- Dalla pagina su Kate Price di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il contralto celtico Kate Price (1971), di Salt Lake City, è passata dall'essere un alter ego di Loreena McKennitt (con l'aggiunta del dulcimer e del pianoforte, i suoi strumenti preferiti) all'essere una sofisticata arrangiatrice di arie jazz ed etniche in un contesto celtico.

The Time Between (Priceless, 1993) contiene sei salmi gentili e umili, vagamente ispirati alle ballate celtiche. Peaceweaver è il nucleo lamentoso del ciclo, mentre The Lady And The Eagle si abbandona al consueto fascino delle ballate ancestrali in voga dai tempi di Donovan. Inoltre, quattro brani strumentali dimostrano la sua abilità nel fondere tradizioni musicali di culture diverse: Slavic Nights (per violino, fisarmonica e salterio), il neoclassico Death Of The Queen (violino, registrato, pianoforte), Tango of the Flowers (chitarra, violino, salterio, percussioni) e SilverHeart (un duetto rinascimentale tra salterio e chitarra) aggiungono una vena profondamente romantica che trascende qualsiasi connotazione etnica e rappresenta il risultato più impressionante di Kate Price.

Deep Heart's Core (Priceless, 1995) è una raccolta di canzoni celtiche molto più convenzionale. Gli strumenti indiani in Labyrinth o il brano di influenza slava Rest Sweet Nymphs non bastano a riscattare la generale insulsaggine. Come al solito, gli strumentali rubano la scena, ma questa volta ce ne sono solo quattro, e solo tre sono originali (Rio Del Corazon, Place Of Spirit, Temple of the Wind) e nessuno è veramente ispirato.

The Isle Of Dreaming (Omtown, 2000) è scritto per violoncello, chitarra, arpa, sitar, tabla, oboe, corno inglese.

Dopo una lunga pausa è tornata con Songs From The Witches Wood (2009).


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