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Telefassa

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Telefassa
Nome orig.Τηλέφασσα (Tēlèphassa)
Lingua orig.greco antico
Caratteristiche immaginarie
Specieumana
Sessofemmina
Professioneregina di Tiro

Telefassa (in greco antico Τηλέφασσα?, Tēlèphassa) o Telefe[1] (in greco antico Τηλέφη?, Tēlèfē) è un personaggio della mitologia greca. Fu regina di Tiro.

Il nome Τηλέφασσα è considerato la forma femminile del nome Telefane (affine a Telefo) e significa «colei che appare da lontano» o «che risplende da lontano». Il termine è infatti un composto dell'avverbio τηλέ (tēlè, "lontano") e del verbo φαίνω (phaínō, "apparire", "risplendere"), come già attestato nel lessico Suida (τηλεφανής δὲ µακρόθεν φαινοµένη).[1]

Negli scoli ad Euripide (alle Fenicie e al Reso) e in Stefano di Bisanzio (alle voci Dardanus e Thasos) sono attestate anche le forme abbreviate o varianti Telefe (Τηλέφη) e Telefae (Τηλέφαη). Non è comunque esclusa l'ipotesi che possa trattarsi originariamente di un nome non greco adattato al personaggio.[1]

Figlia (oppure consanguinea) di Libia,[2] sposò Agenore[3] che la rese madre di Cadmo[3] Cilice,[3] Fenice[3] ed Europa.[3]

Secondo Stefano di Bisanzio fu anche la madre di Galesso[4] avuto da Taso[4] (in greco antico Γάληψος?, Gálēpsos).

Suo marito Agenore, dopo che Zeus rapì sua figlia Europa e la trasportò oltre il mare (a Creta), ordinò a lei ed ai suoi figli maschi di partire alla sua ricerca ed impose loro di non fare ritorno in patria senza di lei.[3]

Nessuno di loro riuscì a ritrovare Europa e nessuno di loro (visto il divieto di Agenore) tornò mai più in patria.[3]

Telefassa si stabili in Tracia con il figlio Cadmo[3] ed alla sua morte fu sepolta in Tracia.[5]

Stefano di Bisanzio scrive che Telefe (considerata una versione abbreviata del suo nome[1]) si stabilì sull'isola di Taso con l'omonimo della stessa isola (Taso) e lì divenne madre di Galesso,[4] eponimo della citta di Galepso.[4]

  1. 1 2 3 4 Ezio Pellizer, Telefassa (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013. URL consultato il 26 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  2. ↑ (EN) Mosco, Poesie, 37, su theoi.com. URL consultato il 1º agosto 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Apollodoro, Biblioteca, III, 1.1, su topostext.org. URL consultato il 1º agosto 2026.
  4. 1 2 3 4 (EN) Stefano di Bisanzio, Ethnikà, frammento G197.11, su topostext.org. URL consultato il 1º agosto 2026.
  5. ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca, III, 4.1, su topostext.org. URL consultato il 1º agosto 2026.

Collegamenti esterni

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