- Dalla pagina sui Cusco di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Michael Holm (cantante pop degli anni '60 e '70, nonché flautista e
produttore) e il tastierista Kristian Schultze, noti come Cusco, sono protagonisti di una world-music
vivace e melodica, orchestrata per sintetizzatori e strumenti acustici.
Le suggestioni del Terzo Mondo
vengono usate per mettere a fuoco un'emotività molto semplice e "quotidiana". Anche quando i
titoli rimandano a eroi del passato, a miti ancestrali o a paesaggi dell'immaginazione, il gruppo evita
sempre le manifestazioni di imponenza e mangiloquenza, rifugge dall'esibizionismo, si rifugia semmai in
tenerezze piccolo-borghesi.
Il tema eroico di Flute Battle, l'elegia solenne di Tupac Amaru e l'aria celestiale di Flying Condor, su Apurimac, l'album del 1988 ispirato dal Rio delle Amazzoni, definirono una volta per tutte il loro territorio.
Su Mystic Island (Prudence, 1989 - Higher Octave, 1989) il sinfonismo minaccioso di Northeaster è temperato dalla melodia del flauto: è un contrasto che ricorrerà sempre più spesso. Sfruttando quei trucchi elementari, Water Stories (Prudence, 1992 - Higher Octave, 1990) arrivò all'undicesimo posto della classifica new age di Billboard.
Ring Der Delphin (Prudence, 1990 - Higher Octave, 1996) fu quasi interamente composto da Schultze. L'ouverture orchestrale di otto minuti, Ring Der Delphin, è melodica e aggraziata, a metà strada tra la musica di corte del Rinascimento e l'apoteosi in stile Vangelis. Djebel at Tarik è ispirata all'antica musica sacra e al canto etnico. Accenti etnici più marcati emergono da Bur Said. I brani più brevi tendono verso il synth-pop pomposo (Methos, Children's Crusade di Holm). Il motivo "peruviano" emerge solo in Waters of Cesme di Holm, uno dei loro girotondi più felici.
Sielmann 2000 (Sony, 1992), noto anche come Cusco 2000 (Higher Octave, 1992), fu il disco della definitiva affermazione.
L'ensemble si ispirò
alla musica atmosferica, cadenzata, al tempo stesso epica e struggente, delle colonne sonore di Morricone
per redigere un diario d'impressioni di viaggio.
Il sinfonismo romantico di Holm trabocca dall'elegia
commossa di Canada e dalla tenue poesia di Afrika.
Capolavoro nel capolavoro è
la danza leggiadra del flauto in South America, sospinta da un passo di marcia "andino" e da
accordi di flamenco.
A partire da North Easter,
il disco è tutto suonato a voce alta, pieno di gioia di vivere, ricolmo
di sensazioni inebrianti. Il flauto peruviano di Giuseppe Solera irradia forza primordiale ai quattro venti,
incalzato dai ritmi potentissimi di Holm. Schultze contribuisce con un'altra gemma, la galoppata in
crescendo di Islands of the Galapagos, sulla quale si libra uno dei suoi temi di flauto più
suggestivi, contrappuntato da un esercito di violini. Suo è anche il maestoso Flying
Condor finale.
Holm è sempre più il "regista" di questi dischi, il
depositario dello spirito di Cusco, più che l'autore vero e proprio delle musiche. Su 2002 il
protagonista è più che mai Schultze, autore di sei brani su nove. Holm pennella soltanto
l'adagio barocco di Island Turtles e la danza festosa di Didjeridoo, due intermezzi svagati.
Il cuore del disco sono i panorami mozzafiato di Australia e From A Higher Point.
Schultze supera il maestro nel genere sinfonico, sia con i vortici minacciosi di Erosion, che
fondono Bach e musica da thriller, sia nel commovente Earth Waltz che incorona la raccolta.
Holm riprende il controllo della situazione su Apurimac II (Prudence, 1994 - Higher Octave, 1994), dedicato alla vita indigena del Sudamerica. L'album è più eclettico e leggero dei precedenti. Abbandonato il pesante sinfonismo dei momenti più romantici, si concentra su vignette etniche: la gioiosa cantabilità su cadenze tribali di Montezuma, la radiosa melodia jazz di Quetzal's Feather, la mesta processione di Maya Temple... E' soprattutto un disco d'atmosfera, come trapela dai nove minuti di Temple Of Remembrance, all'insegna di un motivo che si fa via via più funereo che nostalgico, o dal tentativo di rievocare fasti e splendori della civiltà Maya in Xul-Kan. In Mexica sembra persino di ascoltare il lamento della tromba di Jon Hassell.
Apurimac III (Higher Octave, 1997) è un omaggio alla cultura dei nativi americani. Alcuni brani sono piuttosto stereotipati
(Ghost Dance), altri sono adatti alla disco music (Geronimo's Laughter)
e altri ancora evocano le colonne sonore western di Ennio Morricone (Kokopelli's Dream).
Effetti sonori etnici e melodie magiche si mescolano e si enfatizzano a vicenda
(Medicine Man, White Buffalo).
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