- Dalla pagina su Eric Glick-Rieman di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il polistrumentista improvvisatore e compositore elettronico Eric Glick-Rieman (1962), residente a San Francisco, pianista di formazione classica, ha coniato un sofisticato linguaggio e un vocabolario di musica da camera impressionista dalle mille sfaccettature.
Ten To The Googolplex (Accretions, 2001) raccoglie quattro improvvisazioni soliste al pianoforte elettrico preparato. i fantasmagorici droni cosmici di Whimbrel On White Linen, le dissonanze disarticolate di Coiled Plumbbob, gli eventi languidi e informi di Whigmaleerian Duologue, e soprattutto i 28 minuti di Planarian Egress, i cui lunghissimi toni sostenuti si comportano come esseri organici al rallentatore.
Dalaba Frith Glick Rieman Kihlstedt (Accretions, 2003) è stato un progetto di collaborazione
con la trombettista Lesli Dalaba, il chitarrista Fred Frith e
la violinista Carla Kihlstedt.
Il brano di tredici minuti Worm Anvils presenta alcuni dei contrappunti più sofisticati di Dalaba
su una struttura fragile, mentre chitarra, violino e pianoforte
concorrono a tessere droni spettrali e dissonanze.
Dopo circa otto minuti, il brano di dodici minuti Shallow Weather crea una struttura
sufficiente dal caos da suonare come una fanfara funebre.
Al culmine sinergico della loro improvvisazione, le quattro personalità sono ben definite, mentre
i toni sostenuti di Dalaba si scontrano con i rumori dadaisti di Frith,
le note anemiche di Glick-Rieman e i fischi deliranti di Kihlstedt nel
brano di sedici minuti Ant Farm Morning.
Lung Tree (gennaio 2004 - ReR, 2005) è stata una collaborazione con Lesli Dalaba alla tromba
e Stuart Dempster al trombone, al didjeridu e ad altri strumenti. Glick-Riemann
suona principalmente il piano elettrico preparato, ma anche il sintetizzatore e le
tastiere tradizionali.
La musica è puntillistica ma non apertamente astratta. Le emozioni affiorano dal
timido, scarso e sommesso interplay del trio.
I brani sono un’esibizione di eleganza al rallentatore e subliminale.
La maggior parte di esse sono elegie sonnolente intrappolate nell’interazione tra tromba e trombone, come il delicato ronzio e il lamento di The Dock-Red Ice e Walking Ruminations,
e soprattutto Bed Shadows into Sleep, ciascuna costellata di rumori metallici di pianoforte.
Questo paradigma culmina nei leggeri bordoni di tromba e trombone di Morning Light Through the Smokestacks, il brano più astratto e ultraterreno,
anche se verso la fine la tromba inizia a “cantare” una vera e propria melodia.
Anche una melodia tremolante viene sommersa nella gelatina di armonici di Waking by the Refinery.
Due dei brani presentano uno spirito significativamente diverso.
Timbral Shift 10/ Coward’s Line/Lobby Bar dispiega una serie di
note staccate dissonanti e non musicali.
Le frenetiche metamorfosi pianistiche di Dissolution and Redemption Animals (oltre ad essere infinitamente più energiche rispetto al resto) producono una melodia spigolosa da ciò che inizialmente sembra un gioco matematico.
Talking into the Wind chiude l’album con un tono un po’ desolato e malinconico.
Reiman ha inoltre fatto parte dell’ensemble da camera Bilge Radiolaria (tuba, tromba, fagotto, viola, percussioni, chitarra, flauto, computer, sassofoni, pianoforte), del duo Thieves of Silence con Jeff Karsin, e del Mills Contemporary Performance Ensemble.
Echoes of Syros (Full Bleed Music, 2009) documenta un’improvvisazione dal vivo di Stuart Dempster, Eric Glick-Rieman e Tom Heasley.
Composta tra il 2002 e il 2008,
Trilogy From The Outside (2009) è un’opera colossale in tre parti per
pianoforte preparato, pianoforte acustico, pianoforte giocattolo, celeste, melodica,
uno strumento ad arco di propria creazione e oggetti trovati.
Gli oggetti vengono utilizzati per ricavare timbri non convenzionali dagli strumenti.
Ogni brano è di natura “ambient”: calmo e fluido, che invita alla
contemplazione e alla meditazione.
Anche i suoni atonali sono scolpiti con cura ed eleganza per creare
un senso di sicurezza e calore.
La prima parte, Turnbuckle, contiene
In You I See Your Past Identities, che mette in moto un ipnotico
contrappunto tra droni ticchettanti e rumori ondulanti,
Forgotten Assumption , un concerto per droni angoscianti e rumori stridenti,
il paesaggio sonoro noir al rallentatore di Light's Perspective,
le delicate allucinazioni e le onde di I Hear You And Pretend Not To Listen,
il crescendo drammatico dei cluster di In You I Recreate My Self.
Lo studio psicologico sui timbri ricorda
Brian Eno, e
la fragilità della musica a tratti evoca l’opera di
Harold Budd.
La seconda parte, Animist, sembra dedicata a registri emotivi più dinamici:
l’adagio languido e dilatato degli archi di Animist,
lo stupore cosmico di Sound’s Perspective,
i frammenti lirici sussurrati di Not Prophecy (17:44), che sembra
decostruire l’equivalente di una sinfonia di Brahms e di una toccata di Bach,
l’astratto, colorato e cinetico arazzo di Allomorph,
l’improvvisazione in stile jazz di Klein Bottle
e la musica concreta dadaista di Aliquot.
L’influenza su questa seconda parte si estende oltre la musica ambient e stazionaria.
Lo spirito, se non le tecniche, del free jazz e della musica elettronica da camera
sembrano permeare alcune delle strutture.
La terza parte, Inverting the Sphere, sembra incentrata sui processi di
decadimento (Inverting the Sphere), erosione (Trilobite) e corruzione
(Ammonoid).
The Thrust Required to Hover (12:55) potrebbe essere la colonna sonora di un
film sull’«Inferno» di Dante, con le sue ondate e i suoi crolli che evocano
visioni terrificanti dell’inferno.
Inverting Perspective (16:22) è un brano dal ronzio debole e stridulo
che chiude la trilogia con lo stesso approccio statico dell’
inizio.
In My Mind Her Image Was Reversed (Accretions, 2011) di Eric Glick Rieman
è una raccolta di sette
“sonate” scritte per pianoforte elettrico preparato (ed esteso),
suonato con sassi, biglie e ogni sorta di cianfrusaglie, e smorzato
con le mani, stoffa e carta.
Se Forgetting Belief e
Reinventing Belief, che incorniciano la raccolta,
suonano troppo come dimostrazioni tecniche della
palette disponibile di suoni percussivi e ronzanti,
il tintinnio rasserenante di What's Said Reinterpreted By Future Hearers
si sposta verso una dimensione più emotiva e
la danza sincopata afro-caraibica di In My Mind Her Image Was Reversed
gioca persino con un’applicazione inaspettata del metodo.
In un certo senso, The Past Aerated combina le due cose: c’è un autentico pathos
nella musica meccanica, ma il monotono meccanismo a orologeria in loop è intersecato da
toni languidi e prolungati che sembrano lottare per dare vita a una melodia (per
la cronaca, non ci riescono).
La sonata più lunga Reiterated Opinion Changes Meaning
faticano a mantenere vivo l’interesse per 19 minuti,
ma mostra comunque gli alti e bassi di energia che altrimenti potrebbero essere definiti
come “movimenti” di una sonata tradizionale, con un finale a metà strada
tra l’equivalente di un adagio e una ballata jazz soft; prova che
lo strumento è malleabile.
Ciò che manca gravemente è la varietà e la sintesi che hanno reso la
Trilogy From The Outside (2009) un’opera così potente.
Altre composizioni includono: il brano per quartetto d'archi Love Feast (2004), la suite in tre movimenti per pianoforte preparato, nastro e percussioni Agape (2007), I See Listening As A Creative House (2008) per coro, mattoni, piatti e bulloni, Helix Aspersa Series (2008), composta con l'aiuto di tre lumache (biosonicismo), Aroosticheri (2010) per pianoforte elettrico automatizzato, Wings Of Trees (2013) per piccolo ensemble, My Mother On The Bus (2014) per un ensemble indeterminato di improvvisazione, ecc.
Una sua specialità è stata la suite per pianoforte: Thy Devil's Waistcoat (2013), A History of Wildland Manners (2014), Lasting (2015), He Believed In The Casual Assent Of The Light (2018).
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