- Dalla pagina su David Watson di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il compositore neozelandese David Watson ha pubblicato i due dischi di Fingering An Idea (XI, 2007). Il primo disco, Dexter, contiene otto composizioni per un ensemble di cornamuse. La prima traccia spazia da un ronzio di sciami di insetti a un trascinante inno scozzese, da un ronzio di sitar indiano a una festosa danza irlandese fino a una fredda frequenza aliena, e quindi definisce il tono per il resto dell'esecuzione. La quinta traccia è la più palesemente "trascendente" (un drone multistrato simile a un "om" in lenta mutazione), ma la quarta è probabilmente quella che meglio rappresenta la qualità "spirituale" del progetto, con sfumature angoscianti che gli conferiscono una dimensione tragica. Non proprio quello che Glenn Branca ha fatto con le chitarre, ma certamente ricorda quell'idea. La sesta traccia esala strutture sostenute in modo piuttosto sconnesso, producendo un effetto alienante. La settima traccia è puro minimalismo astratto e ronzante. In un certo senso, segna la fine del viaggio iniziato dalla prima traccia, molto più dinamica.
Il secondo disco (di gran lunga inferiore), Sinister, presenta esperimenti di chitarra solista scordata. Il pizzicato e il tintinnio casuali sono piuttosto inconcludenti.
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