- Dalla pagina su Jane Ira Bloom di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La sassofonista soprano bianca Jane Ira Bloom (Boston, 1955) ha compiuto una delle escursioni piÃđ spettacolari al confine tra struttura e improvvisazione.
IniziÃē in modo molto indipendente con We Are (marzo 1978), un duetto con il bassista Kent McLagan, e Second Wind (giugno 1980), in quintetto con il pianista Larry Karush e il vibrafonista David Friedman, a cavallo tra Anthony Braxton e Coleman Hawkins.
Questo atteggiamento trionfÃē in Mighty Lights (novembre 1982), grazie a un quartetto che comprendeva il pianista Fred Hersch e la sezione ritmica di Ornette Coleman di due decenni prima, ovvero il bassista Charlie Haden e il batterista Ed Blackwell, e grazie a composizioni come 2-5-1 che incarnavano il postmodernismo nella sua manifestazione piÃđ sottile.
Dopo i duetti di transizione con Hersh di As One (settembre 1984), in particolar modo il brano Waiting For Daylight (nove minuti), Hersh passÃē alle tastiere elettroniche per creare l'intelligente arazzo di Modern Drama (febbraio 1987), che richiamava gli esperimenti di Paul Bley con la musica elettronica dal vivo.
Il quartetto con Hersh si dedicÃē al formato ballad con Slalom (giugno 1988), prima che l'arte compositiva di Bloom raggiungesse l'apice con Art & Aviation (luglio 1992). Con la partecipazione della stessa Bloom all'elettronica dal vivo, del trombettista Kenny Wheeler, del bassista Michael Formanek e del percussionista elettroacustico Jerry Granelli (di nuovo, una formazione che ricordava il quartetto senza pianoforte di Ornette Coleman di trent'anni prima), l'album fonde la sua passione per la pittura astratta e il suo talento per la melodia in visioni sofisticate come Oshumare, Art & Aviation e soprattutto Most Distant Galaxy.
Dopo un altro leggero divertissment, Nearness (luglio 1995), con Wheeler, Hersh, il trombonista Julian Priester, il bassista Rufus Reid e il batterista Bobby Previte, la sessione in quartetto con Hersch, il bassista Mark Dresser e Previte che diede vita a The Red Quartets (gennaio 1999) fu una vetrina per la sua chirurgica miscela di design ed esecuzione, dalla torrenziale Emergency alla scarna Tell Me Your Diamonds.
Sostituendo Hersh con Vincent Bourgeyx, il quartetto di Bloom fece un'altra inversione a U verso la melodia con Sometimes the Magic (luglio 2000).
In un modo unico di affermare il suo ruolo di catena di trasmissione, per ogni passo compiuto verso il free jazz, la concept art e il contrappunto sperimentale, Bloom fece anche un passo indietro verso le radici del jazz e della musica pop.
Chasing Paint (maggio 2002), registrato dal quartetto classico con Hersch, Dresser e Previte, ÃĻ stato il suo tributo a una delle sue influenze, la pittura astratta di Jackson Pollock, con il suo sintetizzatore attivato dal movimento che infesta le meditazioni criptiche di Unexpected Light e Alchemy.
Sostituendo Hersch con Jamie Saft, Like Silver Like Song (luglio 2004) ÃĻ stato piÃđ del solito ritiro nella melodia: ha bilanciato la sua doppia personalità , non solo alternando melodie orecchiabili e pezzi liberi, ma anche fondendo i due nei nove minuti di Vanishing Hat.
Bloom ÃĻ anche membro degli Atlantic/Pacific Waves con il suonatore di pipa cinese Min Xioa-Fen, il suonatore di komungo coreano Jin Hi Kim e il bassista Mark Dresser.
Mental Weather (giugno 2007) presentava il suo quartetto: la pianista Dawn Clement, il bassista Mark Helias e il batterista Matt Wilson.
Bobby Previte sostituÃŽ Wilson per Wingwalker (giugno 2010).
Sixteen Sunsets (giugno 2013) propone brani tradizionali e originali eseguiti da un quartetto con Dominic Fallacaro (pianoforte), Cameron Brown (basso) e Matt Wilson (batteria).
Early Americans (settembre 2015) documenta un trio con il bassista Mark Helias e il batterista Bobby Previte.
Il doppio disco Wild Lines (aprile 2017) documenta la sassofonista Jane Ira Bloom insieme a Dawn Clement (pianoforte), Mark Helias (basso) e Bobby Previte (batteria) in un'opera ispirata alle poesie di Emily Dickinson.
Tues Days (aprile 2021) documenta duetti improvvisati con la batterista Allison Miller.
Some Kind Of Tomorrow (novembre 2020) documenta duetti tra Jane Ira Bloom (sassofono soprano) e Mark Helias (contrabbasso).
See Our Way (gennaio 2022) raccoglie improvvisazioni tra Mark Helias (basso) e Jane Ira Bloom (sassofono soprano).
Songs In Space (maggio 2024) documenta un quartetto con il pianista Dominic Fallacaro, il bassista Mark Helias e il batterista Bobby Previte.
Un trio con Brian Shankar Adler (batteria, tabla, dischi cromatici, scatola di legno) e come ospite Ken Filiano (contrabbasso) ha registrato Once Like A Spark (luglio 2025).
Ha partecipato anche ad alcuni album dei M'Lumbo: Celestial Ghetto (Pursuance 2011), Tuning In To Tomorrow (Pursuance 2012), Popular Science (Pursuance 2013) e Celestial Mechanics (Ropeadope 2020).
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