- Dalla pagina su Laura Luna Castillo di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Laura Luna Castillo (Puebla, 1991), artista multimediale di origine messicana che ha realizzato progetti di realtà virtuale, installazioni audiovisive e sculture, ha studiato a Praga tra il 2014 e il 2018, dove ha pubblicato il suo primo album ufficiale, Isolarios (Baba Vanga, 2014), una sinfonia elettronica per sintetizzatori vintage, loop, droni e registrazioni ambientali.
La misteriosa musica ambient/cosmica di Auroras (9:05) si evolve in vivaci sonorità di sintetizzatore.
L'atmosfera industriale dei droni distorti e glitchati di Ennui Hours (8:32) e il sibilo del vento che si trasforma in suoni spettrali e ovattati su accordi d'organo vorticosi in Oxytocin (10:41) creano una trance gotica.
La scomparsa ipnotica dei suoni della natura in Hobyahs (6:46) e il modo in cui i suoni trovati vengono raffinati e mescolati con un delicato flusso di melodia elettronica in Wasteland (8:40) rappresentano potenti strategie per fondere le dimensioni del mondano e del trascendente.

Luna & Tarnovski (2017) documenta una performance dal vivo con il musicista ceco Jara Tarnovski di fronte a un pubblico addormentato.
Laminares (Genot Centre, 2018) sembra una raccolta di elementi eterogenei. Il crescendo cosmico e ripetitivo di Nebulae spicca, ma anche questo sembra il risultato di una semplice composizione algoritmica.

Si è trasferita a Seattle per studiare arti digitali all'Università di Washington.

Folksonomies (Cudighi, 2019) è musica per sintetizzatore, strumenti a corda e registrazioni della natura, ma l'artista fa un uso eccessivo di loop, rendendo la musica prevedibile e ripetitiva.
L'umile e inanimato I Smooth Claws spicca tra gli altri.

L'album di 19 minuti Cepheid Variables (Longform Editions, 2019) è la sua composizione più subliminale fino a ora, una debole vibrazione ondulante mescolata a glitch che evocano apparizioni spettrali.

L'album split Laura Luna Castillo & Lensk (2019) contiene il suo brano di dieci minuti Things Have Started To Float, un drone funereo simile a un canto monastico che si trasforma lentamente in qualcosa di cosmico che a sua volta si trasforma in accordi d'organo in stile Bach.

Tuberose (Whited Sepulchre, 2020), apparentemente ispirato al libro di G.W. Septimus Piesse “The Art of Perfumery” (1857), è una raccolta di eleganti vignette elettroniche. La sua tecnica di looping si è evoluta in qualcosa di significativo, una sorta di pattern ripetitivi post-minimalisti che prendono vita man mano che si ripetono. When Bruised Smells Like Peach Kernels è particolarmente efficace in questa forma d'arte.
I frammenti melodici e i toni simili al gamelan di Eight Pounds of Tuberose e il crescendo che conduce ai droni sinfonici di This Process is Conducted Cold creano più pathos della fredda ripetizione algoritmica, oltre a esplorare timbri e ritmi sottili.


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