- Dalla pagina su Wayne Gratz di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Wayne Gratz (nato in North Carolina e cresciuto in Pennsylvania, ma residente in Florida, e laureato in informatica) è uno dei pianisti new age della seconda generazione, quella che ha fatto tesoro della lezione della generazione di David Lanz. La sua formazione musicale avvenne in un complesso di musica pop della Florida, i Paradise, in cui milita dal 1979.
Gratz esordì con un album, di squisita fattura, Reminiscence (1989), orchestrato per piano, synth, flauto, violino, basso e percussioni, le cui eleganti melodie si svolgono lente e leggiadre in un tripudio di piccoli effetti cromatici. Nelle aggraziate partiture di questo lavoro Gratz mise in luce un linguaggio pianistico che è innanzitutto classico, poco o per nulla contaminato dal folk e dal jazz.
Il suo forte sono acquerelli impressionisti come Rain On The Pond e Chest In The Attic, immersi in armonie lussureggiantii. Soltanto in Glasses Of The Sun Gratz tenta l'assolo di pianoforte, con risultati peraltro ipnotici, così come nel duetto con l'oboe di Nancy Rumbel in Going Home. Emblema lirico del disco è la serenata di Karen's Song, ma il suo talento melodico si esprime soprattutto in inni commossi, lenti e maestosi, come The Shallows, degne delle sonate romantiche per pianoforte, e in fantasie sbrigliate come Red Sky.
Il suo pop elegante ha raggiunto l'apice della perfezione formale con Panorama (1990), dedicato ai vasti spazi naturali e composto per tastiere, strumenti ad arco, basso, chitarra, oboe e percussioni. Dream Tower apre il viaggio con ritmo vivace, una trama densa e scintillante e uno strimpellio ipnotico, una tecnica ripresa dall'evocativo East To West. La stessa esuberanza permea il pianoforte cantato di Sunshadow e affiora tra le righe di Quiet Turning. Questo stato d'animo di estatico ottimismo è temperato dall'umore romantico di abbandono che filtra attraverso A Place Without, Enzian, Wind And Willow. La musica da camera di Appalachian Sunrise e la meditazione pianistica di Meadows sono modi diversi per ottenere la stessa magia impressionistica.
L'orchestrazione dinamica e apparente “dipinge” il paesaggio e poi ogni strumento lo popola di colori e vive tonalità.
Follow Me Home è aperto dal tema tenero di Southlands, che dà subito la misura di come la musica di Gratz stia diventando sempre più esuberante e colorita; ma quel brano non è nulla al confronto di ciò che viene dopo: una fanfara trionfale del sintetizzatore e un attacco di batteria aprono The Lighthouse, il tintinnio dimesso di Water Song s'impenna in un ritornello trascinante e Friend in L.A. è di fatto un brano di musica rock, per quanto intriso di una superba cantabilità. Il Gratz pensoso degli inizi si ritrova soltanto qua e là, in Imaginary Friend e nella title-track.
Il più pastorale e meditato Blue Ridge (1995) è dedicato alla sezione dei Monti Appalachi che corre lungo gli stati sudorientali. Accompagnato da violoncello, dulcimer, chitarra, violino, mandolino e percussioni, Gratz ripete il suo canovaccio in un contesto meno pomposamente orchestrale. Prevalgono i toni della musica country (Blue Ridge 2, Scenes of Reflection, Peaks Of Otter), anche se Gratz continua ad eccellere nell'arte della sonata romantica (A Heart in the Clouds) e in temi tanto grandiosi quanto melodiosi (Dancing Lights).
Ha contribuito con due delle sue composizioni più melodiose e liriche alle compilation Wilderness Collection (Ocala), A Childhood Remembered (The Green Room), Piano Solos (So Close e Cypress) e Romance (Summer Fields e As I Fall).
"Impiegai diversi anni a comporre e registrare il primo
album. Come tutti gli esordienti, non mi sentivo sicuro di me stesso e non
erano in molti a incoraggiarmi. Quando finalmente uscì, mi sentii rinato:
avevo una carriera. La casa discografica mi incoraggiò a continuare, facendomi
notare il riscontro positivo che l'album stava avendo in termini di critica
e di pubblico. Poi è chiaro che ogni album successivo è stato più facile
da comporre e registrare del precedente. Col passare del tempo diventa quasi
una routine. Ma in realtà per me ci sono state poche differenze fra un
album e l'altro. Sono stati tutti composti e registrati qui, a casa mia, a
Orlando, in Florida. La mia musica non è cambiata molto, di proposito: ho
cercato di conservare il mio stile. Di qualche album ho un ricordo più bello
ma più che altro perchè è stato più divertente registrarlo. Per esempio,
"Blue Ridge" è il mio preferito perchè lo registrai con un'apparecchiatura
completamente nuova e mi sentivo come un bambino quando mette mano a un
nuovo giocattolo. Gli ultimi dischi sono dischi di musica altrui, e questo
è un fatto stimolante. L'idea è stata della Narada, così come la scelta
dei pezzi. Erano tutti pezzi che conoscevo molto bene, ma non è facile
cimentarsi con la musica altrui. Di alcune non ho neppure voluto imparare
lo spartito. è stato interessante entrare nel mondo di un'altra persona,
sapendo che quel mondo è stato condiviso nei decenni da milioni di ascoltatori,
e provare a ritagliarsi un posticino personale. Adesso sto lavorando al mio
nuovo album, che sarà invece di materiale interamente mio."
"In realtà non ce l'ho! Da piccolo presi lezioni di pianoforte, ma nulla di
particolare, le stesse cose che fanno milioni di bambini negli USA. Poi
imparai da solo a suonare la chitarra e entrai a far parte di alcuni gruppi
di musica rock. Volevo diventare una star, come tutti a quell'età. Presto
passai alle tastiere, perchè i miei miti erano gli Emerson Lake & Palmer e
gli Yes, e infine tornai al pianoforte. Sono del tutto autodidatta, non so
nulla di musica! Le mie influenze sono le più disparate, da Keith Emerson
a Rachmaninov. Mi piace la musica classica e la ascolto spesso, ma da profano.
La musica che eseguo al piano è semplicemente ciò che riesco a scrivere.
Non cerco di imitare nessuno perchè non saprei chi imitare...
Ho appreso per lo più ascoltando a caso. Passo la mia giornata ascoltando
un po' di tutto. Per esempio, amo un cantautore come Lyle Lovett, ma anche
un complesso di rock progressivo come gli Yes.
Dei pianisti contemporanei mi piacciono soprattutto George Winston,
Michael Jones, David Lanz."
Gift Of The Sea (Narada, 1996) era un altro esercizio di delicata musica da camera per pianoforte, violoncello, corno inglese, basso e percussioni. L'equilibrio degli strumenti è praticamente perfetto in composizioni come Gift Of The Sea, che suonano leggere come sogni nel cielo. Il programma include le consuete dosi di carillon neoclassici (At Sunrise), temi melodici epici (Oceanus, By The Sea) e acquerelli impressionistici (Ships).
Il ritmo non è sempre dalla sua parte: le percussioni elettroniche spesso rovinano un'atmosfera, mentre difficilmente esaltano la melodia.
Island Sanctuary (Narada, 1999) fu finalmente un album di materiale originale dopo una serie di mediocri raccolte di cover. Arrangiato per piccoli ensemble da camera (pianoforte, chitarra, violoncello, corno inglese, basso, corno francese), ristabilisce Gratz come compositore sensibile (se non più innovativo).
D'altra parte gli acquerelli di A Place Without Noise (Narada, 2002), arricchiti con violoncello e sintetizzatore, peccano di manierismo, e su Sleepy Baby Suite (Gratz, 2003) i delicati assoli di pianoforte, sullo sfondo di un temporale e altri suoni naturali, erano troppo gentili e rilassanti per evocare sentimenti universali.
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