- Dalla pagina su Ascanio Borga di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il compositore elettronico italiano Ascanio Borga debuttò
sotto lo pseudonimo di Vomit 2000 con Music For Non-Airports (1997), una
raccolta di affascinanti affreschi post-ambientali, e Chemical Disorder (2001),
un lavoro confuso contenente venti brevi vignette in vari stili.
Inner Geometry (2001) alzò la posta in gioco tornando alle lunghe composizioni ambientali del primo album mentre improvvisava la densità e la qualità cromatica della musica.
I diciotto minuti di Inner Geometry adoperavano le tecniche minimaliste di
Terry Riley in un contesto molto personale. I quindici minuti di Circular Dream
fanno leva sulla musica cosmica di Klaus Schulze come una rampa di lancio
diretta a strutture sospese, fragili, rallentate.
Liquid Symmetries (2002) era meno abile nel riciclare le tecniche dei maestri. Un senso di dèjà vu sminuiva la maggior parte delle composizioni, sebbene i quattordici minuti di Underwater portassero a termine una tensione psicologica per mezzo di un pattern “organico” mutante.
Bad Ground (2006) è occupata soprattutto dai 35 minuti di Bad Ground, una sinfonia elettronica melodrammatica che rappresenta un balzo quantico in avanti per Borga. Rappresenza un paesaggio sonoro intenso e astratto con un'eleganza perlopiù neoclassica.
Peripheral Vision (Borga, 2007) continuava a rimuginare gli stereotipi della musica ambient, dalle textures galleggianti di Emergence al dolce languore di Floating Sequence alla risonanza aliena di Discovery (forse la traccia più intrigante) al minimalismo dilatato di Forgotten Medicine (immaginate Terry Riley suonare a velocità molto ridotta) al silenzio quasi totale di The Big Sleep.
Xenomorphic (2008) raccoglie quattro composizioni. I trenta minuti di Apnea corrispondono a un esercizio nello spostare lentamente textures, esso inizia con melodie subacquee elettroniche distorte che si trasformano in paesaggi sonori sempre più onirici, fino a quando la chitarra li termina con un'invocazione raga. Questo probabilmente segna lo zenith della carriera di Borga assieme a Bad Ground. Dopo un breve intermezzo di rumore bianco, i diciotto minuti di Xenomorphic mescolano un rullo di tamburi sciamanico a brusii sinistri fino a creare la spina dorsale di un loop per riff di chitarra elettrica a volte attaccati da fragori e fischi industriali. I quattordici minuti di Equilibrium rappresentano un brano più convenzionale di ambient e musica cosmica per elettronica e chitarra, ma i dieci minuti di Raw Ground si immergono in brusii acuti e inquietanti che sembrano la controparte delle delicate textures della musica ambient.
Il doppio disco Altered States (2015) raccoglie assoli di chitarra registrati dal vivo in studio, senza sovraincisioni. C'è molto da apprezzare nella pletora di diversi camuffamenti che Borga adotta qui. Una grande maestosità traspare dalla marea al rallentatore di una distorsione di chitarra estesa che sommerge i nove minuti di Magma, mentre gli otto minuti di Psychedelic Rings, leggermente "stonati", evocano le delicate filigrane di Harold Budd. Magnitude, di dieci minuti, è un calderone di infuocato rumore industriale, mentre Undercurrents, di nove minuti e probabilmente il pezzo forte dell'album, è un vuoto quantistico invaso da droni subliminali, che evocano i paesaggi surreali di Dalì. Se un muro di rumore potesse essere un inno, suonerebbe come Radiance. D'altra parte, Altered States implode in funebri rintocchi di morte. L'atmosfera gotica di Raw Science Loop è plasmata da magma pulsante ed echi cavernosi. La ripetizione metronomica alimenta la lenta deriva di Luminous Fields, un delicato bagno in toni eterei e quasi psichedelici. Una lezione da manuale sulla tecnica di decomposizione, i glissando e i riverberi di Harsh Ground si trasformano in una colonna sonora zen, e Underground Oceans chiude l'album con un glaciale e solenne "om".
Raw Science (Sonic Boundaries, 2016) contiene quattro lunghi brani che sono l'esatto opposto di Altered States: sono meticolosamente realizzati, mixati, elaborati, sovraincisi e generalmente manipolati per massimizzare l'impatto sonoro. Porta Alchemica (13:18) si erge da una nebulosa rotante in lenta formazione per diventare una sorta di mostro horror scricchiolante al rallentatore che poi si trasforma in una flotta di astronavi aliene che precipitano a velocità crescente verso la Terra. Raw Science (17:12) inizia con un effetto fantastico (un enorme rumore stridente che evoca la pioggia della giungla) ma poi si perde in un confuso groviglio di droni stridenti. Prima Materia (14:18) è un crescendo ancor più banale da un drone criptico a un muro di suono. Azoth (14:37), fortunatamente, trova il giusto equilibrio tra scienza e arte: qui i droni si mescolano, si abbinano e si scontrano, lottano e respirano, e la musica nasce dalla collisione tra quelli morbosi e quelli aspri, come un'orgia di piacere e dolore, raggiungendo un picco straziante di devastazione che suona come le rovine in fiamme dopo un attacco nucleare. Porta Alchemica e Azoth sono, soprattutto, intensamente umani anche nei loro momenti più distopici.
Cult of Light è stata una collaborazione con Davide Del Col che ha debuttato con The Luminous Spiral (2024).
La piece da 25 minuti di Un Chien Andalou (2025) è stato un omaggio al regista Buñuel (che nel 1929 aveva debuttato alla regia con un cortometraggio con lo stesso titolo, assieme a Dalì), seguito dal drone di chitarra di 22 minuti Anatomy of Heat (2025).
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