Tropaion
Nell'antichità classica (greca e poi romana), il tropaion (greco τρόπαιον; latinizzato in tropaeum, da cui l'italiano trofeo) era un monumento eretto dai vincitori sul campo di battaglia con le armi e armature dei nemici sconfitti.
In origine, il luogo di erezione coincideva al campo di battaglia stesso dove era avvenuta la vittoria, e consisteva in un albero con rami adatti, o in una struttura simile poi ricoperta delle armi e armature dei vinti. Una volta eretto, era dedicato a una divinità come ringraziamento della vittoria. In alcune raffigurazioni, alla base della struttura vi sono armi e scudi ammassati, o anche nemici prigionieri. In epoche successive, come sostegno al posto del tronco poteva essere usata una coppia di lance o vessilli incrociati tra loro.
Antica Grecia
[modifica | modifica wikitesto]Nelle città-Stato del periodo arcaico, un tropaion veniva eretto direttamente sul campo di battaglia, di solito nel punto della "svolta" (gr. tropê), ossia il punto in cui lo schieramento nemico era stato posto in rotta. Il monumento era ornato con la tipica panoplia di un oplita, che a seconda delle epoche includeva: un elmo, una corazza (in bronzo o in lino) e più scudi ammassati alla base. Rimaneva sul campo fino alle campagne della stagione successiva (poiché le battaglie si combattevano spesso negli stessi pochi pianori tra le montagne della Grecia), quando poteva essere sostituito da un nuovo trofeo.
In epoche successive, la decisione di innalzare un tropaion poteva essere dichiarata sul campo mentre la sua effettiva erezione poteva avvenire nei santuari panellenici come Olimpia o Delfi, aumentando così il prestigio della città vincitrice.
Il significato del monumento era una notifica rituale della vittoria rivolta ai nemici sconfitti. Poiché la guerra nel mondo greco arcaico era in gran parte un fenomeno rituale, il monumento serviva a rafforzare il capitale simbolico della vittoria nella comunità greca. Un'altra interpretazione del tropaion lo vede come un monumento dedicato al massacro del nemico. Alcuni passi descrivono il tropaion come ultima fase della battaglia, successiva alla rotta decisiva e all’inseguimento del nemico.[1][2] Un passo cruciale di Tucidide suggerisce che il tropaion fosse eretto per celebrare i nemici uccisi in battaglia.[3]
Le fonti antiche attestano la grande importanza attribuita dalle poleis arcaiche ai simboli e ai riti legati alla guerra: ad esempio, la narrazione di Erodoto (I, 67) riguardante le ossa di Oreste, le cui proprietà magiche avrebbero garantito la vittoria spartana, mostra lo stesso interesse per oggetti e simboli di potere connessi al successo o al fallimento militare.[4]
Antica Roma
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Nell’antica Roma, il tropaeum invece probabilmente non veniva eretto sul campo di battaglia, ma esposto in punto prominente della città di Roma. Negli ultimi anni della Repubblica romana, i generali romani avrebbero tenuto di meno a impressionare potenze estere anziché sfruttare un proprio successo in guerra per promuovere la propria carriera politica: un tropaeum sul campo non portava voti, mentre un monumento esposto in città durante un trionfo poteva impressionare i cittadini e influire sulle elezioni.
L’efficacia simbolica del tropaeum divenne talmente riconosciuta che, in epoca successiva, i romani preferirono raffigurarlo in rilievi scultorei, creando così una memoria durevole delle proprie vittorie in luogo della presenza effimera di un tropaeum tradizionale. Esempi di ciò sono il Trophaeum Alpium di Augusto e il Tropaeum Traiani di Traiano.
Posterità
[modifica | modifica wikitesto]Alla luce di quest'ultima accezione del tropaeum come interpretato dai romani, anche in seguito si è diffusa la tipologia di trofeo come ornamento architettonico.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Tropaeum su moneta romana del 46-45 a.C. con figura maschile a sinistra e femminile a destra
- Tropaeum su un albero in una moneta romana del 42 a.C. dedicata a Marco Giunio Bruto, con iconografia navale
- Scena di tropaeum sul Trophaeum Alpium (età augustea), con figura maschile a sinistra e femminile a destra
- Tropaeum dagli Horti Sallustiani, oggi alla Centrale Montemartini
- Uno dei due cosiddetti "trofei di Mario" (in realtà risalenti a Domiziano, ca. 89-90), dal 1590 collocati sulla balaustra in cima alla cordonata del Campidoglio
- La dea Vittoria tra due tropaea, bassorilievo della Colonna Traiana
- Tropaeum dal Tempio di Adriano, oggi ai Musei Capitolini
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Hanson, Victor Davis. The Western Way of War: Infantry Battle in Classical Greece. ISBN 0-520-21911-2.
- Hofstätter, Ulrich (2023). Tropaea. Griechische Siegesmonumente im republikanischen Rom. Die archäologischen, literarischen und numismatischen Zeugnisse, in "Jahrbuch für Numismatik und Geldgeschichte" 73, pp. 47-71.
- Janssen, Andreas Jozef (1957). Het antieke tropaion. Lederberg/Gand: Erasmus.
- Kinnee, Lauren (2018). The Greek and Roman Trophy: From Battlefield Marker to Icon of Power. ISBN 978-0415788380.
- Rabe, Britta (2008). Tropaia: tropē und skyla. Entstehung, Funktion und Bedeutung des griechischen Tropaions. Rahden: Marie Leidorf, ISBN 978-3-89646-985-4.
- Schmuhl, Yvonne (2008). Römische Siegesmonumente republikanischer Zeit. Untersuchungen zu Ursprüngen, Erscheinungsformen und Denkmalpolitik. Amburgo: Kovač, ISBN 978-3-8300-3425-4.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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