Tommaso Traetta

Francesco Michele Tommaso Saverio Traetta o Trajetta, conosciuto semplicemente come Tommaso Traetta, (Bitonto, 30 marzo 1727 – Venezia, 6 aprile 1779) è stato un compositore italiano, tra i massimi rappresentanti della scuola musicale napoletana, principalmente nel campo dell'opera seria.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Tommaso Traetta nacque il 30 marzo 1727[1] a Bitonto, nell'allora Regno di Napoli; era probabilmente un discendente del cantante Sebastiano Traetta, più precisamente del fratello Nicolò.[2] All'età di undici anni fu ammesso al conservatorio di Santa Maria di Loreto di Napoli sotto la guida di Nicola Porpora, e successivamente divenne allievo di Francesco Durante. Dopo dieci anni di studio, nel 1748 l'istruzione di Traetta, in tutte le parti della musica, fu completa. Uscito dal conservatorio, si dedicò all'insegnamento del canto e compose per le chiese e i conventi di Napoli delle messe, dei vespri, dei mottetti e delle litanie, gran parte delle quali si trovano ancor oggi manoscritte.
Nel 1750 la sua opera seria Il Farnace, per il libretto di Antonio Maria Lucchini, fu rappresentata al teatro San Carlo con Gaetano Majorano, ottenendo un successo talmente strepitoso che gli si chiesero altre sei opere per la stessa scena, le quali si succedettero senza interruzione una dopo l'altra. Chiamato a Roma nel 1754, diede al teatro Aliberti l'Ezio, considerata come una delle sue migliori opere. Da allora la sua reputazione si diffuse in tutta Italia; Firenze, Venezia, Milano, Torino si disputarono e applaudirono i suoi successi, ma delle vantaggiose proposte fattegli dal duca di Parma, Felipe, ne arrestarono il vagabondare, perché accettò la carica di suo maestro di cappella e fu incaricato di insegnare l'arte del canto alle principesse della famiglia ducale; Felipe aveva difatti sposato la figlia maggiore di Luigi XV, introducendo alla corte di Parma i gusti francesi nella musica e in genere nella cultura.
Proprio l'influenza francese spinge l'opera di Traetta a muoversi su binari differenti rispetto al panorama musicale italiano del tempo, seguendo con l'Antigona, andata in scena a San Pietroburgo nel 1772, gli ideali di riforma associati a Gluck e già avvertiti anche da altri compositori. Secondo Jean-Benjamin de La Borde,[3] non si trova traccia di questo cambiamento nelle partiture dell'Armida né in quella dell'Ifigenia, composte nel 1760. La prima opera composta a Parma da Traetta fu Ippolito e Aricia, rappresentata nel 1759 e ripresa nel 1763 per il matrimonio dell'infanta di Parma con il principe delle Asturie. Così grande fu il suo successo che il re di Spagna accordò una pensione al compositore, come testimonianza del suo apprezzamento. Nello stesso anno Traetta fu chiamato a Vienna per scrivervi l'Ifigenia in Tauride, ritenuta una delle sue migliori opere. Di ritorno a Parma, vi diede la Sofonisba; un aneddoto relativo a quest'opera sembrerebbe essere l'origine di quel che riporta La Borde a proposito della trasformazione dello stile di questo compositore durante il suo soggiorno a Parma. In una situazione drammatica in cui l'accento di un personaggio doveva essere straziante, Traetta credette di non poter far di meglio che scrivere al di sotto della nota le parole un urlo francese.
Dopo la Sofonisba, Traetta tornò a Londra per comporre l'Armida. Quest'opera e l'Ifigenia furono rappresentate in seguito in quasi tutta Italia e accolte con entusiasmo. Dopo la morte dell'infante don Filippo, duca di Parma, Traetta fu chiamato a Venezia per prendervi la direzione del conservatorio chiamato l'ospedaletto; conservò questa posizione per due anni, avendo acconsentito di succedere a Baldassare Galuppi come compositore alla corte di Caterina II, imperatrice di Russia. Partì all'inizio del 1768 per San Pietroburgo, e Antonio Sacchini gli successe all'ospedaletto. La maggior parte dei biografi riferisce che all'indomani della rappresentazione della Didone Abbandonata, l'imperatrice inviò a Traetta una tabacchiera d'oro ornata del suo ritratto, con un biglietto di sua mano in cui ella diceva che Didone gli faceva questo dono; si sono però confusi, in questo aneddoto, Traetta e Galuppi, che aveva scritto qualche anno prima un'opera sullo stesso soggetto, rappresentata proprio a San Pietroburgo e che ricevette, in effetti, questo messaggio da parte dell'imperatrice.
Dopo sette anni di soggiorno alla corte di Caterina II, sentendo la sua salute indebolita dal rigore del clima, Traetta domandò il permesso di potersi congedare, che ottenne con gran pena. Si allontanò dalla Russia verso la fine del 1775 per recarsi a Londra, dove la sua fama l'aveva preceduto, ma, sia che il soggetto dell'opera commissionatagli non l'avesse ispirato, sia che il suo cattivo stato di salute ne avesse condizionato le doti compositive, il suo dramma Germondo, rappresentato a teatro dal re Giorgio III, non parve degno della sua alta reputazione. La fredda accoglienza riservata a quest'opera e a una raccolta di duetti italiani che fece pubblicare a Londra lo spinsero a lasciare quella città per tornare in Italia, dove sperava di ritrovare la sua vena artistica ma fallì, rimanendo afflitto da una salute sempre precaria. Scrisse ancora qualche opera a Napoli e a Venezia, ma senza più trovare il fuoco delle sue antiche produzioni.
Tommaso Traetta morì il 6 aprile del 1779[4] a Venezia, all'età di cinquantadue anni. Nel 1980 le sue spoglie furono traslate da Venezia, in cui riposavano nella Chiesa dell'Ospedaletto, a Bitonto, per essere sepolte nella cripta della cattedrale. Anche il figlio Filippo Traetta, nato nel 1777, fu compositore. Emigrato negli Stati Uniti nel 1799, vi trascorse l'intera carriera, fondandovi dei conservatori a Boston (1801) e a Filadelfia (1828).
Stile e composizione
[modifica | modifica wikitesto]Traetta combina nelle sue opere elementi puramente italiani con i cromatismi tipici del panorama tedesco, concependo la musica di teatro dal punto di vista dal quale Gluck si è posto qualche anno più tardi, a parte delle tendenze più melodiche maggiormente evidenti nelle opere del compositore italiano[5].
Composizioni
[modifica | modifica wikitesto]Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Farnace: Napoli, 1750
- I pastori felici, 1753
- Ezio: Roma, 1753
- Le nozze contrastate, 1754
- La fante furba, 1756
- Buovo d'Antona: Venezia, 1758
- Ippolito e Aricia: Parma, 1759
- Stordilano, principe di Granata, 1760
- I Tindaridi, 1760
- Armida: Vienna, 1761
- Sofonisba: Mannheim, 1761
- La francese a Malghera, 1762
- Alessandro nell'Indie: Reggio Emilia, 1762
- Ifigenia in Tauride: Vienna, 1763
- Didone abbandonata, 1764
- Semiramide riconosciuta, 1765
- La serva Rivale, 1767
- Amore in trappola, 1768
- L'isola disabitata: Teatro Comunale di Bologna, 1768
- L'Olimpiade, 1770
- Antigona, 1772
- Germondo, 1776
- Il cavaliere errante, 1777
- La disfatta di Dario, 1778
- Artenice, 1778
Musica sacra
[modifica | modifica wikitesto]Si sono trovati al conservatorio di Napoli uno Stabat Mater a quattro voci e orchestra, così come due lezioni per il mattutino di Natale e una parte della Passione secondo Giovanni: un altro Stabat Mater è conservato nella biblioteca statale di Monaco di Baviera. Per le "Figliole" dell'Ospedale dei Derelitti a Venezia, ha scritto: un oratorio intitolato Rex Salomon, conservato presso la biblioteca reale del Belgio a Bruxelles; quattro antifone mariane per voce solista, archi e basso continuo, conservate alla Biblioteca Universitaria di Amburgo; un Miserere a tre voci, archi e continuo, conservato a Bergamo, a Vienna e a Milano, in quest'ultima fonte attribuito erroneamente ad Antonio Sacchini; numerosi mottetti solistici andati perduti. Una Messa a quattro voci con orchestra si trova presso il Conservatorio di Firenze.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Gerber, da padre altamurano e madre bitontina, nel suo primo Lessico dei musicisti, aveva detto che Traetta era nato a Traetto nel 1738 (aus das Jahr 1738); Choron e Bertini, copiandolo nel loro Dizionario storico dei musicisti, ne hanno fissato la data di nascita nello stesso anno (dal libro Memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli, raccolte dal Marchese di Villarosa nel 1840), e sono stati seguiti da tutti i biografi successivi. Il luogo e la data del 30 marzo 1727 si trovano alla base di un ritratto eseguito a Londra da Ghinocchi nel 1776, durante il soggiorno di Traetta in quella città.
- ↑ Serena, p. 7.
- ↑ Essai sur la musique, Tomo III, p. 239.
- ↑ Moschini, Della letteratura veneziana del secolo XVIII, parte III, p. 208.
- ↑ La Scuola musicale di Napoli, vol. II, Napoli, Morano, 1882, p. 347, cit in Carlo Goldoni, Tutte le Opere, a cura di Giuseppe Ortolani, Milano, Mondadori, 1956-1964, vol. 4, p. 1318.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Ottavio Serena, I musicisti altamurani. Notizie raccolte e pubblicate da Ottavio Serena in occasione del centenario della nascita di Saverio Mercadante, Altamura, Tipografia Fratelli Portoghese, 1895, pp. 3-6.
- F. Casavola, Tommaso Traetta di Bitonto (1727-1779): la vita e le opere, Bari, Società di Storia Patria per la Puglia, 1957.
- Jörg Riedlbauer, Die Opern von Tommaso Trajetta, Hildesheim, Olms, 1994 (Studien und Materialien zur Musikwissenschaft Bd. 7).
- Marco Russo, Tommaso Traetta: i Libretti della Riforma - Parma 1759-61, Facoltà di Lettere di Trento, Trento 2005.
- Id., Tommaso Traetta: Maestro di cappella napoletano, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, Genova 2006.
- Fabrizio Cassoni, Gianfranco Spada, Le Feste d'Imeneo, Tommaso Traetta a Parma, Traettiana, 2010.
- Susanne Dunlap, Armida - Traetta, Salieri and Righini in Vienna, Traettiana, Londra 2011.
- Luigi Tullio, Il destino nelle note, Progedit, Bari 2021.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Scuola musicale napoletana
- Sebastiano Traetta
- Premio Traetta riconoscimento che la Traetta Society assegna in riconoscenza dei meriti nel riscoprimento delle radici europee della musica del XVIII secolo
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Tommaso Traetta
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tommaso Traetta
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su traetta.com.
- Traétta, Tommaso, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Andrea Della Corte, TRAETTA, Tommaso, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
- (EN) Tommaso Traetta, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Opere di Tommaso Traetta, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Tommaso Traetta, su Open Library, Internet Archive.
- Tommaso Traetta, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
- (EN) Spartiti o libretti di Tommaso Traetta, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Tommaso Traetta, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Tommaso Traetta, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- Progetto Traetta, su traetta.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 54342929 · ISNI (EN) 0000 0001 0902 8526 · SBN CFIV023252 · BAV 495/270482 · CERL cnp01374422 · Europeana agent/base/149447 · LCCN (EN) n83197998 · GND (DE) 118802631 · BNE (ES) XX1613721 (data) · BNF (FR) cb13998231r (data) · J9U (EN, HE) 987007284209505171 · CONOR.SI (SL) 93738083 |
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