- Dalla pagina su Eyvind Kang di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il violinista Eyvind Kang (Corvallis, 1971), cresciuto in Canada, si è trasferito a Seattle negli anni ’90 e ha studiato in India.
Kang ha debuttato con il singolo Driftwood And Dreams (1995) e con la prima serie di composizioni intitolata “NADE”, 7 NADEs (ottobre 1995 – Tzadik, 1996).
Ha collaborato al primo album dei Doghead Doghead (1996), all’album dei New Skin Mount Analog (1997) e con diverse band rock affermate (come i Sun City Girls), pubblicando poi un secondo album, Sweetness Of Sickness (Rabid Dog, 1996).

As Is dei We (dicembre 1996), con la partecipazione della cantante Caroline Honeychild Coleman e del percussionista Raz Badawi Mesinai, Pieces of Time dei Line 4 (novembre 1997 - Spool, 1998), una collaborazione con Francois Houle, le 24 brevi vignette di Theater Of Mineral NADEs (Tzadik, 1998), il trio jazz-metal Dying Ground (settembre 1996 - Avant, 1998) con il bassista Hideki Kato e il batterista Calvin Weston, gli album con Secret Chiefs 3, MBEK (novembre 1998 - Meniscus, 1999), una collaborazione con il bassista Michael Bisio, e le collaborazioni di Sinister Kitchen (2000) e Two Loons for Tea (2001), lo hanno rivelato come uno dei musicisti più eclettici della sua generazione.

Influenzato dal violinista jazz Michael White e dal violinista indiano Rajam, Kang è maturato nel nuovo secolo. The Story Of Iceland (Tzadik, 2000) racconta un viaggio attraverso lo spazio e il tempo che mira a ricostruire la storia mitologica dell’Islanda. Kang descrive ogni capitolo del viaggio utilizzando uno stile musicale diverso, passando dal rock alla musica etnica e dalla new age alla musica classica.

Live Low to the Earth in the Iron Age (2002) contiene il brano Binah, della durata di 27 minuti e prevalentemente caratterizzato da droni, per chitarra, violino e basso.

*Virginal Co-ordinates* (maggio 2000 - *Angelica*, 2003), che documenta l’esecuzione dal vivo di composizioni da camera con un’orchestra di 22 elementi e Mike Patton alla voce e all’elettronica, (le variazioni barocche *Go In A Good Way To A Better Place*, il minimalismo di 19 minuti ispirato al gamelan di Doorway to the Sun, la marcia funebre Sidi Bou Said, la romantica elegia di tredici minuti Innocent Eye, il motivo ondulatorio di dieci minuti di Virginal Co-ordinates), e il suo ruolo nel Bill Frisell Quartet hanno ulteriormente accresciuto la sua reputazione.

Orchestra Dim Bridges (2004) è un’opera elettronica realizzata in collaborazione con il tastierista elettronico Tucker Martine.

Athlantis (maggio 2006 - Ipecac, 2007) è un’ambiziosa “cantata eretica”.

Yelm Sessions (2008) è una miscela più rilassata di rock progressivo, pop, musica classica e world music.

Aestuarium (agosto 2005) è una collaborazione con la cantante e percussionista Jessika Kenney.

Visible Breath (2011), con i trombonisti Stewart Dempste e Julian Priester, il trombettista Cuong Vu, l’oboista Taina Karr, il violinista Timb Harris, la cantante Jessika Kenney e i pianisti Cristina Valdez e Steve Moore, include il brano omonimo della durata di 15 minuti (novembre 2008) e il brano di 17 minuti Thick Tarragon, (luglio 2011).

The Narrow Garden (Ipecac, 2012) documenta un’esibizione dal vivo dell’ ottobre 2007 con l’ensemble Embut, composto da 35 musicisti.

Grass (Tzadik, 2012) raccoglie otto composizioni da camera registrate nell’arco di cinque anni.

The Face Of The Earth (giugno 2012) e Reverse Tree (registrato durante le stesse sessioni ma pubblicato solamente 4 anni dopo - Black Truffle, 2016) di Eyvind Kang e Jessica Kenney, contenenti due composizioni che occupano un intero lato del disco (Thoughts on Being Exiled to the Frontier e Elm) con Ilan Volkov al violino, Hildur Guonadottir al violoncello, Oren Ambarchi e Stephen O’Malley alle chitarre, un ensemble di gamelan, ecc., sono stati i successori di Aestuarium.

John Zorn ha composto Alastor (Tzadik, 2014) per Eyvind Kang e un grande ensemble.

At Temple Gate (Weyrd Son, 2015) è stato un progetto in collaborazione con Jessika Kenney (voce, elettronica), Hyeonhee Park (percussioni, elettronica) e Timm Mason (sintetizzatore modulare) e contiene la sua composizione Faites le Mal (17:39).

Mother Of All Saints (Puppet On A String) è stato registrato in varie sessioni tra il 2012 e il 2016 con il chitarrista bhutanese Tashi Dorji, Krusnedi Sukarwanto (violoncello) e Yaw Amponsah (percussioni).

Tre nuove composizioni sono apparse su Plainlight (Abduction, 2017), che vedeva la partecipazione di diversi musicisti etnici oltre a Timm Mason (sintetizzatore), Randall Dunn (effetti), Steve Moore (trombone) Samantha Boshnack (tromba), e Kang alla viella, alla tambura, alla chitarra elettrica e all’organo elettrico.
Sia Plainlight che il brano di 14 minuti Sanjaya The Sceptic si collocano tra i suoi apici artistici.

Sonic Gnostic (novembre 2016) contiene improvvisazioni dal vivo di un ensemble composto da Eyvind Kang alla chitarra acustica e al kemanche (uno strumento a corda iraniano suonato con l’archetto), Bill Frisell (chitarra elettrica), Jessika Kenney (voce), Timothy Young (chitarre elettriche e acustiche), Diego Gaeta (pianoforte elettrico), Tim Tsang e Adrienne Varner (entrambi al pianoforte), Louis Coy (clarinetto e flauto), Breana Gilcher (oboe e flauto) e Jesse Quebbeman-Turley (batteria).

Chirality (maggio 2015) raccoglie composizioni orchestrali.

Kang ha suonato la tanpura e la tuba in Ajaeng Ajaeng (registrato nel 2019), incluso il brano di 19 minuti Tanpura and Harpsichord, con un ensemble acustico composto da Lilac Atassi (clavicembalo), Yoon Na Geum (so ajaeng, uno strumento coreano), Han Lim (dae ajaeng, un altro strumento coreano), Jessika Kenney (woodblock), Hyeonhee Park e Ches Smith (grancassa), Miguel Frasconi (vetro), Janel Leppin (violoncello), Erica Dicker (violino) e Dan Peck (tuba).

Jessika Kenney ed Eyvind Kang hanno inoltre composto la colonna sonora di 26 minuti del film The Cypress Dance (2020).

Eyvind Kang ha eseguito le due composizioni (side-long) dell'album solista Riparian (marzo 2025) alla viola d’amore.


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