- Dalla pagina su Pamela Z di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La cantante e compositrice Pamela Z, vero nome Pam Brooks (Buffalo, 1956), cresciuta a Denver in Colorado ma residente a San Francisco dal 1985, segue l’esempio di Diamanda Galas, compiendo le sue acrobazie vocali in contesti di musica elettronica, ma espande quest’idea con la musica elettronica live, con l’utilizzo del campionamento e di oggetti quotidiani riutilizzati come percussioni. La sua prima registrazione fu la cassetta Echolocation (1988).
Da allora ha composto i pezzi multimediali Parts of Speech (1995) e Gaijin, insieme con Live/Work per “high-resolution DVD-Audio surround sound”, ascoltabile su Immersion (Starkland).
A Delay Is Better (Starkland, 2005) riunisce i suoi lavori più popolari, composti tra il 1986 ed il 1997. Bone Music (accompagnato soltanto da una bottiglia d’acqua vuota) è un esempio emblematico dei suoi monologhi, che esplorano un’ampia gamma di registri, dal contralto barocco al cinguettio di un uccello, dalla recitazione sciamanica ad urli da sabba. Badagada, cantata a cappella, è per varie voci che seguono diversi percorsi per poi unirsi in ripetizioni corali di sillabe, o contrastarsi in contrappunti ritmici. Number 3, anche a cappella (eccezion fatta per qualche rumore metallico), comincia con una forma più semplice di parlato ma evolve poi in un complesso carosello di voci che si incastrano reciprocamente. In Tymes of Olde è una ballata (una canzone vera, con parole, e non solo con vocalizzi) in cui la voce che canta racconta la sua storia in mezzo ad una moltitudine di echi languenti, mentre un pianto di bambino ripetuto in loop fornisce lo snervante “ritmo”. Il monologo evolve in un dialogo e poi in una discussione caotica nell’affascinante Questions, che mette in moto dei loop vocali paralleli. Perlopiù, l’artifizio prevale sul puro sfogo emozionale. I pezzi non accompagnati ricordano più Meredith Monk che non Diamanda Galas. The MUNI Sections e NEMIZ rappresentano bene la sua mistura di sperimentalismo vocale e musica concreta. Feral aggiunge un fagotto agli esperimenti di Pamela Z, ed Obsession un’arpa: con entrambi si raggiungono le atmosfere più cupe. Se è assente la tragicità cesellata dei requiem della Galas, i pezzi vocali ben bilanciati di Pamela Z sono focalizzati molto sulla “coreografia”. Piuttosto che focalizzarsi su di un carattere/personaggio drammatico, come Diamanda Galas, esplorano una atmosfera universale ed il subconscio collettivo.
Carbon Song Cycle (presentato per la prima volta nel 2013), musicato per voce ed elettronica, fagotto, viola, violoncello, percussioni e video immersivo multicanale, è stato il frutto della collaborazione con la videoartista Christina McPhee e rappresenta uno dei vertici artistici di Pamela Z.
A Secret Code (Neuma, 2021) è il primo album solista di Pamela Z in oltre 15 anni, dai tempi di A Delay is Better.
Ha composto anche le colonne sonore per alcuni film indipendenti.
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