- Dalla pagina su Gary Bartz di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Mentre suonava ancora con Art Blakey e Max Roach, il sassofonista contralto Gary Bartz (Baltimora, 1940) debuttÃē come leader con Libra (giugno 1967).
Il suo stile era ancora derivato dal bebop, ma le sue composizioni erano già di prim'ordine, e la suite di 24 minuti Another Earth per un sestetto con il trombettista Charles Tolliver, il sassofonista tenore Pharoah Sanders, il pianista Stanley Cowell e il bassista Reggie Workman, tratta da Another Earth (giugno 1968), lo dimostrÃē.
Dopo Home (marzo 1969), Bartz sostituÃŽ Wayne Shorter nel gruppo di Miles Davis.
Influenzato da Davis, da John Coltrane e dal chitarrista rock Jimi Hendrix, Bartz formÃē gli NTU Troop nel 1970 per suonare una fusione ad alta energia di soul, funk, jazz e rock su Harlem Bush Music - Taifa (novembre 1970), rovinato dalla voce (e dai testi) di Andy Bey, Juju Street Songs (ottobre 1972), che flirtava con la musica soul tra la leggermente esotica Teheran e la coltraneiana Sifa Zote, Follow The Medicine Man (ottobre 1972), con il workout funk Dr Follow's Dance, il live I've Known Rivers And Other Bodies (luglio 1973), con il pianista Hubert Eaves che sostituiva Bey e gli inni afro-spirituali Ju Ju Man e I've Known Rivers, rovinati dalla voce di Bartz, e Singerella - A Ghetto Fairy Tale (febbraio 1974), con Bartz che suonava anche il sintetizzatore.
Dopo Altissimo (luglio 1974), una sessione a quattro sassofoni con Lee Konitz, Jackie McLean e Charlie Mariano, Bartz si dedicÃē al funk elettronico, a partire da The Shadow Do (1975) e Music Is My Sanctuary (1977).
I suoi album divennero sempre piÃđ banali.
A tal punto che il mediocre West 42nd Street (Candid, 1990) venne accolto come una rinascita artistica.
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