- Dalla pagina su Olivia Block di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Olivia Block (USA, 1970), originariamente chitarrista e cantante rock ad Austin (Texas), e in seguito membro degli Alial Straa con Seth Nehil e John Grzinich, come documentato in Tunnels/Stairwell (Orogenetics, 1997 - Alluvial, 2000), si trasferì a Chicago nel 1996, dove incontrò improvvisatori free come Jim O'Rourke e Jeb Bishop.
Già creatrice di una colonna sonora video Fire-Fly (1997) e di un Piece for Scrubbing Tile (1998), il suo primo grande successo come compositrice elettronica è stata una trilogia iniziata con Pure Gaze (Sedimental, 1998), una piece di 27 minuti attentamente progettata che fondeva musica da camera acustica (Jeb Bishop e Mark Fry al trombone, Kyle Bruckmann al corno inglese, due clarinettisti), minimalismo drone (alla Ellen Fullman), musica glitch, soundscaping astratto e registrazioni sul campo manipolate al computer.
La seconda parte della trilogia, Mobius Fuse (2001), enfatizzava i suoni "realistici", ovvero le registrazioni sul campo. Ci sono due momenti di tensione nei 29 minuti di Mobius 1: un crescendo di crepitii e rumori rotanti, e una sequenza di droni forti e acuti, ognuno dei quali è intervallato dai tranquilli suoni della foresta. Il breve Mobius 2 è un duetto tra una fanfara di corni e grilli.
La terza parte, Change Ringing (Cut, 2005), una composizione di trenta minuti, inizia con un tono sommesso ma alla fine esplode come una supernova roteante. Poi si trasforma bruscamente in una serie piuttosto comune di rumori banali che diventano la base per l'improvvisazione sugli strumenti acustici, in particolare di Jeb Bishop (trombone), Kyle Bruckmann (oboe) e Bhob Rainey (sassofono soprano).
Questa è probabilmente la più potente delle tre composizioni, una sinfonia drammatica di riverberi, pulsazioni, droni e glitch.
Heave To (2006) enfatizzava le dinamiche attraverso una miscela fluida ma anche viscerale di registrazioni sul campo selvaggiamente manipolate e strumenti da camera (in particolare gli archi, con Block al violoncello, Jonathan Chen al violino e Jen-Claire Paulsen alla viola). Heave To, di 26 minuti, si apre con ondate oceaniche di suoni e si lancia in un paesaggio post-apocalittico o extraterrestre. All'esatto opposto della musica ambient, questa è musica intrisa di un alto grado di isteria. La seconda parte della suite è meno estrema ma comunque intrisa di terrore, con gli archi che sferrano un attacco frontale contro i segnali radio, dando vita a una coda relativamente umana. È la sua composizione elettroacustica più ambiziosa e realizzata. L'album contiene anche Make The Land, un collage molto più subliminale e raffinato, della durata di nove minuti.
Resolution (agosto 2010) documenta una collaborazione tra Greg Kelley e Olivia Block.
Teem (Either/OAR, 2010) documenta una collaborazione con il musicista di San Francisco Kyle Bruckmann.
Aberration of Light (2015), nata originariamente nel 2011 come collaborazione con gli artisti visivi Sandra Gibson e Luis Recoder, è una suite in più parti che si muove lentamente e senza soluzione di continuità da detriti sonori pulsanti a grandiosi droni cosmici con, come di consueto, un uso creativo di suoni "ambientali", che danno origine a sibili spettrali e brontolii minacciosi che si aggiungono ai crescendo drammatici e ai decadimenti subliminali della trama principale.
Mentre componeva musica al computer, ha anche perseguito la pratica di esibirsi dal vivo su tastiere acustiche (preparate), come documentato su Untitled for Piano and Organ (2018).
Dissolution (gennaio 2015), presentato in anteprima nel 2013, è l'opposto di Aberration of Light: un collage altamente dinamico di suoni e voci trovati. Un'esecuzione dal vivo di questo brano includeva walkie-talkie, dispositivi di elaborazione analogici, microregistratori, un'autoharp amplificata, oggetti metallici e piccoli strumenti elettronici.
132 Ranks (2018) è una composizione di 49 minuti per organo a canne, eseguita per la prima volta nell'aprile 2017 e registrata in una cappella, che rende omaggio alla qualità dello strumento attraverso una sequenza di bordoni a varie tonalità.
- Torna alla pagina su Olivia Block di Piero Scaruffi -