- Dalla pagina su Kevin Keller di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Kevin Keller (San Diego, 1967) è un musicista elettronico new age che ha debuttato su The Mask of Memory (Zebra, 1994), dove ricordava sia Steve Roach che Harold Budd.
Intermezzo (Zebra, 1996) era irregolare, ma Pendulum (Lektronik, 1999), con David Darling al violoncello e Jeff Pearce alla chitarra, ha raggiunto un magico equilibrio tra elementi lirici e cerebrali. Il pezzo forte dell'album sono i 13 minuti di Arc Of The Pendulum, un insieme di ondulazioni ambientali che dispiegano lentamente il magma degli intrecci di droni di violoncello e chitarra con languide note di pianoforte. Man mano che le voci dei singoli strumenti diventano più forti, una spiccata corrente sotterranea melodica diventa più evidente. Il contrasto con Hall Of Mirrors, una nebulosa di dissonanza spettrale, non potrebbe essere più grande: l'atmosfera paradisiaca si trasforma in un incubo psicologico. Questo prosegue con il canto psichedelico in stile tibetano di Awakened, che apre le porte al balletto robotico di 13 minuti Invisible Rituals, tra metronomia minacciosa e sussurri misteriosi, suoni strumentali disorientanti e attacchi di venti elettronici. Il pezzo di chiusura di nove minuti Distanced ritorna alla combinazione tra chitarra cosmica e ronzante e violoncello, contro lente note di pianoforte.

Keller guida anche il Kevin Keller Trio, con la violoncellista Tania Simoncelli e il bassista Mark Fassett, con cui ha pubblicato Across the Sky (Southern Fried, 2002).


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