- Dalla pagina su Bix Beiderbecke di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cornettista Bix Beiderbecke (1903) fu il primo maestro bianco del jazz. Nato in Iowa, lontano da qualsiasi importante fonte di musica nera, fu anche il primo grande musicista ad apprendere il jazz ascoltando dischi, e non direttamente.
Arrivò a Chicago nel 1921 e registrò per la prima volta nel febbraio del 1924 con la Wolverine Orchestra (Jazz Me Blues di Tom Delaney). La sua reputazione si affermò rapidamente grazie a una produzione diversificata, soprattutto a New York: il suo Davenport Blues (gennaio 1925) per un quintetto di cornetta, clarinetto, trombone, pianoforte e batteria (chiamati Rhythm Jugglers), Singin' the Blues (febbraio 1927) di Con Conrad, arrangiato da Bill Challis per l'orchestra di Frank Trumbauer, che contiene l'esecuzione più celebre di Beiderbecke, Clarinet Marmalade (febbraio 1927) della Original Dixieland Jass Band, sempre con Trumbauer, Clementine (settembre 1927) con la Jean Goldkette Orchestra, Changes (novembre 1927) di Walter Donaldson con Paul Whiteman, I'm Coming Virginia (maggio 1927) di Will Marion Cook, arrangiato da Irving Riskin anche stavolta per l'orchestra di Trumbauer, contiene alcuni dei suoi passaggi più toccanti.
I contemporanei rimasero scioccati dalla qualità lirica e riflessiva che Beiderbecke riusciva a evocare attraverso la sua gestione non ortodossa del timbro e del tempo. Fondò la sua orchestra (Gang) e continuò ad affinare il suo stile introverso, in particolar modo attraverso le registrazioni dell'ottobre 1927 di Royal Garden Blues di Spencer Williams, Goose Pimples di Fletcher Henderson e Sorry e Since My Best Girl Turned Me Down di Howdy Quicksell.
Le sue composizioni erano meno famose e venivano eseguite come brani per pianoforte solo, ma in realtà In a Mist (settembre 1927), forse il suo capolavoro, Candlelight (1930), Flashes (1931), In The Dark (1931), dimostrarono la profondità della sua visione musicale.
Prima della sua prematura scomparsa, Beiderbecke presentò altri saggi sulla sua esecuzione lirica: San (gennaio 1928) di Bill Challis , There Ain't No Sweet Man That's Worth the Salt of My Tears (settembre 1927) di Fred Fisher , Concerto in F (ottobre 1928) di George Gershwin , From Monday On (febbraio 1928)di Bing Crosby e Waiting at the End of the Road (settembre 1929)di Irving Berlin, tutti con Paul Whiteman, oltre a Mississippi Mud (gennaio 1928) di Harry Barris con Trumbauer, e il proto-swing di I'll Be a Friend with Pleasure (settembre 1930) di Maceo Pinkard con la sua band.
L'associazione con Trumbauer fu probabilmente quella più fruttuosa, mentre l'orchestra commerciale Goldkette permise ai talenti di Beiderbecke, Trumbauer, del chitarrista di origini italiane Salvatore “Eddie Lang” Massaro e del violinista Joe Venuti di mettersi insieme, nonostante i limiti del repertorio di Goldkette.
Alla fine, e purtroppo, tutti migrarono nell'orchestra di Paul Whiteman, che era ancor più commerciale e che diluiva e limitava ulteriormente la loro ispirazione.
Alcolizzato, morì nel 1931, all'età di soli 28 anni.
Il suo stile di improvvisazione minimale e tenue rifletteva fondamentalmente il suo stile di vita in declino. Inutile dire che ci si potrebbe chiedere cosa avrebbe potuto fare Beiderbecke se avesse suonato in orchestre nere invece che in orchestre bianche...
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