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Stabilimento di Monaco

Coordinate: 37°31′21.61″N 15°00′31.14″E
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Stabilimento di Monaco
Lo Stabilimento di Monaco, fotografato dalla parte non restaurata, all'incrocio tra via Municipio e via Galliano, 7 marzo 2023.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneSicilia
LocalitàMisterbianco
Indirizzovia municipio, 328
Coordinate37°31′21.61″N 15°00′31.14″E
Informazioni generali
Condizioniparzialmente in uso
Costruzione1890
Distruzione20 aprile 1922, a causa di un incendio
Usoindustria fino al 1922, uffici comunali dal 2009
Piani4 - 2 (in origine, fino al 1922), adesso solo 2 (la parte ristrutturata e agibile)
Realizzazione
Proprietariocomune di Misterbianco
CommittenteFrancesco Monaco & figli

Lo Stabilimento di Monaco era in origine un opificio che comprendeva un complesso di capannoni (ora scomparsi) adibiti a diversi tipi di lavorazione artigianale, tra cui la produzione dell'olio di oliva e la distillazione del cognac; la proprietà degli immobili era di proprietà della famiglia Monaco cui faceva capo l'imprenditore omonimo Francesco (Misterbianco, 1 marzo 1838 - ivi 28 marzo 1908) insieme ai rispettivi figli[1]. L'edificio ha più entrate e la principale è quella sita al civico 328 di via Municipio, mentre le altre sono tutte secondarie e si trovano sia nella medesima strada che in quelle laterali, la via Archimede e la via Galliano.

Il cortile interno.

Lo stabilimento venne costruito alla fine del XIX secolo con l'obbiettivo di incentivare la produzione moderna e innovativa nei settori, pastificio, distilleria e mulino. Conobbe un costante sviluppo tecnico e produttivo e la sua fama arrivò a destare l'interesse del governo nazionale, tanto che lo stesso ministro dell'interno Giovanni Giolitti venne a visitare nel 1901 l'industria.[2] Lo stabilimento è noto per aver adottato per primo l'illuminazione elettrica nel 1919; il paese era equipaggiato dal 1866 esclusivamente di lampade a olio per l'illuminazione e l'amministrazione comunale provvedette solo nel 1923 a cambiare tale consuetudine.

La fine improvvisa

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la parte danneggiata dell'edificio con al centro, la ciminiera.

Nonostante i buoni propositi, il buon andamento del lavoro e il fatto di poter contare su collaborazioni con la Ferrovia Circumetnea per il trasporto delle merci e con l'amministrazione comunale di Misterbianco sul piano delle autorizzazioni, l'industria della famiglia Monaco ebbe vita breve: la sera del 20 aprile del 1922 un violento incendio di origine probabilmente dolosa devastò l'intera sede principale ponendo fine alla fortunata attività lavorativa che aveva conosciuto lo stabilimento; dalle notizie riportate dalla stampa locale, in seguito si suppose che fosse stato lo stesso fondatore Francesco Monaco ad appiccare l'incendio, in quanto oppresso da problemi derivanti da disaccordi con i numerosi dipendenti. Non è possibile tuttavia che ciò sia avvenuto in quanto il fondatore Francesco Monaco era già morto, come attesta il suo atto di morte. Muore, infatti, a Misterbianco il 28 marzo 1908.

Stato attuale

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Lo stabilimento di Monaco, visto dall'esterno, nonché dalla parte non ristrutturata, ubicata in via Galliano, 7 marzo 2023.

Dalla notte in cui si sviluppò l'incendio i locali superstiti e le strutture danneggiate vennero abbandonati a se stessi, alcune di esse vennero logorate dalle intemperie e furono spazio naturale per la crescita della vegetazione spontanea, mentre le parti minori distaccate dei capannoni furono vendute e in parte demolite in favore di moderni edifici per l'abitazione civile.

Del fabbricato originale è rimasta la sede principale che a partire dal 2002 è stata oggetto di interesse da parte dell'amministrazione comunale di Misterbianco per la riqualificazione della parte rimasta in parte meno danneggiata dalle fiamme e che nel 2009 è stata rimessa in uso per essere adibita in condivisione: la parte superiore dei locali è stata rilevata per l'ampliamento di alcuni uffici, mentre il pian terreno è divenuto deposito per i costumi del consueto carnevale annuale.

La parte inutilizzata dell'edificio superstite, non essendo stata mai oggetto di restauro e di risanamento contro l'usura del tempo e delle condizioni climatiche, nel corso degli anni ha favorito, in più occasioni, la caduta di pietre e altro materiale edile sull'asfalto, creando disagi nelle strade attigue; si ritiene che ciò sia dovuto, inoltre, anche alla numerosa presenza di volatili che vi hanno nidificato e che abbiamo agevolato in qualche modo, gli spostamenti di sassi in bilico o facilitato gli sgretolamenti delle mura ormai logore.

Sulla parete perimetrale esposta a sud e quella esposta ad est, è allestita da parecchio tempo un'impalcatura, al fine di evitare cedimenti, nonché la caduta di calcinacci sulla strada.

  1. Cangila, p. 175.
  2. Scheda su "Etnanatura.it", su etnanatura.it.
  • Orazio Cangila, Storia dell'industria in Sicilia, Bari, Editori Laterza, 1995, ISBN 88-420-4609-4.

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