- Dalla pagina su Marty Fogel di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il sassofonista e clarinettista Marty Fogel ha debuttato con la seducente Everyman Band, un gruppo free-jazz, insieme a David Torn alla chitarra, Bruce Yaw al basso e Michael Suchorsky alla batteria.
Ha contribuito con Lonely Streets e Fatt Blatt all'album Everyman Band (marzo 1982 - ECM, 1982), e con Multibluetonic Blues e Celebration 7 all'album Without Warning (dicembre 1984 - ECM, 1985).
Il suo debutto da solista, Many Bobbing Heads At Once (marzo 1989 - CMP, 1989), con David Torn alla chitarra, Michael Shrieve alla batteria e Dean Johnson al basso, ampliò le idee della Everyman Band con un suono di gruppo ancora più lirico e personale. Allo stesso tempo, le composizioni di Fogel divennero ancora più anticonformiste, incorporando e mescolando elementi di funk, pop, samba, musica africana, reggae e bebop. Le eleganti variazioni di sassofono su un tema solare ed estroverso infiammano una trama di funk esotico, chitarra dissonante e fusion jazz negli otto minuti di Zavana.
Owasco è un latin jazz relativamente innocuo, ma stemperato da diverse forme di ripetizione minimalista. Brevi vignette come Unlikely Beast Slayer tradiscono l'anima melodica/romantica di Fogel; e Cool It è un flashback agli anni '50, solo che il sassofono e la chitarra sono deformati come in un incubo, e la batteria esplode come dei fuochi d'artificio. All'altro estremo dello spettro, Land Of Giants è una visione surreale, spinta da una batteria martellante e da una chitarra aliena, in cui il sassofono sfugge al controllo.
Fogel conia uno stile che collega con disinvoltura la tradizione jazz, i linguaggi d'avanguardia e gli stereotipi del pop.
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