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Tafo

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Meganisi – Veduta
Meganisi – Veduta

Tafo (in greco antico: Τάφος) è un'isoletta situata tra le coste dell'Acarnania e Leucade.

La mitologia greca arcaica la riferisce abitata un tempo dai Tafi, popolo di navigatori, trafficanti e predoni.[1]

Personaggi mitologici

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Personaggi del mito connessi a Tafo sono il Mente menzionato nell'Odissea, il fondatore della città Tafio, il figlio Pterelao re dell'isola e i figli di questi Cometo e Evere.

La critica moderna

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Secondo studi moderni, i popoli insediatisi a Tafo e nelle isolette limitrofe ne avevano fatto, nella tarda età del bronzo, il centro propulsivo di uno specifico modello socioeconomico: una talassocrazia predatoria radicata in un contesto geografico insulare frammentato, fondata sul mercato degli schiavi e il predominio sul controllo del commercio del nuovo metallo, il ferro.[2][3]

La voce del vocabolario Treccani dedicata al popolo dei Tafi[1] li presenta come popolazione arcaica della Grecia centrale, di uno strato etnico pre-greco, poi sospinta dall'invasione delle stirpi elleniche a ridurre il proprio territorio all'arcipelago «fra Leucade e la costa dell'Acarnania»: sarebbero stati questi i tremendi pirati[4] «Tafî ricordati da Omero (Odissea, I, 181; XV, 427)» contro i quali «secondo una tradizione esiodea» avrebbe guerreggiato Anfitrione.[1][5]

Nelle fonti primarie

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Una delle prime menzioni ricevute dall'isola di Tafo è appunto nell'Odissea, laddove Atena per avvicinare Telemaco assume le sembianze di Mente,[6] re dei Tafi e legato al padre Odisseo dai vincoli di ospitalità familiare:

Odisseo

Od. 417-420:
«"ξεῖνος δ' οὗτος ἐμὸς πατρώϊος ἐκ Τάφου ἐστί,
Μέντης δ' Ἀγχιάλοιο δαΐφρονος εὔχεται εἶναι
υἱός, ἀτὰρ Ταφίοισι φιληρέτμοισιν ἀνάσσει."
ὣς φάτο Τηλέμαχος»[7]
«"Questo straniero proviene dalla famiglia di mio padre, da Tafo,
afferma di essere Mente, figlio del saggio Anchialo,
e di governare i Tafi, amanti dei remi."
Così parlò Telemaco»

Proprio l'epiteto di φιλήρετμοι, philéretmoi, indica una delle qualità principali dei Tafi, "amanti dei remi", ovvero "navigatori".

File:Detail - "Hercules strangles the snakes" - wall painting (1st century AD) from Herculaneum, "Augusteum" called Basilica - Exhibition "Hero" up July 31, 2018 at Archaeological Museum of Naples.jpg
Detail - "Hercules strangles the snakes" - wall painting (1st century AD) from Herculaneum, "Augusteum" called Basilica - Exhibition "Hero" up July 31, 2018 at Archaeological Museum of Naples

Tafi e Telebi

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A partire «dall'età esiodea», ugualmente appunto epoca di transizione ravvisabile tra la fine dell'VIII e l'inizio del VII secolo a.C., si sovrapposero le definizioni onomastiche di Tafî e Telebi,[8] anch'essi genti pre-greche «dell'Acarnania»,[8] tanto che la «tradizione collegò l'eponimo progenitore dei Tafî Taphos, con l'eponimo antenato dei Telebi»,[1] ossia Τηλεβόας, «Teleboas», attribuendo a Taphos la paternità di questi.[1]

Map of the Tilevoides

La commistione identificativa si verificò soprattutto in età postomerica, favorita da circostanze condivise, ossia quando le due stirpi acarnane furono accomunate dalla pressione espulsiva esercitata dagli invasori ellenici, che le costrinse ad abbandonare il continente greco e a dirigersi verso le isole dello Ionio.[8]

Crema[9] riporta la contaminazione onomastica tra i due popoli in «fonti databili dall’età ellenistica in poi»: nelle Argonautiche Apollonio Rodio, che definisce i Teleboi «Taphioi leistai», "predatori Tafi",[10] e la «Biblioteca di Apollodoro», che cita Tafo e la narrazione mitologica dei tentativi inutili di conquistarla, oltre a riprendere le «ramificazioni genealogiche e [...] [le] eponimie, di tardo cònio».[9][11]

L'attuale nome dell'isola è Meganisi.[1][12][13]

  1. 1 2 3 4 5 6 Tafi Enciclopedia on line, su treccani.it.
  2. (EN) Andreas Markessinis, Lords of the Sea: The Taphians From Homeric Memory to Archaeological Reality, su andreasmarkessinis.pro.
  3. (EN) John K. Papadopoulos, Magna Achaea: Akhaian Late Geometric and Archaic Pottery in South Italy and Sicily, in Hesperia, n. 70, 2001, pp. 373-460 spec. pp.444-449.
  4. Argolis The Myths of Argos [Taphians], su sporadestours.com (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2005).
  5. (EN) James E. Huddleston (a cura di), Homer, Odyssey (Od.), su topostext.org.
  6. Vojtech Zamarovský, Bohovia a hrdinovia antických bájí, Bratislava, Mladé letá, 1980, pp. 295-296.
  7. (EL) Homerus ΟΔΥΣΣΕΙΑΣ Α [testi Homerus Odysseias 1], su poesialatina.it.
  8. 1 2 3 Margherita Guarducci, Teleboi Enciclopedia Italiana (1937), su treccani.it, 1937.; Teleboi Enciclopedia on line, su treccani.it.
  9. 1 2 Crema Tesi, p.172 e n.424
  10. Ap. Rhod. Argon. 1. 747-751: (EL) Apollonius Rhodius, Apollonii Rhodii Argonautica, su archive.org, Lipsia, Teubner, 1828, pp. 66-67.
  11. Biblioteca di Apollodoro ateniese, su it.scribd.com., 2. 5-7
  12. Crema Tesi, p.173
  13. Dizionario Greco Antico Τάφος [Táphos], su grecoantico.com.

Collegamenti esterni

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Strumenti e testi originali on line

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