- Dalla pagina su Roy Ayers di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il vibrafonista di Los Angeles Roy Ayers (Los Angeles, 1940) emerse dalla scena hard-bop per adottare la posizione eclettica e populista del suo maestro Herbie Mann (1966-70).
Aveva esordito nel dialetto hard-bop dei primi anni '60 con West Coast Vibes (luglio 1963), in quintetto con sassofono e pianoforte, e Virgo Vibes (marzo 1967), con una formazione stellare composta dal trombettista Charles Tolliver, dal sassofonista tenore Joe Henderson, dal bassista Reggie Workman e dal pianista Herbie Hancock.
Passò alla fusion soul-funk-jazz con il concept spirituale He's Coming (1971), con il sassofonista Sonny Fortune, il bassista John Williams, il tastierista Harry Whitaker e il batterista Billy Cobham.
Influenzato dal sound jazz-funk elettrico di Miles Davis ed Herbie Hancock, nel 1970 Ayers formò il suo gruppo, gli Ubiquity, che esplorarono quella fusione cosmica/mistica con Ubiquity (1971), sebbene la sua visione musicale fosse meglio rappresentata dall'inquietante colonna sonora del film Coffy (aprile 1973).
Stava chiaramente transitando verso una disco e una soul music raffinata, come dimostrato dal tour de force produttivo di Mystic Voyage (1975). Ayers elettrificò il vibrafono, lo arricchì di tastiere elettriche e impiegò un ritmo sincopato e rilassato. In pratica, Ayers ha anticipato l'acid-jazz di oltre un decennio con pezzi come Old One Two Move To Groove (1975), Everybody Loves the Sunshine (1976) e Daylight (1977).

Roy Ayers è morto a New York nel marzo 2025, all'età di 84 anni.


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