Dalla scheda di William Wellman
Gli uomini di un villaggio sono sulle tracce di una banda di razziatori che ha appena ucciso un fattore. Invano un vecchio e il giudice li mettono in guardia dalla tentazione di fare giustizia sommaria. Un bieco vice-sceriffo, un amico del morto accecato dall'ira, un borioso ex-colonnello sudista ancora in uniforme e una vecchia strega sanguinaria aizzano gli altri. Al gruppo degli inseguitori si aggregano due giovani (Jane Fonda e il suo amico, appena tornati in paese) e un reverendo di colore. Dopo aver spaventato in piena notte la diligenza che riporta in paese l'ex-ragazza di Fonda appena sposatasi con un signore di San Francisco, catturano tre uomini sorpresi nel sonno (un padre di famiglia, un messicano e un vecchio), che hanno una mandria con il marchio del defunto (il padre di famiglia sostiene di aver appena acquistato un ranch e di aver acquistato le bestie dal deceduto). Insensibili alle loro rimostranze (i tre supplicano invano che si vada al paese a verificare la loro storia), tutti entusiasti di impiccare tre uomini in una volta, i bravi cittadini della posse decidono di giustiziarli all'alba. Al padre di famiglia viene consentito di scrivere un'ultima lettera alla moglie, che un anziano impietosito (anche lui contrario all'impiccagione) si offre di consegnare. Invano Fonda tenta di intervenire: soccombe alla loro furia omicida. Il figlio del colonnello si rifiuta di frustare uno dei cavalli, e suo padre lo schiaffeggia disgustato dalla sua vigliaccheria. Sulla via del ritorno incontrano lo sceriffo che viene dalla fattoria del presunto morto: in realta` e` soltanto ferito, e i veri colpevoli sono gia` stati arrestati. Gli entusiasti giustizieri rivelano la loro vigliaccheria quando lo sceriffo chiede chi sia stato ad eseguire il linciaggio: i colpevoli tremano, e l'anziano che si era opposto (fedele alla legge dell'omerta`) risponde soltanto "tutti meno sette". Il figlio del colonnello rinfaccia al padre l'assassinio: il veterano sapeva che quei tre erano innocenti, ma moriva dalla voglia di ammazzare qualcuno. Il colonnello si suicida. Nel saloon affollato da volti delusi, Fonda legge l'ultima lettera alla moglie di uno dei tre condannati.