- Dalla pagina su Elliott Sharp di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
L'iperattivo chitarrista newyorkese Elliott Sharp (1951) è stato forse l'artista più incoerente e sperimentale della sua epoca, adottando quasi una tecnica diversa per ogni registrazione, ma la sua attività selvaggiamente multiforme giunse a simboleggiare la sintesi suprema di dissonanza, ripetizione e improvvisazione, i tre punti cardinali dell'avanguardia classica, rock e jazz.
Sharp emerse dalla rivoluzione sociomusicale della new wave del rock ed entrò in un mondo jazz che si stava ancora riprendendo dal processo distruttivo degli improvvisatori creativi.
I suoi primi gruppi, come quelli documentati in ISM (ottobre 1981), con il cornettista Olu Dara, il trombonista Art Baron, il bassista Bill Laswell e il batterista Charles Noyes, Carbon (luglio 1984), con Lesli Dalaba alla tromba e Charles Noyes alle percussioni, e Semantics (luglio 1985), con Sam Bennett alla batteria e Ned Rothenberg al sassofono, applicavano cacofonia e decostruzione al funk, al blues e al rock.
Il suo stile chitarristico atonale era alla ricerca di schemi, non di melodia.
Ben presto trascendeva il free-jazz con il selvaggio assalto sonoro di Sili/Contemp/Tation (aprile 1985) per quintetto (Sharp agli strumenti a fiato e alle chitarre, due tromboni, il bassista David Hofstra, Previte), e si faceva pioniere nell'uso del computer e del campionatore in Virtual Stance, tratto da Virtual Stance (maggio 1987), una collaborazione con il batterista Bobby Previte, successivamente ri-registrata su Looppool (agosto 1987) in una versione puramente digitale per computer, campionatore e drum machine (tutti gestiti dallo stesso Sharp).
Infine, ma non meno importante, Sharp faceva un uso improprio della matematica, in particolare in due brani per chitarra, tromboni e percussioni: il brano tribale di venti minuti Marco Polo's Argali, tratto da Six Songs (febbraio 1985), e la suite dissonante per balletto Not Yet Time tratta da Fractal (marzo 1986), ma anche nel quartetto d'archi Tessalation Row (1986), tutte opere da camera con accordature, contrappunto e dinamiche basate sulla serie di Fibonacci, sulla geometria frattale e sulla teoria del caos.
I suoi studi musico-matematici culminarono nella suite pseudo-etnica in sei movimenti Larynx (ottobre 1987), della durata di 40 minuti, per un ensemble di tredici elementi organizzato geometricamente (Sharp al sassofono, clarinetto, chitarra e campionatore, quattro ottoni come il trombettista Lesli Dalaba e tre tromboni, i quattro strumenti a corda del quartetto d'archi classico e quattro batteristi tra cui Previte, Bennett e Noyes), ispirata alle armoniche del canto tibetano.
Le sue avventure "digitali", invece, raggiunsero l'apice con l'improvvisazione strutturata Twenty Below per sestetto di tastiere (Anthony Coleman al pianoforte giocattolo e all'organo, Wayne Horvitz e Zeena Parkins alle tastiere elettroniche, un organo a canne e due musicisti ai campionatori) tratta da K!L!A!V! (agosto 1989).
Carbon rimase il suo alter ego "rock'n'roll", che si abbandonava a brevi e frenetiche esplosioni sonore che spaziavano dal punk-jazz al funk-blues, come documentato in album vibranti, eclettici, acrobatici e spericolati come Datacide (marzo 1989), con Zeena Parkins all'arpa e due batteristi, e Tocsin (settembre 1991), con Parkins e Sharp affiancati da basso, percussioni e campionatore.
Allo stesso tempo, ha continuato a comporre opere dissonanti per ensemble da camera, come: Ferrous per "pantaloni" e "violinoide" (entrambi strumenti autocostruiti), tratto da Twistmap (giugno 1991); la suite "orchestrale" da camera atonale e molto ritmica Abstract Repressionism - 1990-99 (aprile 1992) per chitarra, quartetto d'archi e percussioni, qualcosa a metà strada tra Anthony Braxton, Iannis Xenakis e Glenn Branca; il brano elettroacustico Intifada (composto nel 1992) con Sharp che elabora (tramite controllo MIDI in tempo reale) il suono della sua chitarra e del suo clarinetto e di un quartetto d'archi, tratto da Xenocodex (1996); Cryptid Fragments (gennaio 1993) per violoncello, violino e computer (Sharp stesso), tratto da Cryptid Fragments; Zappin' the Pram per improvvisazioni chitarristiche di Sharp sulla musica da lui composta per un trio di chitarre, tratto da Dyners Club (dicembre 1993); il duetto chitarra-arpa Peregrine, tratto dalla collaborazione tra Parkins e Sharp Blackburst (agosto 1995); Spring & Neap (ottobre 1996) per Zeena Parkins all'arpa, Makoto Nomura al pianoforte, Michiyo Yagi al koto, Yumiko Tanaka allo shamisen, Yoshiko Fujio allo shamisen, Tamiki Sawa e Mio Abe ai violini, Hiromichi Sakamoto e Kota Miki ai violoncelli, Hiroaki Mizutani e Masaaki Kikuchi ai contrabbassi, Guam Kumada e Kenji Ito alle percussioni.
Tectonics è stato un altro progetto, questa volta nell'ambito della musica dance: Tectonics (febbraio 1994), Field And Stream (dicembre 1996) e Errata (settembre 1998) erano album solisti per chitarra, sassofono e un massiccio utilizzo di elaborazione elettronica/digitale che creavano una fusione futuristica e ritmata di jazz, drum'n'bass e glitch music.
Come chitarrista improvvisatore, Sharp ha scritto gli assoli di chitarra di Sferics (novembre 1995), The Velocity of Hue (giugno 2003) e Quadrature (giugno 2005), che sono veri e propri dizionari di tecniche chitarristiche scorrette.
Suspension of Disbelief (registrato tra luglio 1998 e luglio 2000) è stato un album solista in cui Sharp ha suonato chitarra, clarinetto, sassofono, cetra, basso, sintetizzatore e computer.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, traduzione completata da Stefano Iardella)

Bio:
Elliott Sharp (Cleveland, 1951) venne alla musica come chitarrista e sassofonista di un complesso blues di Ithaca, presso New York, un gruppo (che si sarebbe poi evoluto nei Mofungo) e, nonostante avesse studiato clarinetto, la chitarra rimase il suo strumento preferito. Influenzato dall'avanguardia elettronica e dal free jazz, sperimentò ogni sorta di mutazione dello strumento a sei corde. Iniziò a comporre nel 1974 (Attica Brothers, per quartetto di archi elettrici e tre percussioni), ma divenne un punto di riferimento del Village, soprattutto quando, nel 1981, fondò Ism, con Bill Laswell al basso e Charles Noyes alle percussioni.

Le percussioni sono l'unica costante di Ism (ottobre 1981 - Zoar, 1982). Ogni brano offre una formazione diversa e un approccio differente all'improvvisazione/composizione. Sharp suona in contrasto con il trombone di Art Baron e la cornetta di Olu Dara in Carbon e Irreversibility; ma poi duetta con il contrabbasso di Bill Laswell in Surdification e con il trombone di Art Baron in Transient; Filter è un trio con Laswell al contrabbasso e Charles Noyes alle percussioni, mentre Just Like Here è un brano per orchestra con tutti loro (Baron, Dara, Laswell, Noyes).

Ism (Zoar, 1982) è una delle pietre miliari del movimento. Orchestrato per chitarra, basso, cornetta, trombone e una moltitudine di percussioni, eccelle nei brani (come Carbon) che esibiscono appunto una percussività tribale trapunta di riverberi elettronici e di metalliche cacofonie. E' una musica che vive di un battito ossessivo e unanime, a cui partecipano tanto i fiati come i tamburi, immersi tutti a loro volta in una folla di percussioni africane, e sul quale si tendono le urla e i versi grotteschi della strumentazione elettrica. Il suo referente più immediato è la danza primitiva o la fanfara delle bande di paese. La composizione più ipnotica e incalzante è Transient, sui cui tappeti follemente poliritmici si librano a turno i fiati in frasi minimaliste e improvvisazioni di free jazz, per culminare in un crescendo epilettico; sorta di Sister Ray a perdifiato della foresta equatoriale. Le piece più disarticolate sono invece Filter e Nots, saggi di cacofonia surreale.

In quegli anni Sharp era aperto a tutte le esperienze: danza etnica nell'EP Free World, funk militante in History, esperimenti acustici negli album solisti Resonance (december 1978) e Rhythms And Blues (febbrario 1980), improvvisazioni libere e cacofoniche nella parte live di There (maggio 1983), in particolare Effector la più anarchica, Rinse Cycle la più incalzante, duetti per chitarra atonale e giradischi (Christian Marclay) negli ultimi due brani di There, soprattutto History, l'opera performance in Innosense (inedita), e persino una forma di hard-rock d'avanguardia nel disco in coppia con Michael Brown, I/S/M:R.

Rhythms And Blues (febbraio 1980 - Zoar, 1980) raccoglie dieci assoli su dieci diversi strumenti, dal clarinetto basso al sax soprano, ognuno intitolato con il nome dello strumento, una rara dimostrazione di eclettismo.
L'influenza di Anthony Braxton è forte in Bass Clarinet, ma Soprano Sax abbandona la struttura alla ricerca di un'atmosfera quasi struggente.
Gli intricati passaggi metallici e striduli di Acoustic Guitar suonano come musica country proveniente da un altro universo, e Electric 12-string potrebbe essere un contorto omaggio a Jimi Hendrix.
Ma Fretless e altri brani sono semplicemente troppo caotici per il solo gusto di esserlo.

Nots (Glass Records, 1982) è un'antologia degli Ism che raccoglie materiale raro e inedito.

Degna prosecuzione del programma degli Ism fu il trio formato l'anno dopo con Lesli Dalaba alla tromba e Charles Noyes alle percussioni e dedito a minuscoli frammenti di un surreale bebop cacofonico (otto dei quali sono riportati su (T)here). Sono micro-concerti da camera in cui i suoni più estremi della chitarra e delle percussioni si mescolano ai suggestivi fraseggi della tromba per dare origine ad armonie oniricamente disgregate (Calibrate) e provocatoriamente stridenti (Cold Facts), non insensibili alla tradizione jazz (Body Barn, Crash Course), nelle quali rimangono tracce del tribalismo degli Ism (Rumble Strips, Calldump).

Da quell'esperienza nacque il gruppo aperto Carbon, impostato sullo stesso trio più percussionisti saltuari che si alternano a vari strumenti. Carbon (giugno 1984), la prima prova, vive nel segno del caos più disarticolato. Ogni brano è una nebulosa di suoni discreti che acquista personalità grazie a una tipica progressione minimalista (la fanfara sbilenca di Iso) o a un percussionismo capace di livelli sinistri e abominevoli di violenza: la danza primitiva, grottesca e dirompente di Whose News (loro insuperato capolavoro), la cadenza di palude e il pulviscolo di rumori di Helicopters, la sarabanda di stecche chitarristiche di Geometry, il ritualismo horror di Inverse Proportions con la tromba-sirena di Lesli Dalaba in moto perpetuo. Carbon decreta la nascita di un nuovo genere musicale, una sorta di free jazz etno-indutriale di cui è esemplare dimostrazione il tribalismo ipnotico di As Diversity Appears, con la tromba mimetica di Dalaba e truci crescendo esasperati da arrangiamenti non meno barbari e demenziali. Negli anni successivi il repertorio dell'ensemble si arricchirà di altre sarabande caotiche di ritmi industriali e fanfare free jazz (CIA Pope) e di altre litanie orientali con scordature funky a ritmo frenetico (Intervention), di balbettii armonici violentemente sconnessi (Squig su Fractal), di mantra orrendamente deturpati (Dusts su Fractal) e di una lunga suite dissonante per il balletto (Not Yet Time su Fractal (marzo 1986), con Bobby Previte alla batteria e James Staley al trombone).

Le opere successive esplorano invece il rapporto fra musica e matematica: la suite Marco Polo's Argali (febbraio 1985 - Dossier, 1985), che consiste di fatto in un incalzante e gratuito "pestare" di grancassa, tromboni e chitarre intercalato con lamenti dissonanti dei tromboni, il tutto portato a livelli di babelica confusione attraverso una successione inebriante di crescendo: gli aforismi per chitarra iper-distorta come Diffractal (su Fractal); le fanfare alla In C come Alveoli; i duetti fra la sua chitarra e la batteria (Previte) di Virtual Stance (maggio 1987), in particolare la lunga title-track per un balletto, uno dei suoi primi esperimenti al computer e al sampler; la fantasia Sili/ Contemp/ Tation (1986), ancor più veemente e sconclusionata nel suo disordinato assalto percussivo, lacerata da fendenti violentissimi di chitarra scordata e da ogni sorta di rumori fiatistici; e altre cacofonie in progressione del periodo come Self-squared Dragon, sono valanghe sonore senza controllo che si situano a metà strada fra i muri sonori di Branca e le jam di free jazz. Sono opere che si propongono di fungere da ponte fra caos (l'improvvisazione) e ordine (la geometria dei frattali, la serie di Fibonacci, eccetera). La maniera chitarristica di Sharp, che produce armoniche selvagge e poliritmi sconnessi, è sostenuta dal drumming ossessivo di Robert Previte.

Viene alla luce anche la faccia più accessibile della sua sperimentazione sull'album Semantics, in trio con il batterista Sam Bennett e il sassofonista Ned Rothenberg. Il disco rivela tendenze etnico-ritualiste (Hole In The Pocket) nell'ambito di un primitivismo "beefheartiano" (Vliet's Van), mentre il suo seguito Bone Of Contention è un orgiastico heavy-metal jazz fondato su riff demenziali (R-Byte Mock Fry), grottesche cadenze funk (Shredded) e catalessi da blues primordiale (Addressee Unknown, Big Sleep).

Ma in parallelo Sharp persegue i suoi rituali occulti: Tessalation Row, quartetto di un'intensità sonora estrema, violentemente atonale, è un altro dotto compendio dei suoi esperimenti cannibaleschi sugli strumenti a corde e sui suoni deformati dai microfoni. Tessalation Row è in realtà la versione per quartetto d'archi (Sharp non vi suona) di una suite più vasta, Re/Iterations, che applica il metodo compositivo basato sulla serie di Fibonacci all'orchestra d'archi mentre due percussionisti (Bobby Previte e Charles Noyes) e un basso (Sharp stesso) improvvisano liberamente in sintonia con la musica così prodotta.

Più accessibile risulta il satirico In The Land Of The Yahoos, ancora succube delle suggestioni africane: Free Society è un free jazz aggiornato al tribalismo primitivo, alle distorsioni psichedeliche, alle fratture armoniche del rap; Gulagogo un semplice balletto percussivo; Ratnap un più ossessivo bozzetto ritmico; Fundamentia un lamento orientale su poliritmi frenetici ed assordanti. Anche gli esperimenti più ardui, totalmente inintellegibili, come la sonata per nastri di L-L-Love (Marclay al giradischi), le dissonanze espressioniste di Ras/Ten, le voci trattate elettronicamente (Shelley Hirsh) di Ornament And Crime, esibiscono la misura consisa e l'unità armonica della forma-canzone.

Il capolavoro del periodo è forse Larynx (SST, 1987 - Neos, 2008), una suite in sei parti (Sharp, Previte, Bennett, Noyes, un quartetto d'archi, David Fulton al trombone, Lesli Dalaba alla tromba, e un trio di tromboni) ispirata alla musica vocale degli esquimesi e della Mongolia. Si apre e chiude con due uragani percussivi (quattro i batteristi) e annovera uno dei più grotteschi pezzi di jazz dissonante (il secondo movimento, per sassofoni ubriachi, risate di tromba, borboglii di chitarra e colpi del tutto casuali di batteria) e una delle più suggestive slapstick cacofoniche (il quarto movimento, con la tromba minimale di Dalaba e le stecche criminali di Sharp nel convulso rumorismo di Noyes e Previte).

Nel 1988 viene data la prima di un altro suo lavoro "serio", il quartetto d'archi Hammer, Anvil, Stirrup in cui i musicisti devono usare una melodia e un ritmo di base per una certa serie di operazioni, fra cui alcune improvvisazioni libere.

Hammer, Anvil, Stirrup (SST, 1989) combina Tessalation Row e due versioni di Hammer, Anvil, Stirrup.

Sharp, che nel frattempo ha continuato a produrre ed arrangiare i dischi dei Mofungo, è un tipico esponente della civiltà delle soffitte di Manhattan. Cresciuto al suono del free jazz, del minimalismo e delle musiche etniche, ha tentanto di amalgamare quel poderoso corpus di influenze in una nuova musica d'avanguardia. Così facendo si è reso conto di dover amalgamare ordine e disordine, e da questa antinomia ha avuto origine uno dei programmi di ricerca più schizofrenici dell'epoca. In pratica non esiste un solo Sharp, ma almeno due Sharp: l'arduo sperimentatore post-seriale e il solista creativo dedito a jam post-moderne.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Monster Curve (SST, 1988) è un'antologia di Fractal, Marco Polo's Argali e Carbon.
Sili/Contemp/Tation (Dossier, 1989) è un'altra antologia degli stessi album, focalizzata sui brani più lunghi: Marco Polo's Argali e Sili/Contemp/Tation.

Improvvisatore libero, compositore minimalista, scultore del rumore, chitarrista new wave e prog-rocker, Elliott Sharp ha iniziato l'ultimo decennio del secolo all'apice del suo talento poliedrico.

Looppool (agosto 1987 - Ear Rational, 1988) è stato un ambizioso album solista.
Sharp optò per computer, campionatore e drum machine, ma la sua musica non cambiò poi molto.
Include una versione di 20 minuti di Virtual Stance.

Bootstrappers (New Alliance, 1989) era un trio con George Hurley alla batteria e Mike Watt al basso (essenzialmente Sharp e la sezione ritmica dei Minutemen).
Il secondo album dei Bootstrappers, Gi=Go (Atonal, 1992), dedicato principalmente alla suite Garbage In = Garbage Out, aveva sostituito la sezione ritmica con Jan Kotik e Thom Kotik.

Sharp riformò i Carbon con Samm Bennett alle percussioni e ai campionamenti, David Linton alla batteria e Zeena Parkins all'arpa e alle tastiere per registrare Datacide (marzo 1989 - Enemy, 1990), un album che, abbandonando l'estetica cacofonica degli anni '80, sfiorava la musica industriale e il death metal.
Ancor meglio, Tocsin (settembre 1991 - Enemy, 1991) mantenne Parkins, ma il resto della formazione era nuovo (il bassista Marc Sloan, il percussionista Joseph Trump, David Weinstein al campionatore) e il programma era esclusivamente strumentale. Carbon rimase il suo alter ego "rock'n'roll", che si abbandonava a brevi e frenetiche vignette che spaziavano dal punk-jazz al funk-blues.
Entrambi gli album sono vibranti, eclettici, acrobatici e spericolati.

K!L!A!V! (Newport Classic, 1990) era una registrazione eccentrica, interamente dedicata agli strumenti a tastiera: l'orgia di tastiere di 22 minuti Twenty Below per sestetto di tastiere (Anthony Coleman al pianoforte giocattolo e all'organo, Wayne Horvitz e Zeena Parkins alle tastiere elettroniche, un organo a canne e due musicisti ai campionatori), la suite in sei parti K!L!A!V! per computer e campionatore (entrambi gestiti dallo stesso Sharp) e il brano per pianoforte solo di 21 minuti Mapping.

Twistmap (giugno 1991) contiene due brani per quartetto d'archi (Twistmap di undici minuti e Shapeshifters di otto minuti), Ferrous di 19 minuti per percussioni e "violinoid", e String Of Strings di dieci minuti per campionamenti.

Beneath The Valley of The Ultra-Yahoos (Sulphur/Silent, 1992), un'altra satira sullo stile di vita americano, vede Sharp protagonista su diversi strumenti chitarra, basso, campionatore, voce, sassofono, computer, drum machine e persino mandolino) in diverse combinazioni con il batterista Bennett, l'organo di Anthony Coleman e vari cantanti.
Proprio come il suo predecessore In The Land Of The Yahoos, questo è musica pop rispetto al suo lavoro più "scientifico".

Abstract Repressionism 1990-99 (aprile 1992 - Victor, 1993) degli Orchestra Carbon è una suite atonale per orchestra da camera che comprende tre lunghe composizioni: Adventures In The Skintrade, X-Tactic, Dystopia Exit) e brani più brevi.
Quest'opera "orchestrale" è un mix molto ritmico di jazz, musica classica e minimalismo, qualcosa a metà strada tra Anthony Braxton, Iannis Xenakis e Glenn Branca.

Truthtable (settembre 1992 - Homestead, 1993) dei Carbon era composto da: Parkins, Trump, Marc Sloan al basso, David Weinstein al campionatore e Sharp al campionatore, computer e chitarre.
La voce distorta di Sharp era il principale difetto dell'album, che gli conferiva un suono simile a una volgare imitazione dell'industrial metal. Amusia (Spectrum, 1994) dei Carbon era diviso tra brani solisti di Sharp e brani del gruppo (Parkins, Sloan, Trump, Weinstein). Entrambi gli album suonavano in fase di transizione e insicuri: non così terrificanti come i primi lavori, e non ancora completamente "qualcos'altro".
Liberandosi della voce fastidiosa, lo stesso quintetto registrò l'album interamente strumentale Interference (Atavistic, 1995), che finalmente si mosse verso un suono più astratto e dilatato (Onyx, Jungle Freeze, l'undici minuti Thermal) nonostante i soliti attacchi di nevrosi (Slag).

Cryptid Fragments (Extreme, 1993) contiene due suite estremamente dissonanti (Shapeshifters, Twistmap) eseguite dal Soldier String Quartet: Cryptid Fragments, composta da quattro parti, per violoncello, violino e computer (il computer distorce i timbri degli strumenti e ne riorganizza completamente la sequenza), e Umbra per violoncello e campionatore (il campionatore produce una ricchezza di voci strumentali che travolgono le linee del violoncello).

Westwerk (Ear-Rational, 1993) documenta un concerto solista (e relativamente sottotono, per i suoi standard) di Sharp, in cui esegue i brani Temblor (14 minuti), Rods And Cones (14 minuti) e Histogram (35 minuti) (su chitarra-basso a doppio manico, sax soprano e voce).

Psycho-Acoustic (Victo, 1994) e soprattutto Blackburst (agosto 1995 - Victo, 1996), che contiene il brano Peregrine (25 minuti), sono duetti con Parkins.

Terraplane (Homestead, 1994) è il suo omaggio al blues classico.

Dyners Club (dicembre 1993 - Intakt, 1994) contiene le improvvisazioni chitarristiche di Sharp sulla musica composta da un trio di chitarre.

Boodlers (Cavity Search, 1995) è una performance dal vivo con il bassista Fred Chalenor e il batterista Henry Franzoni, che hanno offerto un'esecuzione superba e un contrappunto ispirato e prolungato (Acid-Jazz Payback, Buckshot, Cambionics, Boodlerama).
Il trio avrebbe poi pubblicato un album successivo meno ispirato, Counter Fit (Tim/Kerr, 1997).

Seguirono poi diverse opere minori.
Philorene (organico, 1995) è stata una collaborazione con David Barratt al campionatore.
Chipfarm (God Mountain, 1995) è stata una collaborazione tra gli Optical-8 (un quartetto giapponese guidato da Hoppy Kamiyama all'elettronica e ai campionamenti, e Otomo Yoshihide alla chitarra e ai giradischi), i rocker giapponesi Melt Banana e Zeena Parkins. Mighty (Homestead, 1996) degli Hoosegow è stata una collaborazione con la cantante Queen Esther e, di fatto, un altro omaggio al blues.
Xenocodex (Tzadik, 1996) è stata una collaborazione tra Sharp (alla chitarra e al clarinetto) e il Soldier String Quartet su due composizioni elettroacustiche di Sharp, X-Topia di 19 minuti e Intifada di 29 minuti, entrambe ottenute elaborando in tempo reale il suono degli strumenti.
Figure Ground (Tzadik, 1997) raccoglie colonne sonore per film e installazioni: The Salt Mines (1988), Dreaming out Loud (1990), Daddy and the Muscle Academy (1991), Prey (1996).
Spring & Neap (ottobre 1996 - Zoar, 1997) documenta un'esecuzione dal vivo di una composizione di Sharp eseguita da Zeena Parkins all'arpa, Makoto Nomura al pianoforte, Michiyo Yagi al koto, Yumiko Tanaka allo shamisen, Yoshiko Fujio allo shamisen, Tamiki Sawa e Mio Abe ai violini, Hiromichi Sakamoto e Kota Miki ai violoncelli, Hiroaki Mizutani e Masaaki Kikuchi ai contrabbassi, Guam Kumada e Kenji Ito alle percussioni.
Revenge of The Stuttering Child (Tzadik, 1997) è una collaborazione con il narratore Ronny Someck.
Improvisations (novembre 1996 - JDK, 1998) è una collaborazione con la violoncellista Frances-Marie Uitti.
97 Is 97 (dicembre 1997, pubblicato solo 14 anni dopo) vede la partecipazione di Christian Marclay ai giradischi e all'elettronica e di Elliott Sharp al basso a 8 corde, al clarinetto basso e all'elettronica.
Downtown Lullaby (Depth Of Field, 1998) è una collaborazione con Wayne Horvitz, John Zorn e Bobby Previte.
Rwong Territory (aprile 1998 - Cavity Search, 1998) documenta un'esibizione dal vivo con DJ Soulslinger.
GTR OBLQ (Knitting Factory, 1998) era un trio di chitarre con Vernon Reid e David Torn dei Living Colors.

Tectonics (febbraio 1994 - Atonal, 1995) era perlopiù un progetto solista, con un ruolo crescente per l'elettronica e i groove elettronici: il risultato finale suonava come la fusione tra jazz e drum'n'bass che i disc jockey di tutto il mondo stavano cercando di realizzare, ma dalla prospettiva dell'improvvisatore libero.
Diventò poi un progetto autonomo (Tectonics) su Field And Stream (dicembre 1996 - Atonal, 1997), con composizioni sempre più futuristiche e sincopate (Glimpse Of Field Effect, Fzarp, Anatomic Dub, ecc.), ed Errata (settembre 1998 - Knitting Factory, 1999 - Neos, 2008).

Sferics (novembre 1985 - Atonal, 1996) ha prodotto cinque brani per chitarra solista (Source Taproot, Event Horizon, Oscuro, Teak, Clarify) e pezzi più brevi nello stile di Sonny Sharrock.

Arc 1, Arc 2 e Arc 3 (Atavistic, 1998) sono retrospettive della sua carriera.

Altre composizioni di questo periodo includono: le installazioni audio interattive Tag (1997) e Chromatine (2001), e Fluvial (2002).

SyndaKit (Neos, 2008), composta nel 1998 per l'Orchestra Carbon (Sharp alla chitarra, Judith Insell alla viola, Rea Mochiach alle percussioni, Zeena Parkins all'arpa elettrica, Jim Pugliese alle percussioni, Ted Reichman alla fisarmonica, Marc Sloan al basso elettrico, Tim Smith al clarinetto basso, David Soldier al violino, Evan Spritzer al clarinetto basso, Joseph Trump alle percussioni, David Weinstein al sintetizzatore e campionatore), è una composizione ludica di 66 minuti: “un organismo trasformativo costituito da 144 nuclei composti su dodici fogli divisi tra i dodici esecutori con una serie di semplici regole per il loro utilizzo attraverso processi di imitazione, aggiunta, ricombinazione, trasposizione e mutazione... basati sulle attività di stormi di uccelli, cori di tamburi africani, automi cellulari, branchi di caccia e amminoacidi ricombinanti”.

Blues For Next (Knitting Factory, 2000) e Do The Don't (2004) hanno proseguito la sperimentazione blues di Terraplane.

Acoustiphobia Vol 1 (Sublingual, 2001) è un'improvvisazione dal vivo tra Ikue Mori, Christian Marclay e Elliott Sharp.

Anostalgia (Gross, 2002) e Feuchtify (2006) sono state collaborazioni con il pianista Reinhold Friedl.

Prisoner's Dilemma (Gross, 2003) è stata una collaborazione con Previte.

Quartetti d'archi - 1986-1996 (Tzadik, 2003) raccoglie tutta la musica per quartetto d'archi, inclusi Digital (1986), Tessalation Row (1986), Hammer/anvil/Stirrup (1988), Lumen (1996).

Suspension Of Disbelief (registrato tra luglio 1998 e luglio 2000) è un album solista in cui Sharp ha suonato chitarra, clarinetto, sassofono, cetra, basso, sintetizzatore e computer.

Beyond (2000) è una collaborazione dal vivo con il chitarrista italiano Roberto Zorzi e il batterista Joey Baron.

Radio Hyper-Yahoo (2004) è stata un'altra satira dello stile di vita americano.

The Velocity of Hue (Emanem, 2004) è un album per chitarra acustica solista, un'escursione selvaggia attraverso i suoni di blues, heavy metal, post-rock, free-jazz e Ry Cooder.

La sperimentazione è proseguita con Quadrature - Solo Electroacoustic Guitar (2005).

Tongue (All Questions, 2004), una collaborazione tra John Duncan e Elliott Sharp, è musica concreta con un'anima, in cui i due manipolano e rielaborano i suoni prodotti dalle loro bocche (difficile descriverli semplicemente come "voce umana").

Tranz (2005) è stata una collaborazione con Merzbow.

Terraplane (Alex Harding al sassofono baritono, Curtis Fowlkes al trombone, David Hofstra al contrabbasso, Lance Carter alla batteria) è diventato il nome della sua band blues con una forte presenza di fiati, l'equivalente blues dei Carbon. Hanno debuttato con Secret Life (Intuition, 2007), un album che mescolava sonorità da roadhouse con dissonanze di chitarra. Il successivo, Forgery (Intuition, 2007), vedeva la partecipazione del cantante Eric Mingus (figlio di Charles), del poeta Tracy Morris, del trombonista Curtis Fowlkes, del bassista Dave Hofstra e del batterista Tony Lewis in una serie di canzoni che spesso celebrano eventi contemporanei come la guerra in Iraq e l'uragano Katrina. I fiati rubano la scena nell'inno da banda musicale ubriaca Juke.

Sharp è tornato alla chitarra acustica per un'interpretazione di brani di Thelonious Monk presenti nell'album Sharp? Monk? Sharp! Monk! (2006).

Pi:k (settembre 2005) raccoglie duetti con la violista Charlotte Hug.

Concert in Dachau (maggio 2007) documenta performance solistiche per chitarra e/o laptop.

Octal - The Book One (agosto 2007 - Clean Feed) raccoglie opere per basso elettroacustico a otto corde.
Base (registrato nel 2008) raccoglie duetti per chitarra con Antoine Berthiaume.
Protoplastic (settembre 2008) raccoglie duetti con Boris Savoldelli (voce ed elettronica).

War Zones (ottobre 2007) vede la partecipazione di Nevada Diggs (voce), Philip Jeck (giradischi), Hans Koch (strumenti a fiato), Fredy Studer (batteria) e Bernhard Lang (tastiere ed elettronica) che eseguono Paranoia, un estratto del suo lavoro teatrale Der Alte vom Berge, e Ripples from the Bang, per lo più improvvisati con file audio elettronici pre-registrati.

Sharp ha suonato il basso a otto corde, la chitarra e il sax soprano in Void Coordinates dei Carbon (luglio 2009 - Intakt, 2010), registrato dal vivo con Zeena Parkins (arpa elettrica), Marc Sloan (basso elettrico e preparato), Joseph Trump (batteria) e David Weinstein (campionatore e sintetizzatore).

Abstraction Distraction (agosto 2008) conteneva brani per sassofono soprano e tenore, elaborati tramite elettronica analogica e digitale, con programmazione di batteria ed elaborazione computerizzata a cura di Joseph Trump, Sim Cain e Tony Lewis.

Transmigration At The Solar Max (agosto 2009) dei Carbon è semplicemente un'esibizione dal vivo con Zeena Parkins (arpa elettrica) e Bobby Previte (batteria).

About Us (2010) è un'opera di fantascienza per giovani interpreti.

Binibon (da ora in poi, 2010) è un'opera lirica con libretto di Jack Womack su un omicidio. L'album è troppo "parlato" per essere considerato un'opera d'arte. La musica di Sharp svolge fondamentalmente il ruolo di colonna sonora.
Le sue occasionali incursioni nel free jazz (The Scene), nell'acid rock (Susie and Johnny) e nella musica concreta Murder and) sono solo dei commenti.

Reflexions (Idiolect, 2010) è stata una collaborazione con Michiyo Yagi.
Octal Book Two (Clean Feed, 2010) raccoglie altri lavori per basso elettroacustico a otto corde.
Electric Willie (Yellowbird, 2010) è un omaggio a Willie Dixon. Snowplow (marzo 2010) documenta una collaborazione tra Andrea Centazzo e il chitarrista Elliott Sharp.
Canephora (Nuun, 2011) è stata una collaborazione con il clarinettista basso Gareth Davis. La Sharp' Orchestra Carbon, con Ned Rothenberg (a fiati), Steve Swell (trombone), Zeena Parkins, David Weinstein e Jim Pugliese (campionatori), ha pubblicato l'album live Radiolaria (marzo 2001).

​Terraplane ha pubblicato Yellowman: A Play (gennaio 2011) per il teatro, e poi Sky Road Songs (novembre 2011), in cui il leader suonava mandocello, chitarra ed elettronica, affiancato da Joe Mardin (voce, batteria, basso e chitarra chank), Tracie Morris e Eric Mingus (voce), Curtis Fowlkes (trombone), Alex Harding (sax baritono), Dave Hofstra (basso), Don McKenzie (batteria) e l'ottantenne chitarrista elettrico e leggenda del blues Hubert Sumlin.

Cut with Occam's Razor (2012) raccoglie Boreal (2009) per quartetto d'archi, Oligosono per pianoforte solo (2004) e il doppio quartetto Occam's Razor.

Aggregat (luglio 2011 - Clean Feed, 2012) raccoglie diverse brevi vignette per trio (con il bassista Brad Jones e il batterista Ches Smith) in cui Sharp suona principalmente il sassofono.

Open The Door (Public Eyesore) documenta una collaborazione del 1999 tra i chitarristi Nels Cline e Elliott Sharp (oltre a una registrazione dal vivo del 2007).
Duo Milano (aprile 2006) documenta altri duetti di chitarra tra Cline e Sharp.

Payton Peter Elliott (2012) raccoglie improvvisazioni di Peter Evans, Payton MacDonald e Elliott Sharp.

Momentum Anomaly (New Atlantis, 2012), presentato in anteprima nel maggio 2007, era un assolo di chitarra acustica di 60 minuti eseguito con un e-bow, seguito di Velocity of Hue e Quadrature.

Crossing the Waters (Intakt, 2013) documenta la prima registrazione in studio (marzo 2012) del trio composto da Elliott Sharp (chitarra), Melvin Gibbs (basso) e Lucas Niggli (batteria).

Haptikon (Long Song, 2013) raccoglie brani per chitarra elettrica con l'ausilio del computer.

Aggregat è tornato con Quintet (2013), in cui Sharp ha suonato il sassofono tenore e soprano e il clarinetto basso insieme a Nate Wooley (tromba), Terry Green (trombone), Brad Jones (contrabbasso) e Ches Smith (batteria). Incident di Sharp raccoglie musiche per cinema e teatro.

La suite in undici parti In The Pelagic Zone (Jazzwerkstatt, 2013), registrata nel novembre 2011, è stata composta per un gruppo da camera di 14 elementi composto da un quartetto d'archi, ottoni, ance, due percussionisti, pianoforte, chitarra, contrabbasso ed elettronica.

Ostryepolya (Not Two, 2013) documenta due esibizioni dal vivo del duo di chitarristi acustici Elliott Sharp e Scott Fields (maggio 2009 e marzo 2010).

Momentum Anomaly (agosto 2012) contiene cinque composizioni per chitarra acustica solista con e-bow, una sorta di seguito di Velocity Of Hue e Quadrature.

Questa fase prolifica della sua carriera ha prodotto anche la partitura algoritmica Flexagons (2011), Storm Of The Eye (2012) per violino solo, Turing Test (2012), Oneirika (2012), Persistence of Vision (2012), la suite Tribute MLK Berlin '64 (2014), l'opera Port Bou (2014), e i quartetti per archi Tranzience (2013), Mare Undarum (2013) e Akheron (2014).

Akra Kampo (luglio 2014) contiene duetti con il chitarrista Scott Fields.

Tranzience (New World, 2016) raccoglie quattro composizioni registrate in anni diversi: Tranzience (2013), della durata di 28 minuti, un altro quartetto d'archi; Approaching The Arches Of Corti (1997), della durata di dieci minuti, un quartetto di sassofoni; Homage Leroy Jenkins (2008), della durata di nove minuti, per clarinetto, violino e pianoforte; eVenus & Jupiter (2012), della durata di dodici minuti, per ensemble da camera.

L'album Dialectrical (febbraio 2016) degli Aggregat, con Sharp ancora una volta ai sassofoni e ai clarinetti, vantava la nuova formazione composta da Taylor Ho Bynum (tromba), Brad Jones (contrabbasso), Terry Green (trombone) e Barry Altschul (batteria).

Boreal (Starkland, 2016) raccoglie musica solistica, da camera e orchestrale.
Il brano in quattro movimenti Boreal (2009), scritto per quartetto d'archi con archi personalizzati, oscilla tra lamenti grotteschi e rumori stridenti e perversi, con improvvisi orgasmi minimalisti, e raggiunge il suo apice di pathos con il pizzicato sussurrato del quarto movimento.
Oligosono (2004) per pianoforte preparato solista presenta una geometria oscillante, oltre a riff metronomici e crescendo incalzanti, che creano l'effetto di infinite riflessioni speculari (soprattutto il secondo movimento, che è una sorta di allegro).
Proof of Erdos (2006) per orchestra è un'altra incursione di Sharp nel mondo della teoria dei numeri e, nondimeno, capace di generare momenti emozionanti come la dolce cacofonia del primo movimento e il valzer contorto del secondo.
On Corlear's Hook (2007) per orchestra è una rara composizione pittorica nel repertorio di Sharp. Il cinguettio teso si trasforma nei massicci e drammatici droni carichi di suspense del secondo movimento con il suo fragoroso crescendo, e il leggero svolazzare simile a un'arpa del terzo movimento confluisce nel disordine rumoroso e ferocemente grottesco del quarto.

L'album Fourth Blood Moon dei Tectonics (Yellowbird, 2016) era in realtà un duo con il cantante Eric Mingus. Nostalgia For Infinity (Fractal, 2017) raccoglie sei assoli di chitarra, in particolare Nostalgia For Infinity (17 minuti), The Ice Wall At New Harbor (18 minuti) e Just Guessing Again (16 minuti).

L'album live Oceanus Procellarum (novembre 2016 - Cavity Search, 2017) ha visto la partecipazione di Gareth Davis al clarinetto basso e dell'ensemble d'archi tedesco di dodici elementi Resonanz.

Il trio di chitarristi composto da Elliott Sharp, Mary Halvorson e Marc Ribot ha registrato Err Guitar (luglio 2016).

Chansons Du Crepuscule (maggio 2014) documenta una collaborazione tra il chitarrista Elliott Sharp e l'arpista e cantante francese Helene Breschand.

Rub Out The Word (aprile 2014) documenta un'esibizione dal vivo di Elliott Sharp (come di consueto alla chitarra e all'elettronica) e dell'attore Steve Buscemi, che recitano testi di William Burroughs.

Dispersion (luglio 2015), una collaborazione con l'ensemble slovacco Veni Academy, contiene musica basata su algoritmi: The Dispersion of Seeds (composta nel 2003), Flexagons, e The Hidden Variable.

Calling All Earthlings (Cavity Search, 2018) è un album solista che contiene 19 brevi brani (per chitarre acustiche ed elettriche, chitarre tenore e baritono, steel guitar, mandocello, basso, sintetizzatori e voce) composti per la colonna sonora di un documentario di Jonathan Berman.

Elliott Sharp al mandocello ha registrato Blues, Hues, & Views (dicembre 2018) con il fisarmonicista William Schimmel.

Elliott Sharp (al clarinetto basso elettroacustico, chitarra elettrica ed elettronica) ha collaborato con Alvaro Domene (chitarra elettrica a sette corde) e Mike Caratti (batteria e percussioni) per Expressed By The Circumference (gennaio 2019).

Syzygy (ottobre 2018), con Giancarlo Schiaffini al trombone, Walter Prati al violoncello elettrico, Gak Sato al theremin, Sergio Armaroli al vibrafono, Francesca Gemmo al pianoforte e Steve Piccolo al basso e agli oggetti, è stato un esperimento di composizione combinatoria, documentato sia in studio che dal vivo.

Oslo (gennaio 2018) è stata una collaborazione con il contrabbassista John Andrew Wilhite Hannisdal.

Le tre composizioni di Plastovy Hrad (marzo 2018) hanno visto la partecipazione dell'Orchestra Contemporanea di Brno.

Saalfelden (agosto 1998) documenta un'improvvisazione dal vivo di 57 minuti di Graham Haynes (cornetta), Elliott Sharp (chitarra e clarinetto basso) e Jack DeJohnette (pianoforte, batteria, congas).

Marmara Sea (febbraio 1999) è stata una collaborazione con la cantante Saadet Turkoz, il bassista Joelle Leandre, il violoncellista Martin Schutz e il suonatore di oud Burhan Ocal.

Sharp (ora suona la chitarra a 8 corde, il sintetizzatore Buchla, la drum machine e le percussioni Baschet) ha formato i Clinamen, documentati per la prima volta nell'album live Swervitude (agosto 2017), con John Edwards (basso) e Mark Sanders (percussioni e vibrafono).

Sharp ha suonato il sintetizzatore, il clarinetto basso e il glissentar in Kumuska (registrato nel 2007 e pubblicato 12 anni dopo), una collaborazione con la poetessa e cantante Saadet Turkoz.

Peregrinations (Zoar, 2019) documenta una seconda collaborazione con la violoncellista Frances-Marie Uitti.

Spilla (giugno 2018) documenta un'esibizione dal vivo e una collaborazione al computer con il chitarrista Sergio Sorrentino.

I Phonon, formati da Sharp e Alvaro Domene con il bassista Colin Marston e il batterista Weasel Walter, hanno registrato Alloy (luglio 2019).

Sharp ha suonato tutti gli strumenti in Kick It Six dei Terraplane (settembre 2019): chitarre elettriche, lap steel e console steel guitar, mandola, mandocello, bassi e programmazione della batteria.

Sharp ha suonato chitarra, sax soprano e computer in Blue In Mind (novembre 2019) con Steve Piccolo alla voce e Sergio Armaroli al vibrafono.
Lo stesso trio ha registrato What Went Wrong (ottobre 2021).

Il doppio CD Filiseti Mekidesi (Infrequents Seams, 2020) documenta un'opera di Sharp presentata in anteprima nel settembre 2018, basata su testi dei poeti Tracie Morris ed Edwin Torres, eseguita dall'Ensemble Musikfabrik (flauto, oboe, clarinetto, corno, tromba, trombone, tuba, tastiere, batteria, contrabbasso, viola, violino e violoncello) e dal gruppo vocale Voxnova Italia. Besotted (aprile 2021) raccoglie duetti tra Charles Noyes alla chitarra elettrica ed Elliott Sharp ai sintetizzatori analogici, sassofono soprano, clarinetto basso, pantara a tre corde e arches h-line.

L'album solista Phlogiston (aprile 2021) contiene quattro composizioni per sintetizzatori.

Il terzo album dei Bootstrappers, Xenolith (Klanggalerie, 2021), vedeva la partecipazione di Melvin Gibbs al basso elettrico e Don McKenzie alla batteria.

SysOrk - ReGenerate (marzo 2021), contenente il brano ReGenerate della durata di 29 minuti, è stato eseguito da un ensemble di medie dimensioni: Lea Bertucci al sax contralto, Nate Wooley alla tromba, Chris McIntyre e Terry Greene ai tromboni, Margaret Lancaster al flauto, Rachel Golub al violino, Judith Insell alla viola, Shayna Dulberger e James Ilgenfritz ai contrabbassi, Payton MacDonald al marima, Danny Tunick alle percussioni e al vibrafono e Weasel Walter alla batteria.

Sakuraza (aprile 2021) documenta una collaborazione dal vivo tra Jim O'Rourke (sintetizzatori ed elettronica) ed Elliott Sharp (clarinetto basso, basso elettrico a 8 corde Strandberg Boden, elettronica).
Kompromat (maggio 2021) contiene improvvisazioni con Tim Dahl (basso) e Weasel Walter (batteria).

Songs From A Rogue State (settembre 2022) annovera la partecipazione di Sharp (chitarra elettrica, a dodici corde, baritono e steel guitar, basso elettrico e a 8 corde, sintetizzatore analogico e programmazione di batteria), Don McKenzie (campionamenti e loop di batteria) ed Eric Mingus (voce e basso elettrico).

Sharp è stato compositore, direttore d'orchestra, librettista e ha suonato personalmente sintetizzatore, basso e percussioni nel doppio album Die Grosste Fuge (settembre 2021), con la collaborazione del cantante Nicholas Isherwood e dell'Asasello String Quartet, un'opera ambiziosa ispirata al celebre quartetto d'archi di Beethoven.

Aube (agosto 2020) e L’Apres-Midi D'Un Bot (giugno 2022) sono state altre due collaborazioni con l'arpista Helene Breschand.

Il doppio CD A Tribute to Iannis Xenakis (Erototox, 2023) contiene interpretazioni di composizioni di Xenakis, registrate da ciascun musicista a casa durante la pandemia di Covid. Gli artisti sono accreditati come il quartetto Stochastica: Elliott Sharp (chitarre elettriche, a 12 corde, steel guitar e baritono fretless, sitar elettrico, mandocello elettrico, clarinetto basso e sintetizzatore analogico), Henry Kaiser (chitarre elettriche e acustiche e basso a 6 corde), Brandon Lopez (contrabbasso, chitarra baritono e mandocello elettrico) e Scott Amendola (batteria, percussioni ed elettronica).

Topical Anesthetic (luglio 2022) documenta i duetti con il musicista digitale Zona Zanjeros.

Sharp ha suonato chitarre elettriche, a dodici corde, baritono e steel guitar, bassi elettrici e a 8 corde, sintetizzatori analogici e programmazione di batteria in Songs From A Rogue State (settembre 2022), accompagnato da Eric Mingus (voce, arrangiamenti vocali, contrabbasso elettrico e basso elettrico) e Don McKenzie (campionamenti di batteria, loop).

I nove brani di disPOSSESSION (zOaR, 2023), registrati in date diverse in tre sessioni differenti, vedono la partecipazione di Elliott Sharp alla chitarra elettrica, al sax soprano, ai sintetizzatori e alla programmazione di batteria, Hélène Breschand all'arpa elettrica e acustica e alla voce, Zafer Tawil all'oud, al violino e alle percussioni, Flao Krouchi al basso elettrico e Don Mackenzie ai campionamenti di batteria.

Sharp ha suonato anche chitarre, steel guitar, ghita phim lom, mandola elettrica, mandocello elettrico, bassi, sintetizzatori, programmazione di batteria e arrangiamenti in The Collapsed Wave (agosto 2023), eseguito insieme a Don McKenzie alla batteria e con campionamenti di batteria. I nove brani da lui composti sono un omaggio a grandi chitarristi scomparsi: Jimi Hendrix, Jeff Beck, John McLaughlin, Sonny Sharrock.

Occam’s Machete (ottobre 2023), scritto per dieci violini, cinque viole, quattro violoncelli e quattro contrabbassi, contiene "composizioni algoritmiche".

Arbor (agosto 2023) è un album di chitarra acustica solista manipolata "con oscillatori metallici e manipolazione digitale".

L'album live Void Patrol (maggio 2023) documenta un concerto con Sharp alla chitarra elettrica e all'elettronica, Colin Stetson (vari sassofoni), Billy Martin (batteria e percussioni) e Payton MacDonald (marimba, vibrafono e xilofono).
Il trio di chitarre composto da Elliott Sharp, Sally Gates e Tashi Dorji ha registrato Ere Guitar (luglio 2023).
Mandocello (luglio 2024) contiene assoli per mandocello (acustico ed elettrico).
Mandorle (luglio 2024) contiene assoli eseguiti su diversi mandolini acustici ed elettrici.

Hudson River Compositions 1973-74 (ottobre 2024) contiene un collage di vecchie composizioni registrate per la prima volta con lui che suona clarinetti, sassofoni, mandolino, chitarre elettriche e baritono ed elettronica, accompagnato da diversi musicisti (Nate Wooley alla tromba, Terry L. Greene II al trombone, Sara Salomon al violino, Judith Insell alla viola, Hao Jiang al violoncello, Anthony Coleman al pianoforte, Shayna Dulberger al contrabbasso, Don McKenzie alla batteria).
Reimsi Geara (agosto 2023) contiene duetti per chitarra elettrica di Elliott Sharp e Scott Fields.

Il duo di chitarristi composto da Joe Morris e Elliott Sharp ha registrato Realism (luglio 2023), un raro duetto di chitarre che segue (in particolare il brano di sedici minuti Arrokoth).

JEM3, che ha debuttato su Apices (luglio 2023), era composto da Elliott Sharp (chitarra a 8 corde Strandberg Boden, basso elettrico, clarinetto basso ed elettronica), Marco Cappelli (chitarre classiche ed elettriche ed elettronica) e JT Lewis (batteria e percussioni).

Terraplane è tornato con Livin' Hear (agosto 2023), con il leader alle chitarre, al sax tenore, alle tastiere, al basso e Sintetizzatori, Eric Mingus (figlio di Charles) alla voce, Dave Hofstra dei Microscopic Septet al basso e Don McKenzie alla batteria.
La musica è stata composta da Sharp e Mingus.

Mare Crisium (agosto 2025) documenta un sestetto di chitarre elettriche con Sally Gates, Gian Perez, Angela Babin, Matteo Liberatore e Kevin Ramsay.

Hi-Gengo (agosto 2024) documenta una collaborazione con la cantante Ayako Kanda.

Sharp ha suonato chitarre e sax soprano nel doppio album Imaginary Songbook (settembre 2023), affiancato da Sergio Armaroli (vibrafono) e Steve Piccolo (basso elettrico, voci ed elettronica).

Uhhuu (giugno 2025), che includeva il brano di 15 minuti Bug Reports, documenta una collaborazione tra Elliott Sharp (chitarre elettriche, baritono e a dodici corde e programmazione di batteria) e Rainer Jancis (chitarre elettriche, fretless e chitarra a sette corde, batteria ed elettronica) con gli ospiti Rob Heath (batteria) e Tuulikki Bartosik (fisarmonica).

Il duo composto da Elliott Sharp (chitarre elettriche, chitarra baritona, basso elettrico, sintetizzatori analogici, programmazione di batteria) e dal cantante Eric Mingus ha registrato Wrench In The Works (novembre 2025).

Triacontagon (ottobre 2024) contiene improvvisazioni con il sassofonista Ivo Perelman (chitarra elettrica a 8 corde) e Cyro Baptista (percussioni e voce).

Piano Forte (marzo 2026) contiene brani per pianoforte solo eseguiti su uno Steinway B.

Elliott Sharp (chitarra, sassofono soprano), Sergio Armaroli (vibrafono), Tony Buck (batteria), Francesca Gemmo (pianoforte), Magda Mayas (pianoforte preparato) e Steve Piccolo (elettronica, voce) hanno formato il Verona Sextet che ha debuttato con Leaps And Bounds (ottobre 2024).


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