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Fallito come attore shakespeariano, il trentaduenne Douglas Fairbanks mise al
servizio del cinema la sua esuberanza e le sue doti acrobatiche. I suoi personaggi, agili, forti, coraggiosi e
ironici, dominavano avventurosi romanzi storici; da un lato Fairbanks sublimava fisicamente il senso
dell'avventura con una obsoleta ma eccitante personalità romantica, dall'altro rassicurava
l'americano medio con un ottimismo spensierato ad oltranza basato sul motto laugh and live.
Nel presente assillato da problemi meschini ma impellenti, trasferito nel passato
il ragazzone yankee era invece pieno di gioia di vivere e pronto a ogni impresa. Nel presente la sua vita
consisteva unicamente in una disperata lotta per il denaro, ma nel passato il denaro si trasformava in
giustizia (Zorro, Roobin Hood), fedeltà al giuramento (D'Artagnan), nobile sprezzo del pericolo
(ladro di Baghdad) e la disperazione in sicurezza di successo. La meschinità quotidiana si
trasferiva da eroismo universale. Il personaggio di Fairbanks, in qualunque epoca e in qualunque paese
viva, è sempre fondamentalmente uno yankee, il paese stesso non è altro che una piccola
America in costume, in cui vigono i sani principi della democrazia e dell'intraprendenza.
Manipolato con tanta perizia l'immaginario collettivo, Fairbanks
estrinsecò anche in altri modi la sua intelligenza: nel 1919 fondò la United Artists,
lanciando una clamorosa sfida ai potenti di Hollywood; partecipò alla sceneggiatura e alla regia
dei suoi film; sposò nel 1920 Mary Pickford, formando la coppia più celebre del mondo e
raddoppiando così la sua influenza psicologica sul pubblico.
Manhattan Madness (1916) di Allan Dwan lo rivelò giovane pazzo
scatenato, alle prese con le tragicomiche peripezie di un ingenuo provinciale giunto nella metropoli.
Il grande dinamismo di Fairbanks era contrapposto al caos della grande città, e Fairbanks spiegava in pratica come essere felici anche nel posto più infelice del mondo; mistero, amore e odio sono
già gli elementi fondamentali a cui si appoggia il suo personaggio.
short The Mystery of the Leaping Fish (1916)
When the Clouds Roll by (1919) di Victor Fleming
The Mark of Zorro (1920) di Fred Niblo
lanciò in tutto il mondo il mito
del giustiziere mascherato (dietro cui si cela in realtà un nobile effeminato) alle prese con le
angherie del governatore della California; furono i duelli spericolati, e condotti con ironia quasi satirica, a
fare la fortuna del film e del personaggio. Dopo questo trionfo Fairbanks si votò al film storico,
prima con
The Three Musketeers (1921), e poi con
Robin Hood (1922), di Allan Dwan, un film allegro e kolossal
che divenne un altro classico del film d'azione per la travolgente interpretazione di Fairbanks.
Il crescendo di vivacità culminò in
The Thief of Baghdad (1924) di Raoul Walsh,
con l'aggiunta di un tocco di esotismo e di magia, che rendeva ancora più
frizzanti l'incandescente miscuglio di azione ed erotismo.
Fairbanks replicò il suo personaggio fino all'avvento del sonoro con
immutato successo.
Aveva scoperto la poesia del caos e del movimento, che è poi il fascino
stesso della civiltà americana. Aveva sfruttato i miti dell'infanzia, ben sapendo che in ogni uomo
si nasconde un bambino bisognoso di immedesimarsi in un eroe. Aveva perfezionato il cinema popolare
d'appendice e, fondendo la frenesia delle comiche con le pause del melodramma, aveva posto le basi per
la commedia leggera. Aveva definito la personalità dell'americano al cento per cento.
Albert Parker's The Black Pirate (1926)
Richard Jones' The Gaucho (1927)
Allan Dwan's The Iron Mask (1929)
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