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Tante scuse

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Tante scuse
PaeseItalia
Anno1974
Generevarietà
Puntate7
Durata50 min ca.
Lingua originaleitaliano
Realizzazione
ConduttoreRaimondo Vianello, Sandra Mondaini
RegiaRomolo Siena
AutoriItalo Terzoli, Enrico Vaime, Raimondo Vianello
MusicheMarcello De Martino
Casa di produzioneRai
Rete televisivaProgramma Nazionale

Tante scuse è stato un programma televisivo italiano di varietà, condotto da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini per la regia di Romolo Siena. Fu trasmesso in sette puntate dal 5 ottobre al 23 novembre 1974, il sabato sera sul Programma Nazionale.

Le puntate vennero registrate in estate al Teatro delle Vittorie di Roma. Il programma non andò in onda sabato 2 novembre 1974. Era allora consuetudine in Rai non trasmettere programmi leggeri nel giorno della commemorazione dei defunti, il venerdì e il sabato santo. Quella sera fu trasmessa la riduzione televisiva de Il mercante di Venezia di Shakespeare, con Laurence Olivier.

Sandra Mondaini in scena durante il programma

Il programma era basato essenzialmente sui numeri comici del duo Vianello-Mondaini, spalleggiati da Enzo Liberti nel ruolo di un capoclaque sempre in disaccordo con Vianello. Si trattava di scenette autoconclusive, divertenti e sagaci, che spesso satirizzavano le tendenze vecchie e nuove della società italiana. Contrariamente a quella che era la tradizione televisiva dell'ultimo ventennio, lo show era costruito su quello che avveniva dietro le quinte, prima, durante e dopo la registrazione, dando l'illusione della diretta. Le scuse del titolo erano rivolte ai telespettatori per i (finti) imprevisti nei quali rimanevano coinvolti i protagonisti, che ostacolavano la riuscita dello spettacolo; questo espediente fece sì che anche il regista Romolo Siena, chiamato in causa da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello per risolvere i problemi, divenisse familiare agli spettatori.

Il cast del programma comprendeva anche Massimo Giuliani, che impersonava un saggio barista sempre pronto a dare consigli che rimanevano costantemente inascoltati dallo scontroso Vianello; c'erano poi l'assistente di studio, interpretato da Attilio Corsini, e Tonino Micheluzzi nel ruolo dell'attore fallito Ferruccio, un tempo spalla di grandi interpreti come il grande Ermete Zacconi, ora ridotto a suggeritore e portaborse per Vianello. I due diedero vita a un tormentone: Vianello rispondeva alle eccessive attenzioni di Ferruccio intimandogli «Smamma Ferruccio!», al quale lui rispondeva ossequioso «Comandi, sior Vianello!».

Il comparto musicale era affidato ai Ricchi e Poveri, che occasionalmente partecipavano agli sketch della coppia e al balletto di Sandra Mondaini; ogni puntata vedeva poi ospite un famoso cantante, che si esibiva con un suo brano e prendeva parte alle gag.

Il successo riscosso convinse la Rai a produrre una seconda edizione dello show, dal titolo Di nuovo tante scuse, in cui venne riconfermato l'intero cast.

La sigla d'apertura si intitolava Tiritera ed era cantata da Sandra Mondaini: vedeva la coppia Mondaini-Vianello interagire con delle animazioni realizzate da Studio Bruno Bozzetto Film[1].

La sigla finale divenne un cult della televisione italiana. Nelle prime sei puntate, Raimondo Vianello se la prendeva col gruppo dei Ricchi e Poveri, da lui stesso definiti petulanti e fastidiosi, in maniera ogni volta differente. Sulle note di Non pensarci più, i membri del gruppo venivano eliminati nei modi più disparati: spianati da uno schiacciasassi, stritolati da un enorme masso, bruciati dalle fiamme di una tanica di benzina incendiata, colpiti dalle pallottole di un archibugio o da una palla di cannone, e infine travolti dal tronco di un albero. A omicidio avvenuto, Sandra Mondaini arrivava saltellando gioiosamente insieme al marito, in una grottesca atmosfera di pace e appagamento. Nel finale dell'ultima puntata, Sandra e Raimondo (già pronto ad infierire sul quartetto con un bastone) vengono scoperti dai cantanti, che si vendicano intrappolandoli in una rete da caccia.

  1. Dall'intervista di Bruno Bozzetto nei contenuti speciali di Vip - Mio fratello superuomo
  • AA.VV., Enciclopedia della televisione, Garzanti

Collegamenti esterni

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