- Dalla pagina su Liquid Mind di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Liquid Mind, il progetto del compositore Chuck Wild (Kansas City, 1946), di Los Angeles, ex partner di Patrick O'Hearn nella rock band Missing Persons e autore anche di alcune colonne sonore televisive.
Ambience Minimus (Chuck Wild, 1994) è un'opera sofisticata di musica ambient. Zero Degrees Zero è un dipinto impressionistico che ruota lentamente e che si interseca con i paesaggi sonori galattici di Klaus Schulze e le eteree filigrane di Harold Budd. Il poema sinfonico di 28 minuti si basa su melodie memorabili, sebbene a malapena: rallentate come in una distorsione temporale, si decompongono in rintocchi celestiali, echi di angeli, respiri di nebulose.
L'album include anche tre brani di dodici minuti. Whisperchill è ancora più delicato, le melodie ancora più celestiali, il ritmo ancora più lento. Quella suprema staticità di quel brano e del successivo Liquid Mind sfocia nel maestoso sonno di Shadows Of White, una fiaba scolpita nella neve. Anche qui, le melodie traboccano, ma il battito cardiaco si è fermato e quasi non ci si rende conto di quanto questa musica si rifaccia alle sinfonie romantiche e alle colonne sonore di Ennio Morricone.
Slow World (Chuck Wild, 1996) contiene tre suite. Mirror Veil (16:54) è un concerto di sussurri fluttuanti nel vuoto cosmico, l'apice della sua musica celestiale e neoclassica. Blue Seven (12:40) è un concetto simile, ma eseguito su droni più cupi, con melodie che diventano sempre più toccanti man mano che si ripetono. Il colossale Slow World (29:04) è invece un diario di viaggio cosmico più tradizionale, sulla scia di Klaus Schulze e Tangerine Dream, fondamentalmente un'opera sinfonica, sebbene con molto meno melodramma. Dopo questo degno seguito, Wild sembrò abbandonare il progetto, forse avendo raggiunto una sorta di punto di saturazione.
Ma poi Liquid Mind tornò con album che ripresero il viaggio da dove era stato interrotto.
Balance (Chuck Wild, 1999) contiene un'ipnotica discesa al rallentatore in un paesaggio magico: Laguna Indigo (18:27). La sinfonica Timeless and Tender (11:50) è una giostra rotante di leitmotiv stereotipati, come un remix delle melodie di Čajkovskij. Dream Messenger (13:45) è forse un po' troppo sonnolento.
Unity (Chuck Wild, 2000) è un'altra dimostrazione di musica ambient cristallina e ipnotica. Ciò che ascoltiamo in Unity è una variazione sull'adagio neoclassico. È come se un intero repertorio di "adagi" venisse suonato al rallentatore e fuori sincrono da un'orchestra di orchestre. From The Silence è abitato dai fantasmi di malinconiche ninne nanne. La maestosa Gold In The Shadows è l'equivalente musicale dei riflessi dell'alba in uno stagno. Il nuovo tour de force di Society of Dreams (15:26) è un susseguirsi di ondate di melodie rilassanti: archi e fiati fluttuano, si moltiplicano, si fondono. Un oceano di tenerezza trabocca in Wrap Me In Your Love.
Gli album successivi includono: Serenity (2001), Spirit (2003), Reflection (2004), Sleep (2006), Lullaby (2009), Dream (2011), Meditation (2012), Relaxing Rain and Ocean Mixes (2014), Deep Sleep (2016), Peace (2018), Mindfulness (2020), Simplicity (2022), In the Love (2025).
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