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(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, completato da Stefano Iardella)

Scott Richard Johnson (1952), chitarrista originario del Wisconsin, si trasferÃŽ a New York per diventare scultore, e per le sue sculture prese a comporre colonne sonore elettroniche. Nel 1983 esordÃŽ su disco con John Somebody, una suite in tre movimenti per chitarra elettrica, strumenti a fiato, percussioni e nastro che fondeva rock e avanguardia classica, piÃđ precisamente le manipolazioni di nastri di Steve Reich e i riff heavy-metal, usando "speech patterns" come mattoni della composizione.
In seguito si ÃĻ rivelato acuto orchestratore di ensemble misti (il tipico trio rock piÃđ strumenti a fiato), per esempio nella partitura Before Winter, per il balletto di Boston.
Nel 1987 ha composto il suo primo quartetto per archi, Bird In The Domes, un poutpourri di influenze di Schonberg e Chuck Berry.

Patti Hearst (Nonesuch, 1988) ÃĻ stata la colonna sonora per l'omonimo film di Paul Schrader.

La sua importanza non sta soltanto nell'aver introdotto la chitarra elettrica negli auditorium. Johnson ha anche inventato una tecnica per comporre quelle che lui chiama "canzoni involontarie": si tratta di manipolare registrazioni di voci (che parlano, che ridono, che piangono e cosÃŽ via) finchÃĻ esse non acquistano una "qualità musicale".


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Johnson ha anche composto la piece da camera Confetti of Flesh (NWCRI, 1993) per Urban Diva di Dora Ohrenstein, dedicato alla vita in città e costruito attorno a uno schema minimale di note e voci.
Rock/Paper/Scissors (Polygram, 1996) raccoglie altre opere da camera che dimostrano la sua idea di fondere chitarra rock e composizione neoclassica.

Johnson, malato di tumore ai polmoni da due anni, ÃĻ morto per complicazioni polmonari nel marzo 2023, all'età di 70 anni.


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