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Vénus (S649)

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Vénus (S649)
Descrizione generale
TipoSSK
ClasseClasse Daphné
ProprietàMarine nationale
IdentificazioneS 649
CostruttoriDCN
CantiereDCN, Cherbourg
Impostazioneagosto 1961
Varo24 settembre 1964
Completamentogiugno 1963
Entrata in servizio1º gennaio 1966
Radiazione3 dicembre 1990
Destino finaleaffondato come nave bersaglio il 20 giugno 2002
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione869 t.
Dislocamento in emersione1.043 t.
Lunghezza57,75 m
Larghezza6,74 m
Altezza5,25 m
Profondità operativa300 m
Propulsione2 gruppi elettrogeni da 450 kW, diesel SEMT Pielstick-Jeumont-Schneider type 12 PA 1 bis.
2 motori elettrici da 1000 CV (735 kW) che potevano sviluppare un massimo di 1300 CV per qualche minuto
2 eliche.
Velocità in immersione 15 nodi
Velocità in emersione 12 nodi
Autonomia4.300 mn a 7,5 n con snorkel
Equipaggio6 ufficiali + 24 sottufficiali + 20 marinai
Equipaggiamento
Sensori di bordo1 radar DRUA 31, 1 sonar DUUA 2B, 1 sonar passivo DSUV 2, 1 telemetro acustico DUUX, 1 sistema di scoperta delle emissioni radar ARUR 10B
Armamento
SiluriE12, E14, L3, L5, F17
Altro8 tubi lancia siluri avanti e 4 esterni dietro
Note
i dati si riferiscono al Vénus (S 649) francese
i dati sono tratti da Sous-marin Vénus: Caractéristiques principales[1]
voci di sottomarini presenti su Wikipedia

Il Vénus (distintivo ottico S649) è stato un sottomarino della Marine nationale francese, che prestò servizio dal 1965 al 1990.[2]

Il sottomarino d'attacco a propulsione convenzionale Vénus, numero identificativo S649, e numero di costruzione Q250, apparteneva alla classe Daphné della marine nationale composta da 11 unità costruite tra gli anni cinquanta e anni sessanta del XX secolo.[2] Impostato presso la Direction des Constructions et Armes Navales (DCAN) di Cherbourg nell'agosto 1961, battezzato Vénus il 25 marzo 196 e varato il 24 settembre 1964.[3] Nell'aprile 1965 effettuò i suoi primi test nel bacino transatlantico dell'arsenale, poi nel porto di Cherbourg, e il 9 luglio dello stesso anno fu consegnato alla marina.[3]

Salpò per la prima volta il 21 luglio 1965 per una lunga traversata nel Mare del Nord, che lo portò a Oslo (dal 29 luglio al 1° agosto) e poi a Copenaghen (dal 3 al 7 agosto).[2] Ritornò a Cherbourg il 10 agosto 1965.[2] Lasciato Cherbourg il 12 agosto 1965, arrivò a Tolone, il suo nuovo porto di armamento, l'8 settembre, via Bordeaux.[3] Effettuò quasi tutto il viaggio in immersione, ad eccezione di una sosta forzata di 3 ore a Gibilterra per sbarcare il quinto ufficiale che si era ammalato.[3] Il 1° gennaio 1966 fu ammesso al servizio attivo e assegnato al 1ª Squadriglia sottomarini.[3] Dal 1° gennaio 1969 al 1° gennaio 1970 rimase a Lorient, assegnato alla 2ª Squadriglia sottomarini.[3] Il 1° luglio 1970 fu assegnato alla Squadriglia Sottomarina del Mediterraneo (ESMED), costituita a Tolone.[2] Il 14 luglio 1971, il Vénus accolse a bordo, a Tolone, il Ministro della Difesa Michel Debré.[3] Il Ministro effettuerà un viaggio in mare il 23 luglio per rendere omaggio ai sommergibilisti scomparsi.[3] Dal 1° ottobre 1971 al 1° settembre 1972, a Tolone si svolse importanti lavori di ammodernamento.[3] Durante questo periodo, furono apportate modifiche, installato un nuovo sonar di prua, sviluppo di metodi di rilevamento.[3]

Il 2 dicembre 1977, il sottomarino lasciò Tolone per Lorient, dove arrivò il 20 dicembre per effettuare un importante restauro che iniziò nel gennaio 1978 e terminò all'inizio del 1979.[3] Nel dicembre 1978, mentre il Vénus entrava nel canale occidentale di Lorient, dopo una giornata di prove in mare, l'equipaggio vide una piccola barca a vela rovesciata e un uomo in acqua in grave difficoltà.[3] Dopo aver avvisato il CROSS Etel, il sottomarino si avvicinò a 400 metri dal naufrago, ma il fondale si sollevò pericolosamente. Fu infine un elicottero Aérospatiale Alouette III a recuperare il naufrago.[3] Il 1° gennaio 1978, il Vénus venne assegnato alla squadriglia sottomari dell'Atlantico di base a Lorient-Kéroman.[2] Nel 1982 effettuò una missione nell'Oceano Indiano con uno o più scali a Gibuti. Il 16 novembre 1984 arrivò a Lorient per essere sottoposto a importanti lavori di ristrutturazione che durarono fino al 1985.[3] Nel marzo 1987 si trova nel Mare del Nord e fece scalo a Portsmouth.[3] Nell'agosto del 1988 fece sosta ad Anversa.[3]

Il 23 novembre 1990 ebbe luogo l'ultima missione, con a bordo gli ex comandanti. Il 3 dicembre 1990, data dell'ultima cerimonia di ammaina bandiera, il sottomarino Vénus fu ritirato dal servizio attivo e posto in riserva speciale a Lorient.[3] Fu messo in vendita a Lorient per essere demolito il 16 dicembre 1994, insieme all'EDIC 9074 e alla chiatta Courégant.[3] La vendita, tuttavia, non ebbe molto successo e il Vénus non fu demolito.[3] L'11 marzo 1996, la nave fu dichiarata inagibile (n. Q714) e riutilizzata come nave bersaglio.[3] Ciò avvenne il 20 giugno 2002, quando il Vénus fu fatto saltare e affondato dai sommozzatori del GPD Atlantique al largo di Lorient, a una profondità di 2.000 metri.[3]

  • (FR) Alain Boulaire, La Marine française: De la Royale de Richelieu aux missions d'aujourd'hui, Quimper, éditions Palantines, 2011, ISBN 978-2-35678-056-0.
  • (FR) Claude Huan e Jean Moulin, Les sous-marins français 1945-2000, Rennes, Marines éditions, 2010, p. 65, ISBN 2-35743-041-9.
  • (FR) Rémi Monaque, Une histoire de la marine de guerre française, Paris, éditions Perrin, 2016, ISBN 978-2-262-03715-4.
  • (FR) Michel Vergé-Franceschi (a cura di), Dictionnaire d'Histoire maritime, Paris, éditions Robert Laffont, 2002, ISBN 2-221-08751-8.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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