di questi temi.[22] Il chunkey era praticato in diverse forme da numerosi popoli nativi dell'America settentrionale, dalle Foreste sud-orientali fino alle Grandi Pianure. Nelle descrizioni storiche del gioco, un partecipante faceva rotolare sul terreno un disco di pietra, mentre gli altri lanciavano aste o lance cercando di farle cadere il più vicino possibile al punto in cui il disco si sarebbe fermato.[23]
Un altro importante elemento dell'iconografia mississippiana è il Grande Serpente, creatura associata al Mondo Inferiore o mondo sotterraneo-acquatico della cosmologia indigena del Sud-est nordamericano.[24] Nell'arte mississippiana questa figura assume generalmente forma serpentina e può essere dotata di attributi quali corna e ali stilizzate.[24] Esseri analoghi compaiono nelle tradizioni storiche di numerosi popoli nativi americani, tra cui Mi'kmaq, Uroni, Kickapoo, Cherokee, Muscogee e Caddo, appartenenti a differenti famiglie linguistiche.[24] In molte di queste tradizioni, le potenze acquatiche o sotterranee associate al Grande Serpente sono antagoniste delle potenze celesti, frequentemente rappresentate da esseri simili agli Uccelli del Tuono; questa opposizione, tuttavia, non deve essere necessariamente intesa come un semplice dualismo tra bene e male.[24] Tali esseri potevano essere considerati pericolosi per gli uomini, ma anche fonti di potere soprannaturale: in determinate tradizioni, il contatto con essi poteva conferire facoltà connesse alla caccia, alla guerra, alla guarigione o ad altre attività rituali.[24]
Nell'arte mississippiana ricorrono inoltre rappresentazioni di alberi e di pali centrali striati, interpretati da alcuni studiosi come forme dell'axis mundi, l'asse cosmico attraverso il quale entravano simbolicamente in comunicazione i diversi livelli dell'universo. George E. Lankford ha interpretato in questo senso, in particolare, il palo striato raffigurato su alcune gorgerine incise in conchiglia, collegandolo alla concezione di un asse verticale che univa il Mondo Superiore, il mondo degli esseri umani e il Mondo Inferiore.[25] Immagini di questo tipo mostrano spesso figure umane o animali disposte ai lati dell'elemento centrale.[25]
Un'interpretazione analoga è stata proposta per la struttura del Great Mortuary di Spiro. James A. Brown ha ricostruito al suo interno la presenza di un grande palo centrale e, nelle fasi successive della costruzione del tumulo, di una serie di pali verticali di cedro. Secondo Brown, il palo centrale avrebbe inizialmente rappresentato l'axis mundi, mentre in una fase successiva la medesima funzione simbolica sarebbe stata trasferita ai pali di cedro, che avrebbero costituito una sorta di collegamento spirituale verticale attraverso il tumulo.[26] Tale interpretazione mette in relazione l'architettura funeraria del sito con la più ampia concezione cosmologica, attestata nell'iconografia mississippiana, di un asse capace di collegare i differenti domini dell'universo spirituale.[26][25]
Gli archeologi hanno inoltre scoperto che una delle coppe in conchiglia provenienti dal Craig Mound conservava sul fondo un residuo nero. Questo elemento ha suggerito che gli abitanti di Spiro potessero praticare una forma della cosiddetta cerimonia della bevanda nera, rito di purificazione documentato in epoca storica tra diversi popoli nativi americani degli Stati Uniti sud-orientali. Durante la cerimonia i partecipanti bevevano da coppe di conchiglia un infuso preparato con Ilex vomitoria.[27]
Cultura mississippiana caddoan
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La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che gli abitanti di Spiro parlassero una lingua appartenente alla famiglia caddoan, mentre l'identificazione precisa dei loro discendenti storici è più complessa. Gli archeologi definiscono le popolazioni che costruirono e utilizzarono Spiro e i siti circostanti come appartenenti alla cultura caddoan della valle dell'Arkansas.[2] I popoli caddoan occupavano la valle del Red River in Louisiana e le valli dei suoi affluenti in Louisiana, Arkansas, Texas e Oklahoma.[28] Gli antropologi hanno ipotizzato che fra i discendenti degli abitanti di Spiro possano figurare i Caddo, i Wichita, i Kichai oppure, secondo alcune ipotesi, i Tunica, che non parlavano una lingua caddoan. Le culture di tutti questi popoli, tuttavia, apparivano già notevolmente differenti da quella di Spiro quando furono incontrate dagli spagnoli e dai francesi nel XVI e XVII secolo.[29]
Ai sensi del Native American Graves Protection and Repatriation Act (NAGPRA), la Caddo Nation of Oklahoma e le Wichita and Affiliated Tribes sono riconosciute dal governo federale degli Stati Uniti, dagli antropologi culturali e dagli archeologi come popolazioni culturalmente discendenti dai costruttori di Spiro Mounds.[30]
Quando il conquistador spagnolo Hernando de Soto guidò una spedizione militare attraverso l'odierno sud-est degli Stati Uniti negli anni quaranta del XVI secolo, incontrò numerosi gruppi nativi americani, tra cui i Tula, che vivevano nei pressi dell'Arkansas. Le sue forze entrarono inoltre in contatto con numerosi villaggi caddo. I Caddo, formati da numerosi gruppi, erano organizzati in tre grandi confederazioni, gli Hasinai, i Kadohadacho e i Natchitoches, unite da lingue strettamente imparentate.
Al tempo della spedizione di de Soto i popoli caddoan occupavano un vasto territorio che comprendeva l'attuale Oklahoma orientale, l'Arkansas occidentale, il Texas orientale nord-orientale e la Louisiana nord-occidentale. Gli antropologi hanno a lungo ritenuto che Caddo e popolazioni imparentate vivessero nella regione da secoli e avessero sviluppato una propria variante locale della cultura mississippiana.
Scavi più recenti hanno tuttavia rivelato una diversità culturale maggiore di quanto inizialmente ipotizzato. In particolare, i siti situati lungo il fiume Arkansas sembrano presentare caratteristiche proprie e distintive. Gli archeologi continuano comunque a classificare come appartenenti alla cultura mississippiana caddoan i siti mississippiani presenti nell'intera area caddo, compreso Spiro Mounds.[31]
La regione mississippiana caddoan comprendeva numerosi altri centri, fra cui il Battle Mound. Gli studiosi hanno stabilito che quest'ultimo, situato presso la Great Bend del Red River nell'Arkansas sud-occidentale, era più esteso di Spiro, ma è stato finora oggetto di scavi relativamente limitati. Gli insediamenti mississippiani caddoan presentavano una disposizione dei tumuli e dei villaggi associati più irregolare rispetto ai grandi centri del cuore mississippiano situati più a est. Erano inoltre generalmente privi delle fortificazioni a palizzata lignea frequenti nei maggiori centri della cultura mississippiana centrale. Vivendo sul margine occidentale del mondo mississippiano, le comunità caddoan potrebbero aver affrontato minori minacce militari da parte dei popoli confinanti. Le loro società potrebbero inoltre aver presentato un livello di stratificazione sociale leggermente inferiore.
Gli abitanti di Spiro parlavano probabilmente una delle numerose lingue caddoan.[32] Le lingue caddoan ebbero un tempo un'ampia distribuzione geografica, ma molte sono oggi estinte. La famiglia comprende il caddo, il wichita, il kichai, il pawnee e l'arikara.[33] Il wichita e il kichai sono oggi lingue estinte.
Spiro Mounds Archaeological Center
[modifica | modifica wikitesto]Lo Spiro Mounds Archaeological Center si trova presso Fort Coffee, in Oklahoma. Il sito, di proprietà dell'Oklahoma Historical Society, conserva circa 61 ettari lungo il fiume Arkansas e comprende i dodici tumuli, l'area dell'insediamento delle élite e parte dell'abitato circostante.[34] Il centro comprende esposizioni dedicate alla storia e all'archeologia del sito e quasi 3 km di sentieri interpretativi. Sono inoltre disponibili visite guidate su prenotazione.[35] Lo Spiro Mounds Archaeological Center fu aperto al pubblico il 9 maggio 1978. Attualmente costituisce l'unico sito archeologico nativo americano pre-contatto dell'Oklahoma aperto al pubblico.[8]
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 James A. Brown e J. Daniel Rogers, Linking Spiro's artistic styles: The Copper Connection, in Southeastern Archaeology, vol. 8, n. 1, 1989, pp. 1-8, JSTOR 40712893.
- 1 2 James A. Brown, Alice M. Brues, Lyle W. Konigsberg, Paul W. Parmalee e David H. Stansbery, The Spiro Ceremonial Center: The Archaeology of Arkansas Valley Caddoan Culture in Eastern Oklahoma, a cura di John A. Brown, vol. 1-2, University of Michigan Press, 1996, p. 782, DOI:10.3998/mpub.11395516, ISBN 978-0-915703-39-5, JSTOR 10.3998/mpub.11395516.
- ↑ Oklahoma - Le Flore County, su National Register of Historic Places, National Park Service, 23 gennaio 2007.
- ↑ National Register Properties in Oklahoma, su ocgi.okstate.edu. URL consultato il 28 febbraio 2009.
- ↑ J. Daniel Rogers, Stable Isotope Analysis and Diet in Eastern Oklahoma, in Southeastern Archaeology, vol. 30, n. 1, 2011, pp. 96-107, DOI:10.1179/sea.2011.30.1.007.
- ↑ Dee Ann Story, Review of Contributions to Spiro Archeology: Mound Excavations and Regional Perspectives, in Plains Anthropologist, vol. 37, n. 138, 1992, pp. 80-82, ISSN 0032-0447.
- ↑ Caddo Fundamentals: Spiro and the Arkansas Basin, su texasbeyondhistory.net. URL consultato il 30 maggio 2011.
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- ↑ J. Daniel Rogers, Chronology and the Demise of Chiefdoms: Eastern Oklahoma in the Sixteenth and Seventeenth Centuries, in Southeastern Archaeology, vol. 25, n. 1.
- ↑ Spiro Mounds: North America's lost civilisation, su BBC Travel, 21 giugno 2021. URL consultato il 9 ottobre 2025.
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- 1 2 3 (EN) George E. Lankford, Some Cosmological Motifs in the Southeastern Ceremonial Complex, in F. Kent Reilly III e James F. Garber (a cura di), Ancient Objects and Sacred Realms: Interpretations of Mississippian Iconography, Austin, University of Texas Press, 2007, pp. 8-38.
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- ↑ Peter N. Peregrine, Archaeology of the Mississippian Culture: A Research Guide, Garland Publishing, 1995, p. 165, ISBN 978-0-8153-0336-7.
- ↑ Tejas-Caddo Fundamentals: Caddoan Languages and Peoples, su texasbeyondhistory.net. URL consultato il 4 febbraio 2010.
- ↑ Caddoan, su Ethnologue. URL consultato il 27 marzo 2017.
- ↑ Spiro Mounds Archaeological Center, su Oklahoma Historical Society. URL consultato il 15 settembre 2026.
- ↑ Plan Your Visit, su Oklahoma Historical Society. URL consultato il 15 settembre 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) James Allison Brown e Alice Brues, The Spiro Ceremonial Center: The Archaeology of Arkansas Valley Caddoan Culture in Eastern Oklahoma, Ann Arbor, Museum of Anthropology, University of Michigan, 1996.
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- (EN) Timothy R. Pauketat e Thomas E. Emerson (a cura di), Cahokia: Domination and Ideology in the Mississippian World, Lincoln, University of Nebraska Press, 1997.
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- (EN) F. Kent Reilly e James F. Garber (a cura di), Ancient Objects and Sacred Realms: Interpretations of Mississippian Iconography, Austin, University of Texas Press, 2007.
- (EN) Richard F. Townsend, Hero, Hawk, and Open Hand: American Indian Art of the Ancient Midwest and South, Chicago, Art Institute of Chicago, 2004.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Spiro Mounds Archaeological Center, su Oklahoma Historical Society.
- Spiro Mounds, su The Encyclopedia of Oklahoma History and Culture.
- Spiro Mounds Information & Videos, su Chickasaw.TV.
- Spiro and the Arkansas Basin, su Texas Beyond History.
- Spiromound.com.
- Destruction of Craig Mound, su lithiccastinglab.com.
- Caddoan Mississippian Culture, su Texas Beyond History.

