- Dalla pagina su Klaus Lang di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

La musica di Klaus Lang (Austria, 1971) ha spaziato in un'ampia gamma di stili, ma ha tratto origine principalmente dal suono statico di Alvin Lucier.

Der Weg des Prinzen I/ The Path of the Prince I (1996) per ensemble da camera, una delle sue prime composizioni, mette in moto un gruppo di discreti bordoni di basso che inizialmente simulano un mormorio di morte, ma poi, disseminati di suoni percussivi "gocciolanti", diventano un paesaggio mitico e persino un organismo vivente a sé stante. Klaus Lang ha esportato le idee di Alvin Lucier nella musica da camera, producendo così l'equivalente di melodia e armonia con i bordoni al posto delle note come elementi fondamentali.

Der Schlafende Landmann, der Baum des Lebens und die Schalen der Finsternis/ Il contadino addormentato, l'albero della vita e le pozze di oscurità (1998), per pianoforte solo, è uno dei suoi pezzi iper-minimalisti: il pianista tocca a malapena la tastiera.

Die Uberwinterung Der Mollusken/ L'ibernazione dei molluschi (Durian, 1999) contiene Der Weg Des Prinzen I/ Il sentiero dei principi (1996) per flauto, sassofono, mezzosoprano, viola, due percussioni e fisarmonica; Die Drei Spiegel Der Schoenen Karin/ I tre specchi della bella Karin (1998) per contrabbasso solo; Cetus Candidus (1996) per trombone, flauto, archi, sassofono, percussioni e clarinetto; Der Herr Der Insel/ Il Signore dell'Isola (1999) per flauto solo.

Trauermusiken (Edition RZ, 2002) contiene il colossale quartetto The Sea Of Despair (1995).

Sei-jaku (2003) contiene un altro quartetto d'archi.

L'iper-spartano Lichtgeschwindigkeit (C+P Grob, 2003) è stata una collaborazione con il bassista jazz d'avanguardia Werner Dafeldecker.

L'atmosfera è funerea in Zwillingsgipfel/ Twin Peaks (2003) per flauto e pianoforte.

Ha anche composto la Missa Beati Pauperes Spiritu (Col Legno, 2006), presentata in prima assoluta nel 2005.

Einfalt Stille (2007), composta nel 1999, è una composizione in quattro movimenti per flauto, percussioni, viola e voce.

Geschrieben in Wasser/ Written in the Water (2007) è una breve opera per quartetto con pianoforte.

The Book Of Serenity (2008) contiene The Book Of Serenity (2008) per ensemble da camera, un concerto subliminale di sibili e ronzii appena udibili, il quintetto per pianoforte altrettanto timido Drei Goldene Tiger/ Tre Tigri d'Oro (2007), Der Fette Hirte Und Das Weise Kaninchen/ Il Pastore Grasso e il Coniglio Bianco (2001) per flauti e percussioni e Die Goldenen Tiere/ Gli Animali d'Oro (1999) per flauto, corno francese, violino, viola e due esecutori, un brano che mette in scena una sorta di scambio di botta e risposta mescolando una piccola folla di strumenti ronzanti e strumenti pizzicati individualmente.

Le sue opere di bordone includono: Marias Mantel (2005) per organo, un'opera di bordoni mutevoli, The Ocean Of Yes And No (2008) per ensemble da camera, in cui gli strumenti sembrano simulare lamenti umani, Weisse Aepfel/ Mele Bianche (2009) per trio d'archi, un'opera di bordoni angosciati alternati, The Thin Whale/ Der Duenne Wal (2012) per oboe e ensemble, che invece combina i toni sostenuti allo scopo di creare suspense, Hungrige Sterne/ Stella Affamata (2012) per clarinetto, corno, viola, violoncello e contrabbasso, un'altra opera per strumenti di bordone sovrapposti e in collisione (e forse la migliore), ecc.

Origami per flauto, violoncello e fisarmonica (2011) è un'opera di ripetizione minimalista il cui schema svolazzante, Abilmente allungato dopo molte mutazioni, inizia a suonare pieno di sentimento e polifonico.

Per i suoi standard, c'è molto movimento in Schwarzes Licht/ Black Light (2013) per cetra e orchestra. Il punto più alto probabilmente non è quando l'intera orchestra assembla un vento che spazza via il canto solitario della cetra; ma quando pochi secondi dopo la cetra viene rifratta e rifrata dagli altri strumenti per diventare un milione di cetre.
La cetra alla fine ritrova la sua solitudine e delizia con il suo semplice canto.
L'orchestra si alza ancora una volta in modo minaccioso, un'onda anomala che si abbatte sull'intera Terra, ma anche questa catastrofe passa, e la cetra può riprendere il suo semplice strimpellare.

SAIS (Maria de Alvear, 2014) è un concept album sulle mucche, scritto per flauto, percussioni e pianoforte.

Ha composto anche le opere The Architecture of Rain (2008) e The Vanished Wedding (2018).


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