- Dalla pagina su Jesse Cook di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Jesse Cook (nato a Parigi da genitori canadesi nel 1964) si rivelò con Tempest (Narada, 1995) uno degli interpreti più creativi del flamenco. Cook, veterano della televisione e del cinema, aggredisce le corde della chitarra con uno spirito quasi punk, con un violento staccato, con fratture ritmiche quasi nevrotiche, con pirotecnica inebriante. La rumba della title-track trabocca di energia, Breeze From Saintes Maries trasuda di epos zingaresco, Parasol indulge in estasi di spiagge caraibiche. Cook non si vergogna neppure di aggiungere un velo di hip-hop a Orbit e una forte dose di cajun a Jumpstart. Messi da parte i marchingegni elettronici, Cook dà anche un saggio di virtuosismo vertiginoso con la Dance Of Spring. Capolavoro della sua inarrestabile vitalità è la tumultuosa carica futurista di Baghdad.
Gravity (Narada, 1996) è un'opera più sofisticata. L'energia del debutto è domata dalla grazia melodica di Brio, Mario Takes A Walk, Rapture e Gravity, mentre i brani lenti e romantici puntano a un'arte più astratta tra evocazioni etniche (Falling From Grace, Closer to Madness).
Vertigo (Narada, 1998) conferma il suo status di erede di Ottmar Liebert, ma dimostra i suoi limiti come compositore. Il titolo dell'album si adatta bene alla frenesia vorticosa di That's Right, accompagnata da una fisarmonica, ma solo parzialmente a Rattle And Burn e Avocado. La maggior parte delle canzoni puntava a un mix di melodia e atmosfera (Cancion Triste) che rasentava l'easy-listening.Avvicinandosi a una forma più ampia di world music, Frontiers (2007) contiene le hit Cafe Mocha e Matisse the Cat. Cantanti ospiti impreziosiscono i brani non strumentali.
The Rumba Foundation (E1, 2009) è stato registrato con un gruppo cumbia colombiano e ha dato vita a un'altra hit, Bogota By Bus.- Torna alla pagina su Jesse Cook di Piero Scaruffi -