- Dalla pagina sui Vas di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

I Vas sono un duo di Los Angeles composto dalla cantante Azam Ali e dal percussionista Greg Ellis, un duo esordito con Sunyata (Narada, 1997), il primo disco di musica new-age in cui il canto venne accompagnato esclusivamente dalle percussioni. Il fatto è voluto in quanto alle origini esistevano probabilmente soltanto questi due strumenti: "Sono i due strumenti più primitivi", ci dice Ali, "le percussioni e la voce umana. Prima ancora di inventare il concetto di strumento musicale, e il concetto stesso di musica, esisteva la voce umana, ed esisteva il ritmo. Soltanto in seguito nacque l'armonia".
Azam Ali, nata a Teheran, in Iran, nel 1970 e cresciuta in India (nella città di Panchgani), ha studiato musica classica persiana.
"Cominciai a cantare da sola influenzata prevalentemente dalla musica indiana, ma anche da quella medievale. Il mio tirocinio musicale è in realtà molto occidentale (feci parte persino di un coro di voci medievali). Dal momento in cui arrivai in America, il mio approccio divenne prettamente occidentale.
Ma, se dovessi indicare l'influenza principale, direi ancora la musica indiana. C'è qualcosa nel processo di canto indiano che ha a che vedere con l'interiorizzare l'emozione, qualcosa che esula dal processo di composizione." Ventisettenne, Ali iniziò a scrivere musica in maniera più o meno professionale nel 1991.
"Il punto però non è ciò che compongo: è ciò che canto. Per me la musica finisce con la voce. E la voce è uno strumento musicale, non un veicolo per i testi. Le ho seguite tutte: Joan LaBarbara, Meredith Monk, Diamanda Galas e Enya. Conosco tutte le grandi cantanti d'avanguardia che hanno rivalutato il ruolo della voce.
Tutte mi hanno ispirato in qualche misura, ma non potrei citare una musicista che ha influenzato il mio stile in particolare. Semmai, il mio stile deriva dalle musiche del mondo che ho ascoltato, deriva da cantanti di tutto il mondo, anche se non diventeranno mai famose. La mia è un'arte soprattutto emotiva, e l'emozione pertanto conta più della tecnica specifica. Ciò che ho in comune con quelle grandi musiciste d'avanguardia è il concetto che la musica vada trattata come uno strumento, alla pari del violino e del pianoforte."

Il progetto Vas nacque nel 1995.
"Non fu qualcosa di pianificato a tavolino: ci incontrammo a un concerto e poi ci recammo a una casa di amico a suonare dal vivo. Quella sera scoccò la scintilla. Gregg venne a trovarmi con un tamburo e passammo ore ad improvvisare a casa mia. Fu spontaneo l'impulso di lavorare insieme e da allora non ci siamo più fermati".

Greg Ellis è invece Californiano e si mise in luce al seguito del duo David & David. Ha studiato jazz ed è appassionato di folk mediorientale e africano.
"Studiai tromba classica, ma la batteria fu fin dal liceo una necessità fisica. Nel 1984 arrivai a Los Angeles e trovai piccoli lavori da sessionman. Per circa otto anni vivacchiai senza grandi ambizioni, anche se collezionai diverse collaborazioni di prestigio. Ero però un po' stanco di dover inseguire la visione di musicisti famosi. Sentivo di avevo da dare qualcosa di più come artista. Negli anni avevo raccolto percussioni di tutti i paesi del mondo. Cercavo soltanto un'occasione di mettere insieme il mio hobby e la mia tentazione, e Vas mi consente di dar sfogo a entrambi. Le percussioni mi consumano, sono la mia vita.
E' un amore del ritmo, che in effetti non dipende neppure dallo strumento specifico. Le percussioni fanno vibrare la musica, e fanno vibrare tutto attorno a me, il mondo che mi circonda, la natura...
Quando entro in sintonia con il ritmo, mi pare di aver decodificato il segreto dell'universo. Il ritmo è trance..."

Il duo ha appena ultimato il nuovo disco, Offerings (Narada, 1998). "C'è una continuità fra i due album, ma il nuovo album è più grande e più forte. Siamo cresciuti come musicisti e come persone. Abbiamo anche invitato quattro ospiti a suonare con noi, e ciò ha ulteriormente elevato il livello tecnico. Sul primo CD stavamo ancora esplorando, non avevamo mai suonato dal vivo. Questa volta sapevamo cosa volevamo fare."


(Tradotto da Stefano Iardella)

Sunyata è musica per percussioni e voce, che spazia da meditazioni ispirate alla musica dei nativi americani e indiani (Ningal), orecchiabili ritornelli a metà strada tra ninna nanna e preghiera (Saphyrro, Arco dell'Ascesa), dalla grazia rinascimentale (Rifugio) alla gioia cerimoniale (At Siva's Feat). I punti salienti sono il lungo saltarello medievale Sunyata e il lungo lamento Imam.

Offerings (Narada, 1998), che presenta una strumentazione ampliata, è permeato da spiritualità e da suoni tibetani, nonostante il fatto che le voci femminili suonino molto poco tibetane. L'aggraziato lamento di Svarga è annegato nei droni del sitar e nelle frasi di violino. The Promise si avvicina alla maestosa compostezza dei madrigali rinascimentali. A Garland of Breath è un semplice canto su un bordone d'organo, senza percussioni, a cui si aggiungono successivamente più voci e strumenti. Le danze vivaci di Varuna, Leyli e la strumentale Wajad prendono velocità, senza mai allontanarsi troppo dal baricentro mistico dell'album.
La voce fonde stili operistici occidentali e cerimoniali indiani nella lunga Ellora, un altro pezzo con percussioni propulsive. Violino, flauto e altri strumenti non a percussione aggiungono sapore al concept dei Vas. Ma la vera protagonista adesso è la voce umana.

Azam Ali ha anche pubblicato l'album solista Portals of Grace (Narada, 2002), che scade in arrangiamenti moderni su canti medievali.


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