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All'estremo opposto di Wayne si situa il progressista e colto Henry Fonda,
teatrante di provincia a vent'anni e aspirante al successo di Broadway nel 1929 della grande crisi; nato a
Omaha nel Nebraska da un modesto stampatore, aveva frequentato l'Università del Minnesota per
diventare giornalista, ma la madre di Marlon Brando lo convinse a cimentarsi con il teatro;
sfondò nel 1934, con una commedia che, tradotta in cinema, gli spalancò le porte di
Hollywood, anche se i primi tempi dovette adattarsi a vivere in una stanzetta con un altro giovane attore,
James Stewart. Il suo fascino di attore derivava dal portamento elegante e dalla calma olimpica che
manteneva in tutti i frangenti; la sua recitazione, educata alla grande scuola dei commediografi degli anni
venti, era sobria e fluida. A partire da
You Only Live Once (1937) di
Fritz Lang,
incarnò l'americano
democratico, nemico della violenza, del sopruso e dell'ingiustizia, fautore di un rigore morale il cui
modello è Lincoln. Se Cooper incarna l'eroe stoico, Fonda è l'eroe ascetico. Altrettanto
dotato sul piano comico che su quello drammatico, Fonda non risulta mai tedioso; tutt'al più
paternale.
The Grapes of Wrath (1940)
Il suo humor composto si adatta soprattutto alla parodia, come quelle esemplari
della vita militare in
Mister Roberts (1955) di
Mervyn Leroy
e del giudiziario in
There was a Crooked Man (1970)
di Joseph Mankiewicz.
The Lady Eve (1941) di Preston Sturges e` invece una classica screwball comedy.
Le prove drammatiche si dividono fra il western e il politico. Se in
gioventù eccelse nel western, di cui fu memorabile protagonista di
My Darling Clementine (1946)
di
John Ford,
The Ox-bow incident (1943) di
William Wellman,
Fort Apache (1948) di
John Ford,
The Tin Star (1957) di Anthony Mann,
e in
Warlock (1958) di
Edward Dmytryk,
a cui conferisce sempre un tono di epica nobiltà, dominò più tardi il
genere politico,
Advise and consent (1962) di
Otto Preminger,
Fail Safe (1963) di
Sidney Lumet,
The Best Man (1964)
di
Franklin Schaffner.
In mezzo, il civile 12 Angry Men (1957) di Lumet, il thriller
Wrong Man (1956) di Alfred Hitchcock,
e i due western in
cui impersona il malvagio:
Once Upon A Time In The West/ C'era Una Volta Il West (1968)
di Sergio Leone e
There was a Crooked Man (1970)
di Joseph Mankiewicz.
La rettifica apportata da Fonda al western fu fondamentale per riportare il
genere a storie credibili e per smitizzare i suoi stereotipi.
Il suo modello di recitazione non rientra nello schema dello "star system";
Fonda non si atteggia mai a divo; è un attore scrupoloso che si cimenta con passione nell'ardua
impresa di impersonare un personaggio; l'acume psicologico e l'impegno civile ne fanno uno dei
più sinceri difensori dell'ideale democratico, strenuo combattente per la verità e la
giustizia.
Travagliato nonostante l'ininterrotto successo professionale da una infelice vita
matrimoniale (si sposò sei volte, e la primogenita, Jane, fu a lungo in rotta con la famiglia),
soltanto un anno prima della morte ottenne il riconoscimento dell'Oscar, per un film in cui, al fianco della
Katharine Hepburn e della rappacificata figlia, interpretava la parte di sé stesso, un vecchio malato di cuore
angustiato dal pensiero della morte (l'Oscar stesso era forse diretto più all'uomo, capostipite della
più grande dinastia di Hollywood, che all'attore).
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