- Dalla pagina su Jorge Reyes di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Jorge Reyes (1952), nato in Messico, ha unito primitivismo e futurismo, percussioni etniche e tastiere elettroniche, angoscia moderna e rituali antichi.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Come il suo amico Steve Roach, il messicano Jorge Reyes è uno dei pochi musicisti moderni a essere riuscito a trovare il giusto equilibrio fra i mezzi dell'alta tecnologia e il canone delle culture primitive.

Nel mirino di Reyes ci sono i rituali religiosi delle tribù sudamericane, rituali pagani che risalgono all'era pre-ispanica.
La sua musica sacra tenta, per quanto possibile, di risalire alle sonorità che precedettero la "latinizzazione" dell'America centro-meridionale (in particolare sono celebri i suoi eterei flauti dell'era Maya e Azteca).
La strumentazione della sua “Mexican Music” comprende pietre fossili e tamburi d'acqua...

A La Izquierda Del ColibrÃŽ (1985), con Antonio Zepeda, iniziò la ricerca attraverso un uso viscerale dell'elettronica e l'assimilazione di percussioni preispaniche.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Minimizzando l'elemento elettronico e ampliando l'arsenale di strumenti preispanici, Comala (1986) ha spostato l'enfasi sul ritualismo "nativo". L'atmosfera sinistra e spettrale dei dodici minuti di Comala ÃĻ costruita da una giungla di oggetti e voci che si fanno strada attraverso un reticolo di droni elettronici. L'acqua e altri suoni trovati vibrano nel ventre di Nadie Se Libra, una visione da incubo dell'aldilà. Tutto si scontra nell'atmosfera tragica di El Anima Sola, che fonde campionamenti vocali, elettronica solenne, tamburi marziali e una lugubre ocarina.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Sulle spettrali partiture strumentali di NiÃĐrika (1989) si distende anche un modo gutturale di salmodiare (simile a quello sperimentato da David Hykes).
Il risultato è spesso simile alla world-music astratta di Jon Hassell, come in El Contador De Historia, ma con un senso quasi epico del passare del tempo e dell'immensità del mondo. Lungi dall'essere pura estasi mistica, quella di Reyes è una sintesi di cronaca e fotografia, trasfigurata dalle visioni di uno sciamano. Lo squittio del flauto sul rombo funereo del coro in El Vuelo De Los Ninos Pajaro, l'ipnotico incalzare poliritmico di Danza De Los Peyoteros, i ronzii mantra intrecciati di El Rostro De Los Abuelos propendono per una trance metafisica che è però saldamente radicata nelle origini della civiltà rurale.

Le percussioni, ovvero i suoni più terrestri e onomatopeici, prendono il sopravvento nei concerti per piccoli rumori simpatici di Venado De Cinco Puntas e Tejido De Suenos.

Questa progressione verso un suono più forbito ed evocativo raggiunge un primo traguardo con la suite di Tente En El Aire (sedici minuti), su CrÃēnica De Castas (1990), spalla a spalla con il chitarrista spagnolo Suso Saiz. In quel flusso ipnotico di suoni misteriosi, dilaniati da improvvise scosse elettriche, sul quale si leva un canto mantrico in lieve crescendo, Reyes espone la sua estetica musicale, al tempo stesso metafisica e ascetica.
La nevrosi che nella suite era rimasta in sordina esplode invece in Ahì O Hay Te Estas, come se un tornado avesse sollevato tutti i suoi detriti sonori in una gigantesca tromba d'aria.

Reyes è poi venuto avvicinandosi sempre più ad atmosfere fanaticamente religiose, dalla febbricitante La Danza De La Culebra all'invasata Invocation (entrambe su Bajo El Sol Jaguar), con punte di ascesi in Omeyocan e Medicine Song (su El Costumbre).

The Flayed God (1994) raccoglie musiche occasionali per televisione e teatro.

Reyes (così come Saiz) suona anche nei Suspended Memories di Steve Roach.

Reyes ÃĻ morto nel febbraio 2009, all'età di 58 anni.


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